<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595</id><updated>2012-01-04T22:32:36.722+01:00</updated><title type='text'>Il Circolo Pickwick</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>248</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-432564925018401457</id><published>2010-04-23T22:03:00.002+02:00</published><updated>2010-04-23T22:06:43.275+02:00</updated><title type='text'>"Il ritorno del dinosauro" di Piero Dorfles</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/S9H9aY7ZbuI/AAAAAAAAAkw/axUITjFBGMQ/s1600/ilRitornodeldinosauro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/S9H9aY7ZbuI/AAAAAAAAAkw/axUITjFBGMQ/s320/ilRitornodeldinosauro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463426452787130082" /&gt;&lt;/a&gt; «Mi sembrano vecchi quelli che pensano che la conoscenza della storia, della letteratura del passato, dei processi sociali e culturali che ci hanno preceduto non servano per vivere nel presente. Ci deve essere una strada per coniugare progresso tecnologico e cultura. E non voglio tornare indietro: voglio andare avanti, in un mondo che abbia più cultura, più consapevolezza, più coscienza di sé. Mi ribello perché senza ribellione c’è accettazione, e se non ci si riscuote, si soccombe. Se non si riflette, si progetta, si analizza e si critica, allora sì che si è estinti.»&lt;br /&gt;Piero Dorfles&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Piero Dorfles appartiene a una generazione che è cresciuta e si è formata prima dell'avvento dei computer. Per certi versi è un dinosauro, anche se non è certo un passatista, o un oppositore del progresso. Tuttavia osserva come il declino del valore della cultura, che trova un terreno fertile nell'espansione delle nuove tecnologie, ha avuto un'enorme influenza sui processi della comunicazione e dell'istruzione, oltre che sulla nostra identità e sui rapporti personali.&lt;br /&gt;Prendendo spunto dal cinema, dalla televisione e dai fumetti, Piero Dorfles ci aiuta a capire come le contraddizioni della modernità rischiano di impoverire la nostra vita interiore e il nostro ruolo sociale. Quello che propone Il ritorno del dinosauro - illustrandoci dall'interno il funzionamento delle istituzioni del nostro paese - è una prospettiva in cui la cultura può rappresentare un antidoto all'involuzione in corso. Perché in un contesto in rapidissima mutazione, solo la cultura - ovvero saper progettare il futuro senza perdere il contatto con le nostre radici - può aiutarci a compiere scelte consapevoli e dare un senso e una direzione alla nostra esperienza. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Piero Dorfles&lt;/strong&gt; è giornalista e critico letterario. In Rai da quarant’anni, ha curato diversi programmi radiofonici e televisivi tra cui Il baco del millennio e La banda. Ha affiancato Patrizio Roversi e Neri Marcorè nella conduzione della fortunata trasmissione televisiva Per un pugno di libri. È autore di saggi dedicati al mondo della comunicazione come Carosello e l’Atlante della radio e della televisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno del dinosauro&lt;br /&gt;di Pietro Dorfles&lt;br /&gt;Garzanti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-432564925018401457?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/432564925018401457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=432564925018401457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/432564925018401457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/432564925018401457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2010/04/il-ritorno-del-dinosauro-di-piero.html' title='&quot;Il ritorno del dinosauro&quot; di Piero Dorfles'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/S9H9aY7ZbuI/AAAAAAAAAkw/axUITjFBGMQ/s72-c/ilRitornodeldinosauro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-2905131645231287390</id><published>2010-03-16T23:44:00.002+01:00</published><updated>2010-03-16T23:49:47.968+01:00</updated><title type='text'>"Un inverno italiano" di Andrea Camilleri e Saverio Lodato</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/S6AKKuOgayI/AAAAAAAAAko/Ga16gJ3u0f0/s1600-h/un_inverno_italiano_.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/S6AKKuOgayI/AAAAAAAAAko/Ga16gJ3u0f0/s320/un_inverno_italiano_.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449366728442145570" /&gt;&lt;/a&gt; Chi meglio di Andrea Camilleri può raccontare la tragicommedia che stiamo vivendo? Saverio Lodato ha dato voce al più popolare scrittore italiano, che commenta giorno per giorno, dal novembre 2008 al maggio 2009, fatti, misfatti, personaggi e figurine che hanno invaso le cronache di giornali e tv. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco in scena le bravate di “Piccolo Cesare” insieme con il terremoto e la passerella elettorale, l’infinita emergenza extracomunitaria e i provvedimenti disumani del governo, la pena e lo sciacallaggio sul dramma di Eluana, la Chiesa di Tettamanzi (ma anche quella del papa), l’incivile polemica sul biotestamento, la ridicola censura a Vauro, il lodo Alfano che grazia Berlusconi… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Camilleri controcorrente, tra storia e cronaca, tradizione e racconto. Con il gusto di trovare le parole giuste per ribaltare la grammatica di quello che siamo diventati.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Andrea Camilleri &lt;/strong&gt; è nato a Porto Empedocle (Agrigento) nel settembre 1925. &lt;br /&gt;Dopo oltre trent'anni di lavoro come produttore e regista televisivo e radiofonico in RAi, nel 1978 pubblica il suo primo romanzo: da allora non abbandonerà più la letteratura. Ha pubblicato oltre cinquanta volumi tra romanzi storici e civili, romanzi polizieschi e la serie che ha come protagonista il commissario Montalbano.&lt;br /&gt;Foto di Stefano Corso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Saverio Lodato &lt;/strong&gt; Giornalista e scrittore, lavora per “l’Unità”. Tra i suoi libri, per Mondadori: La mafia ha vinto (con Tommaso Buscetta); Ho ucciso Giovanni Falcone (con Giovanni Brusca). Per Rizzoli: Trent'anni di mafia; Intoccabili (con Marco Travaglio); La linea della palma (con Andrea Camilleri). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un inverno Italiano"&lt;br /&gt;di Andrea Camilleri e Saverio Lodato&lt;br /&gt;Editore: Chiarelettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rInKFACyKjA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rInKFACyKjA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-2905131645231287390?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/2905131645231287390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=2905131645231287390' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2905131645231287390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2905131645231287390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2010/03/un-inverno-italiano-di-andrea-camilleri.html' title='&quot;Un inverno italiano&quot; di Andrea Camilleri e Saverio Lodato'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/S6AKKuOgayI/AAAAAAAAAko/Ga16gJ3u0f0/s72-c/un_inverno_italiano_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-1695685872613005426</id><published>2010-01-01T18:29:00.002+01:00</published><updated>2010-01-01T18:33:31.582+01:00</updated><title type='text'>"La misura dell'anima" di Kate  Pickett e Richard  Wilkinson</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sz4xLPlhYGI/AAAAAAAAAkc/jt2elStoWrY/s1600-h/Lamisuradellanima.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 202px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sz4xLPlhYGI/AAAAAAAAAkc/jt2elStoWrY/s320/Lamisuradellanima.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421825070632886370" /&gt;&lt;/a&gt; È la diseguaglianza la madre di tutti i malesseri sociali. Non è l’ennesima riproposta di un astratto ideale egualitario di matrice socialista, ma il risultato di trent’anni di ricerche e comparazioni statistiche tra i dati raccolti in tutti i principali paesi sviluppati. Un lavoro che è stato definito dal “Guardian” “Il libro più importante dell’anno.” &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In una società c’è più violenza, più ignoranza, maggiore disagio psichico, orari di lavoro infiniti? Ci sono più malati, più detenuti, più tossicodipendenti, più ragazze-madri, più obesi? All’origine di questo alto tasso di infelicità ci sarà con ogni probabilità un maggior divario tra ricchi e poveri, una maggiore diseguaglianza.&lt;br /&gt;Lo dimostrano, cifre alla mano, gli autori di questo libro che è già un caso in Inghilterra. Non è l’ennesima riproposta di un astratto ideale egualitario di matrice socialista. Piuttosto, è il risultato di trent’anni di ricerche e comparazioni statistiche tra i dati raccolti in tutti i principali paesi sviluppati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne emerge un’inedita radiografia del mondo in cui viviamo. Siamo infatti abituati a pensare che la crescita economica abbia l’effetto automatico di rendere una nazione più sana e più soddisfatta. Ma oggi non è più così, perché i malesseri generati dalla diseguaglianza coinvolgono tutti: non solo i ceti più svantaggiati, ma anche quanti si collocano al vertice della scala sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prospettiva aperta dal libro è chiara: se si vuole avviare un nuovo ciclo di crescita che ponga al centro la qualità della vita e non solo il Pil, occorre intervenire immediatamente per ridurre la forbice sociale cresciuta a dismisura tra anni ottanta e novanta. Occorre redistribuire reddito e opportunità prendendo ispirazione da Scandinavia e Giappone, esempi virtuosi di egualitarismo, contro il modello di sperequazione offerto da paesi come Stati Uniti e Inghilterra, non a caso baricentro di una terribile crisi economica e sociale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Kate Pickett &lt;/strong&gt;è Senior Lecturer all’University of York e lavora presso il National Institute for Health Research. Ha studiato Antropologia a Cambridge, Scienze nutrizionali alla Cornell ed Epidemiologia a Berkeley, prima di lavorare per quattro anni come assistant professor alla University of Chicago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Richard Wilkinson &lt;/strong&gt;ha studiato Storia economica alla London School of Economics, prima di specializzarsi in Epidemiologia. È professore emerito alla University of Nottingham Medical School e professore onorario allo University College di Londra. I suoi lavori sono stati tradotti in oltre dieci lingue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La misura dell'anima" &lt;br /&gt;Perché le diseguaglianze rendono le società più infelici &lt;br /&gt;di Kate Pickett e Richard Wilkinson &lt;br /&gt;Traduzione: Adele Oliveri &lt;br /&gt;Collana: Serie Bianca&lt;br /&gt;Pagine: 304&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 18&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-1695685872613005426?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/1695685872613005426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=1695685872613005426' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1695685872613005426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1695685872613005426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2010/01/la-misura-dellanima-di-kate-pickett-e.html' title='&quot;La misura dell&apos;anima&quot; di Kate  Pickett e Richard  Wilkinson'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sz4xLPlhYGI/AAAAAAAAAkc/jt2elStoWrY/s72-c/Lamisuradellanima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8011163578520018194</id><published>2009-09-12T22:53:00.004+02:00</published><updated>2009-09-12T22:57:10.830+02:00</updated><title type='text'>"L'ombra" di Turi Vasile</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqwKhpPGe9I/AAAAAAAAAjk/jK_ABE6Vx5Q/s1600-h/lombra.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 223px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqwKhpPGe9I/AAAAAAAAAjk/jK_ABE6Vx5Q/s320/lombra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380687227922054098" /&gt;&lt;/a&gt; Questi racconti di Turi Vasile sono scritti in pienezza di luce. Il vecchio io autobiografico de L’Ombra torna a essere, per le misteriose metamorfosi del destino umano, un bambino ammalato di nostomanìa, abbacinato nell’eden di una Messina che sempre risorge, come l’Araba fenice, dalle sue ceneri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è scrittore in Italia altrettanto disarmato e disarmante, ché la mano di Vasile, nel mentre scrive, anziché chiudersi, si apre, mostrando ogni linea, ogni vena. Non ci sono segreti, in questi racconti; e anche la vita fuggitiva, e il mistero della morte e del dolore, sono accettati con bonomia, con lacrime di bambino con la faccia di vecchio. I racconti di Vasile sono aperti come un ventaglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto vi è detto con pudore e sincerità: la disperazione per la moglie Silvana, chiusa nella torre della malattia; l’affanno degli anni, che hanno perso la giovanile dispnea causata dalla “lissa”, e hanno trovato l’altra dispnea, quella di chi ha il cuore malato; i tanti ricordi che risorgono intatti da un luogo che non esiste, se non nell’anima; la certezza barcollante per un Dio che solo in quanto “essere” pensabile diviene possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo memoriale lirico e familiare, Turi Vasile scrive uno dei suoi libri più commoventi. E, nonostante in uno dei racconti più belli di questa raccolta un uomo perda la propria ombra, solo alla fine quest’uomo capirà che, senza la propria ombra, si muore per davvero. L’ombra è su di noi, e dobbiamo portarla addosso come un doppio siamese. Sono pochi gli scrittori che sanno “dialogare con le ombre” come Vasile – e, sempre, anche i morti sembrano vivi, nei suoi racconti. Aleggia sull’opera di questo scrittore un nuovo mito, quello di Margite, colui che sapeva fare tutto, ma tutto faceva male. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È, chiaramente, una riconferma del grande mito dello scrittore come dilettante. Senza grancasse e senza sociologia – sorretto soltanto da una lingua tersa e immediata, da un’attitudine al sogno che lo pone al fianco dei grandi lirici greci, e da un’attenzione al quotidiano miracolosa, e all’epifanico dettaglio minimo – Vasile si riconferma uno dei nostri grandi scrittori, proprio perché raramente s’era vista così tanta luce nella disperazione, sia pure addolcita da lontani gesti perduti, e da un Dio lontano che, in certi momenti, sembra avere la stessa faccia del suo buon padre. A.D.C. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Con questa nuova raccolta di racconti, Turi Vasile scrive uno dei suoi libri più commoventi. Non ci sono segreti, in questo memoriale lirico. Anche la vita fuggitiva, e il mistero della morte e del dolore, sono accettati con bonomia, con lacrime di bambino e con la faccia di vecchio. E pure se sopra ogni dolore emerge lo strazio per la moglie Silvana, ormai chiusa nella torre della malattia, siamo davanti a un Amore che miracolosamente si compie e rinnova da più sessant’anni, un Amore antico che, totale e disarmante, pur crescendo di pari passo con l’angoscia “quella della morte che ci separerà” mai prima d’ora si era fatto portatore di così tanta luce nella disperazione. Luce che ritroviamo nella dolce immagine giovanile di Silvana “... a specchiarsi accanto a me e a sorridermi, anticipando la resurrezione del corpo.”» &lt;br /&gt;Francesca Ottaviani, redazione Hacca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Turi Vasile&lt;/strong&gt;: regista, produttore e scrittore, ha pubblicato, tra le altre cose: Paura del vento e altri racconti (Sellerio, 1987), Un villano a Cinecittà (Sellerio, 1993), L’ultima sigaretta (Sellerio, 1996), Male non fare (Sellerio, 1997), Il ponte sullo stretto (Sellerio, 1999), La valigia di fibra (Sellerio, 2002), Morgana (Avagliano, 2007) e Silvana (Avagliano, 2008). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"L'ombra" &lt;br /&gt;di Turi Vasile&lt;br /&gt;EDIZIONI HACCA&lt;br /&gt;Pagine: 166&lt;br /&gt;Prezzo: 14,00&lt;br /&gt;ISBN: 978-88-89920-32-9&lt;br /&gt;Anno: agosto 2009&lt;br /&gt;collana Novecento.0&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8011163578520018194?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8011163578520018194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8011163578520018194' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8011163578520018194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8011163578520018194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/09/lombra-di-turi-vasile.html' title='&quot;L&apos;ombra&quot; di Turi Vasile'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqwKhpPGe9I/AAAAAAAAAjk/jK_ABE6Vx5Q/s72-c/lombra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8685616480144827390</id><published>2009-09-11T23:24:00.002+02:00</published><updated>2009-09-11T23:28:26.791+02:00</updated><title type='text'>"I due dogmi" di Roberto Satolli e Paolo Vineis</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqrARHP8HwI/AAAAAAAAAjc/8trWB1ImOp8/s1600-h/Iduedogmi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380324105083690754" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 141px; CURSOR: hand; HEIGHT: 220px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqrARHP8HwI/AAAAAAAAAjc/8trWB1ImOp8/s320/Iduedogmi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Un invito al dialogo costruttivo tra “persone di buona volontà”, nella convinzione che la complessità dei problemi legati alla vita vieti la contrapposizione tra un campo laico arroccato nella difesa della scienza, e un campo religioso chiuso nella salvaguardia di principi astratti drammaticamente inadeguati. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La scienza si scontra sempre più spesso con posizioni che si oppongono alle sue conquiste in nome della religione o dell’etica. Il più delle volte questa opposizione si risolve in un doppio dogmatismo. Da una parte l’inflessibilità di chi, soprattutto nella gerarchia cattolica odierna, ritiene di avere accesso a una verità trascendente o comunque superiore alle conoscenze empiriche. Dall’altra si contrappone la rigidità di quanti, dall’interno del mondo scientifico, tendono a presentare le proprie conoscenze come certezze, ignorandone o fingendo di ignorarne i limiti. I guasti di queste due debolezze travestite da dogmi si vedono nel dibattito, ormai quasi quotidiano, su argomenti come il cambiamento climatico, le cellule staminali, il prolungarsi artificiale e magari indesiderato della vita e della morte. Quasi tutti abbiamo la sensazione di essere “agiti” in queste discussioni, senza mai realmente capire quali sono i fatti e quali sarebbero le decisioni giuste. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro non pretende di dare risposte, ma afferma alcuni semplici presupposti che consentono di condividere un metodo di deliberazione partecipata sui temi rilevanti per la società intera. Il primo è che la scienza non è una ricetta per trovare risposte “giuste” ai dilemmi etici e politici della società contemporanea. Il secondo è che le conoscenze prodotte dalla scienza sono comunque quanto di meglio abbiamo a disposizione per illuminare (non dettare) le scelte e soprattutto per scartare le opzioni non più sostenibili.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Roberto Satolli&lt;/strong&gt;, medico, ha lasciato la professione ospedaliera per dedicarsi interamente all’informazione e comunicazione sulla salute. Nel 1993 ha fondato l’agenzia Zelig di informazione, comunicazione e formazione medica. È responsabile dal 2001 dell’Unità operativa comunicazione e informazione nell’ambito del Sistema nazionale linee guida; membro del Consiglio direttivo del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica e del Comitato di indirizzo Cochrane italiano; presidente, dal 2005, del Comitato etico indipendente dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. Tra gli ultimi suoi libri: Dizionario storico della salute (con Giorgio Cosmacini e Giuseppe Gaudenzi, Einaudi 1997), La clonazione e il suo doppio (con Fabio Terragni, Garzanti 1998), Lettera a un medico sulle cure dell’uomo (Laterza 2003). Con Feltrinelli ha pubblicato, nel 1992, Vita morte miracoli – medicina, genetica, diritto: conflitti e prospettive (con Stefano Nespor e Amedeo Santosuosso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paolo Vineis&lt;/strong&gt;, medico, è professore di Epidemiologia ambientale all’Imperial College di Londra e professore aggiunto di Epidemiologia alla Columbia University di New York; dirige la sezione di Scienze della vita alla Fondazione ISI di Torino. Il suo campo principale di attività è la ricerca sulle cause ambientali dei tumori e l’interazione con la suscettibilità genetica. Ha pubblicato più di 400 articoli scientifici e alcuni libri: Il crepuscolo della probabilità (Einaudi 1999), Equivoci bioetici (Codice 2006). Ha curato, The Molecular Epidemiology of Chronic Diseases (con Chris Wild e Seymour Garte, Wiley 2008).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"I due dogmi" &lt;br /&gt;Oggettività della scienza e integralismo etico &lt;br /&gt;di Roberto Satolli e Paolo Vineis &lt;br /&gt;Contributi: Ignazio Marino&lt;br /&gt;FELTRINELLI &lt;br /&gt;Collana: Campi del sapere&lt;br /&gt;Pagine: 192&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 16&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8685616480144827390?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8685616480144827390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8685616480144827390' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8685616480144827390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8685616480144827390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/09/i-due-dogmi-di-roberto-satolli-e-paolo.html' title='&quot;I due dogmi&quot; di Roberto Satolli e Paolo Vineis'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqrARHP8HwI/AAAAAAAAAjc/8trWB1ImOp8/s72-c/Iduedogmi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8986207494354757763</id><published>2009-09-10T19:01:00.004+02:00</published><updated>2009-09-10T19:10:27.289+02:00</updated><title type='text'>"Murad Murad" di Suad Amiry</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqkxQV7PIDI/AAAAAAAAAjU/YK4J0DqyaEs/s1600-h/untitled.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5379885386704035890" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 141px; CURSOR: hand; HEIGHT: 220px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqkxQV7PIDI/AAAAAAAAAjU/YK4J0DqyaEs/s320/untitled.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; "Cosa abbiamo fatto nelle ultime dieci stramaledette ore? Perché ci hanno sparato? Perché ci hanno rincorsi, picchiati e arrestati se siamo ancora “dalla nostra parte”, sulla nostra terra, sul versante della Cisgiordania? Se il muro separa la Palestina da Israele, perché ci molestano in casa nostra?" L’avventura di un gruppo di palestinesi alla ricerca di lavoro clandestino in terra di Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiare sesso. Suad Amiry sa benissimo che è questo l’unico modo per raccontare la paradossale condizione dei lavoratori palestinesi costretti a superare il confine con Israele per trovare lavoro. E così fa. Suad si traveste da uomo e raggiunge nottetempo un villaggio vicino a Ramallah da dove comincia il suo viaggio, lungo le strade costeggiate di olivi che conducono in Israele, insieme al fido Mohammad, a Murad – sfrontato, grezzo, tamarro, un ragazzo come tanti – e ai loro amici. Ridono, scherzano, parlano del lavoro che, forse, li aspetta al di là del confine, ma la testa è sempre altrove: ai soldati israeliani che potrebbero arrestarli da un momento all’altro, alla diffida che riceverebbero se venissero presi e che sancirebbe una “carcerazione preventiva”, alla pallottola sparata da qualche cecchino nascosto tra gli alberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando, dopo una marcia sulle colline e una serie di traversie, riescono infine a superare il muro e a mettere piede in Israele, è tardi: il lavoro non c’è più. Si confondono con i civili israeliani e salgono su un autobus per cominciare il viaggio di ritorno verso casa. Davanti a loro un paesaggio non ignoto ma visto forse per la prima volta con occhi diversi: tutto quello che era stato “palestinese” non c’è più, non c’è più memoria dell’architettura, delle coltivazioni, della vita quotidiana di un popolo che lì è vissuto per secoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Suad Amiry &lt;/strong&gt;è un’architetta palestinese, fondatrice e direttrice del Riwaq Center for Architectural Conservation a Ramallah. Cresciuta tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo, ha studiato architettura all’American University di Beirut e all’Università del Michigan, specializzandosi infine a Edimburgo. Dal 1981 insegna archittettura alla Birzeit University e, da allora, vive a Ramallah. Ha scritto e curato numerosi volumi sui differenti aspetti dell’architettura palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Murad Murad"&lt;br /&gt;di Suad Amiry&lt;br /&gt;FELTRINELLI&lt;br /&gt;Traduzione: Maria Nadotti&lt;br /&gt;Collana: Varia&lt;br /&gt;Pagine: 176&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 14,5&lt;br /&gt;In libreria dal 9 settembre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Appuntamenti con Suad Amiry:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- incontro con l'autrice per la presentazione del nuovo libro "Murad Murad" l' 01/10/2009, alle ore 18.30, presso la Feltrinelli Libri e Musica, Galleria Colonna 31/35 a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- incontro con l'autrice per la presentazione del libro "Murad Murad" il 02/10/2009, alle ore 18.30, presso la Feltrinelli Libri e Musica, Piazza dei Martiri a Napoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- "La scrittura al tempo della guerra". Incontro con l'autrice al Festival Internazionale, il 03/10/2009, alle ore 11.30, presso il Cinema Apollo a Ferrara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8986207494354757763?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8986207494354757763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8986207494354757763' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8986207494354757763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8986207494354757763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/09/murad-murad-di-suad-amiry.html' title='&quot;Murad Murad&quot; di Suad Amiry'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqkxQV7PIDI/AAAAAAAAAjU/YK4J0DqyaEs/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4843136139548328323</id><published>2009-09-08T23:32:00.003+02:00</published><updated>2009-09-08T23:34:17.657+02:00</updated><title type='text'>"Piccolo dizionario del cinema" di Marie-Thérèse Journot</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqbNhJQCgsI/AAAAAAAAAjM/FMWUd1L6bPI/s1600-h/Piccolodizionariodelcinema.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 198px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqbNhJQCgsI/AAAAAAAAAjM/FMWUd1L6bPI/s320/Piccolodizionariodelcinema.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5379212774243205826" /&gt;&lt;/a&gt; Da «saturazione» a «stacco», a «zoom», da «acusmatico» a «diegesi», a «Dogma»: oltre 500 lemmi cinematografici, corredati da una spiegazione sintetica e accessibile anche al profano. Questo piccolo dizionario di Marie-Thérèse Journot vuole essere uno strumento di uso quotidiano, pratico ed essenziale, per chi non soltanto desidera conoscere il significato dei termini tecnici ma si propone anche di acquisire le nozioni di base della storia e della critica del cinema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marie-Thérèse Journot &lt;/strong&gt;insegna all’Università della Sorbonne Nouvelle - Paris III.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Piccolo dizionario del cinema" &lt;br /&gt;di Marie-Thérèse Journot&lt;br /&gt;ED. LINDAU&lt;br /&gt;Collana «Strumenti»&lt;br /&gt;ISBN 978-88-7180-709-6&lt;br /&gt;Pagine 208&lt;br /&gt;Euro 14,50&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4843136139548328323?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4843136139548328323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4843136139548328323' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4843136139548328323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4843136139548328323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/09/piccolo-dizionario-del-cinema-di-marie.html' title='&quot;Piccolo dizionario del cinema&quot; di Marie-Thérèse Journot'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqbNhJQCgsI/AAAAAAAAAjM/FMWUd1L6bPI/s72-c/Piccolodizionariodelcinema.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-1441326760091768895</id><published>2009-09-07T22:05:00.003+02:00</published><updated>2009-09-07T23:31:48.407+02:00</updated><title type='text'>"Santa Mafia" di Petra Reski</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqV5DfGgIhI/AAAAAAAAAjE/I_ThYnneocQ/s1600-h/santamafia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378838430759264786" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 302px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqV5DfGgIhI/AAAAAAAAAjE/I_ThYnneocQ/s320/santamafia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Così svelo la Gomorra tedesca – "Se andiamo avanti così in pochi anni la ’ndrangheta si mangia la Germania”. Petra Reski ha i titoli per dirlo: da vent’anni scrive articoli sulle cosche. Ora però il suo ultimo libro è diventato un caso. Scomodo anche per lei. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;– Io Donna, Corriere della Sera&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Petra descrive gli affari dei mammasantissima della ’ndrangheta in Italia e nel suo paese: alberghi, pizzerie, strutture di lusso ma anche finanziarie, conti correnti e investimenti. Fa nomi e cognomi dei boss e dei loro referenti e protettori politici, descrive i raffinati meccanismi del riciclaggio raccogliendo inchieste fatte in Italia e il parere di magistrati che da anni sono impegnati sul difficile fronte della lotta alla mafia finanziaria. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;– L’Unità&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Duisburg, agosto 2007. Davanti al ristorante Da Bruno vengono ritrovati i cadaveri di sei uomini, tutti calabresi, crivellati da 70 proiettili. Sarà chiamata la Strage di Ferragosto: il primo segno evidente della penetrazione delle mafie italiane nel mondo, della lenta ma inarrestabile colonizzazione portata avanti dai “cafoni” in Francia, Spagna e Germania. Ed è proprio qui, nel cuore produttivo d’Europa, che la mafia ha da tempo indirizzato i propri traffici, non solo per farli fruttare ma soprattutto per “ripulirli”: alberghi, pizzerie, ristoranti di lusso ma anche conti correnti e finanziarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro di Petra Reski, da vent’anni corrispondente in Italia per la stampa tedesca, è un lungo viaggio di ritorno da Palermo a Duisburg. La ricostruzione di un mosaico di luoghi, persone e vicende che parte dalla Sicilia e sale seguendo le rotte della criminalità: Calabria, Campania, su fino al ricco nord-est. E poi ancora oltralpe, nella sua Germania, terra di elezione della mafia, dove non esiste il reato di associazione mafiosa e non sono ammessi l’uso intensivo delle intercettazioni e la confisca dei beni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’edizione originale il libro è uscito censurato per volontà dell’autorità giudiziaria tedesca, intervenuta su richiesta di alcuni personaggi i cui nomi sono ben noti perché figurano nelle informative di polizia (sia italiane che tedesche), nei documenti giudiziari, in numerosi resoconti giornalistici. Tuttavia, di loro non si può parlare in un libro; la gente deve continuare a ignorare il problema. L’edizione italiana poteva scegliere di eliminare semplicemente queste parti del testo; invece ha deciso di riportare le medesime righe nere sulle parole che sono costate a Petra Reski intimidazioni e minacce. Perché il lettore abbia una chiara immagine del bavaglio con cui il potere cerca costantemente di ridurre al silenzio il giornalismo più coraggioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Petra Reski &lt;/strong&gt;è nata in Germania, nella regione della Ruhr, ha studiato a Trier, Münster e Parigi e si è laureata in letteratura francese, scienze politiche e sociologia. Ha vinto il concorso della scuola di giornalismo di Amburgo, la prestigiosa Henri-Nannen-Schule, e ha iniziato la sua carriera come reporter per il settimanale Stern. Attualmente è corrispondente culturale per Die Zeit e altre testate tedesche, mensili e settimanali, tra cui Geo, Focus, Merian, e ha pubblicato svariati libri. Arrivata in Italia nel 1989 per scrivere un reportage sulla primavera a Palermo, decide di rimanervi “per comprendere quelle che sono le contraddizioni di questa terra anche attraverso la mafia”. Da allora non ha mai più smesso di occuparsene. Il suo sito è &lt;a href="http://www.blogger.com/www.petrareski.com"&gt;www.petrareski.com&lt;/a&gt; In Germania è stata eletta Miglior Giornalista del 2008 nella categoria “reporter” proprio a seguito della pubblicazione di questo libro. In Italia, per il suo impegno “al servizio dei grandi valori del giornalismo”, ha ricevuto a Nocera Inferiore il Premio Civitas 2009 da parte dell’associazione ANDE, che premia donne distintesi per il loro impegno nella lotta alla mafia, e l’ Amalfi Coast Media Award, il premio internazionale del giornalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Il libro verrà presentato:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;a Bologna, sabato 12 settembre, alle ore 21.15, presso la Libreria Feltrinelli, in piazza Galvani, 1/h. Con l'autrice, Petra Reski, interverrà Roberto Morrione, giornalista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;domenica 13 settembre 2009, alle ore 21.00, presso la Sala Dibattiti Centrale della Festa dell'Unità di Bologna (Parco Nord - via Stalingrado). Con l'autrice interverranno Antonio Ingroia Magistrato, Procuratore aggiunto di Palermo, Roberta Bussolari del Coordinamento Libera Emilia Romagna, Roberto Morrione, giornalista, Direttore di Libera Informazione, Rita Ghedini, Senatrice del Partito Democratico. Modera il dibattito Raffaele Donini, giornalista e Consigliere Provinciale Partito Democratico Provincia di Bologna&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;lunedì 14 settembre, alle ore 21.00, presso la Sala Rossa deella Festa dell'Unità di Modena (Ponte Alto - Stradello Anesino). Con l'autrice, Petra Reski, interverrà Maurizio Torrealta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lWfLUNrOgYk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/lWfLUNrOgYk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-1441326760091768895?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/1441326760091768895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=1441326760091768895' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1441326760091768895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1441326760091768895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/09/santa-mafia-di-petra-reski.html' title='&quot;Santa Mafia&quot; di Petra Reski'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqV5DfGgIhI/AAAAAAAAAjE/I_ThYnneocQ/s72-c/santamafia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8862676277925119288</id><published>2009-09-05T12:23:00.002+02:00</published><updated>2009-09-05T12:28:04.332+02:00</updated><title type='text'>"La regina del mondo" di Jacques Julliard</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqI8kGj8XtI/AAAAAAAAAi8/NKUPYjqjIYo/s1600-h/Lareginadelmondo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 119px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqI8kGj8XtI/AAAAAAAAAi8/NKUPYjqjIYo/s320/Lareginadelmondo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377927495968120530" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Il potere dell'opinione pubblica&lt;br /&gt;prefazione di Ferruccio De Bortoli &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regina del mondo è l’opinione pubblica che è entrata di forza nella democrazia rappresentativa attraverso i sondaggi, i manifesti, internet, il rifiuto delle caste…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autore esplora le radici e le conseguenze del fenomeno. In Francia il libro ha sollecitato un acceso dibattito e vinto il premio per il miglior libro politico del 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo ordinario irrompe sulla scena. Un cittadino che non è più definito unicamente dai propri interessi economici e materiali, dalle ideologie o dalla cultura, «ma da un cocktail di tutto questo, nel quale hanno un ruolo decisivo la passione, l’emotività, l’immediatezza». Un cittadino a cui i parlamenti non bastano più. Sostiene Julliard che «la Rete è una chance. Ma anche un grande rischio: internet abolisce la diseguaglianza nell’opinione». Ma se pensiamo a Obama, all’importanza della democrazia d’opinione durante la sua campagna elettorale, non possiamo non chiederci che cosa sta cambiando e cosa ne sarà della democrazia oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prefazione di Ferruccio de Bortoli spiega quanto l’opinione pubblica pesa in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Jacques Julliard&lt;/strong&gt;, storico e giornalista, direttore all’École des Hautes Études in scienze sociali, è editorialista del «Nouvel Observateur». I suoi lavori vertono sul sindacalismo rivoluzionario e sulle culture politiche nella Francia contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La regina del mondo" &lt;br /&gt;di Jacques Julliard &lt;br /&gt;MARSILIO&lt;br /&gt;pp. 112 &lt;br /&gt;2009 &lt;br /&gt;isbn: 978-88-317-9750-4&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8862676277925119288?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8862676277925119288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8862676277925119288' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8862676277925119288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8862676277925119288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/09/la-regina-del-mondo-di-jacques-julliard.html' title='&quot;La regina del mondo&quot; di Jacques Julliard'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqI8kGj8XtI/AAAAAAAAAi8/NKUPYjqjIYo/s72-c/Lareginadelmondo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-9214748407355335607</id><published>2009-09-05T00:03:00.004+02:00</published><updated>2009-09-05T00:12:34.523+02:00</updated><title type='text'>"La Controriforma della scuola. Il trionfo del mercato e del mediatico" di Baldacci e Frabboni</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqGPF-NGOWI/AAAAAAAAAi0/cPFYQyNp4bI/s1600-h/lacontroriformadellascuola.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 80px; height: 117px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqGPF-NGOWI/AAAAAAAAAi0/cPFYQyNp4bI/s320/lacontroriformadellascuola.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377736762817132898" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Un’accorata e radicale denuncia dei nuovi progetti di Controriforma per la scuola. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La "Riforma Gelmini" finirà per colpire gravemente la Scuola pubblica. Ha già iniziato a demolire due sue antiche architravi: il diritto di tutti allo studio e la qualità dell'istruzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la sta privando dei suoi due fondamentali princìpi di riferimento: la Persona e la Cultura. In cambio, la Controriforma del ministro - perché di questo si tratta - propone la medicina miracolistica del binomio scuola-azienda, destinata a ridurre la Scuola al ruolo di ruota di scorta delle imprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I provvedimenti di questa Controriforma non si giustificano né in rapporto alle esigenze di sviluppo civile di uno Stato democratico, né in relazione alla crescita del sistema socio-economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'epoca attuale, la forza civile, democratica ed economica di un Paese è legata alla qualità delle competenze acquisiste nella formazione. Perciò, occorre garantire a tutti un'alfabetizzazione culturale forte fin dall'inizio della Scuola primaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno al maestro unico, la soppressione delle compresenze, l'accorpamento dei plessi scolastici - con il conseguente depauperamento degli spazi laborario-atelier -finiranno invece per indebolire l'efficacia della Scuola e per rendere più fragile l'alfabetizzazione dei nostri alunni. Il tenore delle competenze assicurate dall'istruzione di base tenderà ad abbassarsi, e ciò renderà più cagionevole la salute socio-economica del nostro Paese, e più incerte le sue prospettive di sviluppo civile e democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;(tratto da &lt;a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=17484&amp;Tipo=Libro&amp;strRicercaTesto=&amp;titolo=la+controriforma+della+scuola%2E+il+trionfo+del+mercato+e+del+mediatico"&gt;www.francoangeli.it&lt;/a&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimo Baldacci &lt;/strong&gt;è professore ordinario di Pedagogia generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università "Carlo Bo" di Urbino. Aderisce al problematicismo pedagogico di marca critica e razionalista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Franco Frabboni &lt;/strong&gt;è professore ordinario di Pedagogia all'Università di Bologna. La sua ricerca aderisce alle ragioni teoriche ed empiriche del razionalismo critico di impostazione problematicista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Controriforma della scuola. Il trionfo del mercato e del mediatico   &lt;br /&gt;di Massimo Baldacci , Franco Frabboni &lt;br /&gt;FRANCO ANGELI &lt;br /&gt;Collana: Il mestiere della pedagogia  &lt;br /&gt;pp. 128&lt;br /&gt;1a edizione 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-9214748407355335607?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/9214748407355335607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=9214748407355335607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9214748407355335607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9214748407355335607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/09/la-controriforma-della-scuola-il.html' title='&quot;La Controriforma della scuola. Il trionfo del mercato e del mediatico&quot; di Baldacci e Frabboni'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SqGPF-NGOWI/AAAAAAAAAi0/cPFYQyNp4bI/s72-c/lacontroriformadellascuola.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7831437032455284754</id><published>2009-09-03T10:45:00.003+02:00</published><updated>2009-09-03T10:48:12.839+02:00</updated><title type='text'>"Oltre il muro" di Anna Chiarloni</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sp-CUKBhWUI/AAAAAAAAAis/u1XZlCHL7zQ/s1600-h/Oltreilmuro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 219px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sp-CUKBhWUI/AAAAAAAAAis/u1XZlCHL7zQ/s320/Oltreilmuro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377159762903390530" /&gt;&lt;/a&gt; Qual è il volto della nuova capitale a vent'anni dalla riunificazione della Germania? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlino resta un luogo simbolico, cuore pulsante di una realtà in continua trasformazione. La città scala il muro del tempo rivelando la ricerca di un'identità nazionale sia nei segni remoti di una tradizione dispersa che nei linguaggi più innovativi della modernità europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso la penna di studiosi tra i più accreditati nelle varie discipline, dall'architettura al cinema e alla letteratura, i saggi qui raccolti narrano di memoria e demolizione, congedi e vessilli di un orizzonte urbano in transito verso il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crocevia di grandi migrazioni Berlino si ripropone come laboratorio di idee e culture diverse, realtà composita di libertà e nostalgia, tesa a sanare le ferite inflitte dalla storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anna Chiarloni &lt;/strong&gt;insegna Letteratura tedesca all'Università degli Studi di Torino. Fra le sue pubblicazioni: Christa Wolf, Stampatori, Torino 1990; Grenzfallgedichte, Aufbau, Berlino 1991 (con H. Pankoke); Nuovi poeti tedeschi, Einaudi, Torino 1994; Germania '89. Cronache letterarie della riunificazione tedesca, FrancoAngeli, Milano 1998.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Oltre il muro"&lt;br /&gt;Berlino e i linguaggi della riunificazione   &lt;br /&gt;di Anna Chiarloni  &lt;br /&gt;FRANCO ANGELI&lt;br /&gt;Contributi di Eva Banchelli, Tomà Berlanda, Cristina Bianchetti, Rita Calabrese, Fabrizio Cambi, Liza Candidi T.C., Gerhard Friedrich, Matteo Galli, Antonella Gargano, Hannes Krauss, Domenico Mugnolo, Daniela Nelva, Manuela Poggi  &lt;br /&gt;Collana: Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino  &lt;br /&gt;Argomenti: Letteratura - Storia politica e diplomatica - Storia urbana e del territorio - Storia della cultura e del costume &lt;br /&gt;Livello: Studi, ricerche &lt;br /&gt;pp. 208&lt;br /&gt;1a edizione 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7831437032455284754?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7831437032455284754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7831437032455284754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7831437032455284754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7831437032455284754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/09/oltre-il-muro-di-anna-chiarloni.html' title='&quot;Oltre il muro&quot; di Anna Chiarloni'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sp-CUKBhWUI/AAAAAAAAAis/u1XZlCHL7zQ/s72-c/Oltreilmuro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8331020234124920649</id><published>2009-09-01T10:36:00.002+02:00</published><updated>2009-09-01T10:56:26.250+02:00</updated><title type='text'>"Il sistema sceneggiatura" di Luca Bandirali ed Enrico Terrone</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SpzdSMfOG0I/AAAAAAAAAik/89QOft-OkV4/s1600-h/Ilsistemasceneggiatura.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SpzdSMfOG0I/AAAAAAAAAik/89QOft-OkV4/s320/Ilsistemasceneggiatura.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376415359833086786" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;IL SISTEMA SCENEGGIATURA&lt;br /&gt;Scrivere e descrivere i film.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;il nuovo libro di Luca Bandirali e Enrico Terrone&lt;br /&gt;DAL 17 SETTEMBRE IN LIBRERIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi trent’anni la teoria del cinema si è occupata soprattutto del contesto del film, delle poetiche degli autori e degli atteggiamenti degli spettatori, lasciando che l’analisi delle strutture narrative divenisse appannaggio dei manuali di sceneggiatura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tentativo di rispondere alla domanda teorica «che cos’è una storia per il cinema?» […] si è trovato sempre più spesso a passare attraverso le risposte alla domanda pratica «come funziona una sceneggiatura?», e quindi attraverso le riflessioni delle persone che le sceneggiature le scrivevano e le leggevano per mestiere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ai formalisti russi (Propp, Jakobson) e ai narratologi francesi (Greimas, Genette), peraltro tutti teorici della letteratura più che del cinema, si sono progressivamente sostituiti i nomi degli story analyst e degli script consultant americani, i cosiddetti «neoaristotelici» […]. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mutazione del sistema di riferimento ha due conseguenze principali, una virtuosa e una viziosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aspetto virtuoso consegue dall’impostazione empirica e pragmatica degli story analyst, che non sono professori rinchiusi nella turris eburnea a vedere sempre gli stessi dieci film, ma professionisti che lavorano a stretto contatto con le grandi produzioni hollywoodiane, le quali offrono loro uno sterminato repertorio di «case studies» e soprattutto un sostanzioso banco di prova per la verificabilità delle ipotesi e dei modelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma da questa supremazia della prassi deriva anche l’aspetto vizioso della narratologia degli story analyst, ovvero la sua mancanza di rigore, di universalità e di sistematicità, e quindi la sua tendenza a ridursi a un bagaglio di trucchi e formule per imparare a scrivere «una grande sceneggiatura», dove l’enfasi è posta sul prescrivere come deve funzionare la trama del film da farsi, assai più che sullo spiegare come funzionano le trame dei film che già esistono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema sceneggiatura si propone invece l’obiettivo di restituire lo studio delle strutture narrative alla teoria del cinema, facendo tesoro delle acquisizioni della manualistica degli story analyst, riformulate però all’interno di un discorso rigoroso e sistematico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema sceneggiatura è animato dunque dalla volontà di trasformare gli strumenti pratici dei neoaristotelici in una macchina ideale, perfetta, paradigmatica, capace di spiegare «come funziona una sceneggiatura, che cos’è una storia per il cinema» in generale, nei termini concettuali di una teoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questa «macchina per scrivere e descrivere i film» le parti del libro analizzano le differenti componenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei capitoli iniziali ci si sofferma sul «telaio» della narrazione cinematografica, che consiste nelle definizioni basilari (storia e sceneggiatura, cap. 1), nei principi generativi (story concept e tema, cap. 2), e negli elementi costitutivi (personaggio e mondo, cap. 3). Da qui, si passa alla «dinamica», cioè al «motore» in grado di mettere in movimento la storia: questo «motore narrativo» è formato da uno schema basilare (il plot, cap. 4) e dalla sua attuazione (struttura in tre atti, cap. 5), il cui studio approfondito contempla la possibilità di varianti (le strutture alternative, cap. 6) e di versioni (il viaggio dell’eroe, cap. 7). Quindi è la volta della «carrozzeria» della storia, che consiste nella costruzione dei singoli segmenti (la scena, cap. 8) che sostanziano gli schemi narrativi traducendone le fasi e gli snodi in azioni concrete. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine si tratta di capire come avviene la «guida» della macchina, cioè con quali operazioni il discorso narrativo tiene le redini della storia (plot D, cap. 9); al che, si potrà tracciare una mappa delle principali «strade» che la macchina narrativa è solita percorrere (i generi, cap. 10). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta da stabilire a chi sia destinata questa «macchina per scrivere e descrivere i film». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è implicita nella formulazione stessa: il Sistema riguarda chi i film li vuole scrivere – sceneggiatori e aspiranti tali – perché capire come funziona un film è il modo migliore per imparare a progettarne uno; ma il libro riguarda ancor più chi i film vuole imparare a descriverli: a riconoscere come sono fatti, a capire come funzionano o come non funzionano, ad acquisire gli strumenti utili per analizzare, valutare, interpretare un’opera cinematografica con cognizione di causa. Dunque Il sistema sceneggiatura non si rivolge solo agli sceneggiatori, ma anche agli script consultant, ai critici cinematografici, agli studiosi e agli studenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto si rivolge allo spettatore appassionato di cinema – qualunque sia il modo in cui questa passione si manifesta, fosse anche semplicemente guardando dei film – nella convinzione che la conoscenza di strutture e principi offra la possibilità di trasformare l’oggetto della propria passione in una disciplina che sarà fonte di piacere e conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Luca Bandirali&lt;/strong&gt; è docente di Storia e Tecnica della Sceneggiatura presso l’Università del Salento e ha scritto insieme a Sabina Guzzanti la sceneggiatura del film Le ragioni dell’aragosta (2007). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Enrico Terrone &lt;/strong&gt;insegna Storia e critica del cinema presso l’Università del Piemonte Orientale e collabora con il Labont (Laboratorio di Ontologia) dell’Università di Torino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono entrambi redattori di «Segnocinema».Per Lindau hanno scritto: Nell’occhio, nel cielo. Teoria e storia del cinema di fantascienza (2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il sistema sceneggiatura" &lt;br /&gt;di Luca Bandirali ed Enrico Terrone&lt;br /&gt;Edizioni Lindau &lt;br /&gt;«Saggi»&lt;br /&gt;pag. 326&lt;br /&gt;euro 22&lt;br /&gt;ISBN 978-88-7180-831-4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;INTERVISTA AGLI AUTORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché un libro sulla sceneggiatura?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il cinema nella nostra società è stato ed è usato principalmente per raccontare storie, e quindi abbiamo ritenuto che un discorso adeguato sui film richieda come punto di partenza una riflessione approfondita sul funzionamento di queste storie. Ci interessava stabilire quali fossero le loro parti essenziali e i loro procedimenti di costruzione, partendo dall'impianto generale, cioè dalla domanda: «Che cosa deve necessariamente succedere perché ci sia una storia?», per arrivare fino ai minimi dettagli: «Come è fatto il mondo abitato dai personaggi di una storia? Attraverso quali traiettorie si dipana la storia? In che modo queste traiettorie sono scomposte in scene? Come funziona, presa singolarmente, ciascuna scena?»&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A quali categorie di film si riferisce il vostro studio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La risposta può sembrare presuntuosa ma è sincera: a tutti i film narrativi, da quelli più «commerciali» a quelli più «sperimentali», dai «classici» ai «contemporanei».  Il nostro sistema comprende una molteplicità di sfumature e sfaccettature, ed è concepito per rendere ragione di qualsiasi film che rientri nell’alveo  della narrazione, come dimostra il vasto repertorio di esempi al quale abbiamo fatto ricorso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A quale lettore vi rivolgete?&lt;/strong&gt;Non esiste individuo che non si confronti con delle narrazioni, di qualsivoglia genere. Nella nostra società le narrazioni dominanti sono quelle cinematografiche in senso lato (film e serie tv). Il nostro «sistema» è concepito dunque per un lettore-spettatore che, fatta l'esperienza della visione del film o della serie televisiva, abbia desiderio di coglierne e comprenderne i meccanismi, ad esempio al fine di corroborare i suoi giudizi sul film con argomentazioni fondate, anche semplicemente nel corso di una conversazione all’uscita dalla sala. Pensiamo al fatto che comunemente il discorso sui film è incentrato sulla storia che essi raccontano; crediamo in tal senso che possa essere molto interessante affrontare questo discorso così diffuso e condiviso con degli strumenti adeguati. È come conoscere la lingua di un paese, quando lo si visita; di solito se ne fa un'esperienza più piena e soddisfacente. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dunque il libro serve soltanto per capire più in profondità i film e per discuterne con competenza?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;No, serve a questo, ma non soltanto a questo. C'è un altro livello di lettura altrettanto importante: è quello a cui si accede quando si prova a scrivere una propria storia, e ci si rende conto che oltre alla cosiddetta ispirazione, c'è un gran bisogno di regole, coordinate, procedimenti, che servono a dare veramente forma all'idea narrativa che si ha; in questo caso, il "sistema" per leggere una narrazione altrui diventa il sistema per produrne una propria nel miglior modo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8331020234124920649?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8331020234124920649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8331020234124920649' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8331020234124920649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8331020234124920649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/09/il-sistema-sceneggiatura-di-luca.html' title='&quot;Il sistema sceneggiatura&quot; di Luca Bandirali ed Enrico Terrone'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SpzdSMfOG0I/AAAAAAAAAik/89QOft-OkV4/s72-c/Ilsistemasceneggiatura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4966957025868647119</id><published>2009-07-30T12:16:00.002+02:00</published><updated>2009-07-30T12:21:16.264+02:00</updated><title type='text'>"Papi. Uno scandalo politico" di Gomez, Lillo e Travaglio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SnFzTuQpxeI/AAAAAAAAAic/EKBPxroous4/s1600-h/Papi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364195413847557602" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SnFzTuQpxeI/AAAAAAAAAic/EKBPxroous4/s320/Papi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; «È strano che molti media in Italia non parlino dello scandalo di Berlusconi mentre tutto il mondo ne parla. La gente dovrebbe sapere che cosa succede. E non credo che si tratti di gossip, ma di informazione.»&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;David Grossman, scrittore israeliano, 1° luglio 2009&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;«Urge la nomina di un ministro del gossip con delega alla censura.»&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Altan, «L’espresso», 25 luglio 2009&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Quella sera in Sardegna Tony mi disse: qualsiasi cosa succeda, tu evita che mi facciano delle foto vicino a Silvio con la bandana. Stai in mezzo tu, sennò la stampa britannica mi uccide.»&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cherie Blair, moglie di Tony Blair, Che tempo che fa, Rai3, 23 maggio 2009&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così si sceglie la nuova classe politica italiana. Prima nelle residenze del Cavaliere, poi al Parlamento europeo o negli enti locali. Tra escort, ballerine, modelle e tanta musica. Dal vivo. Uno spettacolo come in tv, quella che piace al premier. Con l’aggiunta di personaggi alla Gianpi Tarantini, grande navigatore nel mare della politica truccata a colpi di mazzette e party da jet set, tra cocaina e frequentazioni pericolose. Telefonate su telefonate e testimonianze dirette. A partire da quella di Patrizia D’Addario, la squillo all’ultimo momento esclusa dalle elezioni europee. Questo libro ricostruisce fatti privati che diventano pubblici ed espongono Papi-Silvio a ogni sorta di ricatto, trascinando l’Italia al punto più basso del suo discredito internazionale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Peter Gomez &lt;/strong&gt;è inviato de L’espresso. È autore, con Marco Travaglio, di REGIME, INCIUCIO, LE MILLE BALLE BLU, pubblicati da Bur. Con Lirio Abbate ha pubblicato I COMPLICI (Fazi 2007).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marco Lillo &lt;/strong&gt;è giornalista de L’espresso. Con Peter Gomez e Marco Travaglio ha scritto BAVAGLIO (Chiarelettere 2008).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marco Travaglio &lt;/strong&gt;è autore, tra l’altro, di MANI SPORCHE (con Gianni Barbacetto e Peter Gomez) SE LI CONOSCI LI EVITI (con Peter Gomez) e ITALIA ANNOZERO (con Vauro e Beatrice Borromeo) pubblicati da Chiarelettere. Di grande successo il suo spettacolo teatrale PROMEMORIA (libro e dvd, Promomusic).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Travaglio e Gomez, insieme a Pino Corrias, sono in rete con il blog &lt;a href="http://"&gt;http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/ &lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Papi. Uno scandalo politico".&lt;br /&gt;di Gomez, Lillo e Travaglio&lt;br /&gt;Chiarelettere&lt;br /&gt;Principio Attivo&lt;br /&gt;euro 15&lt;br /&gt;pagine 334&lt;br /&gt;In libreria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4966957025868647119?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4966957025868647119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4966957025868647119' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4966957025868647119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4966957025868647119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/papi-uno-scandalo-politico-di-gomez.html' title='&quot;Papi. Uno scandalo politico&quot; di Gomez, Lillo e Travaglio'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SnFzTuQpxeI/AAAAAAAAAic/EKBPxroous4/s72-c/Papi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6376148558293861870</id><published>2009-07-10T19:55:00.002+02:00</published><updated>2009-07-10T19:59:09.594+02:00</updated><title type='text'>"Un altro mondo" di Carlo Vangelista</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SleAwdvJM8I/AAAAAAAAAiU/89aPzL6pshM/s1600-h/Unaltromondo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356891851884934082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 100px; CURSOR: hand; HEIGHT: 158px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SleAwdvJM8I/AAAAAAAAAiU/89aPzL6pshM/s320/Unaltromondo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; "'Non voglio vedere niente, Mumbua. Non c'è niente che possa cambiare le cose,' disse Andrea. Mumbua gli sorrise. 'Le cose non cambiano mai. Cambiamo noi.'" Un romanzo che racconta con grandezza e generosità di scenari, di temi, di personaggi memorabili la distanza che ci divide dalla semplice ed evidente sostanza dell’amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea vive insieme a Livia una esistenza smemorata, molle, remissiva, in mezzo ad amici che, come lui, più di lui, ricamano finzioni intorno al buio del cuore, all’abisso di sentimenti inespressi. Tanti anni prima il padre di Andrea ha abbandonato la famiglia e si è trasferito in Kenya, lasciando dietro di sé solo silenzio. E ora arriva una sua lettera: vorrebbe rivedere il figlio prima di cedere alla morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea è più rancorosamente curioso che animato da pietà filiale, ma ci va. Va in Africa. E là scopre di avere un fratello, più orfano di lui. Il padre ha lasciato a entrambi una eredità difficile. Comincia a quel punto un viaggio che è una vera e propria avventura dentro l’immensità e la maestà di un continente derelitto, e dentro la devastata interiorità di un giovane uomo che al fratello-figlio, al piccolo Charlie, deve aprire uno spazio o lasciarlo fuori da sé per sempre, nero e bastardo. In fondo, a una decina di ore di volo c’è il suo mondo che lo aspetta e dove tutto può ricominciare – come prima, come sempre. E se invece fosse possibile un altro mondo? Se sulla scacchiera dell’esistenza ci si potesse muovere senza l’ingombro di fantasmi, finalmente pieni di vento e di memoria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori approfondimenti, il blog di Carla Vangelista e tanto altro ancora vai su &lt;a href="http://www.blogger.com/www.carlavangelista.it"&gt;www.carlavangelista.it&lt;/a&gt;, il sito ufficiale di Carla Vangelista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un altro mondo di Carla Vangelista diventa un film &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà Silvio Muccino, alla sua seconda prova come regista dopo Parlami d’amore, a portare sullo schermo il nuovo romanzo di Carla Vangelista uscito per Feltrinelli nella primavera del 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le riprese dovrebbero partire a settembre tra Nairobi e Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' un film sulla paternità - dice il regista -. Interpreto il ruolo di un ragazzo moderno un po' debosciato, Andrea, che ha una compagna anoressica-bulimica di nome Livia. Ad un certo punto ricevo una lettera da mio padre in Kenya e quando lo raggiungo scopro di avere un fratellino nero".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il 22 luglio alle ore 21.30 Carla Vangelista presenterà Un altro mondo. A parlare del libro insieme a lei Barbara Palombelli mentre Muccino - accompagnato al pianoforte da Stefano Arnaldi - leggerà brani dal libro. La serata si terrà a Roma, al Teatro India di Lungotevere Vittorio Gassman.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carla Vangelista &lt;/strong&gt;è nata e vive a Roma. Sceneggiatrice - Troppi equivoci (2006), Signorinaeffe (2007), Parlami d’amore (2008) –, nel 2006 ha scritto con Silvio Muccino Parlami d’amore (Rizzoli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un altro mondo"&lt;br /&gt;di Carla Vangelista&lt;br /&gt;FELTRINELLI&lt;br /&gt;Collana: I Canguri&lt;br /&gt;Pagine: 264&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 16&lt;br /&gt;In libreria dal 26 marzo 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6376148558293861870?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6376148558293861870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6376148558293861870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6376148558293861870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6376148558293861870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/un-altro-mondo-di-carlo-vangelista.html' title='&quot;Un altro mondo&quot; di Carlo Vangelista'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SleAwdvJM8I/AAAAAAAAAiU/89aPzL6pshM/s72-c/Unaltromondo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4400397013674065813</id><published>2009-07-09T19:03:00.001+02:00</published><updated>2009-07-09T19:06:20.205+02:00</updated><title type='text'>"Ricordi. Da Budapest a Parigi" di François Fejtö</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlYjMVyTgwI/AAAAAAAAAiM/cRS8jBTF7Vg/s1600-h/Ricordidabudapestaparigi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 194px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlYjMVyTgwI/AAAAAAAAAiM/cRS8jBTF7Vg/s320/Ricordidabudapestaparigi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356507501717324546" /&gt;&lt;/a&gt; Una riflessione storica, e insieme il racconto della storia di un uomo al servizio della libertà. Il ricordo autobiografico si mescola con la passione civile, l’analisi impietosa, l’incessante interrogativo sul bene e il male della nostra società. Nato a Budapest sotto Francesco Giuseppe e diventato cittadino francese alla fine degli anni Trenta, Fejtö, è stato testimone di tutti gli eventi che hanno scosso l’Europa nel corso del Novecento.  la fine dell'impero austro-ungarico, la nascita del nazismo e le persecuzioni antisemite, le ore tragiche delle purghe staliniane e della rivoluzione ungherese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione di Aridea Fezzi Price &lt;br /&gt;Introduzione di Maurizio Serra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Già da qualche tempo si aveva l’impressione di vivere in un mondo che stava per chiudere»: in realtà sono molti i mondi che lo storico e scrittore Fejtö ha visto chiudere nella sua vita centenaria di «passeggero del Novecento». Si comincia «col crepuscolo di un mondo», il dorato tramonto dell’impero austro-ungarico con cui si aprono questi ricordi: quel bacino di multiculturalismo e di multietnicità, compreso tra la Galizia e Trieste, che l’autore bambino attraversava senza passaporto, parlando varie lingue diverse come se ognuna fosse la propria. Si finisce con la Parigi capitale intellettuale, da dove discutere di tutti i rivolgimenti dell’Europa, dal Nazismo alla caduta dell’ultimo impero, il Sovietico, come esule, testimone appassionato, giornalista militante e storico dalle analisi preveggenti. Un vita divisa in due da «francese d’Ungheria». Ma forse Fejtö quel mondo mitteleuropeo non ha mai davvero lasciato, pur essendo l’ultimo cosmopolita, definito «meticcio culturale», passato senza perdere distacco critico e libertà da tutti gli impegni culturali dei suoi tempi, e pur avendo vissuto in ogni capitale e frequentato ogni gruppo su e giù per l’Europa in cui valesse la pena conversare. Così le sue pagine conservano tutta la potenze evocativa delle memorie di chi è nato nella parte orientale dell’Europa, ed ha visto la storia normalmente irrompere nella sua esistenza quotidiana e l’esilio come concreta possibilità di ogni domani. Riescono a rappresentare, di una vita che sembra sintetizzare al meglio l’Uomo europeo, tutto il dramma e la poesia, la nostalgie e il furore, il terrore e il senso di libertà. E il secolo corre nei suoi Ricordi come se un protagonista, dalla parola briosa e dal giudizio umano, mai fazioso ma sempre impegnato, commentasse con il lettore le pagine del quotidiano del giorno dopo gli avvenimenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;François Fejtö &lt;/strong&gt;è nato nel 1909 in Ungheria, a Nagykanizsa, da famiglia ebraica. Dal 1955 è naturalizzato francese. È internazionalmente noto per la sua Histoire des démocracies populaires (1969) e considerato altresì uno dei maggiori esperti di storia dell'impero austro-ungarico, su cui ha scritto libri di enorme successo. Tra i titoli pubblicati in Italia Requiem per un impero defunto (1990), Fine delle democrazie popolari. L'Europa orientale dopo la rivoluzione del 1989 (1990) e Dio e il suo ebreo (2000). Con questa casa editrice ha pubblicato l'intervista Il passeggero del secolo (con Maurizio Serra, 2001), Viaggio sentimentale (2003) e Dio l'uomo e il diavolo. Meditazioni sul male nel corso della storia (2007). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ricordi. Da Budapest a Parigi"&lt;br /&gt;Titolo originale: Mémoires: de Budapest à Paris&lt;br /&gt;di Francois Fejto&lt;br /&gt;SELLERIO&lt;br /&gt;Traduttore: Aridea Fezzi Price&lt;br /&gt;Lingua Originale: francese&lt;br /&gt;Collana: La nuova diagonale&lt;br /&gt;Num. di collana: 79&lt;br /&gt;Anno: 2009&lt;br /&gt;ISBN: 88-389-2392-2 &lt;br /&gt;Pagine: 440&lt;br /&gt;Prezzo: 20.00 Euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In libreria il 9 luglio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4400397013674065813?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4400397013674065813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4400397013674065813' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4400397013674065813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4400397013674065813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/ricordi-da-budapest-parigi-di-francois.html' title='&quot;Ricordi. Da Budapest a Parigi&quot; di François Fejtö'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlYjMVyTgwI/AAAAAAAAAiM/cRS8jBTF7Vg/s72-c/Ricordidabudapestaparigi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-2646044521912932618</id><published>2009-07-08T07:46:00.002+02:00</published><updated>2009-07-08T07:50:10.822+02:00</updated><title type='text'>"Il Club Bilderberg" di Daniel Estulin</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlQzDa7Ph4I/AAAAAAAAAiE/Xz7k5J31AF8/s1600-h/ilclubbilderberg.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 114px; height: 160px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlQzDa7Ph4I/AAAAAAAAAiE/Xz7k5J31AF8/s320/ilclubbilderberg.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5355961990710790018" /&gt;&lt;/a&gt; Dal 1954 e una sola volta all’anno, un gruppo ristretto di persone si ritrova per decidere segretamente il futuro politico ed economico dell’umanità. Nessun giornalista ha mai avuto accesso alle riunioni che fino a poco tempo fa si sono svolte presso l’Hotel Bilderberg, in una piccola cittadina olandese. Nessuna notizia è mai filtrata da quelle stanze, anche se – come dimostrano le pagine di questo libro – è durante questi incontri che vengono prese le decisioni più rilevanti per il futuro di tutti noi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi arriva finalmente anche in Italia il libro che racconta la vera storia di uno dei più potenti e segreti organi decisionali del mondo: il Club Bilderberg. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risultato di un’indagine serrata durata oltre 15 anni, la rigorosa e documentata inchiesta di Daniel Estulin, tra storia e attualità, svela per la prima volta quello che non era mai stato detto prima, rendendo noti i giochi di potere che si svolgono a nostra insaputa e a scapito della legittima volontà e autodeterminazione dei Popoli.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla privacy armata che la protegge, la classe dirigente globale detta l'indirizzo su politica, economia e conseguenti implicazioni militari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inchiesta di Estulin dimostra come il Club Bilderberg sia stato coinvolto nelle decisioni internazionali più rilevanti della storia recente, dal Piano Marshall allo scandalo Watergate, fino ai recenti conflitti nel Medio Oriente. E' da questa élite che emergono le figure chiave dello scacchiere internazionale – presidenti statunitensi, direttori di agenzie come la CIA o l'FBI, i vertici dei maggiori gruppi finanziari, economici e dell'informazione  – così come da questi incontri nascono le linee guida della globalizzazione.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato in Spagna nel 2005, aggiornato al 2009 in questa prima pubblicazione italiana, "Il Club BIlderberg" è già stato tradotto in 48 lingue, diffondendosi in 70Paesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Daniel Estulin &lt;/strong&gt;vive in Spagna ed è un prestigioso giornalista investigativo. Da quando ha realizzato ciò che nessun altro prima di lui si era mai spinto a fare, svelando i segreti del Club Bilderberg, è diventato una delle voci più rappresentative dell’informazione indipendente e anticonformista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il Club Bilderberg"&lt;br /&gt;La storia segreta dei padroni del mondo&lt;br /&gt;di Daniel Estulin&lt;br /&gt;ARIANNA EDITRICE&lt;br /&gt;Pagine 384&lt;br /&gt;Prezzo € 18,50&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-2646044521912932618?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/2646044521912932618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=2646044521912932618' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2646044521912932618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2646044521912932618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/il-club-bilderberg-di-daniel-estulin.html' title='&quot;Il Club Bilderberg&quot; di Daniel Estulin'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlQzDa7Ph4I/AAAAAAAAAiE/Xz7k5J31AF8/s72-c/ilclubbilderberg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-5557087811914011156</id><published>2009-07-07T10:09:00.003+02:00</published><updated>2009-07-07T10:12:37.336+02:00</updated><title type='text'>"Moltitudine inarrestabile" di Paul Hawken</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlMC0GsbaxI/AAAAAAAAAh8/n16FiT7KwAk/s1600-h/MoltitudineInarrestabile.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 216px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlMC0GsbaxI/AAAAAAAAAh8/n16FiT7KwAk/s320/MoltitudineInarrestabile.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5355627476047063826" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accorto.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni giorno, in ogni paese, nascono organizzazioni impegnate nella difesa della giustizia sociale e nella promozione della sostenibilità ecologica. Sono piccole, piccolissime, non vengono rilevate dai media tradizionali, il potere politico spesso le ignora o cerca di intralciare e sminuire la loro attività. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste associazioni non si riconoscono nelle ideologie tradizionali e non fanno riferimento a leader o a istituzioni centrali. Hanno obiettivi che dipendono dal contesto in cui operano e dalla sua storia. Si servono di tecnologie per comunicare e creare network sempre più estesi, e costituiscono il più importante movimento nella storia dell’umanità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio come il sistema immunitario, i cui anticorpi si attivano ogni volta che la nostra salute viene messa in pericolo, Moltitudine inarrestabile dà conto della risposta di milioni di persone alle minacce che vengono portate all’integrità della nostra casa, la Terra, e a quella dei suoi abitanti, tutti noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’Australia all’Italia, dal Brasile alla Cina, dagli Stati Uniti alla Russia: in tutto il mondo, milioni di uomini e di donne agiscono nella convinzione che le ferite alla Natura sono ferite inferte a ciascuno di noi. Gestione dell’acqua, tutela della biodiversità, diritti dell’infanzia e dei lavoratori, impegno per uno sviluppo più sostenibile e per contrastare il riscaldamento globale, tutela dei patrimoni linguistici e culturali che danno forma ai luoghi in cui viviamo: migliaia di organizzazioni collegate tra loro in reti fluide, dinamiche e capaci di rapidi adattamenti operano in questi e in moltissimi altri settori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul Hawken ricostruisce le radici di questi movimenti e, per la prima volta, ne fornisce le coordinate e le metafore con cui descriverli, lasciandoci la convinzione che i loro risultati saranno una delle più grandi eredità che il nostro tempo potrà offrire alle generazioni che verranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paul Hawken&lt;/strong&gt;, ecologista, imprenditore e giornalista. Dall’età di vent’anni ha dedicato la sua vita alla sostenibilità e a cambiare il rapporto tra business e ambiente. Ha scritto sei libri, tutti classici del pensiero ecologista, e attualmente lavora in un’organizzazione no profit. Vive a Cascade Creek, in California. Per Edizioni Ambiente ha pubblicato Capitalismo Naturale (nuova edizione 2007), un grande classico della sostenibilità giunto alla quarta ristampa, scritto con Amory Lovins e L. Hunter Lovins. Per info: &lt;a href="www.wiserearth.org "&gt;www.wiserearth.org &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moltitudine inarrestabile&lt;br /&gt;Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accorto&lt;br /&gt;di Paul Hawken&lt;br /&gt;EDIZIONI AMBIENTE&lt;br /&gt;2009&lt;br /&gt;pagine: 368 &lt;br /&gt;euro 18,00 &lt;br /&gt;ISBN 978-88-96238-08-0&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-5557087811914011156?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/5557087811914011156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=5557087811914011156' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5557087811914011156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5557087811914011156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/moltitudine-inarrestabile-di-paul.html' title='&quot;Moltitudine inarrestabile&quot; di Paul Hawken'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlMC0GsbaxI/AAAAAAAAAh8/n16FiT7KwAk/s72-c/MoltitudineInarrestabile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3769290747256642461</id><published>2009-07-06T08:59:00.005+02:00</published><updated>2009-07-06T09:04:32.871+02:00</updated><title type='text'>"L'affaire Moro" di Leonardo Sciascia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlGg8SJ1mQI/AAAAAAAAAh0/TYrBnf-0G5I/s1600-h/laffairemoro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlGg8SJ1mQI/AAAAAAAAAh0/TYrBnf-0G5I/s320/laffairemoro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5355238389445925122" /&gt;&lt;/a&gt;Pubblicato nell’autunno del 1978, mentre ribollivano le polemiche sul caso Moro, e altre suscitandone, questo libro potrebbe anche esser letto come «opera letteraria». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’autore – come membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla «affaire» – ha continuato a viverlo come «opera di verità» e perciò lo si ripubblica (non più col rischio delle polemiche, ma del silenzio) con l’aggiunta della relazione di minoranza (di assoluta minoranza) presentata in Commissione e al Parlamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una relazione che l’autore ha voluto al possibile stringare, nella speranza che abbia la sorte di esser largamente letta: qual di solito non hanno le voluminosissime relazioni che vengono fuori dalle inchieste parlamentari.     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Leonardo Sciascia &lt;/strong&gt;(1983)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'affaire Moro"&lt;br /&gt;di Leonardo Sciascia&lt;br /&gt;SELLERIO&lt;br /&gt;Collana: La rosa dei venti&lt;br /&gt;Num. di collana: 2&lt;br /&gt;Anno: 2009&lt;br /&gt;ISBN: 88-389-2400-7 &lt;br /&gt;Pagine: 216&lt;br /&gt;Prezzo: 8.00 Euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3769290747256642461?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3769290747256642461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3769290747256642461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3769290747256642461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3769290747256642461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/laffaire-moro-di-leonardo-sciascia.html' title='&quot;L&apos;affaire Moro&quot; di Leonardo Sciascia'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlGg8SJ1mQI/AAAAAAAAAh0/TYrBnf-0G5I/s72-c/laffairemoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-467601926047831824</id><published>2009-07-05T13:08:00.002+02:00</published><updated>2009-07-05T13:10:46.873+02:00</updated><title type='text'>"Besancenot, la nostra sinistra" di Olivier Besancenot e Flavia D'Angeli</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlCJ0XzLVeI/AAAAAAAAAhs/-whuyZ8WGkg/s1600-h/Besancenotlanostrasinistra.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 208px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlCJ0XzLVeI/AAAAAAAAAhs/-whuyZ8WGkg/s320/Besancenotlanostrasinistra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354931489778390498" /&gt;&lt;/a&gt; La sinistra francese è in movimento e Olivier Besancenot ne rappresenta il volto più dinamico e interessante. La sua formazione politica, Il Nuovo Partito Anticapitalista, sta riscuotendo consensi inaspettati e Besancenot è indicato dai francesi come l'esponente di sinistra più convincente per contrastare la destra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo libro ripercorre le tappe che hanno portato alla nascita dell'Npa, e presenta per la prima volta in Italia Besancenot attraverso un intervista con Flavia D'Angeli. I due hanno la stessa età e danno vita ad un comnfronto sull'attuale fase del capitalismo globale e su quale debba essere la sinistra del futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Olivier Besancenot &lt;/strong&gt;è il giovane dirigente del Nuovo Partito Anticapitalista, recentemente nato sulle ceneri della Lcr francese. Ha 34 anni ed è stato due volte candidato alle elezioni presidenziali, nel 2002 e nel 2007. Ha da poco guidato l'Npa alle elezioni europee. Pur svolgendo un ruolo di primo piano nella politica francese, continua a lavorare alle Poste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Flavia D’Angeli &lt;/strong&gt;ha 35 anni. Nel 2008 è stata candidata premier per Sinistra Critica dopo una lunga esperienza politica in Rifondazione comunista e nei movimenti sociali, dalla Pantera al movimento no global. Laureata in Lettere è un’insegnante precaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Besancenot, la nostra sinistra"&lt;br /&gt;L'esempio francese e la sinistra del futuro&lt;br /&gt;Olivier Besancenot dialoga con Flavia D'Angeli. &lt;br /&gt;EDIZIONI ALEGRE&lt;br /&gt;Pag. 128.&lt;br /&gt;euro 12,00.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-467601926047831824?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/467601926047831824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=467601926047831824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/467601926047831824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/467601926047831824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/besancenot-la-nostra-sinistra-di.html' title='&quot;Besancenot, la nostra sinistra&quot; di Olivier Besancenot e Flavia D&apos;Angeli'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SlCJ0XzLVeI/AAAAAAAAAhs/-whuyZ8WGkg/s72-c/Besancenotlanostrasinistra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-1874128736830195367</id><published>2009-07-04T09:07:00.004+02:00</published><updated>2009-07-04T09:11:47.814+02:00</updated><title type='text'>"Per amore dell'acqua. Flow" di Irena Salina</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sk8ACwd11SI/AAAAAAAAAhk/qMCgP1r3QLY/s1600-h/Peramoredellacqua.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 219px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sk8ACwd11SI/AAAAAAAAAhk/qMCgP1r3QLY/s320/Peramoredellacqua.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354498529336612130" /&gt;&lt;/a&gt; DVD + Libro. Manca l’acqua, mancherà sempre di più… la chiamano “21st Century’s global water crisis”. Un meraviglioso, appassionato, approfondito, poetico documentario, un film scientifico e militante… sull’acqua. Con li libro For Love of Water. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il film&lt;br /&gt;Film sull’acqua o meglio: sul nostro pianeta, grande corpo filtrante che da milioni di anni ha preservato, utilizzato, riciclato, purificato acqua. Ma noi negli ultimi cinquant’anni, sporcando e rendendo inutilizzabili ogni giorno miliardi di metri cubi d’acqua, siamo riusciti ad avvelenare le falde, uccidere i fiumi, inaridire il mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manca l’acqua, mancherà sempre di più. &lt;br /&gt;Già oggi sono milioni gli esseri umani che non hanno accesso ad alcuna fonte di acqua potabile e saranno sempre di più e si batteranno e faranno guerre per avere l’acqua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Flow ha raccolto dati, ascoltato testimonianze, cercato storie per comporre un quadro completo di quello che gli esperti chiamano “21st Century’s global water crisis”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono i grandi cartelli mondiali dell’acqua, che mirano a una privatizzazione globale delle risorse idriche, ci sono gli scienziati che spiegano perché stiamo raggiungendo il punto di non ritorno, ci sono gli attivisti che lottano contro le multinazionali, c’è la (nostra) quotidiana stupidità di comprare acqua in bottiglia meno pura e meno sana di quella che esce dai nostri rubinetti. E, come ha calcolato uno studio voluto dalle Nazioni Unite, “meno della metà di quanto il mondo spende per comprare acqua in bottiglia, basterebbe per dare acqua pulita a tutta l’umanità”.&lt;br /&gt;Su tutto questo la poesia limpida e stillante dell’elemento da cui tutto trae vita.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Irena Salina &lt;/strong&gt;, regista, è nata in Francia e ha cominciato a lavorare come giornalista a quindici anni in una radio privata di Parigi. Emigrata in Usa, ha lavorato alla produzione di numerosi film, prima di passare alla regia. Il suo primo film Ghost Bird: The Life and Art of Judith Deim (2000) racconta la straordinaria vita dell’artista Judith Deim. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Per amore dell'acqua. Flow"&lt;br /&gt;di Irena Salina  &lt;br /&gt;FELTRINELLI&lt;br /&gt;Collana: Real Cinema&lt;br /&gt;Contenuto: DVD + libro di 96 pagine&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 14,9 &lt;br /&gt;In libreria dal 18 giugno 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-1874128736830195367?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/1874128736830195367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=1874128736830195367' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1874128736830195367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1874128736830195367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/per-amore-dellacqua-flow-di-irena.html' title='&quot;Per amore dell&apos;acqua. Flow&quot; di Irena Salina'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sk8ACwd11SI/AAAAAAAAAhk/qMCgP1r3QLY/s72-c/Peramoredellacqua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-1629939106648264549</id><published>2009-07-03T08:45:00.003+02:00</published><updated>2009-07-03T08:47:50.139+02:00</updated><title type='text'>"Leggere Lacan" di Slavoj Žižek</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sk2pMms8-JI/AAAAAAAAAhc/1l4uRKLaCH8/s1600-h/LeggereLacan.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354121566026004626" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 297px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sk2pMms8-JI/AAAAAAAAAhc/1l4uRKLaCH8/s320/LeggereLacan.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La psicoanalisi è morta? Se spesso in questo inizio di XXI secolo la domanda è stata più che altro retorica e la risposta inequivocabilmente affermativa, Slavoj Žižek in questa sua breve e incisiva introduzione al pensiero di Lacan, si lancia arditamente controcorrente: non solo la psicoanalisi gode di ottima salute, ma, anzi, solo ora, in questa nostra società che spinge al godimento a tutti i costi, le intuizioni freudiane si rivelano in tutta la loro lungimiranza e lucida esattezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Žižek parte proprio dal lacaniano «ritorno a Freud», un ritorno sostanziale, per illustrare il pensiero dello psicoanalista francese. Così, se con Lacan la psicoanalisi è fondamentalmente un processo di lettura, Žižek in ciascun capitolo utilizza un passo dell’opera del maestro come strumento esegetico, chiave di lettura di altri testi filosofici o letterari, di fenomeni della contemporaneità, di manifestazioni della cultura pop: dalla politica estera americana all’ultimo Kubrick, da Shakespeare a Nietzsche, da 21 grammi ad Alien. Perché la psicoanalisi rimane, prima di qualsiasi applicazione clinica, uno strumento formidabile per mettere l’individuo a confronto con la dimensione più radicale dell’esistenza umana &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Slavoj Žižek &lt;/strong&gt;è ricercatore in Sociologia presso l’Università di Lubjana e insegna presso la Svizzera European Graduate School. Voce autorevole della filosofia contemporanea, Žižek si distingue per la sua capacità di creare un ponte tra la riflessione filosofica e la cultura pop. Tra i suoi ultimi libri tradotti in italiano, ricordiamo Il cuore perverso del cristianesimo (Meltemi, Roma 2006), La violenza invisibile (Rizzoli, Milano 2007), L’osceno eccesso del potere (Nottetempo, Roma 2009). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Leggere Lacan"&lt;br /&gt;Guida perversa al vivere contemporaneo. &lt;br /&gt;di Slavoj Zizek &lt;br /&gt;Traduzione di Marta Nijhuis&lt;br /&gt;I testi di Lacan come chiave per capire l’oggi &lt;br /&gt;BOLLATI BORINGHIERI&lt;br /&gt;Anno 2009 &lt;br /&gt;Collana «Nuova Cultura - Introduzioni» &lt;br /&gt;Prezzo €15,00 &lt;br /&gt;144 Pagine&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-1629939106648264549?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/1629939106648264549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=1629939106648264549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1629939106648264549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1629939106648264549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/leggere-lacan-di-slavoj-zizek.html' title='&quot;Leggere Lacan&quot; di Slavoj Žižek'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sk2pMms8-JI/AAAAAAAAAhc/1l4uRKLaCH8/s72-c/LeggereLacan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7717963625725715801</id><published>2009-07-02T09:03:00.000+02:00</published><updated>2009-07-02T09:16:51.743+02:00</updated><title type='text'>"La fortuna non esiste" di Mario Calabresi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjNQLsCFb2I/AAAAAAAAAe0/n8aFpvGnoWw/s1600-h/LAfortunanonesiste.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346705344347598690" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 228px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjNQLsCFb2I/AAAAAAAAAe0/n8aFpvGnoWw/s320/LAfortunanonesiste.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;"La fortuna non esiste" di Mario Calabresi è il libro più votato dai visitatori de "Il Circolo Pickwick" nel mese di giugno.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si esce da una crisi, come si supera una perdita, un insuccesso, un fallimento? C'è chi ha avuto la forza di rimettersi in piedi dopo che l'azienda in cui lavorava ha chiuso, chi ha rifiutato di arrendersi dopo che la recessione lo aveva costretto a vendere la casa in cui viveva e a partire per chissà dove, chi ha ritrovato la forza di andare avanti dopo che un lutto sembrava avergli tolto una ragione per vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due anni in viaggio attraverso l'America, trentasei Stati, l'elezione presidenziale più emozionante che si ricordi e tante vite di gente comune. Ma al centro di tutto questo per Mario Calabresi c'è una sola domanda: che cosa accade nel cuore di chi cade e trova la forza di rialzarsi? Magari con fatica, con dolore, ma con tenacia incrollabile e soprattutto senza aspettare la fortuna? Qual è il segreto di una nazione e della sua gente, capace da sempre - ma oggi più che mai - di reinventarsi da zero, di darsi una seconda chance, di eleggere un presidente nero contro ogni previsione, di rimettersi in cammino anche dopo che la più grave recessione del dopoguerra ha travolto la vita di milioni di persone?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il successo di "Spingendo la notte più in là", Calabresi ci emoziona di nuovo con un racconto di vita in prima persona, una storia fatta di storie vere, storie di persone incontrate in una lunga traversata degli Stati Uniti alla ricerca di chi ha saputo nascere due volte. Un viaggio al centro della domanda che tutti prima o poi ci siamo posti: che cosa succede quando cadi? E poi, come fai a rialzarti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mario Calabresi &lt;/strong&gt;(Milano 1970), giornalista, ha lavorato come cronista parlamentare all'Ansa e alla redazione romana della «Stampa». È stato caporedattore centrale della «Repubblica» e poi corrispondente da New York per lo stesso quotidiano. Ha seguito tutta la campagna presidenziale americana e l'elezione di Barack Obama. Dal 6 maggio 2009 è direttore de "La Stampa". Nel 2007 ha pubblicato con Mondadori Strade blu "Spingendo la notte più in là", tradotto in Germania, Francia e Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La fortuna non esiste"&lt;br /&gt;di Mario Calabresi&lt;br /&gt;Mondadori&lt;br /&gt;2009&lt;br /&gt;Collana:Strade blu&lt;br /&gt;Pagine: 168&lt;br /&gt;Prezzo: 16.50 €&lt;br /&gt;ISBN: 978880458897&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7717963625725715801?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7717963625725715801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7717963625725715801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7717963625725715801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7717963625725715801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/la-fortuna-non-esiste-di-mario.html' title='&quot;La fortuna non esiste&quot; di Mario Calabresi'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjNQLsCFb2I/AAAAAAAAAe0/n8aFpvGnoWw/s72-c/LAfortunanonesiste.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-2132104509462213202</id><published>2009-07-01T08:57:00.004+02:00</published><updated>2009-07-01T09:05:33.271+02:00</updated><title type='text'>"L'unto del Signore" di Ferruccio Pinotti e Udo Gumpel</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SksJQ_v-jyI/AAAAAAAAAhM/uu0zq5AYjzE/s1600-h/Luntodelsignore.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353382769655189282" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 308px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SksJQ_v-jyI/AAAAAAAAAhM/uu0zq5AYjzE/s320/Luntodelsignore.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;”Appena suona la moneta nella cassa, l’anima salta fuori dal Purgatorio.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Johann Tetzel, 1516&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste pagine, Pinotti e Gümpel ripercorrono la straordinaria avventura del Cavaliere in una prospettiva originale, che ne illumina i lati oscuri caricando di nuovo senso le sue scelte politiche.&lt;br /&gt;Partendo dai suoi primi passi di imprenditore, l’inchiesta racconta la vera storia della Banca Rasini e dei suoi soci, analizza le connessioni con Calvi e Sindona e le operazioni offshore, e ricostruisce le origini della Fininvest, con il suo complesso e inestricabile gioco di scatole cinesi. Attraverso preziose testimonianze inedite, rilegge la nascita di Forza Italia, i rapporti con l’Opus Dei e Cl, lo scambio di favori con la Curia, i legami con i nuovi cavalieri della finanza bianca, fino all’involuzione teocon sui grandi temi bioetici e alle battaglie in favore della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ferruccio Pinotti&lt;/strong&gt;, giornalista e scrittore, ha pubblicato per BUR Poteri forti (2005), Opus Dei segreta (2006), Fratelli d’Italia (2007), Olocausto bianco (2008) e, con Luca Tescaroli, Colletti sporchi (2008). Con Udo Gümpel è autore di Berlusconi Zampanò (Random House, 2006). Il suo sito è: &lt;a href="http://www.grandinchieste.it/"&gt;www.grandinchieste.it&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Udo Gümpel &lt;/strong&gt;è giornalista e corrispondente dall’Italia per la rete televisiva tedesca Ntv del gruppo Bertelsmann.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'Unto del Signore"&lt;br /&gt;di Ferruccio Pinotti e Udo Gumpel&lt;br /&gt;BUR RIZZOLI&lt;br /&gt;COLLANA: BUR FUTUROPASSATO&lt;br /&gt;PAGINE: 308&lt;br /&gt;PREZZO: 11,00 Euro&lt;br /&gt;ANNO DI PRIMA EDIZIONE: 2009&lt;br /&gt;ISBN: 17028615&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato da Ferruccio Pinotti il prossimo 3 luglio a Ostiglia (MN), alle ore 21, presso il Cortile Municipale, che si trova in via Viani 16. Interverrà Marco Travaglio.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-2132104509462213202?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/2132104509462213202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=2132104509462213202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2132104509462213202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2132104509462213202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/07/lunto-del-signore-di-ferruccio-pinotti.html' title='&quot;L&apos;unto del Signore&quot; di Ferruccio Pinotti e Udo Gumpel'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SksJQ_v-jyI/AAAAAAAAAhM/uu0zq5AYjzE/s72-c/Luntodelsignore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4221426640448560609</id><published>2009-06-30T18:20:00.002+02:00</published><updated>2009-06-30T18:25:26.223+02:00</updated><title type='text'>"Sofia 1973: Berlinguer deve morire" di Giovanni Fasanella e Corrado Incerti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sko7m-XCBkI/AAAAAAAAAhE/Rnl3GQvyUZI/s1600-h/sofia1973berlinguerdevemorire.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353156647843923522" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sko7m-XCBkI/AAAAAAAAAhE/Rnl3GQvyUZI/s320/sofia1973berlinguerdevemorire.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il 3 ottobre 1973, mentre era diretto all'aeroporto di Sofia al termine di una burrascosa visita ufficiale, Enrico Berlinguer rimase vittima di un incidente stradale: la sua auto venne investita da un camion.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segretario del PCI si salvò per miracolo, ma il suo interprete morì e Boris Velchev e Konstantin Tellalov, dirigenti del Partito Comunista Bulgaro riportarono gravi ferite. Per diciotto anni la notizia rimase avvolta nel segreto. Fu il senatore del PDS Emanuele Macaluso a rivelarla al settimanale «Panorama» nel '91, avanzando un’ipotesi clamorosa: l’incidente era stato organizzato dal KGB e dai servizi bulgari per eliminare il leader italiano. Macaluso venne smentito da quasi tutti i dirigenti del vecchio PCI; ma la vedova Berlinguer intervenne per dargli ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico, appena tornato dalla Bulgaria, le aveva manifestato i suoi sospetti: era convinto si fosse trattato di un attentato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Panorama» inviò Fasanella e Incerti a Sofia, dove raccolsero una serie impressionante di indizi e testimonianze a sostegno della tesi dell’attentato. Questo libro racconta l'indagine di allora e le novità emerse negli ultimi anni dai documenti dell’Istituto Gramsci, dalle carte del dossier Mitrokhin, da inchieste giudiziarie e da nuove testimonianze di Macaluso e della famiglia Berlinguer. Il risultato è un thriller politico dalla rigorosa documentazione, che cambierà le idee di molti sui rapporti fra il PCI di Berlinguer e il blocco sovietico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Fasanella e Incerti sono andati a indagare in Bulgaria. E hanno raccolto una serie di indizi che giustificano ampiamente i sospetti».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Indro Montanelli, «il Giornale», 11 novembre 1991&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Un prodotto raro nella pubblicistica italiana: un’inchiesta giornalistica documentata, nella quale gli autori mostrano di padroneggiare eventi e contesti, illuminano fatti e personaggi, ricostruiscono universi ideali e culturali […]. I due autori hanno raccolto una messe copiosa di testimonianze e indizi che conforta la tesi dell’attentato, di cui del resto Berlinguer per primo ebbe subito percezione. Tuttavia, non si limitano a ricostruire un episodio oscuro, ma ci restituiscono, con un racconto affascinante e informato, il quadro dei rapporti fra il PCI e il PCUS negli anni Settanta, le loro differenze e le aspre tensioni, i temi del loro contrasto».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;dalla prefazione di Giuseppe Vacca&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovanni Fasanella&lt;/strong&gt; dal 1988 è giornalista parlamentare di «Panorama». Tra i suoi libri: Segreto di Stato. La verità da Gladio al caso Moro (con G. Pellegrino, Einaudi, 2000), Il misterioso intermediario. Igor Markevic e il caso Moro (con G. Rocca, Einaudi, 2003), Che cosa sono le BR (con A. Franceschini, Bur-Rizzoli, 2004). Nel 2006 Fazi ha pubblicato in volume il seguito delle ricerche condotte con Giuseppe Rocca sulla figura di Igor Markevic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Corrado Incerti&lt;/strong&gt;, da sempre giornalista per diverse testate nazionali, impegnato soprattutto nelle inchieste sul terrorismo italiano e internazionale, nel 1980 entra nella redazione del settimanale «Panorama», del quale, per vent'anni, è inviato per servizi in Italia e all'estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sofia 1973: Berlinguer deve morire"&lt;br /&gt;di Giovanni Fasanella e Corrado Incerti&lt;br /&gt;FAZI EDITORE&lt;br /&gt;collana  le terre&lt;br /&gt;pagine 128&lt;br /&gt;ISBN 88-8112-630-3&lt;br /&gt;data di uscita 01/05/2005&lt;br /&gt;prezzo in libreria € 12,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4221426640448560609?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4221426640448560609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4221426640448560609' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4221426640448560609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4221426640448560609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/sofia-1973-berlinguer-deve-morire-di.html' title='&quot;Sofia 1973: Berlinguer deve morire&quot; di Giovanni Fasanella e Corrado Incerti'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sko7m-XCBkI/AAAAAAAAAhE/Rnl3GQvyUZI/s72-c/sofia1973berlinguerdevemorire.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6504689031359157762</id><published>2009-06-29T09:32:00.004+02:00</published><updated>2009-06-29T09:35:51.595+02:00</updated><title type='text'>"Pechino è in coma" di Ma Jian</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkhucxL55MI/AAAAAAAAAg8/d0mXJACfzAY/s1600-h/Pechinoeincoma.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 204px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkhucxL55MI/AAAAAAAAAg8/d0mXJACfzAY/s320/Pechinoeincoma.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352649597648495810" /&gt;&lt;/a&gt; Dai Wei, in coma da dieci anni, è doppiamente prigioniero. Il 4 giugno 1989 è stato colpito alla testa da un proiettile durante la rivolta di piazza Tienanmen. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora “vive” su un letto di ferro: prigioniero del proprio corpo, prigioniero della polizia, che aspetta il suo risveglio per arrestarlo. Tutto ciò che rimane a Dai Wei per non perdere il contatto con il mondo è la sua acutissima sensibilità per le piccole cose che gli succedono intorno e una dolorosa e poetica capacità di dialogare con il proprio corpo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Dai Wei giace, immobile nel cambiamento, assistito dalla madre, la capitale della Cina cambia e lui ripercorre i giorni della rivolta studentesca – ma anche il decennio della Rivoluzione culturale – attraverso i ricordi: le mobilitazioni degli universitari di Beijing e le interminabili discussioni politiche, gli slogan gridati e i sentimenti sussurrati con riserbo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E intanto, forse, si risveglia a un nuovo inizio, mentre l’isolato dove si trova la piccola casa in cui abita viene abbattuto, con la veccia Cina che muore, per far posto a uno stadio, il Nido, per le Olimpiadi del 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questo libro vivido, pungente, e amaramente comico è un coraggioso Manifesto per il Ricordo, contro le forze corrosive del silenzio.” &lt;br /&gt;The Guardian &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma Jian ha realizzato un’opera estremamente difficile: creare un’opera d’arte che è al tempo stesso alta letteratura e invito all’azione.”&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;The New York Review of Books &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Accade soltanto una volta in dieci anni, e forse in un’intera generazione, che un romanzo narri così profondamente il modo in cui guardiamo al mondo e a noi stessi.” &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;The Daily Telegraph &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma Jian &lt;/strong&gt;è nato a Qingdao nel 1953. Ha lasciato Pechino per Hong Kong nel 1987, poco prima che le sue opere fossero bandite in Cina. Dopo la restituzione dell’isola alla Repubblica Popolare Cinese, l’autore si è trasferito in Europa, prima in Germania e poi a Londra dove vive tuttora. In Italia, Neri Pozza ha pubblicato Polvere rossa nel 2002. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Pechino è in coma" &lt;br /&gt;di Ma Jian&lt;br /&gt;FELTRINELLI &lt;br /&gt;Traduzione di Katia Bagnoli &lt;br /&gt;Collana: I Narratori&lt;br /&gt;Pagine: 640&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 19,5 &lt;br /&gt;In libreria dal 4 giugno 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6504689031359157762?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6504689031359157762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6504689031359157762' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6504689031359157762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6504689031359157762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/pechino-e-in-coma-di-ma-jian.html' title='&quot;Pechino è in coma&quot; di Ma Jian'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkhucxL55MI/AAAAAAAAAg8/d0mXJACfzAY/s72-c/Pechinoeincoma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7970845374863607293</id><published>2009-06-28T09:48:00.003+02:00</published><updated>2009-06-28T09:52:51.225+02:00</updated><title type='text'>"Cioccolato amaro" di Carol Off</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkcgWUZ-5WI/AAAAAAAAAg0/vQGuZCfNKtU/s1600-h/Cioccolatoamaro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352282249960023394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkcgWUZ-5WI/AAAAAAAAAg0/vQGuZCfNKtU/s320/Cioccolatoamaro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;UN VIAGGIO SCIOCCANTE NEL CUORE DELLA CORRUZIONE E DELLO SFRUTTAMENTO MESSI IN ATTO DALL’INDUSTRIA MULTIMILIARDARIA DEL CACAO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL BLOOD DIAMONDS DEL CIOCCOLATO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per la maggior parte di noi, il cioccolato è molto più che un semplice alimento divenuto parte integrante della dieta occidentale. È anche sinonimo di piacere seducente e appagante, può offrire una compensazione affettiva o creare dipendenza al pari di alcool e tabacco. Tuttavia, dietro la sua immagine edulcorata e romantica si cela una lunga storia fatta di sfruttamento, corruzione, ingordigia e schiavitù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autrice offre un panorama completo della storia del cioccolato: prendendo le mosse dall’aristocrazia spagnola ed europea, che impazzì per questa prelibatezza azteca e schiavizzò intere popolazioni per assicurarsene l’approvvigionamento, si arriva sino a oggi e a quanto sta accadendo negli stati dell’Africa occidentale. Qui, e in particolare in Costa d’Avorio, terra in cui viene prodotta la metà del cacao mondiale, la ricchissima industria del cioccolato va da tempo foraggiando la guerra civile e diffondendo corruzione e povertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pionieristico e rivelatore, Cioccolato amaro è una storia sociale, un’indagine appassionata e una coraggiosa denuncia nei confronti di un’industria multimiliardaria che ha istituzionalizzato la miseria per asservirla al nostro piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo libro evidenzia l’enorme divario esistente tra i bambini europei e americani che sgranocchiano cioccolata mentre vanno a scuola e quelli che [in Africa] devono, sin dall’infanzia, lavorare per sopravvivere; il divario tra chi raccoglie il cacao nelle piantagioni e chi scarta uno snack al cioccolato. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;dall’introduzione di Cioccolato amaro&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carol Off &lt;/strong&gt;ha raccontato e vissuto in prima persona molti conflitti, dalla guerra nell’ex Jugoslavia sino alla “guerra al terrore” portata avanti dagli USA. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per i suoi documentari girati in Africa, Asia ed Europa e trasmessi dalla CBC. Vive a Toronto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"CIOCCOLATO AMARO"&lt;br /&gt;Il lato oscuro del dolce più seducente&lt;br /&gt;di Carol Off&lt;br /&gt;NUOVI MONDI&lt;br /&gt;Pagine 320&lt;br /&gt;ISBN 978-88-89091-63-0&lt;br /&gt;Prezzo in libreria: 16,50€&lt;br /&gt;Prezzo online su nuovimondishop: 13,20€&lt;br /&gt;Uscita in libreria: giugno 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7970845374863607293?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7970845374863607293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7970845374863607293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7970845374863607293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7970845374863607293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/cioccolato-amaro-di-carol-off.html' title='&quot;Cioccolato amaro&quot; di Carol Off'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkcgWUZ-5WI/AAAAAAAAAg0/vQGuZCfNKtU/s72-c/Cioccolatoamaro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6686881178124277017</id><published>2009-06-27T09:42:00.010+02:00</published><updated>2009-06-27T09:52:53.729+02:00</updated><title type='text'>"Miss Little China" di Riccardo Cremona e Vincenzo de Cecco con Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkXNr8jGmNI/AAAAAAAAAgs/JreU9NiDW6M/s1600-h/Misslittlechina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351909887071131858" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 227px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkXNr8jGmNI/AAAAAAAAAgs/JreU9NiDW6M/s320/Misslittlechina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;DVD&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Venezia, Brescia, Prato... le città preferite dai cinesi d’Italia. È lì che costruiscono la loro nuova vita, tra debiti da pagare, sogni da realizzare, la grande sfida dell’integrazione, le famiglie d’origine lontane migliaia di chilometri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli immigrati orientali sono umili, ambiziosi, tenaci. Ma cosa li muove? A cosa pensano? Cosa fanno lontano dai nostri sguardi? Secondo i luoghi comuni se ne stanno sempre tra loro, lavorano per le Triadi, cucinano carne di cane, non muoiono mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Miss Little China" registra queste voci ma racconta altre cose. Per la prima volta una telecamera ha potuto vederli e ascoltarli da vicino: in casa, al lavoro, in discoteca. E in attesa di eleggere la più bella del reame...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contenuti extra: "Lezione di Italia" del prof. Lu Jiehuan.&lt;br /&gt;L’Italia e gli italiani visti e raccontati dai cinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Libro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"Miss Little China fa vedere per la prima volta i cinesi in una dimensione quotidiana. Un'intimità personale e famigliare completamente inedita. Un'occasione rara per entrare in un mondo di cui non si sa niente, al netto di una quantità industriale di luoghi comuni."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo "I cinesi non muoiono mai", con questo libro Oriani e Staglianò tornano a raccontare la “straordinaria normalità” di un popolo molto simile agli italiani di un tempo. Un popolo di migranti, tenace e coraggioso, che attraversa mille contraddizioni ma sa reagire alle difficoltà. “Sono poi così diversi dai nostri padri, madri e nonni di cinquant’anni fa i migranti cinesi che oggi si riversano da noi con l’unico obiettivo di lavorare sodo, fare fortuna e mettersi in proprio?”&lt;br /&gt;Nella seconda parte (“A lezione di Italia”), il libro riprende la lezione del prof. Lu Jiehuan, in Italia da vent’anni, ultima tappa di un viaggio che lo ha portato in Giappone, Brasile, Ecuador, Cuba, Canada. Nel nostro Paese ha fatto il cuoco, il commesso in un supermercato, l’operaio tessile, il gestore di fast food. Oggi fa il mediatore culturale. Insegna ai cinesi non solo la lingua ma soprattutto chi sono e come vivono gli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riccardo Cremona &lt;/strong&gt;è regista documentarista. Tra i suoi film, IL VIAGGIO DI GIUSEPPE e la serie COMMISSARIATO TREVI-CAMPO MARZIO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vincenzo de Cecco &lt;/strong&gt;è regista documentarista. Tra i suoi film R11, LA DEMOCRAZIA DINANZI AI GIUDICI, OCCHI SU ROMA e la serie COMMISSARIATO TREVI-CAMPO MARZIO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Raffaele Oriani &lt;/strong&gt;è giornalista freelance. Ha lavorato per molti anni a “Io donna”, il settimanale del “Corriere della Sera”. È anche autore di POMPEI. SCENE DA UN PATRIMONIO (I libri di Reset, 1998) e A NORD. VOLTI E STORIE DAL TETTO D’EUROPA (Editori Riuniti, 2000).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riccardo Staglianò &lt;/strong&gt;è giornalista de “la Repubblica”. Nel 2001 ha vinto il Premio Ischia di Giornalismo, sezione giovani. È anche autore di BILL GATES. UNA BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA (Feltrinelli, 2000) e L’IMPERO DEI FALSI (Laterza, 2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"MISS LITTLE CHINA"&lt;br /&gt;di Riccardo Cremona e Vincenzo de Cecco&lt;br /&gt;con Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò&lt;br /&gt;Contenuti extra:&lt;br /&gt;LEZIONE DI ITALIA del prof. Lu Jiehuan. L’Italia e gli italiani visti e raccontati dai cinesi.&lt;br /&gt;Chiarelettere&lt;br /&gt;Dvd durata 60 minuti&lt;br /&gt;Libro pp. 74&lt;br /&gt;Cofanetto – euro 19,60&lt;br /&gt;In libreria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6686881178124277017?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6686881178124277017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6686881178124277017' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6686881178124277017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6686881178124277017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/miss-little-china-di-riccardo-cremona-e.html' title='&quot;Miss Little China&quot; di Riccardo Cremona e Vincenzo de Cecco con Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkXNr8jGmNI/AAAAAAAAAgs/JreU9NiDW6M/s72-c/Misslittlechina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7240682335992342235</id><published>2009-06-26T09:11:00.003+02:00</published><updated>2009-06-26T09:15:09.958+02:00</updated><title type='text'>"1000 Lingue, come parla il pianeta"</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkR1AWMxkfI/AAAAAAAAAgk/pR_Rnqd9ZZk/s1600-h/Millelinguecomeparlailpianeta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351530906042601970" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkR1AWMxkfI/AAAAAAAAAgk/pR_Rnqd9ZZk/s320/Millelinguecomeparlailpianeta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; 1000 Lingue è una sorta di tour linguistico per il pianeta, che esplora le fonti, le tipologie e la relazioni che intercorrono fra le diverse lingue. Passa in rassegna le lingue e gli idiomi del pianeta nonché le caratteristiche delle lingue morte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il volume è organizzato per regioni e ogni voce riporta il numero delle persone che parlano quella lingua, l’area geografica coperta, la crescita e lo sviluppo e altri aspetti chiave. Il testo seppur scritto da studiosi è accessibile e comprensibile ed è corredato da mappe e fotografie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le lingue morte o a rischio vengono trattate in maniera esaustiva e le mappe spiegano la dislocazione dei diversi gruppi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I termini più importanti sono spiegati in un ampio e dettagliato glossario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono oltre 6000 lingue in uso nel mondo, da quelle parlate da milioni di persone a quelle che sopravvivono grazie a comunità piccolissime. Tuttavia, molti studiosi ci avvertono che intorno al 2050 metà delle lingue attuali saranno scomparse. Diventa quindi un viaggio culturalmente interessante sapere quali sono quelle attuali e conoscere le loro caratteristiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"1000 Lingue, come parla il pianeta" &lt;br /&gt;Edizione: Logos Books&lt;br /&gt;Cover: Rilegato con sovraccoperta&lt;br /&gt;Dimensioni: 210x260&lt;br /&gt;Pagine: 288&lt;br /&gt;Lingua: Italiano&lt;br /&gt;Prezzo: 24.95 euro&lt;br /&gt;ISBN: 9788879409186&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7240682335992342235?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7240682335992342235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7240682335992342235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7240682335992342235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7240682335992342235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/1000-lingue-come-parla-il-pianeta.html' title='&quot;1000 Lingue, come parla il pianeta&quot;'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkR1AWMxkfI/AAAAAAAAAgk/pR_Rnqd9ZZk/s72-c/Millelinguecomeparlailpianeta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3273209467623617180</id><published>2009-06-25T09:15:00.003+02:00</published><updated>2009-06-25T09:19:43.861+02:00</updated><title type='text'>"Traffici criminali" di Gabriella Gribaudi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkMkbP-N-iI/AAAAAAAAAgc/LAhxR7KHMzk/s1600-h/trafficicriminali.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351160832808843810" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 296px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkMkbP-N-iI/AAAAAAAAAgc/LAhxR7KHMzk/s320/trafficicriminali.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il volume presenta i risultati di una ricerca sulla camorra nel confronto con fenomeni analoghi in Italia e all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le organizzazioni criminali vengono analizzate nel loro sviluppo storico evidenziandone la struttura, le relazioni con la popolazione locale, il radicamento in un contesto geografico, il controllo del territorio, i rapporti con la politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vengono anche seguite nelle loro attività più sommerse, attraverso vaste reti internazionali perfettamente integrate nei più moderni processi di globalizzazione, nei traffici illegali che dominano il mondo: il commercio della droga o dei beni contraffatti, il controllo delle migrazioni clandestine o semplicemente la circolazione di merci che tenta di eludere frontiere e tasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono lunghe catene che attraversano territori, uniscono segmenti di mondo estremamente differenziati, li mettono in comunicazione. Produzione, commercializzazione, distribuzione del prodotto si svolgono in un continuum fra mercati legali e mercati illegali, e il confine tra i due si sposta costantemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il declino dello sviluppo industriale che ha retto l’era «moderna», città-porto come Napoli, Marsiglia, Tangeri acquistano oggi un ruolo centrale agli snodi di questa enorme rete di traffici internazionali. I clan camorristi e mafiosi hanno capitale economico, umano e sociale per inserirsi appieno in questi traffici, mantenendo saldissime radici locali e acquistando insieme una dimensione transnazionale in un intrico inestricabile di modernità e tradizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La curatrice:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gabriella Gribaudi &lt;/strong&gt;insegna Storia contemporanea presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha pubblicato Mediatori. Antropologia del potere democristiano nel Mezzogiorno (Rosenberg &amp;amp; Sellier, Torino 1980); A Eboli. Il mondo meridionale in cent’anni di trasformazione (Marsilio, Venezia 1990); Donne, uomini, famiglie. Napoli nel Novecento (L’ancora del Mediterraneo, Napoli 1999) e, presso la nostra casa editrice, Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste: Napoli e il fronte meridionale 1940-44 (2005). Fa parte della direzione di «Quaderni storici».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Traffici criminali"&lt;br /&gt;Camorra, mafie e reti internazionali dell’illegalità&lt;br /&gt;a cura di Gabriella Gribaudi&lt;br /&gt;BOLLATI BORINGHIERI&lt;br /&gt;Anno 2009&lt;br /&gt;Collana «Nuova Cultura - Introduzioni»&lt;br /&gt;Prezzo €20,00&lt;br /&gt;620 Pagine&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3273209467623617180?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3273209467623617180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3273209467623617180' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3273209467623617180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3273209467623617180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/traffici-criminali-di-gabriella.html' title='&quot;Traffici criminali&quot; di Gabriella Gribaudi'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkMkbP-N-iI/AAAAAAAAAgc/LAhxR7KHMzk/s72-c/trafficicriminali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8215480788024546693</id><published>2009-06-24T09:57:00.002+02:00</published><updated>2009-06-24T10:00:49.537+02:00</updated><title type='text'>"Le anime nere del capitalismo" di Gianni Flamini</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkHcbzD_dbI/AAAAAAAAAgU/3WNFN8SLewg/s1600-h/Leanimeneredelcapitalismo.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350800202414388658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 288px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkHcbzD_dbI/AAAAAAAAAgU/3WNFN8SLewg/s320/Leanimeneredelcapitalismo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Dalle Torri Gemelle alla crisi economica globale: le guerre e i crimini di un sistema malato.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'11 settembre 2001 la furia cieca del terrorismo si è abbattuta sulle Torri Gemelle di Manhattan riducendole in polvere. Da quel terribile giorno il fantasma di Al Qaeda è diventato il simbolo di una crociata contro il terrore che non risparmia vittime innocenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla fine del 2001 gli Stati Uniti, con l'Europa al seguito, si sono avventurati in guerre lontane quanto disastrose. Afghanistan, Iraq, Palestina: massacri su massacri si consumano in nome della democrazia, mentre gli strepitanti megafoni di un'imponente macchina pubblicitaria continuano a inneggiare alla guerra e alla paura, salvo tacere, con il beneplacito della comunità internazionale, di fronte alle stragi di civili innocenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre fiumi di petrolio coprono la verità, e Israele procede indisturbato l'opera di annientamento del popolo palestinese, è Sua Maestà il dollaro a muovere la scacchiera degli equilibri internazionali. Fino alla resa dei conti nel 2008, quando, sempre a Manhattan, in un altro terribile giorno di settembre, il crollo di Wall Street ha svelato una nuova sconvolgente verità: in tutti questi anni, di pari passo con la follia della Guerra Globale al Terrorismo, serpeggiava silenziosa un'altra follia, quella dei maghi della finanza che promettevano l'Eldorado e hanno invece prodotto milioni di nuovi disoccupati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno scritto di Gianni Flamini:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Flamini basa il suo racconto su fatti accertati. E riesce a far vedere quei brandelli di verità che vengono allegramente ignorati.»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Internazionale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Il libro di Flamini è una lettura importante, diretta, agile e l'autore non teme di schierarsi a difesa della libertà e della democrazia.»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le Monde Diplomatique&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gianni Flamini&lt;/strong&gt;: bolognese, fa il giornalista. Da oltre trent’anni è impegnato in ardue e non indulgenti ricerche sui temi del terrorismo, dell’eversione e della “politica parallela” (quella che si fa ma non si dice). Ha pubblicato una serie di libri-inchiesta: Un agosto tranquillo, Il partito del golpe, L’ombra della piramide, La banda della Magliana, I pretoriani di Pace e Libertà, Segreto di Stato (con Claudio Nunziata), Brennero Connection, L’amico americano, Il bullo del quartiere, Il sindacato scomodo, Diario criminale (con Claudio Nunziata); e, per la Newton Compton, i volumi L'Italia dei colpi di Stato e Il libro che lo Stato italiano non ti farebbe mai leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le anime nere del capitalismo"&lt;br /&gt;di Gianni Flamini&lt;br /&gt;NEWTON COMPTON&lt;br /&gt;ISBN 978-88-541-1495-1&lt;br /&gt;Pagine 336&lt;br /&gt;Euro 12,90&lt;br /&gt;Controcorrente n. 51&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8215480788024546693?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8215480788024546693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8215480788024546693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8215480788024546693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8215480788024546693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/le-anime-nere-del-capitalismo-di-gianni.html' title='&quot;Le anime nere del capitalismo&quot; di Gianni Flamini'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkHcbzD_dbI/AAAAAAAAAgU/3WNFN8SLewg/s72-c/Leanimeneredelcapitalismo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-728251900854648711</id><published>2009-06-23T19:23:00.004+02:00</published><updated>2009-06-23T19:35:27.512+02:00</updated><title type='text'>"I dolori della Pace" di Giuseppe Goffredo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkEPn8cGPkI/AAAAAAAAAgM/WZiwzb0IhY0/s1600-h/Idoloridellapace.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350575011206151746" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 218px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkEPn8cGPkI/AAAAAAAAAgM/WZiwzb0IhY0/s320/Idoloridellapace.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Come possiamo accettare che il nostro benessere sia basato sulla morte e la sofferenza degli altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come possiamo accettare che la pace si regga sulla occupazione delle terre altrui? Quale futuro immaginiamo per i nostri figli lasciandoli soli accanto ad arsenali di armi e ordigni nucleari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come possiamo sopportare che poche oligarchie di potere possano propagandare la guerra, in nome della democrazia e dell’umanità e chiederci di essere loro complici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è stata per tutto il primo decennio del Terzo Millennio una oligarchia di potere che ha contrabbandato la crisi di civiltà, con lo “scontro di civiltà”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’attentato dell’11 settembre del 2001 il “bushismo” ha risposto con la “guerra preventiva”; il terrorismo e la guerra hanno preso, così, strade divergenti che hanno lo stesso obiettivo: nascondere il fallimento e l’incapacità della classe dirigente a risolvere i problemi del mondo. La sensazione che si ha è che siamo prigionieri di due opposti “fondamentalismi” che vogliono portare il mondo verso uno scontro frontale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivere, pensare, fare, a cominciare da un Paese posizionato nel pieno delle acque del Mediterraneo significa, così, ripristinare ogni giorno e sempre con pazienza e ostinazione i ponti di dialogo fra le diverse rive. Sapere che l’identità di questa Penisola è composta da una soggettività culturale molteplice, in cui è la ricchezza delle differenze a comporre l’unità da Sud a Nord. Sicché ragionare sul dialogo fra le culture e la pace è necessario per ritrovare una idea di “Noi” e del nostro futuro, fuori dal concetto selettivo del darwinismo armato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere lucidi e fermi nel trovare la strada che porti alla ragione e alla pedagogia del disarmo “culturale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Goffredo &lt;/strong&gt;poeta e scrittore è nato ad Alberobello in Puglia. Ha pubblicato le seguenti opere di poesia: Fra Muri e Sogni, "Nuovi Poeti Italiana" Torino, Einaudi, 1982; Paesaggi di Maggio, "Almanacco dello Specchio n. 13" Milano, Mondadori, 1989; Elegie Empiriche Guerini e Associati, Milano, 1992; Elegie Empiriche ampliata e ripubblicata per dall'editore Argo di Lecce nel 1995; Alle Porte di Alessandria (poesie 1977-2000), ed. La Mongolfiera, 2003; Contrade Madri di Aprile ed. Lieto Colle, 2007. Per la narrativa ha pubblicato "Il Cielo Sopra Baghdad. Diario di un viaggio in Iraq", ed. La Mongolfiera, 2003, nuova edizione Poiesis Editrice 2006. Dal 1983 al 1993 ha ideato e diretto a Conversano Poesia Inchiostro rassegna della poesia e dell'arte fra i Paesi Mediterranei. Dal 1994 ha fondato e dirige i Seminari di Marzo dialoghi: Mezzogiorno-Mediterraneo-Europa, la rivista da Qui letteratura arte e società fra le Regioni e le Culture mediterranee, Poiesis Editrice. Ha fondato e dirige Poiesis Editrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I dolori della Pace"&lt;br /&gt;scontro o crisi di civiltà nel Mediterraneo dal darwinismo geopolitico al disarmo culturale&lt;br /&gt;di Giuseppe Goffredo&lt;br /&gt;2009&lt;br /&gt;€ 14,00&lt;br /&gt;pp. 124&lt;br /&gt;POIESIS EDITRICE&lt;br /&gt;Saggi&lt;br /&gt;collana: Le Ossidiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato giovedì 25 giugno, alle ore 19.30, presso la libreria "Il Ghigno" che si trova in Via G. Salepico, 47. Interverrà l'autore.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-728251900854648711?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/728251900854648711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=728251900854648711' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/728251900854648711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/728251900854648711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/i-dolori-della-pace-di-giuseppe.html' title='&quot;I dolori della Pace&quot; di Giuseppe Goffredo'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SkEPn8cGPkI/AAAAAAAAAgM/WZiwzb0IhY0/s72-c/Idoloridellapace.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-1666181090864869070</id><published>2009-06-22T08:57:00.002+02:00</published><updated>2009-06-22T09:01:20.107+02:00</updated><title type='text'>"Una storia quasi soltanto mia" di Pinelli e Scaramucci</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sj8rqSLjSkI/AAAAAAAAAf8/OHy55JfRah4/s1600-h/Unastoriaquasisoltantomia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350042887774227010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 205px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sj8rqSLjSkI/AAAAAAAAAf8/OHy55JfRah4/s320/Unastoriaquasisoltantomia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; A quarant’anni dalla morte di Giuseppe Pinelli, il racconto della vedova del ferroviere anarchico morto in circostanze mai chiarite nella questura di Milano nel 1969. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Ma non raggiungere la verità giudiziaria è una sconfitta dello Stato. È lo Stato che ha perso appunto perché non ha saputo colpire chi ha sbagliato. Perché in un modo o nell’altro, voglio dire direttamente o indirettamente, Pino è stato ucciso. E poi non è una questione di vincere o di perdere: semplicemente uno Stato che non ha il coraggio di riconoscere la verità è uno Stato che ha perduto, uno Stato che non esiste.” &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Licia Pinelli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Licia e Pino si conobbero nel 1952 a un corso di esperanto, a Milano. Lei voleva imparare la “lingua universale” che avrebbe facilitato la comprensione tra i popoli e portato la pace; lui voleva prendere il diploma e insegnarlo. Comincia così la loro storia d’amore. Licia, che ha cominciato a lavorare come dattilografa a tredici anni, fa la segretaria e abita in un palazzo popolare in viale Monza. Quando finisce il lavoro fa a piedi il tragitto fino a casa con Pino. Parlano tanto, hanno ideali comuni e amano leggere. Dopo due anni di fidanzamento si sposano, nonostante le diffidenze dei genitori, e conducono una vita bohémien. Pino fa il ferroviere, è anarchico e, dato che con la nascita delle due figlie Licia lo spinge a uscire, si butta nella politica attiva. Per casa c’è sempre gente, e a Licia piace. Poi arriva la notizia della morte di Pino, che si sarebbe suicidato gettandosi dalla finestra della questura, nell’ufficio del commissario Calabresi. Licia non ci crede. Secondo lei, il marito è stato picchiato, creduto morto e buttato giù. Poi arriva l’omicidio Calabresi. Licia prova orrore alla notizia ma vuole sapere la verità e avere giustizia perché ha fiducia nello Stato di diritto. E, a quarant’anni di distanza, vorrebbe ancora la verità. Il racconto sobrio e mai retorico di questa vicenda molto privata, ma non “soltanto sua”, fondamentale per la storia d’Italia recente, è arricchito da una cronologia degli eventi più importanti dell’epoca, una bibliografia aggiornata, una raccolta di testimonianze di alcune personalità su Pinelli e un inserto di foto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Licia Pinelli &lt;/strong&gt;è la vedova di Giuseppe Pinelli. Il libro-intervista, "Una storia quasi soltanto mia", è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori nel 1982.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Piero Scaramucci &lt;/strong&gt;(Praga 1937), giornalista, inviato speciale alla Rai dove ha lavorato dal 1961 al 1992, dal 1992 al 2002 è stato direttore di Radio Popolare, che aveva contribuito a fondare nel 1976. Ha svolto attività sindacale e negli anni sessanta e settanta è stato militante di Lotta Continua e ha partecipato al Movimento dei giornalisti democratici. Svolge attività didattica per la formazione giornalistica. Oggi è vicepresidente del Comitato regionale per le comunicazioni della Lombardia.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Una storia quasi soltanto mia"&lt;br /&gt;di Licia Pinelli e Piero Scaramucci&lt;br /&gt;FELTRINELLI &lt;br /&gt;Collana: Universale Economica Vite Narrate&lt;br /&gt;Pagine: 192&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 8,5 &lt;br /&gt;In libreria dal 2 settembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-1666181090864869070?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/1666181090864869070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=1666181090864869070' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1666181090864869070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1666181090864869070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/una-storia-quasi-soltanto-mia-di.html' title='&quot;Una storia quasi soltanto mia&quot; di Pinelli e Scaramucci'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sj8rqSLjSkI/AAAAAAAAAf8/OHy55JfRah4/s72-c/Unastoriaquasisoltantomia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6877426643187555229</id><published>2009-06-21T12:01:00.003+02:00</published><updated>2009-06-21T12:07:58.419+02:00</updated><title type='text'>"L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin" di Alessandro Baricco</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sj4F0nxZOOI/AAAAAAAAAf0/V96GWwGLRaA/s1600-h/L%27animadiHegelelemuchedel.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349719808950221026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 205px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sj4F0nxZOOI/AAAAAAAAAf0/V96GWwGLRaA/s320/L%27animadiHegelelemuchedel.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “A volte azzardare ipotesi è solo un modo di chiarirsi certe domande. È il caso, ad esempio, di questo libro. A leggerlo può sembrare soprattutto una collezione di certezze: ma scriverlo è stato soprattutto un modo di mettere a fuoco dei dubbi. Interrogativi che dovrebbero sorgere spontanei in chi frequenta per amore o per mestiere la musica colta: che senso ha ancor oggi parlare di un suo primato culturale e morale? Il modo in cui la si consuma replica anacronistici riti o ha qualcosa a che vedere con il nostro tempo? E la Nuova Musica – totem indiscusso e scomodo – è stata un’avventura intellettuale della modernità o solo una sofisticata truffa? E continuare a scrivere musica oggi, è una cosa che ha un senso o è un esercizio gratuito per pochi eletti stabilitisi fuori dal mondo?”&lt;br /&gt;dalla Nota introduttiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una serie di riflessioni sulla musica colta, o classica o seria, e sulla Nuova Musica, contemporanea, in Italia, alla luce del presente della modernità, o del post-moderno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro saggi che ruotano attorno a un interrogativo: come hanno reagito l’idea e la pratica della musica colta all’impatto con la modernità? Il primo Baricco: critico musicale e grande divulgatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Baricco&lt;/strong&gt;: nato a Torino nel 1958, si laurea in Filosofia con una tesi in Estetica e studia contemporaneamente al Conservatorio dove si diploma in pianoforte. L’amore per la musica e per la letteratura ispireranno sin dagli inizi la sua attività di saggista e narratore. Come saggista esordisce con Il genio in fuga. Due saggi sul teatro musicale di Gioacchino Rossini (Il Melangolo, 1988; Einaudi, 1997). Castelli di rabbia (Rizzoli, 1991; Universale Economica Feltrinelli, 2007), suo primo romanzo, Premio Selezione Campiello e Prix Médicis Etranger, è un’autentica rivelazione nel panorama della letteratura italiana e ottiene il consenso della critica e del pubblico. Seguono Oceano Mare (Rizzoli, 1993; Universale Economica Feltrinelli, 2007), Premio Viareggio e Premio Palazzo al Bosco; il monologo teatrale Novecento (Feltrinelli, 1994) da cui Giuseppe Tornatore trae il film La Leggenda del pianista sull’oceano; Seta (Rizzoli, 1996; Fandango Libri, 2007), portato sullo schermo da François Girard con una produzione e un cast internazionali; City (Rizzoli, 1999; Universale Economica Feltrinelli, 2007) e Senza sangue (Rizzoli, 2002), tutti tradotti all’estero e recensiti dalle maggiori testate internazionali, dal “Guardian” al “New York Times”, da “Libération” a “Le Monde”. Tra i saggi, L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin (Garzanti, 1993); Barnum. Cronache del Grande Show (Feltrinelli, 1995) che raccoglie gli articoli comparsi nell’omonima rubrica curata ogni mercoledì sulle pagine culturali del quotidiano torinese “La Stampa” e Barnum 2. Altre Cronache del Grande Show (Feltrinelli, 1998), in cui sono raccolti gli articoli frutto della collaborazione con “la Repubblica”; è del 2002 Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà. Compare in televisione nelle trasmissioni culturali “L’amore è un dardo”, sull’opera lirica, e “Pickwick”, dedicata ai libri. Tra le attività teatrali che lo vedono autore, regista e interprete, dopo i successi di Totem (di cui Fandango Libri ha pubblicato il libro nel 1999, Rizzoli due videocassette nel 2000 e Einaudi una videocassetta nel 2003) e di City Reading Project per il Romaeuropa Festival 2002 che ha dato origine a un volume fotografico (Rizzoli 2003), Baricco ha realizzato Omero, Iliade, in tre serate, pubblicando poi il libro (Feltrinelli, 2004). Nel 2003 pubblica per Dino Audino Editore la sceneggiatura di Partita Spagnola, di cui è autore con Lucia Moisio. A Questa storia (Fandango Libri, 2005; Universale Economica Feltrinelli, 2007), è seguito I Barbari. Saggio sulla mutazione (Fandango Libri, 2006; Universale Economica Feltrinelli, 2008), precedentemente pubblicato a puntate su “la Repubblica”. Nel 1994 ha ideato e fondato la Scuola Holden a Torino, di cui è preside, e dal 2005 è socio di Fandango Libri. Il suo ultimo lavoro teatrale è datato novembre 2007: una lettura interpretata (e ridotta) di Moby Dick.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin"&lt;br /&gt;Una riflessione su musica colta e modernità&lt;br /&gt;di Alessandro  Baricco&lt;br /&gt;FELTRINELLI&lt;br /&gt;Collana: Universale Economica&lt;br /&gt;Pagine: 96&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 6&lt;br /&gt;In libreria dal 9 settembre  2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6877426643187555229?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6877426643187555229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6877426643187555229' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6877426643187555229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6877426643187555229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/lanima-di-hegel-e-le-mucche-del.html' title='&quot;L&apos;anima di Hegel e le mucche del Wisconsin&quot; di Alessandro Baricco'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sj4F0nxZOOI/AAAAAAAAAf0/V96GWwGLRaA/s72-c/L%27animadiHegelelemuchedel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-2869191763333789459</id><published>2009-06-20T08:55:00.004+02:00</published><updated>2009-06-20T09:01:05.519+02:00</updated><title type='text'>"Ex Italia" di Giampaolo Visetti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjyH_ly_P_I/AAAAAAAAAfs/R8U5_9SgH_4/s1600-h/exitalia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349299983956787186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 290px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjyH_ly_P_I/AAAAAAAAAfs/R8U5_9SgH_4/s320/exitalia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Ex Italia: venti domande per venti regioni di un ex Paese&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel maggio del 2008, Giampaolo Visetti si è messo in viaggio attraverso l’Italia. Per un anno, dopo un lungo periodo trascorso all’estero, ha percorso le regioni del Paese, preferibilmente sostando nei borghi e nelle città considerati marginali. L’obiettivo iniziale, scoprire le ragioni e le conseguenze nazionali della recessione mondiale, è presto cambiato. Guardando il territorio e discorrendo con le persone, è risultato chiaro che in questo tempo la crisi italiana non è causata dall’implosione di un modello capitalista. Siamo al cospetto di un mutamento più profondo: una trasfigurazione della società, innescata dall’esaurimento di una condivisa e riconosciuta cultura collettiva. Il viaggio in Italia, precisandosi, si è così allargato: fino ad assumere il profilo di un’inchiesta su un popolo che non è più se stesso e su una nazione che non sa più chi è. È affiorato il racconto di un’ex civiltà: un’ex Italia, irriconoscibile e periferica, composta di reduci del Novecento incapaci di compiere il passaggio secolare verso la successione di se stessi. Tutti gli esseri umani, scaturendo da una storia, sono in qualche modo «ex», spesso orfani di un’eredità. Ma gli italiani non si limitano a non essere più quelli che erano: non sono, prima di tutto, nelle condizioni di diventare ciò che dovrebbero essere per esprimere un carattere contemporaneo. Per questo un popolo ospitale, allegro, pronto all’approfondimento della conoscenza e aperto al confronto con gli altri, è oggi prigioniero della paura e di un montante odio verso qualsiasi esperienza travalichi l’interesse personale. È il compimento di una stupefacente rivoluzione civile, dagli esiti ancora misteriosi, che moltiplica e divide gli italiani, annullando l’Italia riciclata e bloccata in una perenne fuga da una nuova responsabilità. Ogni regione viene così raccontata attraverso la chiave di una vicenda capace di rappresentarla, ma nello stesso tempo scelta per documentare la realtà più ampia di uno spaesamento. Storie, fatti e numeri, restituiti con la precisione di una cronaca, formano i capitoli di un romanzo che esprime la nazione quale protagonista di un annullamento, dove il falso si è sostituito al vero. Ma questo viaggio non racconta solo il vago senso di vergogna, e di nostalgia, che ci opprime se pensiamo alle promesse che il Paese non mantiene: è uno specchio che guarda chi legge e lo riflette, per guidarlo, come la bussola fa con chi parte verso un luogo ignoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Per l’Italia raccontata in questo libro il problema, ormai ineludibile, è tornare – o forse diventare – una nazione. Un sentimento civile e un principio di autorità condiviso. Pur mantenendo la sua molteplicità. Perché un Paese di paesi può reggere, di fronte al mondo che incombe. Non una galassia di paesi senza un Paese. Ciascuno geloso e prigioniero della propria diversità, della propria distinzione, della propria irriducibilità. Incapaci non solo di curare, ma perfino di riconoscere il proprio disagio. I propri mali. Un Paese, o meglio un “paesino”, così rischia di soccombere.»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ilvo Diamanti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Questo viaggio italiano pagina dopo pagina assume il sapore impagabile dell’inedito. La scelta degli argomenti, dei luoghi, delle persone, dei fatti, ha la freschezza di un’esplorazione. Di una catalogazione personale, tenace, di mutamenti da verificare, di antropologie da scoprire. Registra i suoni, le atmosfere, le fisionomie, racconta italiani spersi o resistenti, patetici o affascinanti. Un viaggio nella perdita di sé del nostro popolo. Più che una denuncia, è un antidoto.»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michele Serra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giampaolo Visetti &lt;/strong&gt;è nato a Trento il 30 gennaio 1965. È giornalista. Ha diretto «L’Adige» e il «Trentino» di Trento, l’«Alto Adige» di Bolzano e il «Corriere delle Alpi» di Belluno. È stato vicedirettore del «Gazzettino» di Venezia. Già corrispondente da Mosca, è inviato speciale per «la Repubblica». Per i tipi della Bcdeditore nel 2008 ha pubblicato "Mai una carezza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ex Italia"&lt;br /&gt;Viaggio nel Paese che non sa più chi è.&lt;br /&gt;di Giampaolo Visetti&lt;br /&gt;BALDINI CASTOLDI DALAI EDITORE&lt;br /&gt;2009&lt;br /&gt;Pagine 256&lt;br /&gt;€17.00&lt;br /&gt;Codice ISBN 88-6073-598&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-2869191763333789459?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/2869191763333789459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=2869191763333789459' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2869191763333789459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2869191763333789459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/ex-italia-di-giampaolo-visetti.html' title='&quot;Ex Italia&quot; di Giampaolo Visetti'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjyH_ly_P_I/AAAAAAAAAfs/R8U5_9SgH_4/s72-c/exitalia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-741374506790485249</id><published>2009-06-19T09:22:00.003+02:00</published><updated>2009-06-19T09:28:32.530+02:00</updated><title type='text'>"La città delle nuvole" di Carlo Vulpio</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sjs81bK9ZUI/AAAAAAAAAfk/WQ3P5_k5LeI/s1600-h/Lacitt%C3%A0dellenuvole.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348935870957053250" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 161px; CURSOR: hand; HEIGHT: 218px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sjs81bK9ZUI/AAAAAAAAAfk/WQ3P5_k5LeI/s320/Lacitt%C3%A0dellenuvole.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;«Un giorno, però, qualcuno ha cominciato a guardare il cielo con una maggiore curiosità, poi con un più forte sospetto, infine con rabbia. Le nuvole non erano mai state tutte uguali come sembravano adesso, ecco qual era la novità sotto il sole di Taranto. Perché dentro quelle nuvole di cui nessuno si era mai accorto, o che nessuno aveva mai voluto vedere, si annidava un nemico che fa paura solo a nominarlo.»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Un mostro ecologico tiene sotto il ricatto della perdita del posto di lavoro una città intera. È enorme, potente e pericoloso per la salute di chi vi abita intorno. È il centro siderurgico che si innalza alle porte di Taranto, ma sarebbe meglio dire che “occupa” la città, un’anomalia tutta italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un viaggio nel territorio più inquinato d’Europa, attraverso la voce dei suoi protagonisti: inserti di una vita vissuta pericolosamente, in un clima segnato da omertà politica, rapporti occultati, vessazioni e omesse denunce. Rilevazioni contraffatte e rivelazioni scomode. E poi morti, tanti, quanti non ci si aspetterebbe, evaporati nel silenzio della città delle nuvole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“C’è un diritto nella nostra Costituzione, che è assoluto e non accetta contemperamenti e limitazioni, ed è il diritto alla salute”. Ma Taranto non può fare a meno dell’industria, perché l’industria crea lavoro. Anche quando le sue emissioni inquinano oltre ogni misura, inondando la città con un fatale miscuglio di veleni: policlorobifenili, benzoapirene, emissioni radioattive, mercurio e, naturalmente, diossina, così tanta da far impallidire il caso Seveso. Un disastro ambientale con conseguenze dirette sulla salute di persone e animali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra politici assenti – quando non troppo presenti –, sospetti e scandali annunciati, l’inchiesta di Carlo Vulpio persegue la “scellerata” ricerca della verità, supportato solo dalle attività di una società civile sempre più consapevole, nel (quasi) silenzio dei mezzi di informazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, almeno fino a oggi, protocolli e atti d’intesa non sono serviti a chi l’acciaieria – e gli altri stabilimenti del polo industriale – la respira quotidianamente. Nonostante testimonianze, interrogazioni parlamentari, processi e condanne, il campionario delle vittime non accenna a diminuire: i malati di leucemia del quartiere Tamburi; fumatori incalliti di undici anni; donne e uomini sopraffatti dalla diossina; masserie svuotate; interi allevamenti di bestiame sterminati. Tutto questo, e altro ancora, senza troppi allarmismi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carlo Vulpio &lt;/strong&gt;è inviato del Corriere della Sera, quotidiano per il quale lavora dal 1990. Si occupa di importanti fatti di cronaca e di inchieste in Italia e all’estero. Gli ultimi casi che ha trattato riguardano i magistrati Luigi de Magistris e Clementina Forleo. Queste inchieste sono state anche le ultime che Vulpio ha potuto raccontare, poiché il 3 dicembre 2008, dopo un articolo ricco di nomi e cognomi sui casi Why Not e Toghe lucane, Vulpio è stato improvvisamente sollevato dall’incarico dalla direzione del Corriere. Ha scritto Roba Nostra (Il Saggiatore, premio Rosario Livatino 2009) e ha insegnato per diversi anni all’Università statale di Bologna, come docente a contratto, nel corso di laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica. &lt;br /&gt;Il suo blog è &lt;a href="http://www.carlovulpio.it"&gt;www.carlovulpio.it&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La città delle nuvole"&lt;br /&gt;Viaggio nel territorio più inquinato d'Europa&lt;br /&gt;di Carlo Vulpio&lt;br /&gt;EDIZIONI AMBIENTE&lt;br /&gt;VERDENERO&lt;br /&gt;2009 &lt;br /&gt;pagine: 160&lt;br /&gt;euro 14,00 &lt;br /&gt;ISBN 978-88-96238-06-6&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-741374506790485249?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/741374506790485249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=741374506790485249' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/741374506790485249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/741374506790485249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/la-citta-delle-nuvole-di-carlo-vulpio.html' title='&quot;La città delle nuvole&quot; di Carlo Vulpio'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sjs81bK9ZUI/AAAAAAAAAfk/WQ3P5_k5LeI/s72-c/Lacitt%C3%A0dellenuvole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3663941477126124123</id><published>2009-06-18T10:04:00.002+02:00</published><updated>2009-06-18T10:15:57.562+02:00</updated><title type='text'>"Cento watt per il prossimo miliardo di anni" di Erika Renda e Luigi Sertorio</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sjn1PEl8GlI/AAAAAAAAAfc/8e2X_UfpGAE/s1600-h/Centowattperilprossimomiliardodianni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348575671758887506" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sjn1PEl8GlI/AAAAAAAAAfc/8e2X_UfpGAE/s320/Centowattperilprossimomiliardodianni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Non c’è solo l’assalto per il controllo del petrolio da parte di chi è più forte, la ricerca di succedanei energetici a sostegno dello sviluppo, la denuncia per la salute della biosfera violata; a queste osservazioni e a queste domande deve corrispondere o contrapporsi un pensiero globale. Si deve partire da lontano, toccare il fondo oscuro e tornare a vedere le cose dall’alto. Questo saggio non propone dei palliativi immediati ma un modo di pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Luigi Sertorio&lt;/strong&gt;, fisico, socio dell’Accademia Gioenia di Scienze Naturali, ha lavorato al cern di Ginevra, e negli Stati Uniti all’Institute for Advanced Study di Princeton e al Los Alamos Laboratory. Per tre anni è stato direttore di programma alla Divisione per gli Affari Scientifici della Nato. È autore di oltre novanta pubblicazioni scientifiche; tra i suoi libri ricordiamo Thermodynamics of Complex Systems (Plenum Press, 1991).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Erika Renda &lt;/strong&gt;collabora con Luigi Sertorio nel programma di Ecofisica e divide il suo tempo fra i libri e l’esplorazione marina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cento watt per il prossimo miliardo di anni"&lt;br /&gt;di Erika Renda e Luigi Sertorio&lt;br /&gt;BOLLATI BORINGHIERI&lt;br /&gt;Anno 2008&lt;br /&gt;Collana «Temi»&lt;br /&gt;Prezzo €16,00&lt;br /&gt;136 Pagine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il professor Luigi Sertorio verrà intervistato mercoledì 24 giugno, alle ore 21.15, da Monia Benini, Presidente della Lista Civica Nazionale "Per il Bene Comune". Temi di discussione, l'esperienza del fisico nucleare a Los Alamos, lo studio del Superphoenix e l'inopportunità del ritorno al nucleare per l'Italia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;L'intervista si potrà seguire in diretta sulla web tv di "Per il Bene Comune" a questo indirizzo: &lt;a href="http://www.mogulus.com/perilbenecomune"&gt;www.mogulus.com/perilbenecomune&lt;/a&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3663941477126124123?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3663941477126124123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3663941477126124123' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3663941477126124123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3663941477126124123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/cento-watt-per-il-prossimo-miliardo-di.html' title='&quot;Cento watt per il prossimo miliardo di anni&quot; di Erika Renda e Luigi Sertorio'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sjn1PEl8GlI/AAAAAAAAAfc/8e2X_UfpGAE/s72-c/Centowattperilprossimomiliardodianni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7334384111814104589</id><published>2009-06-17T09:02:00.003+02:00</published><updated>2009-06-17T09:08:26.670+02:00</updated><title type='text'>"Il gioco della verità" di Andrea Carraro</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjiVBa3MMDI/AAAAAAAAAfU/oPeDg6dw3Ts/s1600-h/Ilgiocodellaverit%C3%A0.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348188409125679154" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjiVBa3MMDI/AAAAAAAAAfU/oPeDg6dw3Ts/s320/Ilgiocodellaverit%C3%A0.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Nessuno scrittore come Andrea Carraro sa inginocchiarsi, in quanto scrittore, davanti al male di una maturità frustrata e disamorata. La violenza dei suoi personaggi è spesso inesplosa; e, quando esplode, trova le sue vittime già esauste, con gli occhi rossi e la voce strozzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi racconti ci dicono qualcosa di definitivo sul “male oscuro” della piccola-borghesia italiana, incarcerata in reticenze e rabbie covate troppo a lungo, e in tristi ritualità di un benessere di facciata. Ecco, dopo le prove magistrali de Il branco, La lucertola e Il sorcio, a cosa si sono ridotti i borgatari di Pasolini e i borghesi di Moravia. Eccoli, aggressivi e taciturni, aggirarsi in una enorme zona grigia di malessere, dove il borghese quartiere Trieste equivale al litorale romano “senza mare”; eccoli, infelici e senza sogni, sopravvivere “a reddito fisso”, trascinandosi da un silenzio all’altro, sfuggendo a ogni vera sociologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché il “realismo” di Carraro – un realismo che mai utilizza gli “effetti speciali” del realismo estremo: il sangue, la violenza gratuita, il “basso” ideologico – è anzitutto un realismo psicologico, di chi conosce i miseri segreti della maturità, gli abissi calmi del disamore e i gesti compulsivi privi di sentimenti. Anche il tremendo “gioco della verità” che Carraro mette in scena, svelando miserie e tradimenti dei suoi personaggi, porta sempre la narrazione nei territori del silenzio: un silenzio vile e angoscioso, infine esausto. Con Carraro, proprio nel mentre i suoi uomini crollano a terra, la vita diventa ancora sopportabile, perché la grigia esistenza viene d’improvviso illuminata dall’apertura – a ventaglio, come uno squarcio di luce – della verità della scrittura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio quest’assenza di infingimenti, questa lingua grigia e solida come il ferro, questo sguardo impudico e fermo, rendono ancora chiare e possibili, nell’opera di Carraro, parole difficili come “realtà” e “verità”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Andrea Di Consoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Andrea Carraro &lt;/strong&gt;(Roma, 1959) è autore di A denti stretti (1990), Il branco (1994; inizialmente pubblicato per intero, unico caso dopo Le parrocchie di Regalpetra di Leonardo Sciascia, sulla rivista "Nuovi Argomenti"), L´erba cattiva (1996), La ragione del più forte (1999), La lucertola (2001), Non c´è più tempo (2002) e Il sorcio (2007). Da Il branco, nel 1994, Marco Risi ha tratto l´omonimo film. Carraro scrive anche per il cinema, la radio e i giornali, tra cui "Il Messaggero" e "Repubblica".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.andreacarraro.com/"&gt;www.andreacarraro.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il gioco della verità"&lt;br /&gt;di Andrea Carraro&lt;br /&gt;Edizioni Hacca&lt;br /&gt;Pagine: 216&lt;br /&gt;Prezzo: 14,00&lt;br /&gt;ISBN: 978-88-89920-25-1&lt;br /&gt;Anno: marzo 2009&lt;br /&gt;collana Novecento.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato mercoledì 17 giugno, alle ore 18.30, presso la Libreria "Rinascita" di Roma, in Via Prospero Alpino, 48 (zona Ostiense). Con l'autore, Andrea Carraro, interverranno Filippo La Porta, critico letterario e saggista, Paolo Di Paolo, critico letterario e scrittore e Andrea Di Consoli, critico letterario e scrittore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7334384111814104589?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7334384111814104589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7334384111814104589' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7334384111814104589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7334384111814104589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/il-gioco-della-verita-di-andrea-carraro.html' title='&quot;Il gioco della verità&quot; di Andrea Carraro'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjiVBa3MMDI/AAAAAAAAAfU/oPeDg6dw3Ts/s72-c/Ilgiocodellaverit%C3%A0.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8022842626597694350</id><published>2009-06-16T17:48:00.004+02:00</published><updated>2009-06-16T17:52:39.782+02:00</updated><title type='text'>"Censura 2009" di Peter Phillips &amp; Project Censored</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sje-0r3QKCI/AAAAAAAAAfM/4SuDXdm3NTA/s1600-h/Censura2009.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 209px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sje-0r3QKCI/AAAAAAAAAfM/4SuDXdm3NTA/s320/Censura2009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347952894862698530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Come ogni anno, Nuovi Mondi si occupa di informazione e giornalismo. Lo fa con “Censura 2009. Le 25 notizie più censurate”, l’annuario curato da Peter Phillips e Project Censored sulle notizie che avrebbero dovuto occupare le prime pagine dei giornali del mondo e che invece sono state del tutto ignorate. &lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per trent’anni Project Censored ha raccolto notizie importanti che i principali gruppi mediatici hanno ampiamente ignorato, dando spazio anche alle più piccole e frammentarie informazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche quest’anno, Censura ci ricorda che la missione imprescindibile di un giornalista in un paese democratico non cambia e non deve cambiare: il controllo delle istituzioni al potere. Tuttavia, “l’informazione come cane da guardia del potere” appare sempre più spesso, purtroppo, un precetto astratto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l’analisi di Project Censored, gli elementi che concorrono a limitare la missione dei giornalisti sono varie, tra cui: forzature ideologiche, la struttura degli organi d’informazione, il potere degli inserzionisti e la cosiddetta pratica del giornalismo “obiettivo” che, paradossalmente, intralcia i media proprio nella ricerca delle verità fondamentali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, in aggiunta alle informazioni la cui conoscenza cambierebbe la percezione degli eventi e le idee della gente, Project Censored passa in rassegna anche le notizie frivole che hanno occupato i media di tutto il mondo sottraendo tempo e spazio alle VERE notizie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche esempio? &lt;br /&gt;• L’eterna saga di Brintey Spears. &lt;br /&gt;• Paris Hilton va in prigione &lt;br /&gt;• La figlia di Anna Nicole Smith e la sua eredità &lt;br /&gt;• I gemelli di Brad Pitt e Angelina Jolie &lt;br /&gt;• Alec Baldwin insulta sua figlia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Project Censored &lt;/strong&gt;è un autorevole gruppo statunitense di ricerca sui media che si propone di promuovere il ruolo “del giornalismo indipendente in una società democratica”. Nasce nel 1976 da un'idea di Carl Jensen, docente di Scienze della Comunicazione presso la Sonoma State University, California, e dal 1996 è guidato da Peter Phillips, docente di Sociologia e da molto tempo attivo in organizzazioni no profit. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Censura 2009"&lt;br /&gt;di Peter Phillips &amp; Project Censored&lt;br /&gt;Pagine: 380&lt;br /&gt;Lingua: Italiano&lt;br /&gt;Prezzo: 19.50 euro&lt;br /&gt;ISBN: 9788889091647&lt;br /&gt;Edizione: Nuovi Mondi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8022842626597694350?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8022842626597694350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8022842626597694350' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8022842626597694350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8022842626597694350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/censura-2009-di-peter-phillips-project.html' title='&quot;Censura 2009&quot; di Peter Phillips &amp; Project Censored'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sje-0r3QKCI/AAAAAAAAAfM/4SuDXdm3NTA/s72-c/Censura2009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8769128719760714822</id><published>2009-06-15T09:44:00.002+02:00</published><updated>2009-06-15T09:47:21.719+02:00</updated><title type='text'>"Che cosa sono io" di Arnaldo Benini</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjX7-vSDrXI/AAAAAAAAAe8/jfpXUlR1VYg/s1600-h/Checosasonoio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 318px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjX7-vSDrXI/AAAAAAAAAe8/jfpXUlR1VYg/s320/Checosasonoio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347457187834998130" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Il cervello alla ricerca di sé stesso.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Conosci te stesso»: è questa forse l’essenza dell’umano. Per rispondere all’imperativo inciso sul tempio di Delfi, l’umanità usa da sempre gli strumenti dell’introspezione ma anche quelli delle scienze e della filosofia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di recente, gli straordinari sviluppi delle neuroscienze ci hanno fornito una grande quantità di informazioni sul funzionamento del nostro cervello. Per alcuni, questa ricerca ci porterà assai rapidamente a sciogliere uno dei grandi enigmi della natura: quello della coscienza. L’autocoscienza è solo il frutto di un intrico di cellule, molecole e impulsi elettrici? La nostra mente è un prodotto elettrochimico dell’evoluzione? E ancora, il cervello umano può comprendere sé stesso, senza scontrarsi con i limiti invalicabili dell’autoreferenzialità? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attingendo alle più recenti ricerche scientifiche – ma appoggiandosi anche a una vasta cultura umanistica – Arnaldo Benini coglie con esemplare chiarezza i punti d’incontro e le distanze tra le scienze dure, a cominciare dalle varie branche della medicina (e delle nuove tecniche di neuroimaging), e le scienze umane, dalla psicologia alla filosofia. Raccogliendo e selezionando una grande mole di informazioni, ci guida alla scoperta di noi stessi – o meglio, di quello che oggi possiamo davvero sapere su noi stessi. Che cosa sono io parla il linguaggio della scienza e cerca di coglierne i limiti, sempre restando lontanissimo dalle fumisterie di chi relega l’autocoscienza in una sostanza inafferrabile e inconoscibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Arnaldo Benini&lt;/strong&gt; (Ravenna, 1938) è docente di neurochirurgia e neurologia all’Università di Zurigo ed è stato primario di neurochirurgia alla Fondazione Schulthess di Zurigo. Ha pubblicato saggi su Mieczyslaw Minkowski (di cui ha tradotto il saggio sull’afasia dei poliglotti), su Vesalio, sulla fisiologia del dolore di Cartesio, sul medico napoletano D. Cotugno, che per primo ha descritto la sciatica, su Oliver Sacks. Ha curato l’edizione italiana di due libri di Karl R. Popper. Ha scritto saggi sull’eutanasia nella coscienza del medico, sui problemi etici della genetica e sullo stato vegetativo permanente. Inoltre sul giovane Benedetto Croce, su Thomas Mann, su Jakob Wassermann (di cui ha tradotto l’autobiografia) e sulla questione ebraica nella Germania del primo dopoguerra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Che cosa sono io"&lt;br /&gt;Il cervello alla ricerca di sé stesso &lt;br /&gt;di Arnaldo Benini&lt;br /&gt;GARZANTI&lt;br /&gt;Le Forme &lt;br /&gt;160 pagine &lt;br /&gt;€ 13.00 &lt;br /&gt;ISBN 978881160085-5&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8769128719760714822?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8769128719760714822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8769128719760714822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8769128719760714822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8769128719760714822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/che-cosa-sono-io-di-arnaldo-benini.html' title='&quot;Che cosa sono io&quot; di Arnaldo Benini'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjX7-vSDrXI/AAAAAAAAAe8/jfpXUlR1VYg/s72-c/Checosasonoio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-2445290015584606163</id><published>2009-06-12T11:37:00.004+02:00</published><updated>2009-06-12T11:45:51.804+02:00</updated><title type='text'>"C'è posto per te" di Massimiliano Lenzi</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346375035617624434" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjIjxMIBQXI/AAAAAAAAAek/vU72LNTiUlA/s320/Cepostoperte.jpg" border="0" /&gt;Il divano e il televisore rappresentano da oltre cinquant’anni, ovvero da quando la televisione si è assicurata un posto d’onore nelle nostre case ed il suo consumo è diventato un fenomeno di massa, un binomio indissolubile, una “scatola” sempre accesa che ci cattura e condiziona le nostre esistenze e a cui è difficile non prestare ascolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimiliano Lenzi, giornalista esperto di televisione, da anni lavora nelle redazioni di programmi televisivi di successo, con il suo “C’è posto per te” in libreria per i tipi di Vallecchi (pp.144, Euro12,50) nella nuova collana I Saggi, ci accompagna dietro le quinte come in un viaggio nell’aldilà, attraverso i gironi della Commedia dantesca e ci rivela il suo percorso nell’osceno, nel nascosto della nostra contemporaneità dove il “tengo famiglia” è scomparso e ha lasciato spazio al c’è posto per te, lì dentro, la televisione, possibilmente per finirci dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ E’ giusto concepire Inferni o Paradisi, giudicare alto o basso - scrive Carlo Freccero nella prefazione- buono o cattivo un prodotto come quello televisivo che non è soggetto in sé né a canoni estetici, né morali? In televisione ha valore non ciò che è giusto o sbagliato, bello o brutto, alto o basso, ma ciò che funziona. Secondo me un prodotto di successo è , a suo modo, sempre un prodotto alto. Non esteticamente o moralmente, ma proprio perché funziona. E far funzionare un programma implica professionalità e intuizione”. Tra i personaggi evocati nel viaggio dantesco dentro il piccolo schermo, Mike Buongiorno è Virgilio, Maurizio Costanzo è Caronte, Bruno Vespa - Ciacco, Walter Veltroni è Erisittone e Silvio Berlusconi il Marco Lombardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimiliano Lenzi &lt;/strong&gt;: giornalista, ha lavorato per sei anni nella redazione di “Otto e mezzo” di Giuliano Ferrara, su La7; collabora con Il Foglio, Tempi, Il Secolo XIX e L’Unione Sarda. Dallo scorso anno è nella redazione di Anno Zero di Michele Santoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"C'è posto per te"&lt;br /&gt;di Massimiliano Lenzi&lt;br /&gt;VALLECCHI&lt;br /&gt;EUR 12,50&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-2445290015584606163?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/2445290015584606163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=2445290015584606163' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2445290015584606163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/2445290015584606163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/ce-posto-per-te-di-massimiliano-lenzi.html' title='&quot;C&apos;è posto per te&quot; di Massimiliano Lenzi'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjIjxMIBQXI/AAAAAAAAAek/vU72LNTiUlA/s72-c/Cepostoperte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-9212876161967946824</id><published>2009-06-11T10:00:00.003+02:00</published><updated>2009-06-11T10:04:16.893+02:00</updated><title type='text'>"Toghe rosso sangue" di Paride Leporace</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjC5uylDDVI/AAAAAAAAAeU/IHLpVdaZfDU/s1600-h/togherossosangue.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 189px; height: 288px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjC5uylDDVI/AAAAAAAAAeU/IHLpVdaZfDU/s320/togherossosangue.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345976971191061842" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il 1969 e il 1994 sono stati ben ventisette imagistrati italiani che la criminalità organizzata e il terrorismo hanno brutalmente assassinato, e solo perché “colpevoli” di servire lo Stato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ventisette vite umane sacrificate sull’altare di oscuri disegni eversivi e colpite senza pietà, vittime cancellate dalla memoria collettiva. Infatti per molti magistrati caduti  nell’esercizio delle loro funzioni si è assistito a un deprecabile processo di rimozione del loro impegno – oltre che della loro vita – dalla faticosa storia della Repubblica italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toghe rosso sangue è un libro che, per la prima volta, colma questo scandaloso vuoto di sapere tratteggiando la figura dei magistrati italiani uccisi da mafiosi, criminali comuni e terroristi. Da Agostino Pianta fino a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il libro di Paride Leporace ricostruisce la carriera professionale dei giudici assassinati in Italia, spiega il contesto in cui maturò il loro omicidio, raccoglie la testimonianza dei parenti, degli amici e addirittura dei carnefici, salvando chi è stato costretto a dare la vita per l’esercizio della giustizia dalla più spietata delle condanne: quella dell'oblio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paride Leporace&lt;/strong&gt; è il direttore de «il Quotidiano della Basilicata», ha fondato «il Quotidiano della Calabria» e «Calabria Ora». Dopo innumerevoli reportage dedicati ad alcuni tra i più eclatanti casi di cronaca nera italiana, Toghe rosso sangue è il suo primo libro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.togherossosangue.it/"&gt;IL BLOG DELL'AUTORE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Toghe rosso sangue" &lt;br /&gt;di Paride Leporace&lt;br /&gt;NEWTON COMPTON&lt;br /&gt;Controcorrente n. 37&lt;br /&gt;ISBN 978-88-541-1240-7&lt;br /&gt;Pagine 320&lt;br /&gt;Euro 12,90&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-9212876161967946824?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/9212876161967946824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=9212876161967946824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9212876161967946824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9212876161967946824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/toghe-rosso-sangue-di-paride-leporace.html' title='&quot;Toghe rosso sangue&quot; di Paride Leporace'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SjC5uylDDVI/AAAAAAAAAeU/IHLpVdaZfDU/s72-c/togherossosangue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3524440839894326780</id><published>2009-06-10T11:15:00.003+02:00</published><updated>2009-06-10T11:33:11.523+02:00</updated><title type='text'>"Per una sinistra pensante" di Salvatore Biasco</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Si96Ct5jK2I/AAAAAAAAAeM/Eqm51ko59mE/s1600-h/Perunasinistrapensante.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Si96Ct5jK2I/AAAAAAAAAeM/Eqm51ko59mE/s320/Perunasinistrapensante.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345625469811370850" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Costruire la cultura politica che non c'è.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può il liberalismo politico ed economico diventare il principio ispiratore della sinistra? La domanda schietta di Salvatore Biasco tocca il cuore delle incertezze, della confusione, del malcontento verso l’inconsistenza dei progetti e della leadership del Partito democratico e dintorni. Partendo da qui egli svolge un’irrituale discussione politica proponendo temi che di solito la sinistra salta a piè pari, prigioniera com’è delle suggestioni del momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era noto il rigore di analisi di Biasco economista, non lo era ancora la sua efficacia nella critica della politica. Con molta misura e precisione, con la durezza e il rigore di un intellettuale che non si contenta di formule, Biasco affronta l’impasse della sinistra con la determinazione di chi sa che un partito non pesa solo per i suoi voti, ma altrettanto per la considerazione, la stima e il rispetto che guadagna attraverso il suo apparato di pensiero, la propensione a costruire il futuro, la capacità di offrire una classe dirigente competente e all’altezza delle funzioni che aspira a svolgere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Salvatore Biasco &lt;/strong&gt;è ordinario di Economia monetaria internazionale all’Università «Sapienza» di Roma. Autore di una vasta produzione specialistica è stato deputato nella XIII Legislatura, presidente della Commissione bicamerale per la riforma fiscale (detta «dei Trenta») e ha poi presieduto la Commissione consultiva per la riforma della tassazione delle imprese (Commissione Biasco), la cui relazione è alla base di parte dell’attuale normativa fiscale. È stato premio Saint Vincent per l’economia. Ha, tuttavia, sempre coltivato passione e impegno politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Per una sinistra pensante"&lt;br /&gt;di Salvatore Biasco&lt;br /&gt;MARSILIO&lt;br /&gt;pp. 160 &lt;br /&gt;Euro 12.00 &lt;br /&gt;2009 &lt;br /&gt;isbn: 978-88-317-9729-0&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3524440839894326780?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3524440839894326780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3524440839894326780' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3524440839894326780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3524440839894326780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/per-una-sinistra-pensante-di-salvatore.html' title='&quot;Per una sinistra pensante&quot; di Salvatore Biasco'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Si96Ct5jK2I/AAAAAAAAAeM/Eqm51ko59mE/s72-c/Perunasinistrapensante.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-9081671434475213498</id><published>2009-06-09T22:42:00.003+02:00</published><updated>2009-06-09T22:48:27.615+02:00</updated><title type='text'>"Federalismo criminale" di Nello Trocchia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Si7JxtGauWI/AAAAAAAAAeE/hsfwNt-jAHs/s1600-h/Federalismocriminale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345431663492643170" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 197px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Si7JxtGauWI/AAAAAAAAAeE/hsfwNt-jAHs/s320/Federalismocriminale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;“È davvero prezioso il contributo offerto da Nello Trocchia in questo suo libro dal titolo lucidamente provocatorio, un viaggio senza remore, né risparmio di documentate denunce, nei territori dove sono state sciolte amministrazioni colluse o infiltrate dalle mafie, documentando responsabilità politiche, imprenditoriali, affaristiche, come complicità burocratiche che sono una maglia essenziale nella rete di interessi che in molti territori domina illegalmente il mercato degli appalti e la gestione di fondi pubblici”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(dalla postfazione di Roberto Morrione) &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mafie che vivono sotto casa, che depredano le risorse pubbliche, che riducono a deserto i territori. Il federalismo criminale come sistema politico che governa intere parti del nostro territorio. Le storie dei comuni sciolti per mafia raccolte in questo libro raccontano le mani della piovra nelle aule comunali tra omertà, mattanze ed eroi isolati. Tra appalti truccati, centri commerciali, alta velocità, assunzioni e contributi sociali in mano a mafie e politica criminale. Una situazione di indecenza democratica dove la legalità, la sicurezza pubblica, la civile convivenza lasciano il posto alla barbarie, al feudo, a vecchi e nuovi podestà. Le mafie divorano le istituzioni nel silenzio della politica e dell’informazione. Federalismo criminale è la denuncia, eccezionalmente documentata, di come anche nei comuni sciolti per mafia nulla cambi, di come le mafie riescano a ritornare ogni volta padrone. Con i nomi e i cognomi dei protagonisti del malaffare di ieri e di oggi, tra scandali, devastazione ambientale e latitanze dorate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nello Trocchia &lt;/strong&gt;è nato a Nola, in provincia di Napoli, ventisei anni fa. Negli anni ha collaborato con Liberazione, il manifesto, La Voce della Campania, Calabria Ora, L'espresso. In radio ha curato e condotto una trasmissione sul fenomeno mafioso e la corruttela politica. Attualmente lavora a Roma nell'agenzia di informazione Econews e scrive per Narcomafie e La Voce delle Voci. Federalismo criminale ha ricevuto, come opera di ricerca universitaria, la menzione al Premio 'Giancarlo Siani' 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federalismo criminale&lt;br /&gt;di Nello Trocchia&lt;br /&gt;NUTRIMENTI&lt;br /&gt;collana: Igloo&lt;br /&gt;pp. 384&lt;br /&gt;€ 15.00 &lt;br /&gt;prima edizione maggio 2009&lt;br /&gt;978-88-95842-33-2&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-9081671434475213498?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/9081671434475213498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=9081671434475213498' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9081671434475213498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9081671434475213498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/federalismo-criminale-di-nello-trocchia.html' title='&quot;Federalismo criminale&quot; di Nello Trocchia'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Si7JxtGauWI/AAAAAAAAAeE/hsfwNt-jAHs/s72-c/Federalismocriminale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8578041467041098183</id><published>2009-06-08T22:03:00.002+02:00</published><updated>2009-06-08T22:08:04.231+02:00</updated><title type='text'>"Facebook come" di Borgato, Capelli e Ferraresi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Si1uwjJqhDI/AAAAAAAAAd8/X50tAtg941U/s1600-h/Facebookcome.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345050113107199026" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 295px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Si1uwjJqhDI/AAAAAAAAAd8/X50tAtg941U/s320/Facebookcome.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il fenomeno Facebook è rapido, mutevole ed in frenetica espansione, tanto che risulta difficile oggi definirlo, contenerlo o addirittura padroneggiarlo con l'aiuto di definizioni o di descrizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La complessità e insieme il fascino di Facebook si possono allora meglio comprendere, e in qualche modo stringere dappresso, attraverso l'impiego della analogia e dello studio degli ambiti che Facebook attraversa, che è quanto sin dal titolo cerca di fare questo libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono infatti campi e domini che Facebook felicemente contamina e numerosi sono gli ambiti sociali che impiegano Facebook per i propri scopi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È questa la strada che hanno scelto i curatori del presente volume: vale a dire indagare l'uso che si fa in politica, in economia, nel gioco delle relazioni e in quello delle identità sociali del più importante tra tutti i social network. Per comprendere come mai oggi Facebook è un fenomeno planetario occorre investigare come e perché funziona in numerosi e differenti ambiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro è una lettura importante per tutti gli utilizzatori di Facebook e per coloro che vogliono comprendere il come mai di un tale successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Facebook come"&lt;br /&gt;Le nuove relazioni virtuali&lt;br /&gt;di Renata Borgato, Ferruccio Capelli, Mauro Ferraresi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contributi di :&lt;br /&gt;Alberto Abruzzese, Annelisa Addolorato, Lilia Beretta, Carlo Bisio, Vittorio Canavese, Alessandro Capelli, Andrea Ceriani, Matilde Depangher, Sergio Di Giorgi, Chiara Fiocchi, Samantha Gamberini, Nicola Grande, Anna Guardavilla, Francesco Morace, William Nessuno, Francesca Pasquali, Mario Pireddu, Paola Riva, Fabrizio Salmi e Paolo Vergnani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Editore: Franco Angeli&lt;br /&gt;Data di Pubblicazione: 2009&lt;br /&gt;Collana: Cultura della comunicazione&lt;br /&gt;ISBN: 8846496280&lt;br /&gt;ISBN-13: 9788846496287&lt;br /&gt;Pagine: 208&lt;br /&gt;Prezzo: € 24.00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8578041467041098183?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8578041467041098183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8578041467041098183' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8578041467041098183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8578041467041098183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/facebook-come-di-borgato-capelli-e.html' title='&quot;Facebook come&quot; di Borgato, Capelli e Ferraresi'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Si1uwjJqhDI/AAAAAAAAAd8/X50tAtg941U/s72-c/Facebookcome.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7059402974684101590</id><published>2009-06-07T21:49:00.003+02:00</published><updated>2009-06-07T21:56:53.739+02:00</updated><title type='text'>"Qualunque cosa succeda" di Umberto Ambrosoli</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344676918020073858" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 280px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiwbVvHQ6YI/AAAAAAAAAd0/fOHROFx3fsY/s320/Qualunquecosasucceda.jpg" border="0" /&gt;&lt;strong&gt;Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A trent’anni dall’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, il libro del figlio Umberto ripropone una storia di straordinario impegno civile, ancora attualissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Erano le 8.30 del 12 luglio. Il consueto, familiare gesto di accendere la radio per ascoltare il notiziario trasformò di colpo quella che doveva essere una ordinaria giornata di lavoro in un tempo di straordinaria drammaticità: la sera precedente l’avvocato Giorgio Ambrosoli era stato assassinato mentre stava rientrando a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel colpo sparato ad Ambrosoli era destinato al cuore dello Stato, inscrivendosi l’episodio in un clima inquietante e torbido di intrecci tra malavita e forze eversive, che puntavano alle istituzioni con un disegno destabilizzante non dissimile, nei suoi esiti, da quello perseguito dal terrorismo, dalla lotta armata».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carlo Azeglio Ciampi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la storia di Giorgio Ambrosoli, per cinque anni commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, ucciso a Milano da un killer la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La racconta a trent’anni di distanza il figlio Umberto, che ai tempi era bambino, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell’archivio RAI. Sullo sfondo, la storia d’Italia in quel drammatico periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Aveva scritto alla moglie: «Pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese [...] Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Umberto Ambrosoli&lt;/strong&gt;, classe 1971, è avvocato penalista a Milano. È il più giovane dei tre figli di Giorgio Ambrosoli. Da anni è impegnato a valorizzare e attualizzare la storia del padre, partecipando a incontri nelle scuole di tutta Italia, a convegni e a iniziative pubbliche ed editoriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Qualunque cosa succeda"&lt;br /&gt;di Umberto Ambrosoli&lt;br /&gt;SIRONI EDITORE&lt;br /&gt;Codice ISBN: 978-88-518-0120-5&lt;br /&gt;Pagine: 320&lt;br /&gt;Prezzo di copertina: € 18,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato giovedì 11 giugno p.v., alle ore 18.30, presso la Sala Schuster, in via Sant’Antonio 5, a Milano (MM1 Duomo - MM3 Missori). Con l'autore, Umberto Ambrosoli, saranno presenti Gherardo Colombo e Corrado Stajano. Seguirà rinfresco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7059402974684101590?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7059402974684101590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7059402974684101590' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7059402974684101590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7059402974684101590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/qualunque-cosa-succeda-di-umberto.html' title='&quot;Qualunque cosa succeda&quot; di Umberto Ambrosoli'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiwbVvHQ6YI/AAAAAAAAAd0/fOHROFx3fsY/s72-c/Qualunquecosasucceda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4063979895565479135</id><published>2009-06-06T09:05:00.005+02:00</published><updated>2009-06-06T09:16:09.862+02:00</updated><title type='text'>"La casta della monnezza" di De Stefano e Iurillo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SioWBDMadHI/AAAAAAAAAdk/pBMghre1194/s1600-h/Lacastadellamonnezza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344108115121566834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 288px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SioWBDMadHI/AAAAAAAAAdk/pBMghre1194/s320/Lacastadellamonnezza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Dall’emergenza rifiuti alla crisi finanziaria, il ritratto di un Paese e di una classe politica sotto inchiesta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefazione di Gianni Barbacetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel libro di De Stefano e Iurillo sfilano quaranta uomini politici nei guai con la legge: senz’altro troppi per una terra che chiede a gran voce il riscatto dalle condizioni in cui è precipitata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bruno De Stefano&lt;/strong&gt; è nato nel 1966 a Somma Vesuviana (Napoli). Giornalista professionista, ha lavorato per diversi quotidiani tra cui «Paese sera», «Il Giornale di Napoli», «Corriere del Mezzogiorno» (dorso campano del «Corriere della Sera») e per «Metropolis», occupandosi in particolare di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente è redattore di «City», il quotidiano freepress del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera. Con la Newton Compton ha pubblicato Napoli criminale, I boss della camorra e La penisola dei mafiosi. L’indirizzo del suo blog è &lt;a href="http://brunodestefano.splinder.com/" target="_blank"&gt;brunodestefano.splinder.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vincenzo Iurillo&lt;/strong&gt; è nato a Castellammare di Stabia (Napoli) nel 1970. Giornalista professionista, ha lavorato come responsabile della cronaca politica per «Metropolis» ed è stato collaboratore del «Corriere del Mezzogiorno».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La casta della monnezza"&lt;br /&gt;di Bruno De Stefano e Vincenzo Iurillo&lt;br /&gt;ISBN 978-88-541-1474-6&lt;br /&gt;Pagine 384&lt;br /&gt;Euro 12,90&lt;br /&gt;NEWTON COMPTON&lt;br /&gt;Controcorrente n. 50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato da Bruno De Stefano, giovedì 11 giugno, su Radio Uno, nel corso del programma “Zapping”, alle ore 20.20.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4063979895565479135?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4063979895565479135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4063979895565479135' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4063979895565479135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4063979895565479135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/la-casta-della-monnezza-di-de-stefano-e.html' title='&quot;La casta della monnezza&quot; di De Stefano e Iurillo'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SioWBDMadHI/AAAAAAAAAdk/pBMghre1194/s72-c/Lacastadellamonnezza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-1021394458686344303</id><published>2009-06-05T11:30:00.002+02:00</published><updated>2009-06-05T11:35:11.482+02:00</updated><title type='text'>"La peste di Milano" di Marco Alfieri</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SijlxsjtqHI/AAAAAAAAAdc/PIdH2DxQOo4/s1600-h/LapestediMilano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343773599812397170" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SijlxsjtqHI/AAAAAAAAAdc/PIdH2DxQOo4/s320/LapestediMilano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Milano è malata. E la sua malattia può avere conseguenze molto rilevanti sull’intero “sistema Italia”. Un’inchiesta senza sconti sui mali che affliggono la ex capitale morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro&lt;br /&gt;Ormai da troppi anni quella che è stata la città più avanzata del paese sembra aver smarrito la strada, sfiancata da dinamiche ben lontane dalla sua grande tradizione di riformismo illuminato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto di svolta è stato lo shock di Tangentopoli. Da allora, la metropoli che ha guidato la modernizzazione italiana rischia di scivolare in un pantano fatto di inerzia, miopia, ritardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La peste di Milano è un’inchiesta senza sconti sui mali che affliggono la ex capitale morale: la fine di un vero progetto condiviso sulla città, la mancanza di strategia delle classi dirigenti, la struttura neofeudale del potere economico-finanziario, l’incapacità di pensarsi come grande metropoli multietnica, il declino della creatività, addirittura il pericolo crescente di infiltrazioni della criminalità organizzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una storia di grandi e piccoli fallimenti, dal caso Malpensa-Alitalia ai germi di razzismo e intolleranza che ancora covano nelle sue viscere. Persino il successo dell’Expo 2015 ha dato il via in pochi mesi ad una estenuante lotta per le poltrone e per il controllo dei sostanziosi appalti.&lt;br /&gt;Milano è ancora ricca di talenti straordinari. Saprà metterli una volta di più al servizio del suo futuro e dell’intero paese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marco Alfieri &lt;/strong&gt;è nato a Varese, vive a Pavia, lavora a Milano. Già corrispondente dal Nord per “Il Riformista”, scrive per “Il Sole 24Ore”. È autore di Nord terra ostile. Perché la sinistra non vince (Marsilio 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La peste di Milano"&lt;br /&gt;di Marco Alfieri&lt;br /&gt;FELTRINELLI&lt;br /&gt;Collana: Serie Bianca&lt;br /&gt;Pagine: 176&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 13&lt;br /&gt;In libreria dal 4 giugno 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato a Milano il prossimo 18 giugno, alle ore 18.30, presso la Libreria Feltrinelli che si trova in Piazza Piemonte, 2. Sarà presente l'autore.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-1021394458686344303?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/1021394458686344303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=1021394458686344303' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1021394458686344303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1021394458686344303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/la-peste-di-milano-di-marco-alfieri.html' title='&quot;La peste di Milano&quot; di Marco Alfieri'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SijlxsjtqHI/AAAAAAAAAdc/PIdH2DxQOo4/s72-c/LapestediMilano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-5565514036365286264</id><published>2009-06-04T11:25:00.003+02:00</published><updated>2009-06-24T09:53:58.119+02:00</updated><title type='text'>"Rifugiati Football Club" di St. John Warren</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SieTTKLlu_I/AAAAAAAAAdU/afW29wrwHYA/s1600-h/rifugiatifootballclub.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343401440258145266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SieTTKLlu_I/AAAAAAAAAdU/afW29wrwHYA/s320/rifugiatifootballclub.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Clarkston, Georgia, era una tipica cittadina del Sud fino a quando non è stata designata nel 1990 come centro di accoglienza per i rifugiati, diventando la prima dimora americana per innumerevoli famiglie in fuga dalle zone di guerra di tutto il mondo. Improvvisamente le sue strade si sono riempite di donne che indossano il velo, ovunque si è diffuso il profumo del curry e del cumino, e ragazzi di ogni colore hanno iniziato a giocare a calcio in qualunque spazio disponibile. La città è diventata anche la casa della carismatica Luma Mufleh, una donna giordana che ha studiato negli Stati Uniti e che ha fondato una squadra giovanile di calcio composta dai ragazzi di Clarkston. E quei ragazzi hanno trovato un nome per la loro impresa: i Fugees, i Rifugiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’incredibile storia dei Fugees inizia il giorno in cui Luma vede qualcosa di inaspettato. C’è un gruppo di ragazzi, sopravvissuti alle guerre, alla violenza delle vendette tribali, alla morte di fratelli e genitori, forse al loro stesso passato di soldati bambini costretti alla barbarie. Stanno giocando a calcio, con una passione e una grazia che sembrano annullare gli effetti di ogni orrore, paura o solitudine che quei ragazzi possono aver provato. È un attimo rivelatore, e Luma comprende in un istante quale sarà il suo destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un pomeriggio del giugno 2004 gli aspiranti calciatori accorrono entusiasti, speranzosi e increduli al primo provino dei Rifugiati. Per formare una grande squadra Luma cerca di scoprire ed esaltare ciò che hanno davvero in comune. «Ci disse che eravamo tutti stranieri, e che questa era una squadra che unisce tutti. E chi non ci riesce se ne va a casa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una cittadina degli Stati Uniti esiste una squadra di calcio unica al mondo, un incredibile gruppo di ragazzi senza patria e con un futuro difficile: i Fugees, i Rifugiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovani calciatori di ogni nazione, Etiopia, Burundi, Afghanistan, Congo, Iraq, Liberia, Sudan, Somalia, Bosnia. Scappati all’orrore delle guerre civili, dalla povertà, dalla devastazione e dalla violenza.&lt;br /&gt;Allenati da una donna che viene dalla Giordania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calcio e politica, talento e sudore: una storia vera di sport e generosità, di riscatto e speranza. Un esempio e un modello per ogni paese del mondo, dal cuore di un’America che vuole rinascere nel segno della libertà e dell’orgoglio civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le regole dei Rifugiati:&lt;br /&gt;Mi comporterò bene in campo e fuori.&lt;br /&gt;Non fumerò.&lt;br /&gt;Non mi drogherò.&lt;br /&gt;Non berrò alcol.&lt;br /&gt;Non metterò incinta nessuna.&lt;br /&gt;Non dirò parolacce.&lt;br /&gt;I miei capelli saranno piú corti di quelli dell’allenatore.&lt;br /&gt;Sarò sempre in orario.&lt;br /&gt;Ascolterò l’allenatore.&lt;br /&gt;Mi impegnerò al massimo.&lt;br /&gt;Chiederò aiuto.&lt;br /&gt;Voglio far parte dei Fugees!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Warren St. John &lt;/strong&gt;è un giornalista del New York Times e l’autore del bestseller Rammer Jammer Yellow Hammer, un viaggio tra i tifosi del football universitario. I diritti cinematografici di Rifugiati Football Club sono stati acquisiti dalla Universal, che ha annunciato la produzione di un film tratto dalla vicenda. La fondazione e le attività dei Fugees si possono seguire sul sito www.fugeesfamily.org.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Rifugiati Football Club"&lt;br /&gt;di St. John Warren&lt;br /&gt;Traduzione dall’inglese di Luca Fusari&lt;br /&gt;NERI POZZA&lt;br /&gt;BLOOM&lt;br /&gt;Giugno 2009&lt;br /&gt;Euro 16,050&lt;br /&gt;384 pagine&lt;br /&gt;EAN 9788854502574&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato giovedì 25 giugno 2009, alle ore 18,00, a Milano, presso la libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires 33. Con l'autore Warren St. John interverrà Darwin Pastorin.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-5565514036365286264?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/5565514036365286264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=5565514036365286264' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5565514036365286264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5565514036365286264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/rifugiati-football-club-di-st-john.html' title='&quot;Rifugiati Football Club&quot; di St. John Warren'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SieTTKLlu_I/AAAAAAAAAdU/afW29wrwHYA/s72-c/rifugiatifootballclub.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8787310783490964224</id><published>2009-06-03T09:56:00.005+02:00</published><updated>2009-06-03T10:03:53.808+02:00</updated><title type='text'>"Io gioco pulito" di Antonio Padellaro</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiYuTA0nquI/AAAAAAAAAdM/JFLFTCLHcFk/s1600-h/iogiocopulito.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 236px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiYuTA0nquI/AAAAAAAAAdM/JFLFTCLHcFk/s320/iogiocopulito.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343008912094767842" /&gt;&lt;/a&gt; Giocare pulito significa rispettare gli impegni presi, non scaricare su altri la colpa dei propri errori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Non giochi pulito se il giorno dopo ti dimentichi dei tuoi elettori, se ti metti d’accordo sottobanco con i tuoi avversari del giorno prima. Io gioco pulito nasce un anno fa dalla sconfitta storica del centrosinistra e vuole dare una risposta a quei milioni di persone che hanno assistito al trionfo di ciò che avevano sempre combattuto e sono rimaste sole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è stato possibile che il governo Prodi implodesse dopo poco più di un anno e che in quindici mesi il Partito democratico dilapidasse gran parte del patrimonio di consensi guadagnato con le famose primarie? Come è stato possibile che da un giorno all’altro Walter Veltroni gettasse la spugna senza fornire una vera spiegazione del suo abbandono? Perché si è lasciato che il Paese finisse ancora una volta nelle mani di un oligarca miliardario che considera la Costituzione un impaccio? Questa è la storia di un enorme spreco di fiducia e di speranze, raccontata da chi per otto anni ha osservato i giochi di potere della vecchia e stanca nomenklatura politica italiana dalla scrivania di direttore dell’«Unità». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne è uscito un libro corale che è in qualche modo la continuazione di quel giornale animato dalla passione e dall’impegno civile di Furio Colombo e Marco Travaglio, di Antonio Tabucchi e Corrado Stajano, di Nando Dalla Chiesa e Oliviero Beha, di Maurizio Chierici e Sandra Amurri. Testimoni della disfatta che, nonostante tutto, non vogliono arrendersi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affermare: «Io gioco pulito» non vuol dire vantarsi o sentirsi migliori degli altri. È la dimostrazione che in politica, ma soprattutto nella vita, si può vincere – e vincere meglio – se si rispettano le regole e si dà il giusto peso a parole considerate desuete dai nuovi padroni d’Italia. Onestà. Lealtà. Competenza. Generosità. Rispetto per gli altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Come vecchi commilitoni che si ritrovano, ho chiesto ad alcune delle firme che mi hanno accompagnato negli anni dell’“Unità” di raccontare il vuoto che stiamo attraversando. Il vuoto della politica. Ho chiesto se anche loro galleggiano dentro una delusione che ci toglie la voglia e la rabbia. Ho chiesto di farmi compagnia nei miei dubbi. Ho chiesto se hanno una spiegazione. E una soluzione.» &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visita il Blog &lt;a href="http://www.iogiocopulito.it"&gt;www.iogiocopulito.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Antonio Padellaro&lt;/strong&gt;(1946) ha iniziato la sua carriera di giornalista all’Ansa. In seguito è diventato responsabile della redazione romana del «Corriere della Sera» e vicedirettore dell’«Espresso». Dal 2005 al 2008 è stato direttore dell’«Unità». Per BCDe ha pubblicato Non aprite agli assassini (1995), Senza cuore (2000) e, insieme a Furio Colombo, Il libro nero della democrazia (2002). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Io gioco pulito" &lt;br /&gt;di Antonio Padellaro  &lt;br /&gt;BALDINI CASTOLDI&lt;br /&gt;Codice ISBN 88-6073-550 &lt;br /&gt;Data di uscita  6/4/2009 &lt;br /&gt;Sito  www.iogiocopulito.it&lt;br /&gt;Pagine  184 &lt;br /&gt;Prezzo: €17.50&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8787310783490964224?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8787310783490964224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8787310783490964224' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8787310783490964224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8787310783490964224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/io-gioco-pulito-di-antonio-padellaro.html' title='&quot;Io gioco pulito&quot; di Antonio Padellaro'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiYuTA0nquI/AAAAAAAAAdM/JFLFTCLHcFk/s72-c/iogiocopulito.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8325377541079851562</id><published>2009-06-02T22:12:00.000+02:00</published><updated>2009-06-02T22:24:20.083+02:00</updated><title type='text'>"La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SYaskPCFDqI/AAAAAAAAAQc/OHM2kDjmQjo/s1600-h/lasolitudinedeinumeriprimi.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298111750158487202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 212px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SYaskPCFDqI/AAAAAAAAAQc/OHM2kDjmQjo/s320/lasolitudinedeinumeriprimi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt; "LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI" DI PAOLO GIORDANO E' IL LIBRO PIU' VOTATO DAI VISITATORI DE "IL CIRCOLO PICKWICK" NEI MESE DI GENNAIO E GIUGNO 2009.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci. È una mattina di nebbia fitta, lei ha freddo e il latte della colazione le pesa sullo stomaco. In cima alla seggiovia si separa dai compagni e, nascosta nella nebbia, se la fa addosso. Per la vergogna decide di scendere a valle da sola, ma finisce fuori pista, spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canalone innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno.&lt;br /&gt;Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela. La presenza costante della sorella umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei. Per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia decide di lasciare Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei.&lt;br /&gt;Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e di Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze, così profondamente segnate, si incroceranno e i due protagonisti si scopriranno strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.&lt;br /&gt;Questo romanzo è la storia dolorosa e commovente di Alice e di Mattia, e dei personaggi che li affiancano nel loro percorso. Paolo Giordano tocca con sguardo lucido e profondo, con una scrittura di sorprendente fermezza e maturità, una materia che brucia per le sue implicazioni emotive. E regala ai lettori un romanzo capace di scuotere per come alterna momenti di durezza e di spietata tensione a scene più rarefatte e di trattenuta emozione, piene di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paolo Giordano&lt;/strong&gt; scrittore, nato a Torino nel 1982. Con il libro "La solitudine dei numeri primi" ha vinto il Premio Campiello Opera Prima, il Premio Fiesole Narrativa Under 40 e il Premio Strega; a 26 anni è il più giovane scrittore ad aver avuto quest'ultimo riconoscimento letterario."La solitudine dei numeri primi" è il libro più venduto in Italia nel 2008, con più di un milione di copie acquistate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La solitudine dei numeri primi"&lt;br /&gt;di Paolo Giordano&lt;br /&gt;Editore: Mondadori&lt;br /&gt;Anno: 2008&lt;br /&gt;Collana:Scrittori italiani e stranieri&lt;br /&gt;Pagine: 312&lt;br /&gt;ISBN: 978880457702&lt;br /&gt;Prezzo: 18 euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8325377541079851562?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8325377541079851562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8325377541079851562' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8325377541079851562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8325377541079851562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/02/la-solitudine-dei-numeri-primi-di-paolo.html' title='&quot;La solitudine dei numeri primi&quot; di Paolo Giordano'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SYaskPCFDqI/AAAAAAAAAQc/OHM2kDjmQjo/s72-c/lasolitudinedeinumeriprimi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8664762492307899566</id><published>2009-06-01T17:22:00.002+02:00</published><updated>2009-06-01T17:26:22.900+02:00</updated><title type='text'>"Voglio l'America" di Enrico Franceschini</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiPyeawXMQI/AAAAAAAAAc8/z6NpXR0vxvs/s1600-h/Vogliolamerica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342380187383705858" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 313px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiPyeawXMQI/AAAAAAAAAc8/z6NpXR0vxvs/s320/Vogliolamerica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “Eravamo liberi, eravamo poveri, avevamo il mondo in mano e… volevamo l’America”. Inizio anni ottanta. Lui è arrivato a New York da solo, con un borsone rosso a tracolla, una macchina per scrivere portatile, mille dollari in tasca e il sogno di conquistare gli Stati Uniti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro&lt;br /&gt;Inizio anni ottanta. Lui è arrivato a New York da solo, con un borsone rosso a tracolla, una macchina per scrivere portatile, mille dollari in tasca e il sogno di conquistare gli Stati Uniti, almeno per un po’: “Vado, sistemo l’America e torno”. È un provinciale italiano appena uscito dall’Università che si è messo in testa di fare il giornalista fra i grattacieli di Manhattan, affascinato dai romanzi di Bukowski, dai film di De Niro, dalle mille luci di Broadway. Ma come spesso accade, la realtà è molto meno romantica della fantasia: nessun giornale pubblica le sue corrispondenze, per sopravvivere deve distribuire i volantini pubblicitari di un topless-bar, rubacchia nei negozi, telefona a scrocco, si nutre di zuppe in scatola e decisamente non ci sono luci attorno a Hell’s kitchen, la “cucina dell’inferno”, il quartiere portoricano dove con gli ultimi soldi che gli sono rimasti ha preso in affitto uno squallido appartamentino. Finché l’arresto di John Gambino, “padrino” di una delle famiglie di Cosa Nostra che controllano il crimine organizzato in città, segna una svolta nel suo destino.&lt;br /&gt;Tra loft di artisti squattrinati e discoteche in cui si va tutti insieme alla toilette, interviste con Steven Spielberg negli studios di Hollywood e balli con Gina Lollobrigida in cima al Rockefeller Center, compagni di sbronze che guidano i turisti in sex-tour notturni e l’amore per Angie, un’italoamericana che sembra timida e indifesa ma non lo è affatto, vola via un anno pieno di sorprese. Lasciandolo, alla fine, con due questioni fondamentali da risolvere: seguire il consiglio che gli dà con una strizzata d’occhio l’attore John Cassavetes, ovvero sposare Angie prima che qualcun altro gliela porti via? E soprattutto, una volta “sistemata” l’America, rimanere lì o tornare a casa? Meglio l’Empire State Building o la Torre degli Asinelli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una storia di vita vissuta appassionante come un romanzo, un inedito autoritratto di Enrico Franceschini, corrispondente di “la Repubblica”: che alla fine ha scelto l’Empire State Building e, dopo New York, Washington, Mosca e Gerusalemme, scrive oggi da Londra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Enrico Franceschini &lt;/strong&gt;(Bologna, 1956): giornalista e scrittore, è da quasi vent'anni corrispondente dall'estero per il quotidiano "la Repubblica", per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel '94 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Voglio l'America"&lt;br /&gt;di Enrico Franceschini&lt;br /&gt;FELTRINELLI&lt;br /&gt;Collana: I Canguri&lt;br /&gt;Pagine: 192&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 13&lt;br /&gt;In libreria dal 4 giugno 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Enrico Franceschini incontra il pubblico in occasione dell'uscita di "Voglio l'America" il 9 giungo 2009, alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli Galleria Colonna, a Roma. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8664762492307899566?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8664762492307899566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8664762492307899566' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8664762492307899566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8664762492307899566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/06/voglio-lamerica-di-enrico-franceschini.html' title='&quot;Voglio l&apos;America&quot; di Enrico Franceschini'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiPyeawXMQI/AAAAAAAAAc8/z6NpXR0vxvs/s72-c/Vogliolamerica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-951193159102905331</id><published>2009-05-31T20:41:00.002+02:00</published><updated>2009-05-31T20:45:14.439+02:00</updated><title type='text'>"Non è un Paese per giovani" di Elisabetta Ambrosi e Alessandro Rosina</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiLPnF-2a1I/AAAAAAAAAc0/Wtw8Qtx20Bc/s1600-h/Noneunpaesepergiovani.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiLPnF-2a1I/AAAAAAAAAc0/Wtw8Qtx20Bc/s320/Noneunpaesepergiovani.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342060378542467922" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;L'anomalia italiana: una generazione senza voce.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sempre sono i giovani la parte più dinamica di una società: sono loro a travolgere le barriere della tradizione, a proporre inedite letture della realtà. Eppure in Italia, per le nuove generazioni, questo non vale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scopertesi improvvisamente “rapinate” del proprio futuro, non accennano a reagire. Il conflitto generazionale è disattivato. Manca la spinta al rinnovamento e la società rimane rigida, poco reattiva davanti alle grandi sfide. Gli autori analizzano senza sconti le responsabilità di due generazioni, in modo diverso protagoniste in negativo dell’Italia di oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padri che monopolizzano spazi e risorse disponibili, senza curarsi del bene comune; figli che dipendono morbosamente dalla famiglia, senza coraggio né capacità di immaginare un futuro diverso: sono alcuni dei motivi che rendono l’Italia un paese che non cresce, dove i giovani hanno scarso peso e poca voce. Sullo sfondo un interrogativo ineludibile: è ancora possibile, per i figli, un pieno riscatto o appare sempre più concreta l’inquietante ipotesi di un “salto di generazione”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Elisabetta Ambrosi&lt;/strong&gt;, capo redattore di «Reset», collabora con «Vanity Fair», «la Repubblica» e «Europa». Per Marsilio ha curato Il bello del relativismo. Quel che resta della filosofia nel XXI secolo (2005).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Rosina &lt;/strong&gt;insegna demografia e modelli di population dynamics presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano. Per Marsilio ha curato con Gianpiero Dalla Zuanna e Fiorenzo Rossi Il Veneto. Storia della popolazione dalla caduta di Venezia ad oggi (2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non è un Paese per giovani" &lt;br /&gt;di Elisabetta Ambrosi e Alessandro Rosina &lt;br /&gt;MARSILIO &lt;br /&gt;Collana: I grilli&lt;br /&gt;pp. 112 &lt;br /&gt;isbn: 978-88-317-9798-6&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-951193159102905331?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/951193159102905331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=951193159102905331' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/951193159102905331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/951193159102905331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/non-e-un-paese-per-giovani-di.html' title='&quot;Non è un Paese per giovani&quot; di Elisabetta Ambrosi e Alessandro Rosina'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiLPnF-2a1I/AAAAAAAAAc0/Wtw8Qtx20Bc/s72-c/Noneunpaesepergiovani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3160904847428967060</id><published>2009-05-30T22:22:00.005+02:00</published><updated>2009-05-30T22:28:07.561+02:00</updated><title type='text'>"Linea d'ossigeno" di Franco Leonetti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiGWBfhb6XI/AAAAAAAAAcs/wZqhjTwaiOA/s1600-h/Lineadossigeno.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341715585423894898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiGWBfhb6XI/AAAAAAAAAcs/wZqhjTwaiOA/s320/Lineadossigeno.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Migliaia di sensazioni fragranti, stampate su carta, investono chi legge, un geyser di emozioni che fuoriescono zampillando, inoculano la frenesia del “cosa succederà dopo”. Mai una sezione ne oscura un’altra, tutto va in direzione del lettore che può cogliere sfumature e impressioni senza dover compiere faticose tortuosità. Un elaborato copioso, fatto di quasi quattrocento pagine, reso scorrevole, levigato, curioso, che si divora con estrema piacevolezza. Una pagina dopo l’altra, a formare ventisette capitoli di un’esistenza che potrebbe essere quella di chiunque, con l’unica differenza nel protagonista. Un uomo coraggioso che non teme il confronto con i propri demoni, con situazioni complicate, sviluppi intricati; nulla può fermarlo perché niente è irrealizzabile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Se senti il dovere di fare una cosa devi trovare il coraggio per farla!"&lt;br /&gt;Questa potrebbe essere l’affermazione che arma le mosse di un protagonista creato da&lt;br /&gt;un autore esordiente che espone concetti chiari in maniera molto efficace, coronati da una moltitudine d’idee. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E che idee! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso le parole vengono trasmesse emozioni forti. Il talento eccezionale nel descrivere minuziosamente  riesce a tenere in scacco i cinque sensi di chi stringe il libro tra le mani, donando: profumi, sapori, suoni e voci, colori e, la calda, morbida, sensazione che produce il pelo di un gatto accarezzandolo, l’effetto di una fresca pioggia tonificante o del caldo infernale sulle piante dei piedi in lotta con le piastrelle di un terrazzino, pervaso da temperature equatoriali. Un lungo percorso attraverso passioni per terre lontane, curiosità per culture diverse, sogni realizzati, sogni infranti, sogni rimasti chiusi in un cassetto. Esperienze lavorative singolari e problemi comuni a tutte le latitudini del globo terrestre. Rapporti conflittuali in famiglia, dure battaglie nella sfera sentimentale, lotte costanti all’interno di una società malata, sono solo alcuni dei tarli che perforano la mente e l’anima del primo attore. Tutto questo deve ritenersi frutto della fervida e brillante mente di un giovane scrittore con talento e capacità di assemblamento rare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che salta subito all’occhio sono la forma e lo stile con cui è scritto il libro. La forma, ovvero la capacità di considerare, sentire e presentare la materia sperimentata, risulta di facile assimilazione, pronta ed incisiva, e diventa sostanza per la costruzione di un’adeguata esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stile, cioè l’insieme delle caratteristiche individuali che si riscontrano con continuità nell’uso del sistema linguistico è penetrante, tagliente, altre volte scuote e sprona. Ma cosa importante, non appare mai banale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo, il lavoro coglie il movimento, il flusso della vita, la labilità del piacere, della tristezza del dolore e ferma gli istanti per restituirne emozioni.&lt;br /&gt;In un romanzo con cenni autobiografici, Franco Leonetti tratteggia un personaggio, mai fine a se stesso, che non si limita a narrare attimi di vita vissuta ma che, con collegamenti oculati e ben calibrati, coinvolge varie sfere e tematiche importanti e profonde. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una vita che non soddisfa, una fidanzata non più amata, la famiglia che non riconosce i meriti. Un ultratrentenne che, a causa di alcuni dettagli esterni, apparentemente poco importanti della quotidianità, entra in possesso di elementi che lo gettano in una crisi abissale. L’avvilimento si manifesta tanto improvviso, quanto profondo, e lo costringe a considerare radicali mutamenti da operare al più presto. L’unica via di salvezza è abbandonare repentinamente tutto ciò che ha? Si convince, dopo una breve analisi, tra ricordi, considerazioni e risentimenti, che l’unica soluzione possa essere la fuga dalle situazioni che lo circondano. Una posizione che fa venire voglia di mollare tutto e scappare in qualche isola dove sia sempre estate, girare per locali notturni e incontrare persone di ogni genere: questa la trama che vede coinvolto il personaggio di spicco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte per Ibiza, dove incontra vecchi e nuovi amici, assapora relazioni brevi ma intense, si reinventa animatore-deejay in un villaggio e proprio grazie alla sua passione per la musica incontra chi può dargli una seconda chance di vivere la vita che avrebbe voluto. In un ambiente paradossale, impastato di musica dance e rock violento, popolato da gente bizzarra e fuori dalle righe, vivrà esperienze lontane dal suo normale status.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflessioni folgoranti su temi significativi, calati in una struttura a flashback, donano eccellenza all’opera scavando a fondo nei problemi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Linea D’ossigeno” non rappresenta solo un romanzo di narrazione, al suo interno vengono trattati argomenti importanti, spesso scomodi, incastonati alla perfezione nel “cursus” del racconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morte, le regole di vita civile, il capitalismo e la rivoluzione industriale, il mondo del lavoro e la new economy, molteplici analisi della società moderna, sono solo alcune delle tematiche sviscerate a cui vanno poi accomunati capitoli che dissertano circa gli anni sessanta, dinamiche di gruppo e di coppia, reincarnazione e presenze, con appendici e curiosità sulla società nipponica, gli indiani pellirosse e gli Anasazi, l’arte del ridere, le curiosità strambe di Internet e l’ Oktoberfest. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contenuti che paiono in grado di offrire risposte a una profonda esigenza di ritrovare valori e dimensioni meno legati alla soddisfazione dei puri e semplici bisogni materiali. Argomenti che calzano a pennello con il filo conduttore che si estrinseca nella presa di coscienza di una crisi e la reazione del proprio orgoglio a ritrovare il sapore vero delle emozioni, la conseguente crescita e maturazione, un’attenta analisi interiore attraverso quelle che sono le esperienze e il confronto con gli elementi che scandiscono il trascorrere del tempo. L’introspezione profonda si alterna a momenti divertenti e scanzonati, altri più riflessivi e cinici. &lt;br /&gt;“Linea D’Ossigeno”: un modo per invogliare chi legge a non pensare per stereotipi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Franco Leonetti &lt;/strong&gt;è giornalista pubblicista, con grande esperienza di scrittura impiegata per quotidiani e magazine anche a livello nazionale. Nasce a Torino 42 anni fa. Vanta numerose competenze spese tra uffici stampa e dipartimenti di comunicazione che lo hanno spinto a cimentarsi in una nuova avventura: la scrittura del suo primo romanzo. È nato in questo modo “Linea D’Ossigeno”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Linea D’Ossigeno”&lt;br /&gt;di Franco Leonetti&lt;br /&gt;Editore: La Riflessione – Davide Zedda Editore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3160904847428967060?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3160904847428967060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3160904847428967060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3160904847428967060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3160904847428967060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/linea-dossigeno-di-franco-leonetti.html' title='&quot;Linea d&apos;ossigeno&quot; di Franco Leonetti'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SiGWBfhb6XI/AAAAAAAAAcs/wZqhjTwaiOA/s72-c/Lineadossigeno.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-192034033596006550</id><published>2009-05-29T09:03:00.002+02:00</published><updated>2009-05-29T09:10:18.332+02:00</updated><title type='text'>"Processo agli economisti" di Roberto Petrini</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sh-JIF7GFYI/AAAAAAAAAck/4bKOB4DLwpk/s1600-h/ProcessoAgliEconomisti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341138455206696322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 209px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sh-JIF7GFYI/AAAAAAAAAck/4bKOB4DLwpk/s320/ProcessoAgliEconomisti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;I NUOVI PADRONI DEL MONDO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come è possibile che nessuno si sia accorto che stava arrivandoci addosso questa crisi spaventosa?”&lt;br /&gt;Elisabetta II d’Inghilterra agli economisti della London School of Economics, novembre 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Gli economisti prendono dei modelli matematici ma non stanno a guardare la qualità di quello che ci mettono dentro.”&lt;br /&gt;Giuseppe Roma, direttore generale del Censis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un economista è un esperto che verrà a sapere domani perché ciò che ha previsto ieri non si è verificato oggi.”&lt;br /&gt;Anonimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La Lehman Brothers? La banca è solida.”&lt;br /&gt;Allen Sinai, 21 agosto 2008.&lt;br /&gt;Il 15 settembre successivo la banca fallisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Imprenditori, banchieri e uomini di chiesa superano di gran lunga (fino a dieci punti) gli economisti, che riscuotono la fiducia del 32 per cento degli intervistati.&lt;br /&gt;Coloro che dichiarano di fidarsi molto degli economisti sono veramente delle mosche bianche, il 2 per cento.”&lt;br /&gt;Dai risultati di un sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli nel gennaio 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il compito vero dello studioso è aiutare il pubblico a comprendere i fatti che accadono.”&lt;br /&gt;Luigi Einaudi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Roberto Petrini &lt;/strong&gt;è giornalista de «la Repubblica», si occupa principalmente di temi legati all’economia. È autore de "IL DECLINO DELL’ITALIA" (2004) e "L’ECONOMIA DELLA PIGRIZIA" (2007), entrambi pubblicati da Laterza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"PROCESSO AGLI ECONOMISTI"&lt;br /&gt;di Roberto Petrini&lt;br /&gt;Prefazione di Loretta Napoleoni&lt;br /&gt;Editore Chiarelettere&lt;br /&gt;Collana Reverse&lt;br /&gt;pagine 180&lt;br /&gt;13,60 euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato al Festival dell’Economia di Trento sabato 30 maggio, alle ore 10.30, presso la Biblioteca comunale. Con l'autore, Roberto Petrini, interverranno Giorgio Ruffolo e Annamaria Testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-192034033596006550?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/192034033596006550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=192034033596006550' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/192034033596006550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/192034033596006550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/processo-agli-economisti-di-roberto.html' title='&quot;Processo agli economisti&quot; di Roberto Petrini'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sh-JIF7GFYI/AAAAAAAAAck/4bKOB4DLwpk/s72-c/ProcessoAgliEconomisti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7976521417610093519</id><published>2009-05-27T11:05:00.001+02:00</published><updated>2009-05-27T11:07:57.923+02:00</updated><title type='text'>"Il bello della bicicletta" di Marc Augè</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sh0Cmxp5CVI/AAAAAAAAAcc/TSQ1oPA_dAs/s1600-h/Ilbellodellabicicletta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 199px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sh0Cmxp5CVI/AAAAAAAAAcc/TSQ1oPA_dAs/s320/Ilbellodellabicicletta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340427598318602578" /&gt;&lt;/a&gt; 1948: esce nelle sale Ladri di biciclette di Vittorio de Sica. Passerà appena un anno e Fausto Coppi, trionfatore in sella alla sua Bianchi di Giro d’Italia e Tour de France, diventerà l’eroe dell’epopea moderna celebrato da Roland Barthes. Ed è proprio nel clima di devastazione e speranza, di distruzione e rinascita dell’immediato dopoguerra che si impone il mito contemporaneo della bicicletta, un mito oggi forse maturo per trasformarsi in utopia ecologista e democratica. Augé analizza lucidamente il «nuovo umanesimo dei ciclisti», che annulla le differenze di classe, induce all’uguaglianza, riconduce l’esistenza nelle nostre città a tempi e ritmi più sostenibili, trasforma le vie urbane in spazi da scoprire con la cadenza regolare della pedalata e riapre così le porte, in ultima analisi, al sogno e all’avvenire.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marc Augé&lt;/strong&gt;, già directeur d’études presso l’EHESS di Parigi, si dedica ormai da molti anni alla costruzione di una «antropologia dei mondi contemporanei». Presso altri editori ha pubblicato: Nonluoghi. Introduzione a un’antropologia della surmodernità (Eleuthera, Milano 1974), Storie del presente (Il Saggiatore, Milano 1997), Il dio oggetto (Meltemi, Roma 2002), Poteri di vita, poteri di morte (Cortina, Milano 2003), Perché viviamo? (Meltemi, Roma 2004).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il bello della bicicletta" &lt;br /&gt;di Marc Augé &lt;br /&gt;Traduzione di Valentina Parlato&lt;br /&gt;La bicicletta come simbolo di un’utopia urbana in grado di riconciliare la società con sé stessa &lt;br /&gt;BOLLATI BORINGHIERI&lt;br /&gt;Anno 2009 &lt;br /&gt;Collana «Incipit» &lt;br /&gt;Prezzo €8,00 &lt;br /&gt;70 Pagine&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7976521417610093519?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7976521417610093519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7976521417610093519' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7976521417610093519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7976521417610093519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/il-bello-della-bicicletta-di-marc-auge.html' title='&quot;Il bello della bicicletta&quot; di Marc Augè'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sh0Cmxp5CVI/AAAAAAAAAcc/TSQ1oPA_dAs/s72-c/Ilbellodellabicicletta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6018453712689651399</id><published>2009-05-26T11:37:00.002+02:00</published><updated>2009-05-26T11:41:56.114+02:00</updated><title type='text'>"Quello che conta" di David Elliot Cohen</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Shu4lTt2fWI/AAAAAAAAAcU/51OKZRCM5sw/s1600-h/Quellocheconta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340064734265113954" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 199px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Shu4lTt2fWI/AAAAAAAAAcU/51OKZRCM5sw/s320/Quellocheconta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;I più importanti fotografi e giornalisti riuniti per affrontare le questioni essenziali del nostro tempo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che conta dimostra come la fotografia con coscienza sociale possa scatenare il dibattito pubblico, spronare il cambiamento e sensibilizzare il pensiero collettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per 150 anni, la fotografia non solo ha documentato le vicende e gli eventi umani, ma ne ha talvolta cambiato il corso. Accadde per Jacob Riis che mostrò l'abiezione e la miseria in cui erano costretti a vivere gli abitanti del Lower East Side di New York, vittime della più spietata speculazione edilizia e dell'ingordigia di politicanti corrotti. Accadde per Lewis Hine che riprese i bambini, fuori e dentro le fabbriche, realizzate per conto del National Child Labor Committee, attraendo l'attenzione degli americani sullo sfruttamento del lavoro minorile. E' accaduto con gli scatti delle torture commesse nella prigione di Abu Ghraib. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questa scia, "Quello che conta" propone diciotto storie di stringente attualitˆ affrontate da importanti fotoreporter e autorevoli giornalisti sulle grandi questioni del nostro tempo: il cambiamento climatico, l'AIDS, il genocidio in Darfur, la tragedia di Chernobyl, l'iniqua distribuzione della ricchezza, la dipendenza mondiale da petrolio, il dramma delle spose bambine e molto altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune delle storie e delle immagini qui proposte vi faranno piangere, altre arrabbiare. Ma di certo non vi lasceranno indifferenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Cosa importa al mondo? &lt;br /&gt;Cosa importa a ognuno di noi?&lt;br /&gt;Cosa c'è di fondamentale e urgente? &lt;br /&gt;Le risposte sono contenute in questo libro straordinario e commovente. Un'esortazione affinchè tutti si sentano coinvolti."&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Isabel Allende&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA FOTOGRAFIA PRESENTA LA VERITA', anticipa il discorso pubblico e spinge all'azione. In Quello che conta, diciotto storie raccontate dai migliori giornalisti di oggi e catturate da grandi fotografi ci espongono le questioni più urgenti del nostro tempo: riscaldamento climatico, degrado ambientale, AIDS, malaria, jihad globale, genocidio in Darfur, iniqua distribuzione della ricchezza e molto altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fotografie di:&lt;br /&gt;Shahidul Alam – The Associated Press – Gary Braasch – Marcus Bleasdale – Raymond Depardon – Paul Fusco – Lauren Greenfield – Maggie Hallahan – Ed Kashi – Gerd Ludwig – Magnum – Susan Meiselas – James Nachtwey – Shehzad Noorani – Gilles Peress – Sebasti‹o Salgado – Stephanie Sinclair – Brent Stirton – Tom Stoddart – Anthony Suau – Stephen Voss &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi di: &lt;br /&gt;Omer Bartov, Brown University &lt;br /&gt;Judith Bruce, The Population Council &lt;br /&gt;Awa Marie Coll-Seck, Roll Back Malaria Partnership &lt;br /&gt;Richard Covington, Elizabeth C. Economy, The Council on Foreign Relations &lt;br /&gt;Helen Epstein, Fawaz A. Gerges, Sarah Lawrence College &lt;br /&gt;Peter H. Gleick, The Pacific Institute &lt;br /&gt;Gary Kamiya, Salon.com &lt;br /&gt;Paul Knox, Virginia Tech &lt;br /&gt;David R. Marples, University of Alberta &lt;br /&gt;Douglas S. Massey, Princeton University &lt;br /&gt;Bill McKibben, Middlebury College &lt;br /&gt;Samantha Power, Harvard University &lt;br /&gt;John Prendergast, Enough Project &lt;br /&gt;Jeffrey D. Sachs, Columbia University &lt;br /&gt;Juliet B. Schor, Boston College &lt;br /&gt;Michael Watts, University of California, Berkeley&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;David Elliot Cohen &lt;/strong&gt;(Buffalo, 1955). Laureato alla Yale University, è scrittore e giornalista di successo. Ha creato le serie "Day in the Life" e "America 24/7" dedicate alla fotografia. I suoi libri sono stati bestseller del New York Times e utilizzati come servizi di copertina da Time, Newsweek, The Wall Street Journal e USA Today. I proventi di alcuni suoi libri sono stati devoluti per la vittime del terremoto di Loma Prieta del 1989, degli attacchi di Oklahoma City del 1995, ai programmi di lotta all'AIDS in Africa e di recente agli orfani in Uganda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"QUELLO CHE CONTA" &lt;br /&gt;di David Elliot Cohen &lt;br /&gt;NUOVI MONDI&lt;br /&gt;Pagine 334&lt;br /&gt;Formato 21 x 26&lt;br /&gt;ISBN 978-88-89091-62-3&lt;br /&gt;Prezzo in libreria: 25,00€&lt;br /&gt;Prezzo online su nuovimondishop: 20,00€&lt;br /&gt;Uscita in libreria MAGGIO 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6018453712689651399?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6018453712689651399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6018453712689651399' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6018453712689651399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6018453712689651399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/quello-che-conta-di-david-elliot-cohen.html' title='&quot;Quello che conta&quot; di David Elliot Cohen'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Shu4lTt2fWI/AAAAAAAAAcU/51OKZRCM5sw/s72-c/Quellocheconta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4478895909037568719</id><published>2009-05-25T08:47:00.003+02:00</published><updated>2009-05-25T10:56:02.565+02:00</updated><title type='text'>"Qui vive/sepolto/un poeta" di Antonio Saccone</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sho_LX7-UZI/AAAAAAAAAcM/FoS7tF8BsL0/s1600-h/Quivivesepoltounpoeta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339649772837818770" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sho_LX7-UZI/AAAAAAAAAcM/FoS7tF8BsL0/s320/Quivivesepoltounpoeta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Rigenerazioni dell’arte consegnate ad uno spazio di morte: è il filo rosso su cui sono annodate le esperienze letterarie della modernità novecentesca indagate in questo volume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una cimiteriale biblioteca il pirandelliano fu Mattia Pascal consegna se stesso e la sua scrittura ad una dimensione di oltrevita, carnevalescamente funebre. Anche il poeta inscenato da Palazzeschi vive e comunica esibendo la sua assenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla consunzione della parola sono alimentati l’innovativo rilancio del «segreto» poetico attuato da Ungaretti e la percezione futurista delle straordinarie potenzialità espressive offerte dalla radiofonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Gli altri» evocati nel sottotitolo del libro sono Rea e Bassani. Del primo si vaglia l’approdo tragico-grottesco alla forma-romanzo, del secondo il risentito contrattacco all’onnivora operatività della neoavanguardia, incongruo simulacro della funzione narrativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Antonio Saccone &lt;/strong&gt;è ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea nell’Università di Napoli Federico II. I suoi interessi di ricerca sono rivolti essenzialmente a figure e tematiche della modernità letteraria ottonovecentesca, nel cui ambito ha pubblicato i seguenti volumi: Massimo Bontempelli. Il mito del ’900 (1979); Marinetti e il futurismo (1984; 1998); L’occhio narrante. Tre studi sul primo Palazzeschi (1987); Carlo Dossi. La scrittura del margine (1995; 1998); Futurismo (2000); «La trincea avanzata» e «La città dei conquistatori». Futurismo e modernità (2000). Ha tenuto, in qualità di visiting professor, corsi all’Università di Yale (New Haven, USA) e lezioni per l’agrégation all’Università Paris IV-Sorbonne. È collaboratore della pagina culturale de «Il Mattino».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Qui vive/sepolto/un poeta"&lt;br /&gt;Pirandello Palazzeschi Ungaretti Marinetti e altri&lt;br /&gt;di Antonio Saccone&lt;br /&gt;LIGUORI EDITORE&lt;br /&gt;ISBN: 978-88-207-4282-9&lt;br /&gt;eISBN: 978-88-207-4392-5&lt;br /&gt;ed.: 2008&lt;br /&gt;pp.: 224&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato in occasione della XX edizione di Galassia Gutenberg, a Napoli, domenica 30 maggio, alle ore 11.30, nella sala Elettra. Con l'autore, Antonio Saccone, interverranno Giulio Ferroni e Francesco Botti. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4478895909037568719?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4478895909037568719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4478895909037568719' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4478895909037568719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4478895909037568719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/qui-vivesepoltoun-poeta-di-antonio.html' title='&quot;Qui vive/sepolto/un poeta&quot; di Antonio Saccone'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sho_LX7-UZI/AAAAAAAAAcM/FoS7tF8BsL0/s72-c/Quivivesepoltounpoeta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3353465194659858219</id><published>2009-05-23T10:47:00.002+02:00</published><updated>2009-05-23T10:51:08.372+02:00</updated><title type='text'>"Lysis" di Elena Serra</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/She4NKyXqfI/AAAAAAAAAcE/D-OoNKIHfcE/s1600-h/Lysis.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338938419644443122" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 225px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/She4NKyXqfI/AAAAAAAAAcE/D-OoNKIHfcE/s320/Lysis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Un romanzo trasparente che strabilia e convince sin dalle prime righe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dinamico, intraprendente, curioso, riesce a relazionarsi con la parte più tenera e con quella più oscura che convive in tutti noi. Uno scritto fresco che sa stimolare il confronto, esaltare il contraddittorio, creare nuove chiavi di lettura; una storia stratificata capace di travalicare il tempo, i luoghi, i confini per tratteggiare personaggi impavidi e tremendamente attuali. Corsi e ricorsi storici talvolta si interrompono, talvolta si accavallano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il personaggio principale dell’intero romanzo, Aria, è una donna che sa specchiarsi nel prossimo per carpire l’essenza profonda celata in se stessa. E proprio da lei parte l’incipit dell’intera storia. Che sia gioia o dolore, amore o odio, decisione o temporeggiamento, Aria vive la sua esistenza con il pedale dell’acceleratore premuto fino in fondo! La vita è vita: va morsicata con avidità non pettinata lentamente o leccata con svogliatezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stile, ora aggressivo come un manipolo di bazooka puntati sull’obiettivo, ora morbidamente seduttivo come una notte di passione sotto la mappa stellata dei tropici, mette in stallo il lettore per poi avvinghiarlo con le sue molteplici spire. Saette letterarie che colpiscono in pieno centro e non lasciano scampo, “Lysis” è un romanzo da amare sin dalla prima pagina!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una storia thrilling che intreccia, abilmente, il passato con il presente. Una donna a caccia della verità, vittima del proprio destino, incontra un uomo bizzarro dall’esistenza altrettanto travagliata. Vengono in soccorso, la vecchia zia di lei e un amico, ispettore di polizia. Al centro, la malvagità di un essere spregevole, immerso in traffici che vanno dal riciclaggio del denaro a quello di esseri umani, passando attraverso ogni genere di crimine e brutalità. La durezza dei dettagli è mitigata da soffici e calde emozioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un immaginario trampolino spazio-temporale, regala al lettore un tuffo nel medioevo, un’immersione in sapori e odori di tempi lontani, che riaffiorano prepotentemente ai giorni nostri. I sensi giocano da protagonisti portando al trionfo tutti i sentimenti che scorrono, ineluttabilmente, tra odio viscerale e fresca linfa vitale.&lt;br /&gt;La storia e i personaggi sono interamente frutto della fantasia dell’autrice, ma tutte le emozioni che si respirano appaiono reali e recano le stimmate della vita vissuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libero sfogo al mondo quotidiano, impastato con i fantasmi del passato, rivelano una miscela perfetta, agile ad entrare nella mente del lettore per incatenarlo a riflessioni doverose e parallelismi affascinanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ieri era oggi, domani sarà il passato, il presente…tutto da vivere!”, questo lo slogan che illustra pienamente il sentiero battuto da Lysis! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sentiero che attende solo di essere calpestato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Elena Serra&lt;/strong&gt;: 44 anni, vive nella provincia di Vercelli e lavora come impiegata amministrativa presso una grande azienda di Torino che opera nella formazione professionale. Una stesura durata 4 mesi ha prodotto “Lysis” il suo brillante romanzo d’esordio. Enrico Folci Editore ha deciso di editarlo nel maggio del 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"LYSIS"&lt;br /&gt;di Elena Serra&lt;br /&gt;ENRICO FOLCI EDITORE&lt;br /&gt;DISTRIBUTORE NAZIONALE: CODEX–EDIQ&lt;br /&gt;PAGINE 124&lt;br /&gt;EURO 10&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3353465194659858219?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3353465194659858219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3353465194659858219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3353465194659858219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3353465194659858219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/lysis-di-elena-serra.html' title='&quot;Lysis&quot; di Elena Serra'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/She4NKyXqfI/AAAAAAAAAcE/D-OoNKIHfcE/s72-c/Lysis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-5175707006273987706</id><published>2009-05-22T20:48:00.004+02:00</published><updated>2009-05-22T20:54:36.852+02:00</updated><title type='text'>"Il sonaglio" di Andrea Camilleri</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ShbznTotxpI/AAAAAAAAAb0/iMzJ6pRsjTI/s1600-h/IlSonaglio.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338722264905795218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 224px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ShbznTotxpI/AAAAAAAAAb0/iMzJ6pRsjTI/s320/IlSonaglio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt; "Il sonaglio" di Andrea Camilleri è il libro più votato dai visitatori de "Il Circolo Pickwick" nel mese di aprile. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Il meglio di me risiede in questa trilogia fantastica... Il primo della serie è Maruzza Musumeci; dopo la storia della donna sirena, quella di una donna che tenta di trasformarsi in albero, raccontata ne "Il casellante" e un terzo romanzo su una donna-capra: una trilogia delle metamorfosi» &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;(Andrea Camilleri)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge suprema delle cose è il mutamento. Nell’antichità lo diceva il poeta Lucrezio: che poneva il mondo a caso, ma negando il mistero di natura e le metamorfosi degli dèi. Eppure il fantastico chiama attorno a sé l’orizzonte tutto della vita normale. È una coestensione della realtà. E autentica se stesso, verificando il pensabile sul visibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scrittore Tommaso Landolfi, esperto in piedicapre, raccontò una volta di una capra mannara. E ne diede sufficiente testimonianza: «La fanciulla portava le sue appendici caprine come le sirene la loro coda; non ci si rimette di coscienza con questa immagine, né si nuoce alla precisione, giacché non si dà chi, volendo, non abbia visto una sirena». Sui versi tradotti di Lucrezio, Giurlà impara a farsi amico un paesaggio di pascoli e stazzi che prima non gli teneva compagnia; e impara ad accordare la selvatichezza con la felicità e il piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’adolescente Giurlà è un mandriano di capre. Proviene dalla costa. È un ottimo nuotatore, e ha rischiato di diventare un altro Cola Pesce. Ha sfiorato pure il pericolo della deportazione nelle terre calve: poteva diventare un caruso, un nuovo (pirandelliano) Ciàula negli antri infernali e nelle tenebre di una zolfara. Come guardiano di armenti, sugli altopiani, poteva toccargli in sorte (verghianamente) il destino di solitudine di Jeli il pastore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giurlà approda invece in una prateria. Si immerge e galleggia nell’erba, o nelle acque sciapide di un lago, ora. Sente l’allarme dei sensi. E cerca calore nel pelliccione di una capra, tra una musata e una sgroppata. La capra, Beba, è solitaria: ostinata e fedele; oltre che di permalosa gelosia. Sa battere gli zoccoli, al momento opportuno, e imporsi, dopo i lagni di un belare querulo e dolente. Beba è ferina e misteriosamente umana. Sa amare e farsi amare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giurlà è, a sua volta, un amante che non sopporta la distanza; e neppure l’attesa. La favola della capra-donna è di nuda tenerezza; assai diversa dalla cronaca pelosa della continuata violenza, che «armàli» più grossi dei becchi consumano intanto su una innocente «pupa» fatta di carne. Beba è diversamente innocente, pur nella sua selvaggia rustichezza. E trova umano riscatto nella complementare Anita: la marchesina, che ha un suo amabile segreto femminile, un mirabile attributo; la moglie di Giurlà, alla fine, con sonaglio al collo e zoccolo caprino. Nelle masserie, una narratrice, continua a raccontare storie di metamorfosi. Ragguaglia su Giove, che si fece cigno per Leda; e su Pasifae, che si fece montare da un toro.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Salvatore Silvano Nigro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Andrea Camilleri&lt;/strong&gt; (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata (1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005), Le pecore e il pastore (2007), Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009); e inoltre i romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006), Le ali della sfinge (2006), La pista di sabbia (2007), Il campo del vasaio (2008), L'età del dubbio (2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il sonaglio"&lt;br /&gt;di Andrea Camilleri&lt;br /&gt;SELLERIO&lt;br /&gt;Collana: La memoria&lt;br /&gt;Anno: 2009&lt;br /&gt;ISBN: 88-389-2356-6&lt;br /&gt;Pagine: 208&lt;br /&gt;Prezzo: 12.00 Euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-5175707006273987706?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/5175707006273987706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=5175707006273987706' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5175707006273987706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5175707006273987706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/il-sonaglio-di-andrea-camilleri.html' title='&quot;Il sonaglio&quot; di Andrea Camilleri'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ShbznTotxpI/AAAAAAAAAb0/iMzJ6pRsjTI/s72-c/IlSonaglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4856908882708781538</id><published>2009-05-21T22:37:00.003+02:00</published><updated>2009-05-21T22:41:44.051+02:00</updated><title type='text'>"La vita eccentrica" di Ubaldo Fadini</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ShW7tqPoFQI/AAAAAAAAAbs/ZzQ2ZTX581U/s1600-h/Lavitaeccentrica.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 146px; height: 220px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ShW7tqPoFQI/AAAAAAAAAbs/ZzQ2ZTX581U/s320/Lavitaeccentrica.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338379326425928962" /&gt;&lt;/a&gt; La rete non ha un centro e non ha una fine: i suoi abitatori si trovano sempre al bivio tra il sentirsi più ricchi di competenze e di possibilità, e l’alienazione in un’anomia dissipativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’importanza crescente della «rete» nella società contemporanea pone continui e inauditi problemi di interpretazione e di comprensione dell’agire umano. Una nuova comunicazione e un nuovo linguaggio che mettono in connessione milioni di esseri umani in uno spazio affatto diverso da quello fisico tradizionale e senza alcuna presenza della corporeità materiale dei parlanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un incremento inimmaginabile di informazioni provenienti da ogni parte che si depositano e si accumulano in siti accessibili attraverso semplici codici informatici. Una dilatazione senza precedenti delle possibilità di conoscenza e una flessibilità dei ruoli che trasforma la tradizionale distinzione tra lavoro e non-lavoro, tra tempo di vita e tempo mentale e che ci costringe a ripensare la nostra condizione di uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rete è un universo senza confini e chi la frequenta è costantemente in bilico tra l’arricchimento delle competenze e delle possibilità, e l’alienazione in un’anomia dissipativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ubaldo Fadini &lt;/strong&gt;insegna presso l’Università di Firenze. Fa parte dei comitati di redazione e dei comitati scientifici di alcune riviste, tra le quali «Fenomenologia e società», «Iride» e «Millepiani». È autore di numerosi saggi, tra i quali: Sviluppo tecnologico e identità personali. Linee di antropologia della tecnica (2000); Figure nel tempo. A partire da Deleuze/Bacon (2003); Soggetti a rischio. Fenomenologie del contemporaneo (2004); Le mappe del possibile. Per un’estetica della salute (2007). Ha inoltre tradotto e curato testi di Deleuze, Gehlen, Lessing e Virilio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La vita eccentrica"&lt;br /&gt;di Ubaldo Fadini&lt;br /&gt;Soggetti e saperi nel mondo della rete &lt;br /&gt;prefazione di Pietro Barcellona&lt;br /&gt;EDIZIONE DEDALO&lt;br /&gt;collana – Strumenti / Scenari &lt;br /&gt;maggio 2009 - pp. 192 &lt;br /&gt;€ 16,00          &lt;br /&gt;ISBN 9788822053794&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4856908882708781538?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4856908882708781538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4856908882708781538' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4856908882708781538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4856908882708781538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/la-vita-eccentrica-di-ubaldo-fadini.html' title='&quot;La vita eccentrica&quot; di Ubaldo Fadini'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ShW7tqPoFQI/AAAAAAAAAbs/ZzQ2ZTX581U/s72-c/Lavitaeccentrica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6476126872980871361</id><published>2009-05-17T21:31:00.002+02:00</published><updated>2009-05-17T21:34:57.247+02:00</updated><title type='text'>"Passionaccia" di Enrico Mentana</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ShBmJMzz7vI/AAAAAAAAAbk/pMcT9F3loVY/s1600-h/Passionaccia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336877866677432050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 316px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ShBmJMzz7vI/AAAAAAAAAbk/pMcT9F3loVY/s320/Passionaccia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Le storie che hanno cambiato l’Italia e il mestiere di raccontarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fare il giornalista è il compimento di una passione che si alimenta soltanto della nostra curiosità, del bagaglio culturale che si siamo fatti, della nostra voglia matta di capire, prima ancora che di spiegare.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conoscere il mondo per cambiarlo, o perlomeno per spiegarlo: è la vocazione di quelli che il giornalismo lo hanno preso da giovani, come una malattia. Enrico Mentana ne racconta il decorso, che nel suo caso coincide con tutte le storie che in questi anni hanno segnato la vita pubblica nazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che si parli della stagione di Tangentopoli o del dramma di un sequestro, di una nuova testata giornalistica o di una “discesa in campo”, c’è sempre nel risvolto di ogni vicenda un insegnamento per la libertà di informare e per il dovere civile di tutti noi. Tra guerre, sfide politiche, lotte giudiziarie, errori e orrori di cronaca, Mentana ha vissuto faccia a faccia con i fatti e i personaggi che sono entrati in tutte le case d’Italia, depositario della responsabilità di mostrarci giorno per giorno la realtà e i suoi lati oscuri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuna di queste storie è specchio dei tempi, dei poteri che ci governano, degli equilibri che li legano. Raccontate da chi si è trovato, mentre accadevano, nei luoghi forti del giornalismo, disegnano un ritratto originale, con i tic e meschinità, ma nonostante tutto anche l’emozione, che appartengono tanto alla nostra quotidianità di spettatori quanto, ci ricorda Mentana, al mestiere di chi ci informa. C’è chi lo fa per noia, o per professione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chi lo fa per “l’ebbrezza di avere in mano il potere della notizia, e di diffonderlo senza usarlo per nessun altro fine”. La morale, se c’è, è una sola: che non è questione di buoni o cattivi, di giusto o ingiusto, ma di obiettività o no, di rigore o no, di passionaccia o no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gli applausi o i fischi, sempre a scena chiusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Enrico Mentana &lt;/strong&gt;(Milano 1955), giornalista, ha esordito al Tg1 nel 1980. Fondatore del Tg5, che ha diretto per 13 anni e poi creatore e conduttore di Matrix si è affermato come il giornalista più popolare della tv. Nel febbraio 2009 si è dimesso da direttore editoriale di Mediaset, “per una scelta di dignità” in polemica con le decisioni dell’azienda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Passionaccia"&lt;br /&gt;di Enrico Mentana&lt;br /&gt;RIZZOLI&lt;br /&gt;COLLANA SAGGI&lt;br /&gt;PAGINE 196&lt;br /&gt;PREZZO 17,50 Euro&lt;br /&gt;ANNO DI PRIMA EDIZIONE: 2009&lt;br /&gt;ISBN: 17034784&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6476126872980871361?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6476126872980871361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6476126872980871361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6476126872980871361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6476126872980871361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/passionaccia-di-enrico-mentana.html' title='&quot;Passionaccia&quot; di Enrico Mentana'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ShBmJMzz7vI/AAAAAAAAAbk/pMcT9F3loVY/s72-c/Passionaccia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8661779192283516261</id><published>2009-05-16T00:39:00.004+02:00</published><updated>2009-05-20T23:20:03.364+02:00</updated><title type='text'>"Italia anno zero" di Marco Travaglio, Vauro e Beatrice Borromeo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sg3vf_uh9WI/AAAAAAAAAbU/leOBLT6GdFU/s1600-h/ItaliaAnnoZero.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sg3vf_uh9WI/AAAAAAAAAbU/leOBLT6GdFU/s320/ItaliaAnnoZero.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336184466465486178" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;GLI ITALIANI SI DIVIDONO IN DUE CATEGORIE: QUELLI CHE LAVORANO PER BERLUSCONI E QUELLI CHE LO FARANNO.” &lt;br /&gt;The New York Times &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 2006 al 2009, la storia in presa diretta di quello che siamo stati, e siamo, attraverso gli interventi di Marco Travaglio, le vignette di Vauro e le testimonianze dei giovani intervistati da Beatrice Borromeo nel programma Annozero di Michele Santoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla stagione del governo Prodi al nuovo governo Berlusconi, con crisi economica (e non solo). Una finestra aperta e libera, che questo libro propone a futura memoria. “Stasera parliamo di mafia, o meglio: di lotta alla lotta alla mafia.” “Viene un’inguaribile nostalgia per la mitica Tribuna politica: domanda, risposta, replica, risposta. Oggi sarebbe eversivo.” “Barbara Berlusconi: ‘Sono contraria al falso in bilancio’. Tutta suo padre, anche lui contrarissimo al falso in bilancio, al punto che l’ha abolito per legge.” “Bernard Madoff, ex bagnino ed ex presidente del Nasdaq: ‘Ringrazio la Corte perché mi dà la possibilità di raccontare i crimini che ho commesso e di cui mi vergogno’. Rischia fino a 150 anni di prigione. Il pm Francesco Greco ha spiegato che in Italia non sarebbe finito in galera.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IN APPENDICE: “CASA RUTELLI” DI VAURO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i più recenti libri di &lt;strong&gt;Marco Travaglio&lt;/strong&gt;, pubblicati da Chiarelettere: MANI SPORCHE (con Peter Gomez e Gianni Barbacetto), SE LI CONOSCI LI EVITI (con Peter Gomez), IL BAVAGLIO (con Peter Gomez e Marco Lillo); presso Garzanti: PER CHI SUONA LA BANANA e MONTANELLI E IL CAVALIERE (riedizione aggiornata). Di grande successo il suo spettacolo teatrale PROMEMORIA (testi+dvd, Promomusic).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vauro&lt;/strong&gt; è scrittore e vignettista. Tra i suoi romanzi più recenti, nel catalogo Piemme: KUALID CHE NON RIUSCIVA A SOGNARE e IL MAGO DEL VENTO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beatrice Borromeo &lt;/strong&gt;è laureanda in giurisprudenza ed economia all’università Bocconi. Tra il 2006 e il 2008 ha collaborato ad Annozero. Nel 2009 ha condotto un programma su Radio 105.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Italia anno zero" di Marco Travaglio, Vauro e Beatrice Borromeo&lt;br /&gt;Chiarelettere Editore&lt;br /&gt;Collana: Reverse&lt;br /&gt;ISBN: 8861900518&lt;br /&gt;ISBN-13: 9788861900516&lt;br /&gt;Data pubblicazione: 14 maggio 09 &lt;br /&gt;Prezzo di copertina: € 16,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8661779192283516261?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8661779192283516261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8661779192283516261' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8661779192283516261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8661779192283516261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/italia-anno-zero-di-marco-travaglio.html' title='&quot;Italia anno zero&quot; di Marco Travaglio, Vauro e Beatrice Borromeo'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sg3vf_uh9WI/AAAAAAAAAbU/leOBLT6GdFU/s72-c/ItaliaAnnoZero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3428347462034959830</id><published>2009-05-09T10:00:00.002+02:00</published><updated>2009-05-09T10:03:23.399+02:00</updated><title type='text'>"Icone d'oggi" di Michel Maffesoli</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgU4Tk1VLuI/AAAAAAAAAbM/Ve_83m2KEoE/s1600-h/iconedoggi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgU4Tk1VLuI/AAAAAAAAAbM/Ve_83m2KEoE/s320/iconedoggi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333731242646253282" /&gt;&lt;/a&gt; Il teorico del neo-tribalismo indaga nell’universo delle icone d’oggi: i miti, nella società che torna a un nuovo incanto, neoidolatrica, non sono più false immagini ma fanali che indicano il cammino collettivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Si dice che siano i sogni a far crescere i bambini. Non solo quelli del resto. Di certo i miti, cristallizzazione dei sogni collettivi, permettono a una società di essere quel che è». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michel Maffesoli, il fondatore della «sociologia del quotidiano», il teorico del neo-tribalismo, asserisce un nuovo modo di guardare ai lati banali, locali, semplici di quella che una volta si chiamava cultura di massa: «lo sviluppo tecnologico sta dando vita a una fruttuosa sinergia, con il ritorno all’arcaico, con l’esplosione dell’immaginario». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vale a dire che, attraverso la Rete, la comunicazione globale entro cui il cittadino attuale annega senza fondo, riaffiorano le icone dal remoto sostrato del tempo, gli idoli, le immagini archetipiche, e tornano nel loro ruolo riformulato di tenere assieme orizzontalmente i gruppi sociali (le tribù), scacciando tutte le narrazioni razionali con cui la modernità pretendeva sostituirli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Si torna dunque a scrutare i Miti d’oggi, in questo carosello, in questa sarabanda barocca di figure simboliche fluttuanti dalla televisione, da internet, dalle persone virtuali dell’informazione spettacolo (siano l’Abbé Pierre o Zinedine Zidane, passando per la Barba di tre giorni, i Tatuaggi o i Loft). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come il Novecento lo faceva per demistificarli, per raschiare la vernice a mostrare dietro il vuoto, qui s’intende svelarne il pieno: i miti oggi, spiega Maffesoli, senza essere «lumi», sono «scintillamenti» che indicano un cammino, individuale e collettivo. Anche della «parte in ombra dell’essere umano». Verso il reincanto del mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michel Maffesoli &lt;/strong&gt;è il fondatore della «sociologia del quotidiano». Ha la cattedra in Scienze Umane all’Università della Sorbonne. È direttore di «Sociétés», rivista internazionale di scienze umane e sociali, e segretario generale del Centre de Recherche sur l’Imaginaire.  Ha fondato il Centre d’Études sur l’Actuel et le Quotidien (CEAQ). Ha pubblicato studi e saggi numerosi sui temi della sua riflessione originale: la condizione postmoderna, il neotribalismo, il nomadismo, l’immaginario, la comunità nella società attuale. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Icone d'oggi"&lt;br /&gt;di Michel Maffesoli&lt;br /&gt;SELLERIO&lt;br /&gt;Titolo originale: "Iconologies. Nos idol@tries postmodernes"&lt;br /&gt;Traduttore: Roberta Ferrara&lt;br /&gt;Lingua Originale: francese&lt;br /&gt;Collana: La memoria&lt;br /&gt;Num. di collana: 783&lt;br /&gt;Anno: 2009&lt;br /&gt;ISBN: 88-389-2378-7 &lt;br /&gt;Pagine: 248&lt;br /&gt;Prezzo: 13.00 Euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3428347462034959830?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3428347462034959830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3428347462034959830' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3428347462034959830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3428347462034959830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/icone-doggi-di-michel-maffesoli.html' title='&quot;Icone d&apos;oggi&quot; di Michel Maffesoli'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgU4Tk1VLuI/AAAAAAAAAbM/Ve_83m2KEoE/s72-c/iconedoggi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8528885186193844805</id><published>2009-05-08T09:22:00.003+02:00</published><updated>2009-05-08T09:39:44.315+02:00</updated><title type='text'>"La sanità malata. Viaggio nella Puglia di Vendola" di Maurizio Portaluri</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgPd6Qpne0I/AAAAAAAAAbE/nvrdvdFl8WM/s1600-h/Lasanit%C3%A0malata.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333350376708471618" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 305px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgPd6Qpne0I/AAAAAAAAAbE/nvrdvdFl8WM/s320/Lasanit%C3%A0malata.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Esperienze e spunti di riflessione sulla Sanità pugliese al tempo della “Rivoluzione gentile” del presidente Nichi Vendola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un medico diventato direttore generale di una ASL e un manager venuto dal Nord raccontano la loro esperienza, denunciano, segnalano, suggeriscono, propongono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne viene fuori uno spaccato impietoso e un’analisi coraggiosa dei mali che affliggono la Sanità del Mezzogiorno: dall’ingerenza della politica ai trasformismi manageriali, dal clientelismo alle speculazioni della casta dei medici, dalle pressioni dell’industria sanitaria e farmaceutica alle strumentalizzazioni delle associazioni di volontariato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una radiografia che mette a fuoco e delinea con chiarezza i contorni di un’occasione mancata per il servizio pubblico di mettere al centro del suo impegno il cittadino-ammalato e che segna, forse, la fine di quel “momento magico” che la Sanità pugliese sembrava avviata a vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maurizio Portaluri&lt;/strong&gt;, medico brindisino nato nel 1960, specializzato nella cura dei tumori, ha lavorato per undici anni nell’ospedale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Dal 1999 lavora nell'ospedale di Brindisi. Nel 2003 ha scritto un capitolo nel libro di Giulio Luzio "I fantasmi dell’Enichem" (Baldini &amp;amp; Castoldi) su Nicola Lovecchio ed il petrolchimico di Manfredonia. Nel 2008, sempre sulla vicenda operaia di Manfredonia, ha partecipato ai lavori del libro "Di Fabbrica si muore" (Manni Editori). Nel 2005 è stato chiamato dalla Giunta Regionale a dirigere la ASL di Barletta-Andria-Trani (Bat) e poi l’Istituto Tumori di Bari, ma ha lasciato il suo incarico anzitempo per tornare a fare il medico. Oggi è impegnato con "Medicina Democratica" nei movimenti per la tutela della salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La sanità malata. Viaggio nella Puglia di Vendola"&lt;br /&gt;di Maurizio Portaluri&lt;br /&gt;Pagg. 112&lt;br /&gt;Euro 12,00&lt;br /&gt;ISBN 9788890154836&lt;br /&gt;GLOCAL EDITRICE&lt;br /&gt;Prefazione&lt;br /&gt;Michele Di Schiena&lt;br /&gt;Postfazione&lt;br /&gt;Gianluigi Saraceni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Il libro verrà presentato oggi, venerdì 8 maggio 2009, presso la libreria &lt;a href="http://ilghignolibreria.spaces.live.com/"&gt;Il Ghigno&lt;/a&gt;, che si trova a Molfetta, in via Salepico 47 (ore 19.00). Parteciperanno all'incontro la dott.ssa Annalisa Altomare, Direttore Sanitario dell'Ospedale "Don Tonino Bello" e il dott. Domenico Ruggiero, Direttore U.O. Medicina Interna dell'Ospedale "Don Tonino Bello".I proventi della vendita del libro saranno devoluti all'Associazione di volontariato "Progetti per la Radioterapia di Brindisi", che tra l'altro fornisce visite domiciliari ai malati non autosufficienti&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8528885186193844805?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8528885186193844805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8528885186193844805' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8528885186193844805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8528885186193844805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/la-sanita-malata-viaggio-nella-puglia.html' title='&quot;La sanità malata. Viaggio nella Puglia di Vendola&quot; di Maurizio Portaluri'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgPd6Qpne0I/AAAAAAAAAbE/nvrdvdFl8WM/s72-c/Lasanit%C3%A0malata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8081177899021993277</id><published>2009-05-07T22:47:00.002+02:00</published><updated>2009-05-07T22:51:45.707+02:00</updated><title type='text'>"Alluminio" di Luigi Cojazzi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgNJQzZiVaI/AAAAAAAAAa8/LtdidABsPko/s1600-h/Alluminio.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgNJQzZiVaI/AAAAAAAAAa8/LtdidABsPko/s320/Alluminio.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333186936760849826" /&gt;&lt;/a&gt; È possibile lasciarsi alle spalle il proprio destino restando fedeli a se stessi? Si può attraversare il dolore dell’amore senza voltarsi indietro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Argentina del ’78 e i mondiali di calcio, un gruppo di ragazzi che di giorno lavora alle fabbriche e di notte si trova in uno spiazzo sterrato per surreali partite di pallone, Dani che continua a pensare a Manuel, il fratello di cui ha perso le tracce nella Santiago del Cile di qualche anno prima, e l’arrivo di Luz, la donna affascinante e misteriosa che si è incisa il suo passato nel nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi la storia di una promessa e di un tiro leggendario che se fosse andato in goal avrebbe potuto cambiare le cose, la folle corsa della stella cometa, i desaparecidos della Escuela Mecánica di Buenos Aires, un faccendiere senza scrupoli e la nascita di un torneo allucinato e crudele che ricorda la lotteria di Babilonia di Borges.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una foto, appesa alla parete di una stanza in penombra, a unire questi eventi, in una verità che spinge Dani, giovane esule approdato in una periferia senza centro della costa argentina durante la dittatura, a giocarsi i suoi fantasmi in un’assurda scommessa finale. Dove a essere in palio non sono soldi, ma un destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alluminio è un romanzo sulla paura e sulla speranza del ritorno, un tentativo di esplorare la segreta prossimità tra le forme dell’amore e le forme dell’abbandono. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Luigi Cojazzi&lt;/strong&gt; Colli Orientali del Friuli annata 1976, dopo una laurea in filosofia all’università di Padova ha lavorato in Colombia come osservatore internazionale in zone di conflitto. Attualmente svolge l’attività di redattore presso una casa editrice di narrativa, traduce saggistica e romanzi, e viaggia quando può. Tra le traduzioni recentemente pubblicate: J. Starr, Cattivi pensieri a Manhattan; J.L. Fournier, Io, Dio (Meridiano zero 2006, 2005). Aderisce alla campagna di Greenpeace “Scrittori per le foreste”, per la stampa dei libri in carta riciclata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Alluminio" &lt;br /&gt;di Luigi Cojazzi&lt;br /&gt;Edizioni Hacca&lt;br /&gt;cover di Maurizio Ceccato&lt;br /&gt;Pagine: 216&lt;br /&gt;Prezzo: 12,00&lt;br /&gt;ISBN: 978-88-89920-11-4&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8081177899021993277?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8081177899021993277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8081177899021993277' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8081177899021993277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8081177899021993277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/alluminio-di-luigi-cojazzi.html' title='&quot;Alluminio&quot; di Luigi Cojazzi'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgNJQzZiVaI/AAAAAAAAAa8/LtdidABsPko/s72-c/Alluminio.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-5409175460730636055</id><published>2009-05-06T22:12:00.005+02:00</published><updated>2009-05-06T22:14:17.428+02:00</updated><title type='text'>"Il Dio Thoth" di Massimo Fini</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgHvLpEEV6I/AAAAAAAAAa0/MY2SW_qs3iA/s1600-h/IlDioThoth.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 125px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgHvLpEEV6I/AAAAAAAAAa0/MY2SW_qs3iA/s320/IlDioThoth.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332806417063892898" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt; IL PRIMO ROMANZO DI MASSIMO FINI. UNA METAFORA DEL FUTURO STRALUNATO, INSENSATO, DESOLATO CHE E' GIA' QUI, FRA NOI.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un romanzo di anticipazione tra 1984, Blade Runner e Fahrenheit 451 che contiene in forma narrativa molti dei temi sviluppati nei fortunatissimi saggi dell’autore.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un mondo in cui esiste solo l’informazione, che si avvita su se stessa, parla di se stessa, megafono del nulla, quel poco di realtà che c’è ancora è ignorata dai media e quindi non esiste, perché come dice lo slogan di Teleworld «fatto è la notizia e la notizia è il fatto». Il distacco tra virtuale e reale è ormai completo.&lt;br /&gt;Insospettito da alcuni segnali il protagonista, Matteo, in tre giorni di ricerca angosciosa durante i quali assiste a episodi di inaudita e gratuita violenza, di cui nessuno dà conto, scoprirà questa verità di cui gli altri, paghi e storditi dall’incessante rumore di fondo dei media, non sembrano preoccuparsi o avere coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matteo è un uomo in grigio, ingenuo e mite. Né eroe né rivoluzionario, la sua ribellione sarà la morte. Mentre il mondo dell’informazione, a causa di un blackout, imploderà su se stesso e scomparirà insieme ai suoi aiutanti. Il finale del libro, che a suo modo è anche un giallo, è a sorpresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimo Fini&lt;/strong&gt;, scrittore e giornalista, vive a Milano. Scrive per «Il Giorno», «La Nazione», «Il Resto del Carlino» e «Il Gazzettino». È autore di due fortunate biografie storiche: Nerone. Duemila anni di calunnie (1993), Catilina. Ritratto di un uomo in rivolta (1996). Per Marsilio ha pubblicato Di[zion]ario erotico. Manuale contro la donna a favore della femmina (2002), Nietzsche. L’apolide dell’esistenza (2003, 2009), La Ragione aveva Torto? (1985, 2005), Elogio della guerra (1989, 2003), Il conformista (1990, 2008), Il denaro “Sterco del demonio” (1998, 2003), Il vizio oscuro dell’Occidente. Manifesto dell’Antimodernità (2002), Sudditi. Manifesto contro la Democrazia (2004), Il Ribelle. Dalla A alla Z (2006) e Ragazzo. Storia di una vecchiaia (2007).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il Dio Thoth" &lt;br /&gt;di Massimo Fini&lt;br /&gt;MARSILIO&lt;br /&gt;pp. 192 &lt;br /&gt;Euro 15.00 &lt;br /&gt;2009 &lt;br /&gt;isbn: 978-88-317-9795-5&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-5409175460730636055?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/5409175460730636055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=5409175460730636055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5409175460730636055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5409175460730636055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/il-dio-thoth-di-massimo-fini.html' title='&quot;Il Dio Thoth&quot; di Massimo Fini'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SgHvLpEEV6I/AAAAAAAAAa0/MY2SW_qs3iA/s72-c/IlDioThoth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4976268244286438405</id><published>2009-05-05T09:58:00.003+02:00</published><updated>2009-05-05T10:04:50.690+02:00</updated><title type='text'>"Quando Mattei era l'impresa energetica, io c'ero" di Giuseppe Accorinti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sf_x2WHrXEI/AAAAAAAAAas/ZPjz78dZzmo/s1600-h/QuandoMatteieralimpresaenergeticaiocero.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 306px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sf_x2WHrXEI/AAAAAAAAAas/ZPjz78dZzmo/s320/QuandoMatteieralimpresaenergeticaiocero.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332246399782968386" /&gt;&lt;/a&gt; Giuseppe Accorinti, quarantanni all’interno dell’ENI, racconta con voce vicina e sincera Enrico Mattei per come lo ha conosciuto in Azienda e cioè grande leader e manager: quel modo di fare impresa dello Stato che fu chiamato “cultura ENI”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mattei, il Principale, perché lui non era solo il grande Capo al quale tutto e tutti facevano riferimento - lo era, accidenti se lo era - ma era soprattutto il Principale perché oltreché comandare, lavorava con noi (…) lo sentivamo partecipe del nostro lavoro così come un principale di officina meccanica, capolavoratore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da verniciatore di letti in ferro a Capo dei Partigiani cristiani a Parlamentare in seno al Governo De Gasperi, Enrico Mattei riuscì in una parabola umana straordinaria a realizzare il suo sogno: la fondazione dell’ENI il 20 gennaio 1953.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Accorinti&lt;/strong&gt;: assunto in Eni nel 1956, nel settore commerciale, già nel 1960 è nominato dirigente da Enrico Mattei che due anni dopo gli dà la responsabilità del coordinamento delle società Agip Commerciale in Africa: Libia Tunisia, Marocco, Costa d’Avorio, Senegal, Mali, Alto Volta. Dal 1978 è stato Direttore Generale Vendite Italia dell’Agip Petroli della quale, dal 1981, è stato Amministratore Delegato, e successivamente Vice Presidente e Amministratore Delegato Estero. Dal 1993 è stato inoltre Presidente della scuola Enrico Mattei. Ha lasciato il Gruppo nel 1996. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quando Mattei era l'impresa energetica, io c'ero" &lt;br /&gt;di Giuseppe Accorniti&lt;br /&gt;Edizioni Hacca&lt;br /&gt;3° EDIZIONE - 1° RISTAMPA&lt;br /&gt;Libro pag. 360  &lt;br /&gt;Anno 2006 &lt;br /&gt;ISBN 88-89920-05-X &lt;br /&gt;IN LIBRERIA DAL 15 MAGGIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4976268244286438405?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4976268244286438405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4976268244286438405' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4976268244286438405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4976268244286438405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/quando-mattei-era-limpresa-energetica.html' title='&quot;Quando Mattei era l&apos;impresa energetica, io c&apos;ero&quot; di Giuseppe Accorinti'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sf_x2WHrXEI/AAAAAAAAAas/ZPjz78dZzmo/s72-c/QuandoMatteieralimpresaenergeticaiocero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-5192152470003152022</id><published>2009-05-04T09:29:00.003+02:00</published><updated>2009-05-04T09:35:46.632+02:00</updated><title type='text'>"Il libro che la camorra non ti farebbe mai leggere" di Tom Behan</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sf6Zz6R01TI/AAAAAAAAAak/zCP0yAM_9tE/s1600-h/Illibrochelacamorranontifarebbemaileggere.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331868125949646130" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 288px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sf6Zz6R01TI/AAAAAAAAAak/zCP0yAM_9tE/s320/Illibrochelacamorranontifarebbemaileggere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Ritratto di un Paese in ostaggio della criminalità organizzata&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l’espressione “Vedi Napoli e poi muori” fu coniata, duecento anni fa, era riferita soltanto a una bellezza paesaggistica mozzafiato. Oggi invece, alla luce della minaccia rappresentata dalla camorra e della lunga scia di sangue che pesa sull’immagine della città, questo innocuo modo di dire potrebbe assumere sfumature inquietanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nata nel XVIII secolo, la camorra ha accresciuto continuamente il suo potere con il passare degli anni, gettando la propria ombra su tutti gli ambiti della società. Non è più, come negli anni Sessanta, la gestione di poche piazze di contrabbando delle sigarette: il controllo degli appalti pubblici, lo spaccio di droga organizzato in maniera scientifica, lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici sono solo alcuni dei rami dell’oscuro giro d’affari più redditizio del Bel Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritto con l’esperienza maturata negli anni trascorsi in Campania, Il libro che la camorra non ti farebbe mai leggere è un duro resoconto della fitta trama di relazioni pericolose tra la camorra, la politica e la società civile. Una lettura scomoda, una ricostruzione sconcertante ma necessaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tom Behan &lt;/strong&gt;è professore associato alla University of Kent di Canterbury. Ha vissuto a lungo per lavoro a Napoli, analizzando da vicino molti degli eventi descritti in Il libro che la camorra non ti farebbe mai leggere. Arrivata ormai alla terza edizione in Inghilterra, pubblicata anche in Francia, quest'opera, che ha già vinto in edizione straniera il Premio Marcello Torre per l’Impegno Civile patrocinato dalla Presidenza della Repubblica, esce ora in italiano con due nuovi capitoli di aggiornamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il libro che la camorra non ti farebbe mai leggere"&lt;br /&gt;di Tom Behan&lt;br /&gt;Editore: Newton Compton&lt;br /&gt;ISBN 978-88-541-1342-8&lt;br /&gt;Pagine 288&lt;br /&gt;Euro 12,90&lt;br /&gt;Controcorrente n. 43&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Mercoledì 6 maggio, alle ore 18.00, a Napoli, Tom Behan presenta "Il libro che la Camorra non ti farebbe mai leggere" alla Fnac, in Via Luca Giordano 59. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Modera: Rita Pennarola, condirettore del mensile La voce delle voci.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Con l’Autore intervengono: Manuela Mazzi, magistrato e Pietro Nardiello, responsabile napoletano per Libera.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CYmmaYmpuD4&amp;amp;color1=0xb1b1b1&amp;amp;color2=0xcfcfcf&amp;amp;hl=it&amp;amp;feature=player_embedded&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/CYmmaYmpuD4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-5192152470003152022?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/5192152470003152022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=5192152470003152022' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5192152470003152022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5192152470003152022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/il-libro-che-la-camorra-non-ti-farebbe.html' title='&quot;Il libro che la camorra non ti farebbe mai leggere&quot; di Tom Behan'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sf6Zz6R01TI/AAAAAAAAAak/zCP0yAM_9tE/s72-c/Illibrochelacamorranontifarebbemaileggere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4749912709656052720</id><published>2009-05-02T10:20:00.003+02:00</published><updated>2009-05-02T10:25:49.722+02:00</updated><title type='text'>"Articolo 1. Racconti sul lavoro" di Camilleri, Cornia, Pariani, Rea, Recami e Stassi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfwC9s9P8NI/AAAAAAAAAac/Eo_t--mfP2s/s1600-h/Articolo1Raccontisullavoto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 194px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfwC9s9P8NI/AAAAAAAAAac/Eo_t--mfP2s/s320/Articolo1Raccontisullavoto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331139317963157714" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Sei scrittori s’interrogano, con i loro racconti, sul destino del lavoro. Storie di persone in cui risorge, nonostante le favole da fine lavoro, l’homo faber, il lavoro come prima sostanza umana. &lt;/em&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fine hanno fatto le promesse da uomo nuovo di flessibilità, le accelerazioni vertiginose della globalizzazione e tutti gli scenari futuribili della cosiddetta «fine del lavoro»? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi mutamenti non sembrano aver fatto presa sulla fantasia letteraria dei sei autori dei racconti che compongono questa antologia. Non predominano vicende di precariato, non drammi collettivi segnati dal vuoto di prospettive, non storie di crudo sfruttamento della parte debole, nemmeno si sparge l’ottimismo edificante dell’inventiva individuale e delle sue avventure a lieto fine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario, ciascuno di questi autori, scrive storie che rappresentano il lavoro nella sua forma più profonda ed eterna, nei suoi aspetti che fanno radice in una generale condizione umana piuttosto che nei rivolgimenti dell’economia e dell’organizzazione produttiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il racconto di Andrea Camilleri è una specie di parabola buffa: ciò che successe a Tano Cumbo, improvvisamente disoccupato, sembra l’allegoria di una mutazione di genere e sostanza. Ugo Cornia, nell’autobiografismo dell’impiego estivo di un sedicenne dentro una fabbrica di lamiere, vede un’intera vicenda di formazione piena di malinconia e di gratitudine, l’epica del frammento di vita e la lirica del quotidiano nel lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; I contadini montanari di Laura Pariani ricordando, davanti al bicchiere, i mestieri li svelano come una generale concezione del mondo pessimistica e paziente: le promesse del mattino della vita che la vita è pronta a sbranare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella di Ermanno Rea è una migrazione che si sposta dai luoghi dello spazio a quelli dell’anima: il legame tra il professore bibliofilo e il suo tuttofare emigrato polacco sembra proiettarli in una dimensione di superiore umanesimo grazie alla riscoperta del sapere delle mani che produce insieme precisione, utilità e bellezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ironia spietata di Francesco Recami trova la beffa e lo smacco che attendono ogni esistenza nel desiderio di una attualissima impiegata delle poste che vuole adeguarsi alla nuova «carta dei servizi offerti» al cliente-utente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per Fabio Stassi, quasi hemingwayanamente, «il figlio del re», l’ultimo dei rais delle tonnare siciliane, può ritrovare la magnanimità che gli spetta, solo intrecciando la sua sorte a quella dei tonni snaturati dalla tecnologia della pesca&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Articolo 1. Racconti sul lavoro" &lt;br /&gt;di Camilleri, Cornia, Pariani, Rea, Recami e Stassi &lt;br /&gt;SELLERIO&lt;br /&gt;Collana: Il contesto&lt;br /&gt;Num. di collana: 23&lt;br /&gt;Anno: 2009&lt;br /&gt;ISBN: 88-389-2384-1 &lt;br /&gt;Pagine: 216&lt;br /&gt;Prezzo: 14.00 Euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4749912709656052720?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4749912709656052720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4749912709656052720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4749912709656052720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4749912709656052720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/05/articolo-1-racconti-sul-lavoro-di.html' title='&quot;Articolo 1. Racconti sul lavoro&quot; di Camilleri, Cornia, Pariani, Rea, Recami e Stassi'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfwC9s9P8NI/AAAAAAAAAac/Eo_t--mfP2s/s72-c/Articolo1Raccontisullavoto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-591207736598700840</id><published>2009-04-30T09:40:00.002+02:00</published><updated>2009-04-30T09:44:44.556+02:00</updated><title type='text'>"A colloquio" di Massimo Cirri</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SflWHOSdiYI/AAAAAAAAAaU/vSig22awwec/s1600-h/AColloquio.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 204px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SflWHOSdiYI/AAAAAAAAAaU/vSig22awwec/s320/AColloquio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330386316064295298" /&gt;&lt;/a&gt; “Quando si ascoltano le storie degli altri si ripassa la propria e viene voglia di raccontarle tutte da vicino. Perché da vicino nessuno è normale.”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimo Cirri racconta i suoi incontri in un Centro di salute mentale. Vita vissuta all’interno del Servizio sanitario nazionale, persone, dolori, umanità. E infermiere sindacalizzate, colleghi pescecani, informatori farmaceutici avvoltoi e fascinose dottoresse con cui tuffarsi in un cappuccino tra una storia e l’altra. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il libro&lt;br /&gt;Al centro lui, lo psicologo alle prese con il malessere del mondo, il mondo che gli passa davanti in cerca di una via d’uscita, in cerca di sollievo, a volte alla ricerca di niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La signora A. ha la capacità di logorare i nervi e a ogni seduta dice di avere novità “importantissssssime”. Il signor K. è molto solo, e i suoi problemi sono cominciati con una frattura, ma non esistenziale, una dolorosa frattura del polso. Il signor C. si sente la depressione addosso, come una pellicola adesiva, e ha cambiato decine di terapeuti. Il signor I. dice che va in crisi “se gli capita di vedersi mentre fa l’amore con la moglie”. Il signor N. ha serie difficoltà a controllare l’aggressività. Il signor R. ha un problema con le donne: negli ultimi tre mesi ha avuto sei appuntamenti con sei donne diverse, e non ce n’è uno che abbia funzionato. La signora O. racconta che ogni tanto “si tocca dentro con il marito”, nel senso che ha piccoli scontri, incomprensioni, litigi. Il signor M. è per sua stessa ammissione perennemente incazzato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo psicologo Massimo Cirri racconta i suoi straordinari incontri in un Centro di Salute Mentale. Ai personaggi umanissimi, toccanti e divertenti che invadono il centro, Cirri alterna esilaranti momenti di vita vissuta all’interno del Sistema sanitario nazionale, graffianti dialoghi con infermiere e dottoresse, la saudade del vivere giorno per giorno, trovando pure il tempo per psicanalizzare se stesso. Sempre, ed esclusivamente, con leggerezza e un tocco di sano disincanto.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimo  Cirri&lt;/strong&gt;: toscano trapiantato a Milano, psicologo e giornalista. Da venticinque anni lavora nei servizi pubblici di salute mentale. Dal 1997 autore e voce di Caterpillar, su Radio2, e prima a Radio Popolare di Milano. Autore teatrale con Lella Costa, ha scritto per “Diario”, “Linus”, “Smemoranda”, “Tango” e “Playboy”. Coautore di Via Etere (Feltrinelli 1988), Il mistero del vaso cinese (Sperling &amp; Kupfer 1993) e Nostra Eccellenza (Chiarelettere 2008). È stato autore televisivo per Fuori Orario (1987-88, Rai3), Saxa Rubra (1994, Rai3), Mitiko (2006, La7). Si è inventato i RadioIncontri di Riva del Garda. È specializzato in criminologia clinica e ama decespugliare. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"A colloquio" &lt;br /&gt;Tutte le mattine al Centro di Salute Mentale &lt;br /&gt;di Massimo  Cirri &lt;br /&gt;Editore: Feltrinelli&lt;br /&gt;Collana: Varia&lt;br /&gt;Pagine: 192&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 14 &lt;br /&gt;In libreria dal 7 maggio  2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-591207736598700840?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/591207736598700840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=591207736598700840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/591207736598700840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/591207736598700840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/colloquio-di-massimo-cirri.html' title='&quot;A colloquio&quot; di Massimo Cirri'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SflWHOSdiYI/AAAAAAAAAaU/vSig22awwec/s72-c/AColloquio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8230223287869071340</id><published>2009-04-29T20:23:00.003+02:00</published><updated>2009-04-29T20:28:57.437+02:00</updated><title type='text'>"L'anticasta" di Marco Boschini e Michele Dotti</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfibY4Y3J3I/AAAAAAAAAaM/upDf2OCIdck/s1600-h/Lanticasta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfibY4Y3J3I/AAAAAAAAAaM/upDf2OCIdck/s320/Lanticasta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330181010748811122" /&gt;&lt;/a&gt; La denuncia coraggiosa della Casta, che inizialmente aveva alimentato grandi speranze di cambiamento, ha finito per generare, invece, un diffuso senso di impotenza, una profonda disillusione e un conseguente distacco dalla politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio questo, paradossalmente, consente alla Casta di conservare indisturbata, e addirittura di aumentare, i propri privilegi e gli sprechi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per evitare di mettersi realmente in discussione e per legittimare se stessa, la Casta ha dipinto mediaticamente l’intera Italia come un paese malato che condivide i vizi e le carenze dei propri rappresentanti politici, i quali sono così apparsi essenzialmente “rappresentativi” del popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia esiste anche un’altra Italia, fatta di tante persone oneste – non solo nella società civile, ma anche nelle istituzioni locali – che si battono ogni giorno per un Paese migliore e che stanno già dimostrando con i fatti che le alternative concrete esistono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cambiamento, ancora una volta nella storia, non può che partire dal basso. E per fortuna questo sta già accadendo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In allegato il DVD con una VIDEO-INCHIESTA che racconta un appassionante viaggio nei Comuni dell’Italia a 5 stelle, alla scoperta di persone e progetti che se non fossero veri sembrerebbero incredibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno schiaffo all’immobilismo della politica e agli sprechi della CASTA, l’esempio concreto che un altro modo di fare politica non solo è possibile, ma si sta già facendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Realtà straordinarie dal punto di vista del risparmio energetico ed economico, della mobilità sostenibile, della produzione di energia da fonti rinnovabili, della gestione dei rifi uti, dell’acqua e del territorio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successi indiscutibili che mostrano la concretezza di scelte alternative divenute possibili attraverso un grande coinvolgimento della popolazione, chiamata a partecipare attivamente alle decisioni che riguardano l’intera comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Migliaia di cittadini impegnati nella costruzione di un domani migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Come sempre, l’invenzione del diverso rispetto alla tradizione è fondamentale. Bisogna cercare di creare entusiasmo e passione... spingere finalmente a rinnovare tutto il nostro modo di vivere, attraverso l’economia, l’intelligenza, la sapienza, l’invenzione, la fantasia...». &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DARIO FO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Comuni a 5 stelle, democrazia dal basso, i cittadini con l’elmetto... bisogna creare una trasparenza nei Comuni. Comuni con l’acqua straordinariamente riproposta in una forma pubblica, con la raccolta differenziata spinta a casa piuttosto che gli inceneritori, con le energie rinnovabili, col latte alla spina, con la lavatrice senza detersivo, con tutte le cose che possono esserci per migliorare la nostra vita. Partiamo dal basso». &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;BEPPE GRILLO&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marco Boschini&lt;/strong&gt;, operatore sociale, Assessore di Colorno (Par-ma), coordina l’ Associazione dei Comuni Virtuosi e il gruppo Politica ed enti locali del Movimento per la Decrescita Felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michele Dotti&lt;/strong&gt;, educatore e formatore, si dedica all’educazione allo sviluppo prevalentemente in ambito scolastico. È volontario dell’associazione Mani Tese, con una lunga esperienza in vari stati dell’Africa; ha promosso progetti di solidarietà, campagne di com-mercio equo e viaggi di turismo responsabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi di: &lt;strong&gt;Jacopo Fo, Maurizio Pallante, Alex Zanotelli, Franca Rama, Francesco Comotto, Chiara Sasso, Gianluca Finiguerra, Alessio Ciacci, Andrea Segrè, Luca Falasconi, Ezio Orzes, Rossano Ercolini, Ignazio Garau&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ruSsOCfVWZg&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ruSsOCfVWZg&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8230223287869071340?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8230223287869071340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8230223287869071340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8230223287869071340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8230223287869071340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/lanticasta-di-marco-boschini-e-michele.html' title='&quot;L&apos;anticasta&quot; di Marco Boschini e Michele Dotti'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfibY4Y3J3I/AAAAAAAAAaM/upDf2OCIdck/s72-c/Lanticasta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8682365314966879763</id><published>2009-04-28T11:52:00.006+02:00</published><updated>2009-04-28T12:26:05.939+02:00</updated><title type='text'>"D'Estro" di Massimiliano D'Epiro</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfbY3RFS3TI/AAAAAAAAAaE/seRa_g7ishc/s1600-h/D%27Estro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 125px; height: 195px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfbY3RFS3TI/AAAAAAAAAaE/seRa_g7ishc/s320/D%27Estro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329685653029575986" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Dal regista di Polvere, il film più controverso dell’anno, una storia scioccante. Un bambino di dodici anni. Una madre affetta da “ipermnesi assoluta”, che ogni giorno crede di avere un’età diversa. E poi Roma, le sue strade più oscure, gli acidi bagliori di vite degradate da droga, sesso e violenza. Fra realtà e allucinazione, D’Estro: “Un libro bello, sorprendente e ricco di anima. Uno sguardo appassionato, sempre coinvolgente, sulla marginalità e sulla dolorosa condizione dell’adolescenza. Una scrittura tra Genet e Rick Moody, il Foster Wallace dei primi racconti, con ovvie iniezioni pasoliniane.” &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giancarlo De Cataldo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Reagire è un’azione consecutiva ad un’altra azione. È la risposta a un calcio in bocca, a qualcuno che ti manda a fare in culo, alla perdita di tuo figlio, alla tua ragazza che se la fa con tutti quanti. Io lo provoco. Il dolore. Io sono il dolore che sentono loro. Il segreto è fare finta. Fare finta di sentire il dolore. Io e il dolore non vogliamo farci del male, io e il dolore ci siamo accordati, abbiamo fatto un patto. Io ne provocherò tanto e gli altri ne subiranno ancora di più. Ma non preoccuparti, tu non morirai.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Straniante, a tratti allucinato, drammatico e divertente allo stesso tempo. D’Estro è un gioco accattivante, un puzzle in cui passato e presente sono tessere da incastrare l’una con l’altra per ricreare un quadro complesso e articolato come solo la realtà sa essere. Una realtà che, tuttavia, se osservata e letta da un bambino, ha necessariamente bisogno di un tramite: la malattia. Malattia che da concreta diventa stato d’essere, strumento per divenire, via di fuga. Una malattia che dopo aver corrotto il corpo corrompe la mente, i ricordi, la percezione di chi si è. Nell’eterna lotta tra vero e verosimile il protagonista, il cui nome l’autore tace sino alla fine del romanzo, si nasconde dietro una maschera. E come sua madre, colpita da “ipermnesi assoluta”, ogni giorno ha un’età diversa e vive sempre un tempo altro, egli stesso diventa ricordo assoluto, pura memoria, proiezione caotica di passato, presente e futuro. Massimiliano D’Epiro dà vita al Caos e insieme lo ordina, suggerendo ai suoi lettori una chiave per interpretarlo e farlo proprio, protagonisti anche loro, prigionieri di un labirinto fatto di violenza e droga, passione e dolore, che è lo stesso nel quale vivono le sue creature, comprese quelle del suo film shock Polvere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimiliano D’Epiro &lt;/strong&gt;è nato nel 1973 a Roma. Ha scritto e diretto con Danilo Proietti il film per il cinema Polvere, prodotto dalla Kubla Khan, in uscita nelle sale. Ha inoltre firmato la regia di videoclip di importanti musicisti italiani, ottenendo numerosi riconoscimenti anche in ambito internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"D'ESTRO"&lt;br /&gt;di Massimiliano D'Epiro  &lt;br /&gt;IL FILO EDIZIONI&lt;br /&gt;978-88-567-0962-9  &lt;br /&gt;Prezzo: € 13.00 &lt;br /&gt;Numero pagine: 192&lt;br /&gt;Cover Artwork: Tiziano Lucci&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8682365314966879763?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8682365314966879763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8682365314966879763' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8682365314966879763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8682365314966879763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/destro-di-massimiliano-depiro.html' title='&quot;D&apos;Estro&quot; di Massimiliano D&apos;Epiro'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfbY3RFS3TI/AAAAAAAAAaE/seRa_g7ishc/s72-c/D%27Estro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6463252791162064389</id><published>2009-04-26T12:34:00.002+02:00</published><updated>2009-04-26T12:40:44.802+02:00</updated><title type='text'>"La via del Che" di Dario Fertilio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfQ4_eVJUkI/AAAAAAAAAZ0/_AUM4efFz8Y/s1600-h/LaViadelChe.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328946922210808386" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 158px; CURSOR: hand; HEIGHT: 239px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfQ4_eVJUkI/AAAAAAAAAZ0/_AUM4efFz8Y/s320/LaViadelChe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Martedì 28 aprile, alla Libreria Melbookstore di Via Nazionale, 254 a Roma, si rievoca il mito di Ernesto Che Guevara.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Con la proiezione delle immagini in anteprima del making of del film dedicato al CHE, interpretato da Benicio Del Toro, si aprirà l’incontro con lo scrittore Dario Fertilio, giornalista del “Corriere della Sera”, autore di “La via del Che – Il mito di Ernesto Guevara e la sua ombra” edito da Marsilio, e il critico del Sole 24 Ore Cesare Balbo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cogliendo l’occasione dell’uscita del film di Soderbergh, nell’anno del cinquantenario della Rivoluzione cubana, Dario Fertilio condurrà i partecipanti in questo “viaggio” ripercorrendo “La via del Che”, la sua storia, l’ascesa, la caduta, il mito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto accompagnato dalle immagini del making of del film, con le interviste a Benicio Del Toro e a Steven Soderbergh, e spezzoni del film che è nelle sale italiane distribuito dalla Bim in due parti: la prima CHE - L’ Argentino già dal 10 aprile, la seconda CHE – GUERRIGLIA dal 30 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Un vero rivoluzionario è guidato da un grande sentimento d’amore: amore per l’umanità, amore per la giustizia e per la verità" &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che Guevara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCHEDA DEL LIBRO:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 9 ottobre 1967 Ernesto Che Guevara veniva ucciso in Bolivia. Dario Fertilio ne rivisita il mito e i suoi lati oscuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una Cuba inquieta e spettrale, al crepuscolo del regime di Fidel Castro, accoglie Riccardo Modena, agente letterario di un’importante casa editrice, sulle tracce dei mitici diari mancanti di Che Guevara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su quegli scritti pericolosi del celebre eroe rivoluzionario, a lungo proibiti perché in odore di eresia, si è scatenata da tempo una ridda di ipotesi e un’infinità di interpretazioni: ora però, con la prospettiva di un contratto di favore e la benedizione delle massime autorità cubane, il protagonista si sente a un passo dal grande colpo editoriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riccardo Modena, tuttavia, è un uomo in crisi: sessantenne, come molti della sua generazione ha ripudiato gli ideali e i miti sessantottini per inseguire il miraggio del benessere e della carriera, ritrovandosi insoddisfatto e deluso alle soglie della vecchiaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nel pieno del sessantotto, anche lui come tanti aveva trovato in Cuba una patria ideale, e in Che Guevara aveva visto il simbolo dell’eroe coraggioso e puro. Cuba, tuttavia, si rivela ben diversa da quella che aveva sognato: in pieno disfacimento il regime castrista, corruzione e affarismo dilagano, il razzismo non ha più maschere, la violenza si respira nell’aria. Scoprirà così che le ragazzine si prostituiscono a quattordici anni e gli slogan ossessivi della propaganda fanno da grottesco sottofondo alla miseria e alla lotta quotidiana per l’esistenza. Ma anche i diari del Che, offerti a Riccardo Modena, si rivelano un miraggio: emergono via via nuovi inquietanti particolari sull’autentica personalità del guerrigliero, documenti finora tenuti segreti ribaltano l’immagine di lui diffusa in Occidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dario Fertilio&lt;/strong&gt;, giornalista al «Corriere della Sera», è autore di saggi e romanzi. I temi conduttori della sua opera sono la ribellione contro il potere ingiusto e l’autoritarismo, la libertà di comunicare, il coraggio di amare. Alcuni dei suoi libri sono dedicati al mondo degli intellettuali e alla comunicazione (Il Grande Cervello, Le notizie del diavolo), altri ai valori e agli ideali (Il fantasma della libertà), altri ancora al dibattito delle idee (Arrembaggi e pensieri, conversazione con Enzo Bettiza). Nel romanzo surreale Teste a pera e teste a mela l’accento cade sugli aspetti assurdi e inumani insiti in ogni pretesa ideologica. Con Marsilio ha pubblicato La morte rossa. Storie di italiani vittime del comunismo (2004, due edizioni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL FILM:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il successo di CHE – L’argentino che ha ampiamente superato il milione di euro di incassi, CHE – Guerriglia, la seconda parte del capolavoro di Steven Soderbergh, interpretato da Benicio del Toro, uscirà nelle sale il 30 aprile distribuito dalla BIM.&lt;br /&gt;Dopo la rivoluzione cubana, il Che è all’apice della sua fama e del suo potere. Poi improvvisamente sparisce, e ricompare in incognito in Bolivia, dove organizza un piccolo gruppo di compagni cubani e reclute boliviane destinati a dare inizio alla grande rivoluzione latino-americana.&lt;br /&gt;Quella della campagna boliviana del Che è una storia di tenacia, sacrificio e idealismo - è il racconto della sconfitta di una guerra di guerriglia che alla fine lo condurrà alla morte. Ripercorrendo la sua storia, riusciamo a capire come il Che sia rimasto un simbolo dell’idealismo e dell’eroismo, ancora vivo nei cuori della gente di tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bimfilm.it/"&gt;www.bimfilm.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6463252791162064389?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6463252791162064389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6463252791162064389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6463252791162064389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6463252791162064389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/la-via-del-che-di-dario-fertilio.html' title='&quot;La via del Che&quot; di Dario Fertilio'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfQ4_eVJUkI/AAAAAAAAAZ0/_AUM4efFz8Y/s72-c/LaViadelChe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8030794812725612397</id><published>2009-04-25T22:29:00.003+02:00</published><updated>2009-04-25T22:35:46.509+02:00</updated><title type='text'>"Il mondo in una piazza" di Fiorenzo Oliva</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfNyuuAaMXI/AAAAAAAAAZs/m_zpEHG803M/s1600-h/Ilmondoinunapiazza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328728931058725234" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 224px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfNyuuAaMXI/AAAAAAAAAZs/m_zpEHG803M/s320/Ilmondoinunapiazza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il simbolo dell’immigrazione, il cuore dello spaccio e della malavita straniera, una piazza da cui di notte è meglio stare alla larga. È lì che Fiorenzo decide di vivere insieme all’amico Ruben, cercando di superare il trauma di un’aggressione subita anni prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un quartiere che gravita attorno al gigantesco mercato di Porta Palazzo e in cui, nell’arco di poche centinaia di metri, convivono 55 etnie diverse.&lt;br /&gt;Giovani e anziani, italiani e migranti provano a convivere con passione e fatica, talvolta circondati dal degrado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contatto ravvicinato con una realtà che la maggior parte degli italiani conosce solo per sentito dire porterà a un cambiamento profondo nella vita del protagonista, permettendogli di vivere un’esperienza utile per un nuovo e più maturo modo di rapportarsi al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sito dedicato al libro: &lt;a href="http://www.blogger.com/www.ilmondoinunapiazza.it/"&gt;www.ilmondoinunapiazza.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fiorenzo Oliva&lt;br /&gt;"Il Mondo in una piazza"&lt;br /&gt;Diario di un anno tra 55 etnie&lt;br /&gt;di Fiorenzo Oliva&lt;br /&gt;Stampa Alternativa&lt;br /&gt;COLLANA: Eretica&lt;br /&gt;pp. 200&lt;br /&gt;PREZZO: 11,00&lt;br /&gt;ISBN: 978-88-6222-072-9&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato a Torino il prossimo 5 maggio, alle ore 18, presso LA TORRE DI ABELE, in via Pietro Micca, 22.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8030794812725612397?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8030794812725612397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8030794812725612397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8030794812725612397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8030794812725612397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/il-mondo-in-una-piazza-di-fiorenzo.html' title='&quot;Il mondo in una piazza&quot; di Fiorenzo Oliva'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfNyuuAaMXI/AAAAAAAAAZs/m_zpEHG803M/s72-c/Ilmondoinunapiazza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-4138373539126713392</id><published>2009-04-24T10:19:00.003+02:00</published><updated>2009-04-24T10:27:38.090+02:00</updated><title type='text'>"Le voci del padrone" di Enzo Marzo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfF2NGcspiI/AAAAAAAAAZk/qC9jjnyVaFQ/s1600-h/LeVocidelPadrone.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfF2NGcspiI/AAAAAAAAAZk/qC9jjnyVaFQ/s320/LeVocidelPadrone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328169801597363746" /&gt;&lt;/a&gt; Il libro, che riprende nel titolo un'affermazione di Luigi Einaudi, è un violento e documentato atto d'accusa dello stato di degrado e di servitù del giornalismo italiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si affronta, dall'interno, il tema complesso della libertà d'informazione e il rapporto con il potere. Il discorso, assai critico, si snoda attraverso un percorso lineare che parte da concetti basilari, come quello di Verità, Obiettività e Opinione per arrivare a una proposta concreta sullo statuto delle imprese giornalistiche. Queste alcune delle tappe attraverso cui si articola il discorso: il mito dell'obiettività, l'informazione come componente necessaria e costitutiva di un regime democratico, la propaganda, la manipolazione dell'opinione pubblica, i conglomerati della comunicazione e lo spettro elettromagnetico, i nuovi apocalittici, le lobby che comandano oggi nei giornali italiani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'autore rintraccia, in un «liberalismo critico», il metodo capace di affrontare e di fornire una soluzione alla crisi dei media, dando una versione aggiornata della separazione dei poteri, e delinea una proposta riformatrice in grado di affrontare i guasti provocati dal gigantismo e dal monopolio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lettori dei quotidiani e quelli che li hanno abbandonati disgustati dalla loro omogeneità e dal loro conformismo, ma anche i telespettatori e quanti sono affascinati dai nuovi media e dalle innovazioni in corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Enzo Marzo&lt;/strong&gt;, giornalista del "Corriere della Sera", direttore di "Critica Liberale", è anche il portavoce della "Società Pannunzio per una libera informazione". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le voci del padrone"&lt;br /&gt;Saggio di liberalismo applicato alla servitù dei media&lt;br /&gt;di Enzo Marzo&lt;br /&gt;Edizioni Dedalo&lt;br /&gt;marzo 2006&lt;br /&gt;ISBN 9788822055019&lt;br /&gt;pp. 224 &lt;br /&gt;15,00 €&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-4138373539126713392?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/4138373539126713392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=4138373539126713392' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4138373539126713392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/4138373539126713392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/le-voci-del-padrone-di-enzo-marzo.html' title='&quot;Le voci del padrone&quot; di Enzo Marzo'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SfF2NGcspiI/AAAAAAAAAZk/qC9jjnyVaFQ/s72-c/LeVocidelPadrone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6150541731962373941</id><published>2009-04-22T20:47:00.003+02:00</published><updated>2009-04-22T20:52:23.432+02:00</updated><title type='text'>"Il Mondo secondo Monsanto" di Marie-Monique Robin</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Se9mVx_NrdI/AAAAAAAAAZc/DhzMDsZW5C8/s1600-h/Ilmondosecondomonsanto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 277px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Se9mVx_NrdI/AAAAAAAAAZc/DhzMDsZW5C8/s320/Ilmondosecondomonsanto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327589408584347090" /&gt;&lt;/a&gt; Monsanto è il leader mondiale nella produzione degli organismi geneticamente modificati (OGM) ed è una delle aziende più controverse della storia industriale. Dalla sua fondazione nel 1901, la multinazionale di Saint Louis ha accumulato diversi processi a proprio carico a causa della tossicità dei prodotti che impone al mercato. Negli anni è stata accusata di negligenza, frode, attentato a persone e cose, disastro ecologico e sanitario e utilizzo di prova false.  Eppure questo pericoloso gigante della biotecnologia si pubblicizza come azienda della “scienza della vita”, apparentemente convertita al verbo dello sviluppo sostenibile. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cosa sappiamo veramente degli effetti degli OGM sulla nostra salute? &lt;br /&gt;Perché l’agricoltura transgenica è così pericolosa? &lt;br /&gt;Quali interessi si nascondono dietro la commercializzazione di sementi geneticamente modificate?   &lt;br /&gt;Questo bestseller internazionale, risultato di tre anni di importanti ricerche che hanno portato l’autrice in America, Europa e Asia, parla della poco nota storia dell’azienda Monsanto e risponde a molte domande che ci toccano da vicino, molto vicino. &lt;br /&gt;Avvalendosi di documenti inediti e delle preziose testimonianze di scienziati e di uomini politici, il libro ricostruisce la genesi di un impero industriale che è diventato la prima azienda al mondo produttrice di semi grazie all’appoggio dei vertici politici e amministrativi USA, a una comunicazione falsa, aggressiva e a volte violenta, a pesanti pressioni e innumerevoli tentativi di corruzione. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quali sono i veri scopi di Monsanto? Dopo aver ignorato per tanto tempo gli effetti della propria attività sull’uomo e sull’ambiente, perché l’azienda esprime improvvisamente interesse per la questione della fame nel mondo? &lt;br /&gt;Oggi, mentre in Europa sta finalmente nascendo un dibattito serio sulle conseguenze sociali, sanitarie e ambientali degli organismi geneticamente modificati, arriva in Italia con un tempismo perfetto la più aggiornata edizione de Il mondo secondo Monsanto, che negli altri paesi ha già venduto centinaia di migliaia di copie. Si tratta di una lettura fondamentale per la (ri)costruzione di un mondo a misura d’uomo, e non di multinazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato in Francia dalla casa editrice La Découverte, Il Mondo secondo Monsanto ha già venduto 80.000 copie . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’omonimo documentario è stato trasmesso dal canale televisivo franco-tedesco ARTE.&lt;br /&gt;Già disponibile in Spagna e America Latina, nei prossimi mesi il libro verrà pubblicato in diversi paesi quali Germania, Olanda, USA, Brasile, Corea, Grecia, Giappone, Ungheria e Polonia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, mentre Francia ed Europa sono scosse da un vero e proprio dibattito scientifico, economico e sociale sulle conseguenze sanitarie e ambientali degli OGM, oltre che sulla condizione contadina e sui test sugli esseri viventi, il libro della Robin arriva con un tempismo perfetto. È infatti a pieno titolo un’opera per la salute pubblica, ed è come tale che dovrebbe essere letta e considerata. &lt;br /&gt;Dalla prefazione di Nicholas Hulot, giornalista  ed ecologista francese &lt;br /&gt;È almeno dagli anni ‘30 che la società monopolistica del Missouri Monsanto miete vittime. Stranamente, i responsabili politici, per quanto perfettamente informati, non reagiscono. Oggi, questo mostro della “biotecnologia”detiene il 90% degli OGM coltivati nel pianeta. Un’indagine che la giornalista Marie-Monique Robin ha condotto per diversi anni. &lt;br /&gt;Bakchich&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In piena crisi economica e alimentare, dovuta alla crescita dei prezzi dei beni primari, c’è chi naviga nell’oro. È la Monsanto, industria biotech, che esporta felicemente in tutto il mondo il modello di agricoltura transgenica. La multinazionale delle sementi, invisa agli ambientalisti e ai contadini di mezzo mondo, ha dichiarato vendite per 2,6 miliardi di dollari con un incremento del 29% rispetto al 2008. &lt;br /&gt;Gabriele Bindi, Slowfood.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’indagine serrata, che ciporta a riflettere sulle basi etiche della nostra società dei consumi: business, business!. &lt;br /&gt;Entreprise et Carrières&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un libro accattivante, trasparente, perfettamente documentato. Appassionante e scritto come un romanzo poliziesco scientifico. &lt;br /&gt;La recherce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marie-Monique Robin &lt;/strong&gt;ha vinto il Premio Albert-Londres, il più prestigioso della stampa francese (1995).Giornalista, scrittrice e regista, è autrice di molti documentari che le sono valsi diversi riconoscimenti internazionali e di reportages realizzati in America Latina, Africa, Europa e Asia. Prima de Il Mondo secondo Monsanto ha firmato diverse altre inchieste, pubblicate con successo in Francia dalla casa editrice La Découverte.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il Mondo Secondo Monsanto"&lt;br /&gt;Dalla diossina agli OGM: storia di una multinazionale che vi vuole bene&lt;br /&gt;di Marie-Monique Robin &lt;br /&gt;Editore: Arianna Editrice &lt;br /&gt;Data pubblicazione: Aprile/Maggio 2009 &lt;br /&gt;Tipo: Libro &lt;br /&gt;Pagine: 434 &lt;br /&gt;Prezzo: 18.60 euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6150541731962373941?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6150541731962373941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6150541731962373941' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6150541731962373941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6150541731962373941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/il-mondo-secondo-monsanto.html' title='&quot;Il Mondo secondo Monsanto&quot; di Marie-Monique Robin'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Se9mVx_NrdI/AAAAAAAAAZc/DhzMDsZW5C8/s72-c/Ilmondosecondomonsanto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3308192187638059220</id><published>2009-04-21T10:01:00.004+02:00</published><updated>2009-04-21T10:05:30.852+02:00</updated><title type='text'>"L'officina del diavolo" di Adolf Burger</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Se19o0ALRoI/AAAAAAAAAZU/r2-lIy5VW28/s1600-h/L%27officinadeldiavolo.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 170px; height: 238px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Se19o0ALRoI/AAAAAAAAAZU/r2-lIy5VW28/s320/L%27officinadeldiavolo.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327052074356786818" /&gt;&lt;/a&gt; Nel 1942 un telegramma raggiunge i comandanti dei campi di concentramento disseminati in territorio tedesco: contiene l’ordine di reclutare tutti gli internati ebrei con esperienza nel settore grafico e di provvedere al loro trasferimento nel campo di Sachsenhausen, alle porte di Berlino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È l’inizio della cosiddetta ‘operazione Bernhard’, un piano elaborato dalle alte sfere del Terzo Reich per la produzione su vasta scala di false sterline inglesi. A Sachsenhausen si ritrovano in centoquarantadue, scampati alla morte per fame, per malattia, alle camere a gas. Vengono nutriti, rivestiti. Per la prima volta dal giorno della loro deportazione vengono trattati come uomini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivranno in totale isolamento all’interno di due baracche, la 18 e la 19, circondate su ogni lato dal filo spinato, con le finestre verniciate di bianco. Dentro si nasconde una vera e propria officina per la produzione di banconote e francobolli falsi, di documenti contraffatti. Gli internati del ‘Kommando’ falsari hanno privilegi che gli altri non hanno. Letti comodi, armadietti personali. Mangiano a sufficienza, possono leggere. Ma quel luogo custodisce un segreto che non dovrà mai essere svelato. Impossibile sperare di uscirne vivi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’officina del diavolo nasce dai ricordi di Adolf Burger, numero 64401 a Auschwitz, tipografo nelle baracche 18 e 19 di Sachsenhausen. Racconta le atrocità di Auschwitz e di Birkenau, i dettagli tecnici dell’operazione di falsificazione, le rocambolesche ultime fasi della prigionia, fino alla liberazione. Una delle più ciniche operazioni del Terzo Reich viene svelata attraverso l’avventura di un uomo che ha mantenuto la promessa fatta a sé stesso: sopravvivere per raccontare l’inferno dei campi di concentramento. Contro qualsiasi tentativo di alterare la verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefazione di Stefano Poddi&lt;br /&gt;Traduzione di Andrea Bianchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Adolf Burger &lt;/strong&gt;nasce da una famiglia ebraica a Vel’ká Lomnica, in Slovacchia, il 12 agosto 1917. Dal 1939 lavora come tipografo a Bratislava per una cellula clandestina del Partito comunista. Tre anni dopo viene arrestato dalla Gestapo slovacca e deportato a Auschwitz. La moglie Gisela, anche lei arrestata e deportata, muore a soli ventidue anni in una camera a gas del campo di Birkenau. Dopo diciotto mesi di lotta per la sopravvivenza, Burger viene trasferito nel campo di Sachsenhausen, dove entra a far parte del ‘Kommando’ di internati che per ordine di Himmler stampano milioni di sterline false. Oggi, a novantun anni, vive a Praga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo libro il regista Stefan Ruzowitzky ha tratto il film Il falsario – Operazione Bernhard, presentato al festival di Berlino del 2007, premio Oscar come miglior film straniero nel 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'officina del diavolo"&lt;br /&gt;di Adolf Burger&lt;br /&gt;NUTRIMENTI&lt;br /&gt;collana: Documenti&lt;br /&gt;pp. 400&lt;br /&gt;€ 19.50 &lt;br /&gt;prima edizione aprile 2009&lt;br /&gt;Isbn 978-88-95842-28-8&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3308192187638059220?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3308192187638059220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3308192187638059220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3308192187638059220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3308192187638059220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/lofficina-del-diavolo-di-adolf-burger.html' title='&quot;L&apos;officina del diavolo&quot; di Adolf Burger'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Se19o0ALRoI/AAAAAAAAAZU/r2-lIy5VW28/s72-c/L%27officinadeldiavolo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6794430312886994715</id><published>2009-04-20T09:59:00.002+02:00</published><updated>2009-04-20T10:05:12.454+02:00</updated><title type='text'>"Esco presto la mattina" di Massimo Cacciapuoti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sewru8DGZhI/AAAAAAAAAZM/fAHCstmc0Xc/s1600-h/EscoPrestoLaMattina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326680544665560594" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 165px; CURSOR: hand; HEIGHT: 242px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sewru8DGZhI/AAAAAAAAAZM/fAHCstmc0Xc/s320/EscoPrestoLaMattina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt; Andrea Dell’Arti ha trentacinque anni ma ne dimostra meno di trenta. E soprattutto ha una fortuna sfacciata: non quella di chi vince al Superenalotto o a poker, o trova un sacchetto pieno di euro davanti al bancomat. No, è solo che, giorno dopo giorno, la vita sta esaudendo tutti i suoi desideri: l’amore e la famiglia, il lavoro e le aspirazioni creative... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, tutto quello che gli italiani della sua età in genere hanno già smesso di desiderare. Ad Andrea, invece, va tutto bene, senza troppa fatica. Persino sua suocera lo adora... E tutto questo accade, per di più, in una città corrotta e malata, e negli ambienti più difficili. Contro ogni logica, al di là di ogni merito. Andrea non ha niente di diverso dai suoi amici e coetanei, solo che si trova sempre al posto giusto nel momento giusto: perché ogni volta c’è qualcuno che ha bisogno di un ragazzo brillante (ma non troppo), volonteroso (ma non troppo), ambizioso (ma non troppo), idealista (ma non troppo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come uno novello Candide, questo pavido eroe del nostro tempo attraversa il nostro scalcagnato inferno contemporaneo. Esco presto la mattina è una godibile satira contemporanea, che non risparmia la politica e la letteratura, la famiglia e il cinema, per farceli vedere così come sono.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimo Cacciapuoti &lt;/strong&gt;(1970) è nato a Giugliano in Campania (NA) dove vive e lavora. È autore dei romanzi Pater familias (1997), diventato un film con la regia di Francesco Patierno,  L’ubbidienza (2004), e con Garzanti L’abito da sposa (2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Esco presto la mattina" &lt;br /&gt;di Massimo Cacciapuoti &lt;br /&gt;Garzanti&lt;br /&gt;Anno: 2009&lt;br /&gt;Collana: Narratori moderni&lt;br /&gt;pp. 329&lt;br /&gt;Codice EAN: 9788811686446&lt;br /&gt;Prezzo: € 16.60&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6794430312886994715?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6794430312886994715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6794430312886994715' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6794430312886994715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6794430312886994715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/esco-presto-la-mattina-di-massimo.html' title='&quot;Esco presto la mattina&quot; di Massimo Cacciapuoti'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sewru8DGZhI/AAAAAAAAAZM/fAHCstmc0Xc/s72-c/EscoPrestoLaMattina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8383153959071214621</id><published>2009-04-19T13:16:00.004+02:00</published><updated>2009-04-19T13:26:53.520+02:00</updated><title type='text'>"Gabershik" di Puliani, Forlani e Buss.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SesJVPhMOwI/AAAAAAAAAZE/SFN_Wphiurs/s1600-h/Gabershik.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326361244843391746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 276px; CURSOR: hand; HEIGHT: 278px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SesJVPhMOwI/AAAAAAAAAZE/SFN_Wphiurs/s320/Gabershik.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; Il Teatro di Giorgio Gaber: Testo, rappresentazione, modello più dvd “Aspettando Godot”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo “Playbeckett” e “Svobodamagika” torna la collana soQQuadri di Hacca dedicata al teatro. Questa volta il volume è dedicato alla drammaturgia di Giorgio Gaber.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opera, soffermandosi sulla scrittura scenica di Gaber e sulle interpretazioni avvenute dopo la scomparsa dell’autore/attore/cantante, costituisce un’indagine sulla drammaturgia di Gaber/Luporini. Nella prima parte si sono presi in esame le drammaturgie e gli allestimenti storici. Il testo indaga inoltre il rapporto di Giorgio Gaber con l’opera di Samuel Beckett, che portò alla messa in scena nel 1990 di Aspettando Godot. Nella seconda parte del volume, che raccoglie contributi e testimonianze di registi, attori, critici teatrali, si affronta il problema di rappresentare oggi “Gaber senza Gaber” attraverso prove di attori come Neri Marcoré, Eugenio Allegri, Giulio Casale, Claudio Bisio, Fausto Russo Alesi e le regie di Giorgio Gallione e Serena Sinigaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dvd unisce le immagini dello spettacolo “Aspettando Godot” della Fondazione Gaber con i testi di Beckett, in base allo sviluppo drammaturgico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimo Puliani&lt;/strong&gt;, docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e al DAMS di Bologna. Regista, animatore e ideatore di progetti multimediali e di festival. Fra le sue pubblicazioni, saggi su Beckett, Svoboda, Pasolini e sulla scena multimediale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Forlani&lt;/strong&gt;, docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e all’Università degli Studi di Bologna. Scrittore di romanzi e sceneggiature multimediali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Valeria Buss &lt;/strong&gt;ha vinto nel 2008 il premio “Giorgio Gaber” alla tesi di Laurea, sulla scrittura e l’opera dell’artista. La tesi è stata inserita nell’Archivio per la ricerca sui testi musicali presso l’istituto di romanistica del-&lt;br /&gt;l’Università di Innsbruck (Austria).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Gabershik"&lt;br /&gt;di Massimo Puliani, Alessandro Forlani e Valeria Buss&lt;br /&gt;Il Teatro di Giorgio Gaber: testo, rappresentazione, modello con dvd “Aspettando Godot”.&lt;br /&gt;Edizioni HACCA&lt;br /&gt;euro 24,00&lt;br /&gt;pp. 184&lt;br /&gt;isbn 978-88-89920-30-5&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8383153959071214621?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8383153959071214621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8383153959071214621' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8383153959071214621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8383153959071214621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/gabershik-di-puliani-forlani-e-buss.html' title='&quot;Gabershik&quot; di Puliani, Forlani e Buss.'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SesJVPhMOwI/AAAAAAAAAZE/SFN_Wphiurs/s72-c/Gabershik.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-380111649248092217</id><published>2009-04-18T09:20:00.002+02:00</published><updated>2009-04-18T09:27:10.425+02:00</updated><title type='text'>"L'Anello della Repubblica" di Stefania Limiti</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sel_cijXPaI/AAAAAAAAAY0/w0M3rh9gvtk/s1600-h/L_anello_della_Repubblica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325928162630516130" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 216px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sel_cijXPaI/AAAAAAAAAY0/w0M3rh9gvtk/s320/L_anello_della_Repubblica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; LA STORIA DI UN SERVIZIO SEGRETO DI CUI PER PIÙ DI MEZZO SECOLO NON È  EMERSA PUBBLICAMENTE NESSUNA INFORMAZIONE.&lt;br /&gt;Giuseppe De Lutiis&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Il Noto servizio o Anello ha svolto un ruolo che non avrebbe mai potuto garantire alla luce del sole: indirizzare scandali, campagne di stampa, corruzione, sparizione di documenti, ricatti, arruolamenti di delinquenti.” &lt;br /&gt;Dalla postfazione di Paolo Cucchiarelli&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Una scoperta per caso. &lt;br /&gt;Un servizio segreto di cui nessuno ha mai saputo nulla venuto fuori dagli archivi del Viminale.&lt;br /&gt;Una storia tutta italiana, quasi incredibile. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stefania Limiti&lt;/strong&gt;, 43 anni, è nata a Roma ed è laureata in Scienze politiche. Giornalista professionista, ha collaborato con varie testate su temi di attualità politica ed è autrice de I FANTASMI DI SHARON (Sinnos 2002) e di «SONO STATO RAPITO A ROMA», STORIA DEL TECNICO NUCLEARE ISRAELIANO MORDECHAI VANUNU (Edizioni L’Unità 2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Anello della Repubblica"&lt;br /&gt;di Stefania Limiti&lt;br /&gt;Prefazione di Giuseppe De Lutiis&lt;br /&gt;Postfazione di Paolo Cucchiarelli&lt;br /&gt;Chiarelettere&lt;br /&gt;Principio Attivo&lt;br /&gt;pp. 340&lt;br /&gt;euro 16,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-380111649248092217?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/380111649248092217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=380111649248092217' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/380111649248092217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/380111649248092217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/lanello-della-repubblica-di-stefania.html' title='&quot;L&apos;Anello della Repubblica&quot; di Stefania Limiti'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sel_cijXPaI/AAAAAAAAAY0/w0M3rh9gvtk/s72-c/L_anello_della_Repubblica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7067351690790794950</id><published>2009-04-17T09:14:00.004+02:00</published><updated>2009-04-17T09:19:18.631+02:00</updated><title type='text'>"Animal" di Indra Sinha</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SegseTaqHFI/AAAAAAAAAYs/VKqrjzRQmA0/s1600-h/Animal.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325555458485394514" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 247px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SegseTaqHFI/AAAAAAAAAYs/VKqrjzRQmA0/s320/Animal.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; «Un romanzo straordinario, perfetto».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;The Independent&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Un sontuoso sense of humour e, insieme, un violento pugno nello stomaco».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Daily Telegraph&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Un romanzo memorabile».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;The Times&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Un tempo ero umano. Almeno così dicono. Io non ricordo, ma la gente che mi ha conosciuto da piccolo racconta che camminavo su due piedi come un essere umano».&lt;br /&gt;Animal ha vent’anni e nella sua memoria non c’è nessun’altra immagine di sé se non quella che lo ritrae così com’è ora: uno strano essere che si trascina a quattro zampe. In compenso lui è al corrente di quello che dalle sue parti molti ignorano: sa di essere venuto al mondo pochi giorni dopo la tragica notte che nello slum di Khaufpur nessuno vuole ricordare ma che nessuno dimentica, la notte in cui, grazie alla Kampani, un’azienda multinazionale americana produttrice di pesticidi, si abbatté l’apocalisse su Khaufpur e 40 tonnellate di veleno penetrarono nelle bocche, nei nasi, sulla pelle di migliaia di adulti e bambini.&lt;br /&gt;Vent’anni dopo, Animal conduce un’esistenza alla giornata, in compagnia del suo cane Jara e di una suora del locale orfanotrofio, Ma Franci, una donna vecchia e un po’ pazza, che gli dice continuamente che era un bimbo bello quando aveva tre o quattro anni, con degli occhi grandi, neri come il Lago Superiore a mezzanotte, e un’enorme testa di ricci. E allora Animal sbraita e dice che non vuole più essere umano e si nasconde da qualche parte a fantasticare su Nisha, la bella figlia di un musicista di Khaufpuri, e a pensare come sarebbe stato bello se avesse avuto ancora il sorriso e i ricci di bambino per poterle spezzare il cuore.&lt;br /&gt;Quando Elli Barber, una giovane dottoressa americana, arriva a Khaufpuri per aprire una clinica per la popolazione locale ancora sofferente e si ritrova a dover combattere contro l’accusa di essere al soldo della Kampani, spedita lì a continuarne il suo sporco lavoro, Animal è coinvolto in una fitta trama di intrighi, disegni e manovre con lo sfrontato intento di trarre profitto dalle circostanze.&lt;br /&gt;Romanzo-evento della recente stagione letteraria britannica, finalista al Booker Prize 2007, Animal è un’opera stupefacente per il modo in cui ci conduce nel buio mondo di una immane tragedia con lampi di pura gioia, e con la creazione di un personaggio in cui è la vita umana stessa a parlare e a rivendicare i suoi diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il romanzo-evento della recente stagione letteraria britannica, finalista al Booker Prize 2007, vincitore del Commonwealth Writers’s Prize 2008, Best Book from Europe &amp;amp; South Asia. Un’opera che ha la forza di Shantaram nel descrivere la vita piena di luci e ombre di uno slum indiano, e la tensione morale di Memorie di un soldato bambino nel dare voce alle vittime innocenti di una tragedia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Indra Sinha &lt;/strong&gt;è nato in India e ha vissuto a Bombay e nel Rajasthan. Il suo precedente libro, The Cybergypsies, ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica. La morte di Mister Love (Neri Pozza 2003) è il suo primo romanzo, best seller in Inghilterra, dove l’autore vive. Il suo sito ufficiale è &lt;a href="http://www.indrasinha.com/"&gt;http://www.indrasinha.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Animal"&lt;br /&gt;di Indra Sinha&lt;br /&gt;Traduzione dall’inglese di Vincenzo Mingiardi&lt;br /&gt;NERI POZZA&lt;br /&gt;EAN 978-88-545-0292-5&lt;br /&gt;Pagine 384&lt;br /&gt;Euro 17,00&lt;br /&gt;LE TAVOLE D’ORO&lt;br /&gt;Maggio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Indra Sinha, l'autore di Animal, il romanzo che è stato al centro dell'attenzione della critica letteraria inglese, finalista al Booker Prize e vincitore di numerosi premi, sarà tra i protagonisti della prossima Fiera del libro di Torino in programma a maggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7067351690790794950?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7067351690790794950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7067351690790794950' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7067351690790794950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7067351690790794950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/animal-di-indra-sinha.html' title='&quot;Animal&quot; di Indra Sinha'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SegseTaqHFI/AAAAAAAAAYs/VKqrjzRQmA0/s72-c/Animal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-240390373560312913</id><published>2009-04-16T09:33:00.002+02:00</published><updated>2009-04-16T09:38:23.517+02:00</updated><title type='text'>"La nuova ecologia politica" di Jean-Paul Fitoussi e Éloi Laurent</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SebfvKRhmjI/AAAAAAAAAYk/aQ1--d_s0PI/s1600-h/LaNuovaEcologiaPolitica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325189610716895794" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SebfvKRhmjI/AAAAAAAAAYk/aQ1--d_s0PI/s320/LaNuovaEcologiaPolitica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “Noi crediamo che sia possibile proseguire sul cammino dello sviluppo umano senza sacrificare gli ecosistemi terrestri, ma a condizione di far crescere il nostro livello di esigenza democratica. L’eguaglianza ecologica è la chiave dello sviluppo durevole. Ma questa nuova ecologia politica ha bisogno, per cominciare, di un grande sforzo di revisione intellettuale.” &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La crisi odierna del capitalismo sta scuotendo in profondità non solo le istituzioni finanziarie internazionali e i bilanci pubblici di quasi tutti gli stati, ma gli stessi paradigmi dominanti nel campo delle scienze economiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre ripensare seriamente, in questo contesto, le possibilità stesse di un nuovo sviluppo, e avere il coraggio di rimettere in discussione premesse che sembravano fino a oggi scontate. Il nuovo paradigma – argomentano in questo libro Jean-Paul Fitoussi ed Éloi Laurent – dovrà fondarsi su un’idea di economia aperta, cioè di un’economia consapevole del suo contesto ambientale, sociale e politico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è infatti la teoria economica in se stessa che bisogna incriminare per i disastri attuali, ma la sua definizione ristretta come scienza di processi autonomi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi alimentare ed energetica mondiale, non meno della crisi finanziaria, ci riporta viceversa al rapporto essenziale che deve esistere tra la ripartizione dei “mezzi di sussistenza” e la ripartizione del “diritto a sussistere”, tra ecologia, giustizia sociale e democrazia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un nuovo sviluppo potrà essere sostenibile, da questo punto di vista, solo se sarà democratico, nel senso che saprà assicurare a ciascuno il diritto a sussistere. Detto altrimenti: l’unica decrescita davvero importante è la decrescita delle disuguaglianze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Jean-Paul Fitoussi &lt;/strong&gt;è professore all’Institut d’études politiques di Parigi e presidente dell’Ofce, l’Osservatorio francese delle congiunture economiche. I suoi libri più recenti usciti in Italia sono Il dittatore benevolo. Saggio sul governo dell’Europa (il Mulino 2003) e La democrazia e il mercato (Feltrinelli 2004). È editorialista de “la Repubblica”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Éloi Laurent &lt;/strong&gt;è economista senior presso l’Ofce e professore presso l’Institut d’études politiques di Parigi, il Collège des hautes études européennes e la Stanford University. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La nuova ecologia politica"&lt;br /&gt;Economia e sviluppo umano &lt;br /&gt;di Jean-Paul Fitoussi e Éloi Laurent &lt;br /&gt;Feltrinelli&lt;br /&gt;Collana: Campi del sapere&lt;br /&gt;Pagine: 128&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 14 &lt;br /&gt;In libreria dal 23 aprile 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-240390373560312913?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/240390373560312913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=240390373560312913' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/240390373560312913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/240390373560312913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/la-nuova-ecologia-politica-di-jean-paul.html' title='&quot;La nuova ecologia politica&quot; di Jean-Paul Fitoussi e Éloi Laurent'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SebfvKRhmjI/AAAAAAAAAYk/aQ1--d_s0PI/s72-c/LaNuovaEcologiaPolitica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-5947349669242268613</id><published>2009-04-15T10:16:00.003+02:00</published><updated>2009-04-15T10:26:27.033+02:00</updated><title type='text'>"Il libro che lo Stato italiano non ti farebbe mai leggere" di Gianni Flamini</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SeWYJNzB2gI/AAAAAAAAAYc/0WUuBqW6jOI/s1600-h/IlLibroche....jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324829418525415938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 288px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SeWYJNzB2gI/AAAAAAAAAYc/0WUuBqW6jOI/s320/IlLibroche....jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La Costituzione recita: «L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro » ma, quando ci si immerge nella storia segreta del Belpaese, il sospetto è che, al di là delle intenzioni dei padri della Patria, il nuovo ordine repubblicano sia stato mantenuto con le mistificazioni, i depistaggi e, soprattutto, con le stragi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’eccidio di Portella della Ginestra allo stragismo mafioso degli anni Novanta, Gianni Flamini affronta il lato oscuro della cronaca nera, proponendo un viaggio nel cuore degli anni di piombo alla ricerca di nuove ipotesi sui mandanti morali e sugli esecutorimateriali delle stragi che hanno insanguinato l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sullo sfondo di una narrazione densa e drammatica, piazza Fontana, la stazione di Bologna, il treno Italicus diventano luoghi della memoria: eventi da cui ripartire per raccontare le terribili verità di mezzo secolo di eccidi e impunità all’ombra dei poteri forti e dei servizi segreti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, come ha scritto Norberto Bobbio: «Sarebbe imperdonabile dimenticare o ignorare l’altra faccia del potere, quella che non si vede. È in questo universo invisibile che sono nati tutti gli episodi di violenza politica che hanno sconvolto il Paese, ivi compreso il più efferato, la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Di tutte le forme di violenza politica la strage indiscriminata è certamente quella moralmente più ripugnante».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gianni Flamini&lt;/strong&gt;, bolognese, fa il giornalista. Da oltre trent’anni è impegnato in ardue e non indulgenti ricerche sui temi del terrorismo, dell’eversione e della “politica parallela” (quella che si fa ma non si dice). Ha pubblicato una serie di libri-inchiesta: Un agosto tranquillo (Roma 1971), Il partito del golpe (Bologna 1981-1985), L’ombra della piramide(Milano 1989), La banda della Magliana(Milano 1994 e 2002), I pretoriani di Pace e Libertà (Roma 2001), Segreto di Stato (con Claudio Nunziata; Roma 2002), Brennero Connection (Roma 2003), L’amico americano(Roma 2005), Il bullo del quartiere (Milano 2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il libro che lo Stato italiano non ti farebbe mai leggere"&lt;br /&gt;di Gianni Flamini&lt;br /&gt;Newton Compton Editori&lt;br /&gt;ISBN 978-88-541-1237-7&lt;br /&gt;Pagine 192&lt;br /&gt;Euro 12,90&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Il libro verrà presentato oggi, mercoledì 15 aprile, alle ore 21.15, presso la sede nazionale della Lista Civica "Per il Bene Comune", che si trova a Ferrara, in Piazzale della Stazione, 15. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Con l'autore, Gianni Flamini, i&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;nterverrà Monia Benini, Presidente di Per il bene comune. La presentazione potrà essere seguita anche in diretta sulla web tv della Lista, al seguente link &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;a href="http://www.mogulus.com/perilbenecomune"&gt;www.mogulus.com/perilbenecomune&lt;/a&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Chiunque potrà rivolgere domande all'autore attraverso la chat del canale web. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-5947349669242268613?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/5947349669242268613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=5947349669242268613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5947349669242268613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/5947349669242268613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/il-libro-che-lo-stato-italiano-non-ti.html' title='&quot;Il libro che lo Stato italiano non ti farebbe mai leggere&quot; di Gianni Flamini'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SeWYJNzB2gI/AAAAAAAAAYc/0WUuBqW6jOI/s72-c/IlLibroche....jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7146950253321735599</id><published>2009-04-14T10:56:00.003+02:00</published><updated>2009-04-14T11:05:38.184+02:00</updated><title type='text'>"La memoria ritrovata" di Grazia Maurici</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SeRP1-V59wI/AAAAAAAAAYU/6gpk0t_ZcOQ/s1600-h/LaMemoriaRitrovata.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 197px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SeRP1-V59wI/AAAAAAAAAYU/6gpk0t_ZcOQ/s320/LaMemoriaRitrovata.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324468448145307394" /&gt;&lt;/a&gt; Mio padre era una figura misteriosa per me, lontana dal mio mondo e dalla mia vita. Quando poco tempo prima di morire mi consegnò i suoi diari chiedendomi di correggerli e di stamparli, capii che mi stava offrendo una opportunità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paziente e lungo lavoro di revisione dei suoi scritti è diventato un dialogo con lui e con me stessa alla ricerca delle mie radici e di quel mondo antico che solo apparentemente non ci appartiene più. Le vivide descrizioni della sua vita in un piccolo paese della Sicilia all'inizio del '900, della guerra, dei campi di lavoro, della fuga e del rientro a casa sono entrate prepotentemente nella mia vita contribuendo a dare ad essa una luce diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Grazia Maurici &lt;/strong&gt;è docente di lingua tedesca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La memoria ritrovata" &lt;br /&gt;di Grazia Maurici&lt;br /&gt;E-book €3.75 &lt;br /&gt;Libro a copertina morbida €17.46 &lt;br /&gt;237 pagine.&lt;br /&gt;Per maggiori info clicca &lt;a href="http://www.lulu.com/content/paperback-book/la-memoria-ritrovata/4326429"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7146950253321735599?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7146950253321735599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7146950253321735599' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7146950253321735599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7146950253321735599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/la-memoria-ritrovata-di-grazia-maurici.html' title='&quot;La memoria ritrovata&quot; di Grazia Maurici'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SeRP1-V59wI/AAAAAAAAAYU/6gpk0t_ZcOQ/s72-c/LaMemoriaRitrovata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6181333753537469962</id><published>2009-04-14T08:47:00.004+02:00</published><updated>2009-04-14T08:54:13.083+02:00</updated><title type='text'>"Giovani e Belli" di Concetto Vecchio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SeQxx7mVTTI/AAAAAAAAAYM/UwfOBNqhygk/s1600-h/GiovaniEBelli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324435393340591410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 207px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SeQxx7mVTTI/AAAAAAAAAYM/UwfOBNqhygk/s320/GiovaniEBelli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Perché ha scelto Gianni Chiodi come candidato alla regione Abruzzo, chiedono in quei giorni a Berlusconi. &lt;br /&gt;Risposta: “Perché è giovane e bello”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non voto da tredici anni. Arrivederci Italia.”&lt;br /&gt;Testimonianza di un trentenne italiano che oggi vive a Barcellona.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Ma lei pensa d’inserirsi nella professione a trentasei anni? Ma dove crede di andare? Faccia dei figli piuttosto!”&lt;br /&gt;Sandra L., avvocato, a un colloquio di lavoro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Tiriamo su ragazzine vestite da micromignotte.”&lt;br /&gt;Luciana Littizzetto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“La discesa in campo del presidente ha svegliato in me la passione civile. A noi giovani dice che dobbiamo svegliarci al mattino con il sole in tasca.”&lt;br /&gt;Mariastella Gelmini, trentaquattro anni, neoministro dell’Istruzione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Qui va tutto a gonfie vele. Gli australiani sono molto amichevoli. Ho trovato lavoro. Non se ne parla di tornare a Verona.”&lt;br /&gt;Stefano T., ventisette anni, nel 2008 si è trasferito in Australia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“La verità è che ci siamo disumanizzati, proviamo terrore verso i sentimenti, non ci vogliamo più mettere in gioco, molto più facile dedicarsi al lavoro.”&lt;br /&gt;Anna B., trentadue anni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Concetto Vecchio&lt;/strong&gt;, 38 anni, è giornalista alla redazione politica de “la Repubblica”. Vive a Roma. È autore di VIETATO OBBEDIRE (Bur Rizzoli 2005) sul '68 alla facoltà di sociologia di Trento, e ALI DI PIOMBO (Bur Rizzoli 2007) sul movimento del 1977 e il delitto Casalegno. Ha vinto i premi Capalbio e Pannunzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Giovani e Belli" &lt;br /&gt;di Concetto Vecchio&lt;br /&gt;Chiarelettere&lt;br /&gt;Principio Attivo&lt;br /&gt;pagine 193&lt;br /&gt;14 euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6181333753537469962?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6181333753537469962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6181333753537469962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6181333753537469962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6181333753537469962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/giovani-e-belli-di-concetto-vecchio.html' title='&quot;Giovani e Belli&quot; di Concetto Vecchio'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SeQxx7mVTTI/AAAAAAAAAYM/UwfOBNqhygk/s72-c/GiovaniEBelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-7488550880379284472</id><published>2009-04-07T09:42:00.002+02:00</published><updated>2009-04-07T09:52:20.346+02:00</updated><title type='text'>"Ermes. Una storia napoletana" di Simonetta Poggiali</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdsEQJ2aHsI/AAAAAAAAAYE/vzl2zaJSRCw/s1600-h/ermesunastorianapoletana.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321852060236914370" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 263px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdsEQJ2aHsI/AAAAAAAAAYE/vzl2zaJSRCw/s320/ermesunastorianapoletana.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; «Negli sguardi di Ermes, nelle immagini della paura, negli squarci sulla città dalla bellezza ormai muta e inutile, l'angoscia di Napoli è resa con una scrittura così densa di pietas eppure segnata da un giudizio etico tanto radicale. Non c'è stato un romanzo che abbia fatto altrettanto. Simonetta Poggiali mostra di sfuggire all'orribilismo truce senza sviare verso la narrazione melensa ed edulcorata; traccia una possibilità di fare letteratura con i materiali , le storie, gli uomini che la città consegna... La sua pagina è attraversata da una sorta di poesia tanto intensa quanto opposta alla violenza bruta del mondo che racconta, sembra quasi che voglia riscattare quel poco di umano che resta in un posto governato dalla forza animale».&lt;br /&gt;Generoso Picone, Il Mattino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ragazzo di sedici anni, una vita in balia della legge dei piú forti. A cavallo della sua vespa Luigi ritira soldi in ogni parte di Napoli, come un postino, come un esattore. Vomero, Ferrovia, Tribunali, fino a Posillipo, «un posto dove c’era troppo silenzio e anche se era bello, perché bello lo era veramente, non faceva stare bene».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi parla poco ma tiene gli occhi spalancati. Ha il cuore in subbuglio, nessuno lo accompagna nel suo vagabondare alla ricerca di quello che è l’unico oggetto del suo desiderio, Ninetta. Una ragazzina di quindici anni, fidanzata di Gaetano, il nuovo capozona appena uscito dal carcere di Poggioreale, il nuovo camorrista senza pietà, dal destino ineluttabilmente segnato dalla violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attorno a Luigi è un mondo sfasciato, nero, ma colmo di malinconia e di rimpianti. Chi sono i suoi amici? Vittorio, il suo vecchio capozona a cui consegnava le mesate e che ha strangolato un cucciolo di boxer solo perché lo guardava fisso. Pasqualino, il fratello piccolo e malaticcio, che nel sonno recita i nomi delle antiche divinità studiate a scuola: Ermes, il messaggero degli dèi, Giove che scaglia fulmini dall’Olimpo, Nettuno che governa le forze del mare e il canto delle sirene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sua madre, una vedova che vive chiusa nella guardiola di un palazzo antico e fatiscente e che gli appare simile a una madonna colma di lacrime. Nessuno di loro gli è veramente vicino, nessuno ha visto come lui la pantera del boss lanciarsi contro le sbarre della gabbia, i cardellini squarciati in mezzo all’asfalto, la luna farsi immensa nella notte come per annunciare la fine del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi vive già di ricordi, di una speranza muta. Non è uomo né dio, e porta in giro per Napoli, e sempre con sé, il poetico tormento di un desiderio di felicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Simonetta Poggiali&lt;/strong&gt; è nata a Napoli e vive a Milano. Insegnante di italiano, ha collaborato alle pagine culturali di diversi quotidiani nazionali e alle sceneggiature di alcune serie televisive. Ermes è il suo primo romanzo. In corso di pubblicazione è anche il suo secondo romanzo, Salina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ermes. Una storia napoletana"&lt;br /&gt;di Simonetta Poggiali&lt;br /&gt;NeriPozza Bloom&lt;br /&gt;ISBN 978-88-545-0205-5&lt;br /&gt;Pagine 160&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato giovedì 9 aprile, a Torino, al Circolo dei Lettori di Palazzo Graneri della Roccia, in via Bogino, 9 (ore 18.00). Con l'Autrice, Simonetta Poggiali, interverranno Osvaldo Guerrieri e Sergio Pent. Leggerà brani dal libro Erika Urban.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-7488550880379284472?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/7488550880379284472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=7488550880379284472' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7488550880379284472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/7488550880379284472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/ermes-una-storia-napoletana-di.html' title='&quot;Ermes. Una storia napoletana&quot; di Simonetta Poggiali'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdsEQJ2aHsI/AAAAAAAAAYE/vzl2zaJSRCw/s72-c/ermesunastorianapoletana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3455871669859328527</id><published>2009-04-06T00:01:00.002+02:00</published><updated>2009-04-06T00:05:37.827+02:00</updated><title type='text'>"Antonio Delfini" di Gianluigi Toccafondo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdkqdNFCZ0I/AAAAAAAAAX8/xAYXEytBmyQ/s1600-h/AntonioDelfini.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321331115930314562" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 275px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdkqdNFCZ0I/AAAAAAAAAX8/xAYXEytBmyQ/s320/AntonioDelfini.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L'opera ripercorre la vita e l'esperienza letteraria dell'autore modenese seguendo una divisione in due volumi. Nel primo trovano vita dipinti suggestivi delle origini di Delfini: l'autore bambino poi giovane uomo, i personaggi e gli ambienti della "città dei Sandroni", i ritratti realizzati dello stesso Delfini. Nel secondo volume - 37 disegni in bianco e nero - si esplora invece la lirica e la letteratura dell'autore. Come dice lo stesso Toccafondo: "Questi ultimi disegni sono venuti fuori come un gesto liberatorio alla fine del progetto. Trascrivevo su piccoli fogli alcuni appunti presi da Il ricordo della Basca e Poesie della fine del mondo, che non ero riuscito ad inserire nelle immagini più plastiche e fotografiche. Con l'aggiunta di alcuni segni, prendevano forma personaggi e caratteri del testo. L'immagine scarnificata, ridotta al tratto diventava sempre più scrittura". &lt;br /&gt;In un’intervista a Espoarte, è lo stesso Toccafondo a dire di quest'opera: " (...) attendevamo un'idea per una nuova esposizione, giunta su suggerimento della biblioteca Delfini, che mi ha commissionato un lavoro dedicato allo scrittore, mettendomi a disposizione molto materiale: ritratti, ma anche bellissime foto della città Modena, scattate dall'autore stesso. Questa la base d'ispirazione per un centinaio di disegni che verranno riprodotti ingranditi e applicati sul soffitto della Sala Delfini come una sorta di affresco della vita dello scrittore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gianluigi Toccafondo&lt;/strong&gt;: nato a San Marino nel 1965, ha frequentato l'Istituto d'Arte di Urbino. Attualmente vive e lavora a Milano. Oltre a diversi cortometraggi ha realizzato sigle per trasmissioni televisive ed ha esposto i suoi lavori in numerose mostre. Tra i video vanno segnalati alcuni spot realizzati per Rai 3, la Levi's e il circuito Cinema Europa, la sigla di Tunnel e di altri programmi televisivi, La pista del maiale del 1992 e Le criminal, un film di cinque ore prodotto per la francese La Sept e presentato alla Biennale di Venezia del 1993. Suoi disegni sono stati pubblicati da Fandango, Einaudi, Feltrinelli, Mondadori e altre case editrici. Ha collaborato con le riviste Linea d'Ombra, Lo straniero, Abitare, Tèlema e Internazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Antonio Delfini" &lt;br /&gt;di Gianluigi Toccafondo&lt;br /&gt;Formato 265 X 210 mm&lt;br /&gt;pagg. 364 &lt;br /&gt;29,95€ &lt;br /&gt;ISBN 9788879409278 &lt;br /&gt;Logos edizioni &lt;br /&gt;www.d406.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3455871669859328527?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3455871669859328527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3455871669859328527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3455871669859328527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3455871669859328527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/antonio-delfini-di-gianluigi-toccafondo.html' title='&quot;Antonio Delfini&quot; di Gianluigi Toccafondo'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdkqdNFCZ0I/AAAAAAAAAX8/xAYXEytBmyQ/s72-c/AntonioDelfini.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3365652949735408049</id><published>2009-04-04T22:53:00.004+02:00</published><updated>2009-04-04T23:03:25.294+02:00</updated><title type='text'>"Libere!" di Stefano Dark</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdfKA7-qjII/AAAAAAAAAX0/jKJt3mgpIlI/s1600-h/Libere!.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320943602210868354" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 277px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdfKA7-qjII/AAAAAAAAAX0/jKJt3mgpIlI/s320/Libere!.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Nella seconda metà degli anni Settanta si afferma un’epopea solo italiana: quella delle radio libere, private, locali, che da ogni angolo del Paese trasmettono di tutto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole e personaggi in libertà rivoluzionano la comunicazione per mettere in onda evasione, servizio e controinformazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra inizi, peripezie e chiusure, i cosiddetti “cento fiori” impiantano un pluralismo di modelli e linguaggi dalla provincia ai poli di Milano e Roma, con un sistema misto, oltre la Rai. Radio commerciali, religiose o alternative. Una storia fatta di tante storie che si rivolge non solo a tutte le persone che le hanno vissute, ma anche a chi studia e a chi vuole conoscere meglio l’Italia di ieri e di oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A più di 30 anni da quel fenomeno, il testo più completo mai realizzato sull’argomento “radio libere”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Libere!" &lt;br /&gt;L'epopea delle radio italiane degli anni Settanta. &lt;br /&gt;di Stefano Dark&lt;br /&gt;Prefazione di Marco Baldini &lt;br /&gt;Introduzione di Umberto Croppi&lt;br /&gt;Nuovi Equilibri &lt;br /&gt;Anno 2009&lt;br /&gt;COLLANA: Sconcerto (nuova serie)&lt;br /&gt;pp. 208 &lt;br /&gt;PREZZO: 15,00 &lt;br /&gt;ISBN: 978-88-6222-071-2&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3365652949735408049?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3365652949735408049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3365652949735408049' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3365652949735408049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3365652949735408049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/libere-di-stefano-dark.html' title='&quot;Libere!&quot; di Stefano Dark'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdfKA7-qjII/AAAAAAAAAX0/jKJt3mgpIlI/s72-c/Libere!.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-601410850764916308</id><published>2009-04-03T14:44:00.003+02:00</published><updated>2009-04-03T14:47:50.145+02:00</updated><title type='text'>"Classe" di Andrea Cavalletti</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdYE6WtPPkI/AAAAAAAAAXs/YBZihxfawEs/s1600-h/classe.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 198px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdYE6WtPPkI/AAAAAAAAAXs/YBZihxfawEs/s320/classe.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320445410359066178" /&gt;&lt;/a&gt; Nel 1936 Walter Benjamin aveva definito la classe rivoluzionaria in opposizione alla folla compressa e pericolosa, in cui domina lo spirito gregario, la paura dell’estraneo, in cui esplodeva allora la follia antisemita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi in tratti appena mutati, in piccole o più grandi formazioni, la triste figura ritorna, l’odio per le minoranze si riaccende, i suoi sobillatori trionfano. Componendo materiali diversi – le pagine di Marx con un inedito di Benjamin sull’aura, con quelle di Gabriel Tarde o di Jules Verne –, Cavalletti si chiede se il concetto di classe, così inattuale, sia nuovamente pensabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte ai nuovi pogrom e al nuovo «razzismo di stato» si tratta di elaborare un movimento, l’unico ancora possibile, che allenti e distrugga la folla.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Andrea Cavalletti &lt;/strong&gt;insegna Estetica e Letteratura italiana all’Università "IUAV" di Venezia. Ha pubblicato saggi di filosofia, di critica letteraria e il volume La città biopolitica. Mitologie della sicurezza (Bruno Mondadori, Milano 2005). Per Bollati Boringhieri ha curato l’edizione di diverse opere di Furio Jesi, e, nelle collana «incipit», il saggio Halachah e Aggadah. Sulla Legge ebraica di Chaim Nachman Bialik. Collabora al supplemento «Alias» del quotidiano «il manifesto». &lt;br /&gt;e-mail: mendelschattner@yahoo.it &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Classe" &lt;br /&gt;di Andrea Cavalletti &lt;br /&gt;BOLLATI BORINGHIERI&lt;br /&gt;Anno 2009 &lt;br /&gt;Collana «incipit» &lt;br /&gt;Prezzo €9,00 &lt;br /&gt;160 Pagine&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-601410850764916308?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/601410850764916308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=601410850764916308' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/601410850764916308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/601410850764916308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/classe-di-andrea-cavalletti.html' title='&quot;Classe&quot; di Andrea Cavalletti'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdYE6WtPPkI/AAAAAAAAAXs/YBZihxfawEs/s72-c/classe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-6237727701815378209</id><published>2009-04-02T22:40:00.003+02:00</published><updated>2009-04-02T22:49:59.892+02:00</updated><title type='text'>"I nostri tempi" di Michele Perriera</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdUjIjULghI/AAAAAAAAAXk/S-rl9xT6iL4/s1600-h/Inostritempi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320197164633915922" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdUjIjULghI/AAAAAAAAAXk/S-rl9xT6iL4/s320/Inostritempi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Con uno sguardo spietato e lucido sul nostro oggi, un uomo sulla soglia dei settant’anni confessa il proprio stato d’animo di fronte al mondo. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo sulla soglia dei settant’anni confessa il proprio stato d’animo di fronte al mondo. Lo fa in soliloqui mentre percorre ossessivamente, quasi in un incubo di ripetizione, le strade della sua città, diventata – com’è ricorrente rappresentazione della città della narrativa di Perriera – una sorta di non luogo imprevedibile e carico di eventi casuali e inspiegabili, comici o disperati, affettuosi o violenti, indifferentemente. Il suo andare è cadenzato da ripetute cadute, un fastidioso continuo inciampare dei passi incerti che fa irrompere il protagonista, osservatore soggettivo, perentoriamente dentro i fatti cui assiste, trasformandolo da narratore a personaggio narrato. I suoi sono pensieri brevi, interrogano dubbiosamente su fatti e situazioni comuni, oppure narrano insignificanti avvenimenti che improvvisamente virano nell’emblematico: in parte considerazioni di un’ispida e incerta saggezza, in parte espressioni di smarrimento infantile, in parte di disperate nostalgie e rimproveri al passare del tempo o scintille di speranza nel futuro; in parte sogni, visioni, forse deliri. E in ognuno di essi si sente riecheggiare in effetti la recita dell’assurdo di un grande uomo di teatro, come in un ultimo nastro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michele Perriera &lt;/strong&gt;(Palermo, 1937) ha fondato e diretto il teatro e la scuola di teatro Teatés di Palermo. Scrittore e regista ha pubblicato con questa casa editrice la memoria-intervista Marcello Cimino, vita e morte di un comunista soave (1991), Anticamera (1994), La spola infinita (Premio Mondello 1995),  Con quelle idee da canguro. Trentasei anni di note ai margini (1997), Atti del bradipo (1998), Ritorno (2003), i romanzi A presto (1990), Delirium cordis (1995), Finirà questa malìa? (2004) e La casa (2007) e l'affresco autobiografico di una città e una vita Romanzo d'amore (2002). Nel 2006 gli è stato conferito il Premio della Critica Teatrale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I nostri tempi"&lt;br /&gt;di Michele Perriera&lt;br /&gt;SELLERIO&lt;br /&gt;Collana: La memoria&lt;br /&gt;Anno: 2009&lt;br /&gt;ISBN: 88-389-2381-7 &lt;br /&gt;Pagine: 112&lt;br /&gt;Prezzo: 10.00 Euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-6237727701815378209?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/6237727701815378209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=6237727701815378209' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6237727701815378209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/6237727701815378209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/i-nostri-tempi-di-michele-perriera.html' title='&quot;I nostri tempi&quot; di Michele Perriera'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdUjIjULghI/AAAAAAAAAXk/S-rl9xT6iL4/s72-c/Inostritempi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-297006805622013364</id><published>2009-04-02T09:20:00.001+02:00</published><updated>2009-04-02T09:29:12.679+02:00</updated><title type='text'>"Chi ha paura muore ogni giorno" di Giuseppe Ayala</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SLKAG2EKA3I/AAAAAAAAAE0/DF7g-LgdTEQ/s1600-h/Ayala.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238390171665826674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SLKAG2EKA3I/AAAAAAAAAE0/DF7g-LgdTEQ/s320/Ayala.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Nell'estate del 1992 due esplosioni di enorme potenza annientarono la vita di tre magistrati (Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino) e di otto giovani che li scortavano, ribadendo al mondo intero cosa significa opporsi alla mafia siciliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu un trauma terribile per quei milioni di italiani che consideravano Falcone, Borsellino e gli altri giudici del pool antimafia gli eroi di una stagione di straordinario successo nella lotta a Cosa nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Giuseppe Ayala quelle esplosioni strapparono tre amici carissimi, lasciando lo struggente ricordo di dieci anni di vita insieme e un rabbioso, mai sopito rimpianto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ayala venne coinvolto nell'attività del pool antimafia sin dall'inizio. Rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxiprocesso, sostenendo le tesi di Falcone, Borsellino e della procura di Palermo di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti (tra cui Tommaso Buscetta) e ottenendo una strepitosa serie di condanne che fecero epoca. E fu sempre al fianco dei due magistrati in prima linea, nell'attività quotidiana come nei viaggi per le rogatorie internazionali, nel condiviso impegno di lavoro come nelle vacanze passate insieme, fino a quando, dopo i primi, grandi successi, la reazione degli ambienti politicomediatici vicini a Cosa nostra, la diffidenza del Consiglio superiore della magistratura e l'indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli, a isolarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Qualcuno ha scritto che, dopo più di 15 anni da quel tremendo 1992, "Ayala ha ormai pagato il torto di essere rimasto vivo". Spero abbia ragione." Oggi Ayala ha deciso di raccontare la sua verità su Falcone e Borsellino, ricordandone il fondamentale contributo alla lotta alla mafia e le attualissime riflessioni sulla Sicilia, Cosa nostra, la giustizia e la politica, ma anche la loro travolgente ironia, la gioia di vivere, le passioni civili e private, le vicende quotidiane che nessuno ha mai potuto descrivere con tanta affezionata e intima conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di quegli anni, delle vittorie e dei fallimenti, dell'impegno di pochi e delle speranze deluse di molti, riporta al centro dell'attenzione di tutti noi la tremenda capacità di sopravvivenza della Piovra, che si nutre dei silenzi, delle complicità, delle disattenzioni e delle colpe di una Sicilia e di un'Italia che non sono, forse, abbastanza cambiate da allora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Maria Ayala &lt;/strong&gt;è un magistrato e politico italiano. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita all'Università degli studi di Palermo, esercitò la professione di pubblico ministero diventando, tra l'altro, Consigliere di Cassazione. Amico di Giovanni Falcone, ebbe un ruolo di spicco nel pool anti-mafia. Dal 1992, dopo l'omicidio di Falcone e Paolo Borsellino, si occupò anche di politica diventando deputato nelle file del Partito Repubblicano Italiano. In seguito a Tangentopoli (inchieste sulla corruzione dei partiti alle quali egli partecipò attivamente) ed alla crisi del PRI, Ayala passò ad Alleanza Democratica, confermando il seggio alla Camera dei Deputati nel 1994. Dopo la scomparsa di AD, insieme a Giovanna Melandri passò tra i Democratici di Sinistra, partito con il quale venne eletto senatore nel 1996 e nel 2001. Sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia durante il governo Prodi I, l'incarico gli fu riconfermato anche nei successivi governi D'Alema I e II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Chi ha paura muore ogni giorno"&lt;br /&gt;di Giuseppe Ayala&lt;br /&gt;Editore: Mondadori&lt;br /&gt;Anno: 2008&lt;br /&gt;Collana: Ingrandimenti&lt;br /&gt;Pagine: 216&lt;br /&gt;ISBN: 978880458068&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro verrà presentato il prossimo 3 aprile a Bari nel corso dell'incontro-dibattito sul tema "Il cammino della legalità dopo le grandi stragi di mafia". Relatori Giuseppe Ayala, Pubblico Ministero al maxi processo di "Cosa Nostra" e Salvatore Borsellino, fratello del Giudice Paolo Borsellino. L’incontro, organizzato da &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.gensnova.com/"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Gens Nova&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;, si terrà alle ore 18:30 presso la sala convegni dell'Hotel Sheraton Nicolaus, in Via Ciasca, 9 (Bari - Q.re Poggiofranco).&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-297006805622013364?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/297006805622013364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=297006805622013364' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/297006805622013364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/297006805622013364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2008/08/chi-ha-paura-muore-ogni-giorno-di.html' title='&quot;Chi ha paura muore ogni giorno&quot; di Giuseppe Ayala'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SLKAG2EKA3I/AAAAAAAAAE0/DF7g-LgdTEQ/s72-c/Ayala.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-3427960300111943646</id><published>2009-04-01T09:29:00.004+02:00</published><updated>2009-04-01T09:38:28.675+02:00</updated><title type='text'>"Il Bambino con il pigiama a righe" di John Boyne</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdMYIn_BY7I/AAAAAAAAAXc/gDQNWEndZ7U/s1600-h/Ilbambinoconilpigiamaarighe.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319622121306022834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 199px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdMYIn_BY7I/AAAAAAAAAXc/gDQNWEndZ7U/s320/Ilbambinoconilpigiamaarighe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SapdAf2MP9I/AAAAAAAAATE/a4Cr3hTKxHc/s1600-h/AntologiadiSpponRiver.jpg"&gt;&lt;/a&gt;"IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE" DI JOHN BOYNE E' IL LIBRO PIU' VOTATO DAI VISITATORI DE "IL CIRCOLO PICKWICK" NEL MESE DI MARZO. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non è facile descrivere questa storia in poche parole.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Meglio non farlo, allora.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Meglio se cominciate a leggere senza sapere nulla di più.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se cominciate a leggere questo libro, farete un viaggio con un bambino di nove anni che si chiama Bruno. (Ma questo non è un libro per bambini di nove anni.) E presto o tardi arriverete con Bruno davanti a un recinto. Recinti come questo esistono in tutto il mondo. Speriamo che voi non dobbiate mai trovarvi davanti a un recinto del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;John Boyne&lt;/strong&gt; è nato in Irlanda nel 1971. Ha studiato al Trinity College di Dublino e all’Università dell’East Anglia, a Norwich. Ha scritto tre romanzi per adulti. Vive a Dublino. Questo è il suo primo romanzo per ragazzi ed è stato venduto in 15 Paesi. Sul grande schermo per Miramax con la sceneggiatura e la regia di Mark Herman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Bambino con il pigiama a righe&lt;br /&gt;di John Boyne&lt;br /&gt;RIZZOLI&lt;br /&gt;COLLANA BUR EXTRA&lt;br /&gt;PAGINE 224&lt;br /&gt;PREZZO 10,00 Euro&lt;br /&gt;ANNO DI PRIMA EDIZIONE 2008&lt;br /&gt;ISBN 17022538&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-3427960300111943646?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/3427960300111943646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=3427960300111943646' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3427960300111943646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/3427960300111943646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/il-bambino-con-il-pigiama-righe-di-john.html' title='&quot;Il Bambino con il pigiama a righe&quot; di John Boyne'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdMYIn_BY7I/AAAAAAAAAXc/gDQNWEndZ7U/s72-c/Ilbambinoconilpigiamaarighe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8989355620944452774</id><published>2009-04-01T08:17:00.002+02:00</published><updated>2009-04-01T08:24:27.947+02:00</updated><title type='text'>"Muri, lacrime e za'tar" di Gianluca Solera</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdMHNWrj0YI/AAAAAAAAAXM/50eqX_N2PE8/s1600-h/MuriLacrimeEZatar.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319603510862664066" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 226px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdMHNWrj0YI/AAAAAAAAAXM/50eqX_N2PE8/s320/MuriLacrimeEZatar.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Muri, lacrime e za’tar è il viaggio di un pellegrino che ha evitato i tour organizzati per scoprire luoghi e persone della Terra Santa. Riunisce in sé l'anima politica e quella spirituale di un’indagine sulla gente che, trovatasi prigioniera dell’ultima ideologia etno-coloniale, resiste affidandosi alla forza travolgente della vita e a certe piccole cose, come lo za’tar (il timo) nell’olio d’oliva, in cui si intinge il pane casereccio. In tempi nei quali si sta cercando di cancellare l’identità della Palestina dalle cartografie, l'autore registra segni e parole, e documenta sia la sofferenza palestinese che le conseguenze sociali e umane dell'occupazione sugli israeliani. Attraverso associazioni della vivace società civile, incontrando politici, rifugiati e professori, vescovi e patriarchi, resistenti e gente comune, si ricostruisce tassello dopo l'altro il quadro di una terra confusa e spaccata. Nel libro possiamo ascoltare la testimonianza di un intransigente colono di Qiryat Arba che descrive Hebron da entrambi i lati; o farci condurre per mano da un rabbino tra i beduini che vivono nelle baracche alla periferia degli eleganti insediamenti israeliani a Est di Gerusalemme. Tra i Muri ci sono sempre delle fessure, e le persone di buona volontà o quelli che disperatamente cercano di vivere con dignità sanno incontrarle. E passarci attraverso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gianluca Solera &lt;/strong&gt;è Responsabile Network della Fondazione Anna Lindh, con sede ad Alessandria d´Egitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Muri, lacrime e za'tar" &lt;br /&gt;di Gianluca Solera&lt;br /&gt;Nuova Dimensione&lt;br /&gt;pag. 440 &lt;br /&gt;euro 18.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8989355620944452774?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8989355620944452774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8989355620944452774' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8989355620944452774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8989355620944452774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/04/muri-lacrime-e-zatar-di-gianluca-solera.html' title='&quot;Muri, lacrime e za&apos;tar&quot; di Gianluca Solera'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdMHNWrj0YI/AAAAAAAAAXM/50eqX_N2PE8/s72-c/MuriLacrimeEZatar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-9146528514508636783</id><published>2009-03-31T18:49:00.001+02:00</published><updated>2009-03-31T18:56:21.781+02:00</updated><title type='text'>"La scordanza" di Beppe Lopez</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SMGlMhD8q5I/AAAAAAAAAF8/pRBk3rjzxWc/s1600-h/Lopez.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242653075687910290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SMGlMhD8q5I/AAAAAAAAAF8/pRBk3rjzxWc/s320/Lopez.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Lui stesso, mo, non ricorda precisamente checcosa gli sia succeduto e checcosa abbia fatto dentro a quella decina di scirnate. Come se qualche perfida strega o al contrario qualche fatatedda pietosa gli avesse somministrato la magica pozione della scordanza. Del resto, è chiaro pure a lui stesso che non sta tanto bbuono di capa, da qualche tempo…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niudd’ appartiene a una generazione di italiani, nati fra gli anni Quaranta e Cinquanta, che ha attraversato una esperienza storicamente inedita e irripetibile. Una generazione che ha compiuto un primo passaggio epocale, attraverso il Sessantotto, da un Paese arcaico, innocente e autoritario, a un Paese moderno, in fase di smaniosa «liberazione individuale e collettiva». E poi un secondo, definitivo passaggio, negli anni Ottanta, da un Paese che aveva perso l’innocenza a una società in profonda crisi morale, sociale e politica. Senza radici e senza memoria di sé. Ubriaca di scordanza…&lt;br /&gt;Per inseguire i suoi miti e le sue ambizioni, Niudd’ emigra da Bari a Roma per fare il giornalista politico, partecipando a quel clima in cui la liberazione veniva vissuta in prima persona. Tanto per cominciare, nei rapporti professionali e nei rapporti d’amore e di sesso. In quel clima, dopo un paio d’anni dalla nascita di sua figlia Saverin’, Niudd’ sfascia, come da copione, il suo matrimonio con Iagatedd’, la ragazza che per amore lo aveva seguito nella capitale.&lt;br /&gt;Niudd’ vive lo spartiacque della fine degli anni Settanta – simboleggiato dall’assassinio di Moro – come una brutale, indebita, devastante interruzione di un “processo di democratizzazione” nel quale si era totalmente identificato.&lt;br /&gt;Doppiamente sconfitto e ferito – dal crollo del suo mondo di valori e di rapporti, e da una tragedia personale, la più grande che possa capitare a un uomo, che non vuole accettare – Niudd’ torna nel 2000 nella sua città, a sopravvivere proprio nella casa in cui era vissuto da ragazzo, in attesa e con la convinzione di poter rivedere sua figlia.&lt;br /&gt;Il romanzo è diviso nettamente in due parti. Nella prima, «Andata», quella dell’emancipazione, della speranza, delle utopie e infine della “liberazione”, Niudd’ ricostruisce la sua storia famigliare e personale. Nella seconda parte, «Ritorno», quella della delusione, della sconfitta e del dolore, prevale un registro più “ragionante”, insieme più toccante e ossessivamente ideologico. Qui Niudd’ fa i conti col proprio passato e col proprio insostenibile, inammissibile presente: l’assenza di sua figlia Saverin’, dell’unica ragione di vita che gli è rimasta su questa terra. Almeno così crede…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno scritto di Beppe Lopez:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ha voluto Lopez che molta vita si coagulasse come sangue, nelle sue vene di rorido scrittore, per sacrificare agli anni un’indubbia, e fuori del comune, vocazione narrativa che molti altri, assai meno dotati, avrebbero scialacquato alla prima occasione» Massimo Onofri, DIARIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La vera sorpresa di Beppe Lopez è la lingua: un impasto di italiano e dialetto piacevole e forte come in Camilleri, forse di più» Corrado Augias, IL VENERDI' DI REPUBBLICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Un romanzo d’inconsueto valore umano prima ancora che letterario, un frutto inatteso nell’attuale deserto» Luca Canali, IL GIORNALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il fascino di questo romanzo è la capacità di Lopez di costruire una storia intensa senza stereotipi, senza format inventati da altri, senza i soliti luoghi comuni» Roberto Cotroneo, L'ESPRESSO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beppe Lopez&lt;/strong&gt; (Bari, 1947) ha attraversato da protagonista quarant’anni di giornalismo italiano, scrivendo di politica e di società per le più importanti testate nazionali. Ha partecipato da cronista politico alla fondazione di «Repubblica». Ha fondato e diretto quotidiani locali e riviste. Ha diretto la Quotidiani Associati. Si è occupato a lungo di analisi del mercato e di progettazione editoriale, partecipando attivamente al dibattito sull’informazione con articoli e libri. Ha pubblicato, fra l’altro: Il giornale che non c’è (Capone 1995), Il quotidiano totale (Adda 1998) e La casta dei giornali (Stampa Alternativa-Rai Eri 2008). È in rete il suo sito Informazione e Democrazia (www.infodem.it).&lt;br /&gt;Ha esordito nella narrativa con il romanzo Capatosta (Mondadori 2000), un autentico caso letterario, per invenzione linguistica e capacità descrittiva del mondo materiale e degli istinti. Ha poi pubblicato il racconto storico Mascherata Reale (Besa 2004). La scordanza è il suo secondo romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scordanza&lt;br /&gt;di Beppe Lopez&lt;br /&gt;Editore: Marsilio&lt;br /&gt;Collana: Romanzi e racconti&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: 2008&lt;br /&gt;ISBN: 8831795716&lt;br /&gt;ISBN 13: 9788831795715&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;IL LIBRO VERRA' PRESENTATO MERCOLEDI' 1 APRILE A MOLFETTA PRESSO &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://ilghignolibreria.spaces.live.com/"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;LA LIBRERIA "IL GHIGNO, L'ISOLA DELLE STORIE"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt; IN VIA SALEPICO, 47, ALLE ORE 19.30. CON L'AUTORE, BEPPE LOPEZ, INTERVERRA' IL PROFESSOR SABINO LAFASCIANO, PRESIDE DELL' ITCG "GAETANO SALVEMINI".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-9146528514508636783?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/9146528514508636783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=9146528514508636783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9146528514508636783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9146528514508636783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2008/09/la-scordanza-di-beppe-lopez.html' title='&quot;La scordanza&quot; di Beppe Lopez'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SMGlMhD8q5I/AAAAAAAAAF8/pRBk3rjzxWc/s72-c/Lopez.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-1250615358786016343</id><published>2009-03-30T11:07:00.002+02:00</published><updated>2009-03-30T11:11:19.572+02:00</updated><title type='text'>"Nel turbine della storia" di Ryszard Kapuscinski</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdCMJ4tapvI/AAAAAAAAAXE/6KMhSrK-80E/s1600-h/Nelturbinedellastoria.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 202px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdCMJ4tapvI/AAAAAAAAAXE/6KMhSrK-80E/s320/Nelturbinedellastoria.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318905261394142962" /&gt;&lt;/a&gt; Il peso della Storia, il riscatto della memoria, le speranze del futuro: l’alba del nuovo secolo nelle pagine inedite del grande reporter polacco. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il corso impetuoso della storia Kapuściński l’ha conosciuto come pochi altri. Dove c’erano rivoluzioni, guerre, imperi in disfacimento o movimenti in ascesa, lui c’era per vedere, documentare, raccontare. Qui – in questo libro progettato poco prima della sua scomparsa – è la storia stessa a essere direttamente in primo piano: il suo senso, il suo potere sulla vita dei singoli esseri umani, le occasioni di riscatto che pure sa offrire. E il suo impatto sul secolo che è da poco cominciato.&lt;br /&gt;Tornano in queste riflessioni alcuni dei luoghi che sono stati lo scenario di libri indimenticabili, come l’Africa o la Russia. Ma emergono anche regioni del mondo che non erano state raccontate prima, come le coste americane del Pacifico e soprattutto l’America Latina, il “laboratorio del nuovo secolo” su cui Kapuściński aveva raccolto molto materiale e a cui aveva progettato di dedicare un libro che non ha fatto in tempo a realizzare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questi testi – scrive nell’Introduzione la curatrice Krystyna Stràczek – mostrano Kapuściński non solo nei panni di reporter e scrittore, ma dimostrano la sua stupefacente conoscenza del destino e della cultura dei paesi che visitava (non a caso si era formato come storico). Non sono però una mera dimostrazione di erudizione. Kapuściński richiama i fatti per interpretarli, per mostrare paralleli storici e culturali, e per prevedere il futuro.”  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ryszard Kapuscinski &lt;/strong&gt;è nato a Pinsk, in Polonia Orientale, oggi Bielorussia, nel 1932. Dopo gli studi a Varsavia ha lavorato fino al 1981 come corrispondente estero dell'agenzia di stampa polacca PAP. Nel corso della sua lunga carriera ha avuto numerosi riconoscimenti tra cui, nel 2003, il Premio Grinzane per la Lettura e il Premio Principe de Asturias. È morto a Varsavia il 23 gennaio 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nel turbine della storia" &lt;br /&gt;Riflessioni sul XXI secolo &lt;br /&gt;di Ryszard  Kapuscinski&lt;br /&gt;FELTRINELLI &lt;br /&gt;Cura: Krystyna  Straczek &lt;br /&gt;Traduzione: Vera  Verdiani &lt;br /&gt;Collana: Serie Bianca&lt;br /&gt;Pagine: 192+32&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 14 &lt;br /&gt;In libreria dal 9 aprile 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-1250615358786016343?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/1250615358786016343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=1250615358786016343' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1250615358786016343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1250615358786016343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/03/nel-turbine-della-storia-di-ryszard.html' title='&quot;Nel turbine della storia&quot; di Ryszard Kapuscinski'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/SdCMJ4tapvI/AAAAAAAAAXE/6KMhSrK-80E/s72-c/Nelturbinedellastoria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-9143361323863192225</id><published>2009-03-29T12:41:00.002+02:00</published><updated>2009-03-29T12:46:40.430+02:00</updated><title type='text'>"La privacy è morta, viva la privacy" di Mauro Paissan</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sc9Q7Q0q1kI/AAAAAAAAAW8/LPaZPOy8ZmI/s1600-h/Laprivacyemortavivalaprivacy.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 173px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sc9Q7Q0q1kI/AAAAAAAAAW8/LPaZPOy8ZmI/s320/Laprivacyemortavivalaprivacy.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318558664006227522" /&gt;&lt;/a&gt; "Conoscere la privacy, capire la società, difendere i diritti: il libro di Mauro Paiissan fornisce le giuste istruzioni per l'uso."&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stefano Rodotà    &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Paissan racconta, in forma piana e divulgativa, che cosa è la privacy, da che cosa è minacciata e come difenderla. Esaminando i vari aspetti della vita quotidiana, mette in guardia dai rischi di un pervasivo controllo sociale: guardiamoci dai politici che strumentalizzano il bisogno di sicurezza e dal mondo del business che clandestinamente ci profila come consumatori. Rispetto alle nuove tecnologie, nessuna demonizzazione. Non sapremmo più fare a meno del computer, di Internet, della nuova telefonia. Ma attenzione, da lì possono venire attacchi alla libertà e alla dignità personale. Svelandoci i tanti pericoli che la nostra privacy corre ogni giorno – molti più di quanti immaginiamo –, questo libro richiama alla necessità che lo Stato la tuteli, ma soprattutto ci dà un’avvertenza: dobbiamo imparare anche a difenderci in prima persona, perché siamo noi i migliori antivirus di noi stessi.    &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;"La privacy non è la fissazione di alcuni patiti. E' la nostra vita: di noi utilizzatori del computer, noi clienti del supermercato, noi che facciamo tutt’uno con il cellulare, noi intercettati al telefono, noi spiati dalle telecamere per strada, noi nella rete dei motori di ricerca, noi e il nostro corpo, noi e la nostra salute, noi e i nostri gusti sessuali, noi pagatori non puntuali delle rate del frigorifero, noi e il nostro DNA, noi lavoratori controllati, noi schedati e profilati, noi disturbati all’ora di cena dalla telefonate pubblicitarie, noi denudati dai media, noi che amiamo svelarci nella grande piazza di Facebook.&lt;br /&gt;Stiamo parlando di una sorta di diritto all’autodeterminazione: della persona, del suo stare nella società, dei suoi rapporti con gli altri. Il diritto di scegliere se, quando e come mostrarsi."  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mauro Paissan&lt;/strong&gt;, giornalista, è stato deputato per tre legislature, presidente del Gruppo misto e vicepresidente della Commissione di vigilanza Rai. Nel 2001 lascia la Camera dopo essere stato eletto componente del Garante per la protezione dei dati personali. Confermato nell’incarico nel 2005, segue in particolare i temi del rapporto tra comunicazione e privacy. Per Fazi Editore ha pubblicato Il mondo di Sergio (2008), una storia vera di autismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"LA PRIVACY E' MORTA, VIVA LA PRIVACY"&lt;br /&gt;Tutti i modi in cui veniamo controllati, spiati, schedati e come difendersi.&lt;br /&gt;di Mauro Paissan &lt;br /&gt;PONTE ALLE GRAZIE&lt;br /&gt;Saggistica&lt;br /&gt;Collana: Saggi &lt;br /&gt;Pagine: 256&lt;br /&gt;Prezzo: € 15.00&lt;br /&gt;In libreria dal: 26 Marzo 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-9143361323863192225?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/9143361323863192225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=9143361323863192225' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9143361323863192225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/9143361323863192225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/03/la-privacy-e-morta-viva-la-privacy-di.html' title='&quot;La privacy è morta, viva la privacy&quot; di Mauro Paissan'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sc9Q7Q0q1kI/AAAAAAAAAW8/LPaZPOy8ZmI/s72-c/Laprivacyemortavivalaprivacy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-1949405121930802651</id><published>2009-03-28T09:13:00.002+01:00</published><updated>2009-03-28T09:19:17.952+01:00</updated><title type='text'>"L'ABC dell'Economia" di Ezra Pound</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sc3dEfDr6RI/AAAAAAAAAW0/ZWvyzc9dPSI/s1600-h/Labcdelleconomia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 296px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sc3dEfDr6RI/AAAAAAAAAW0/ZWvyzc9dPSI/s320/Labcdelleconomia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318149804120598802" /&gt;&lt;/a&gt; Sono qui raccolti i principali scritti del Pound «economista», piccolo corpus di una riflessione condotta nel corso degli anni trenta da posizioni etiche ma non prive di riscontro con quelle di economisti eretici come Silvio Gesell e Clifford H. Douglas che sognavano la soluzione del problema della disoccupazione e l’avvento del benessere per tutti grazie a soluzioni utopiche quali il credito sociale o la moneta affrancabile. Come mostra Giorgio Lunghini nel suo saggio introduttivo, nonostante le ingenuità analitiche, la «filosofia sociale» di Pound non è poi molto lontana da quella di John M. Keynes, certo tenuto a un più professionale realismo, ma ben costretto a prendere posizione rispetto a quegli stessi monetary cranks ai quali andava tutta l’ammirazione del Pound nemico dell’usura. Oltre a L’ABC dell’economia, il volume contiene gli opuscoli sul credito sociale e sulla moneta nonché, in appendice, due articoli su arte ed economia apparsi nella rivista di T. S. Eliot «Criterion» e alcuni discorsi pronunciati da Pound durante la guerra alla radio fascista.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ezra Pound&lt;/strong&gt;, nato a Hailey nell’Idaho nel 1885, si stabilisce poco più che ventenne a Londra, dove diventa con T.S. Eliot e W. Lewis uno dei protagonisti della vita letteraria. Nel 1921 si trasferisce a Parigi, quindi, nel 1925, a Rapallo. Il suo filofascismo ne farà un traditore per gli americani e gli costerà nel 1945 la reclusione nel campo di concentramento di Pisa seguita da un processo e dall’internamento in manicomio criminale per dodici anni. Nel 1958, ritirata l’accusa di tradimento, torna libero in Italia, dove muore nel 1972.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'ABC dell’economia" &lt;br /&gt;di Ezra Pound&lt;br /&gt;Le scandalose riflessioni di un grande poeta sul mondo dell’economia&lt;br /&gt;Introduzione di Giorgio Lunghini &lt;br /&gt;Bollati Boringhieri&lt;br /&gt;Collana Universale &lt;br /&gt;Anno 2009&lt;br /&gt;Prezzo €13,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-1949405121930802651?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/1949405121930802651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=1949405121930802651' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1949405121930802651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/1949405121930802651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/03/labc-delleconomia-di-ezra-pound.html' title='&quot;L&apos;ABC dell&apos;Economia&quot; di Ezra Pound'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Sc3dEfDr6RI/AAAAAAAAAW0/ZWvyzc9dPSI/s72-c/Labcdelleconomia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-769457479916252108</id><published>2009-03-27T10:40:00.002+01:00</published><updated>2009-04-01T08:42:55.620+02:00</updated><title type='text'>"Il fiele e le furie" di Gianni Bonina</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ScyfUl3YVkI/AAAAAAAAAWs/psm7gYsyUvo/s1600-h/Ilfieleelefurie.bmp"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 217px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ScyfUl3YVkI/AAAAAAAAAWs/psm7gYsyUvo/s320/Ilfieleelefurie.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317800436128306754" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Mettiamo anche Spampinato sul conto di una parte di questa città, quella dei galantuomini abituati al consenso, al silenzio. Questo è un omicidio in nome collettivo e si è andato compiendo per le strade e le piazze, tutte le strade e le piazze, nelle cancellerie di Tribunale, negli uffici della gente che conta, nei rapporti di polizia, nella trama dei silenzi e delle omissioni&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mario Genco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pieno degli anni di piombo un delitto comune diventa il caso italiano più lungo della storia del Dopoguerra, con effetti che si ripercuotono a distanza di decenni. Teatro di una vicenda che si presenta come metafora della Sicilia dei contrasti e specchio dell’Italia dei veleni è Ragusa, la città più a sud d’Europa, la più soporosa ma anche la più intossicata. Qui nasce l’accrocco perfetto: il 25 febbraio 1972 viene ucciso un ingegnere dalla vita movimentata. Un giovane giornalista comunista, che sta indagando per “L’Ora” sulle trame nere nella Sicilia sudorientale, accusa del delitto il figlio del presidente del tribunale, che lo uccide il 27 ottobre, diventando così un assassino per dimostrare di non esserlo.&lt;br /&gt;Una “storia semplice”, che però si complica perché il caso giudiziario sul primo delitto e gli effetti sociali del secondo determinano una catena di implicazioni che trasferiscono l’interesse privato sulla vicenda su un piano pubblico, coinvolgendo sempre più la città in uno scontro tra parti sociali e istituzioni, entro una spirale che mette giudici contro giudici, società civile contro stampa locale, partiti contro magistrati e che, in una escalation senza tregua, finisce per coinvolgere figure come Stefano Delle Chiaie e ministri come Diliberto, creando a distanza di quasi quarant’anni nuovi effetti dirompenti e nuovi guasti. Ma nessuno saprà mai chi ha ucciso il 25 febbraio Angelo Tumino e nessuno riuscirà a stabilire il contesto nel quale Roberto Campria decide di sparare a Giovanni Spampinato in una sera di fine ottobre davanti al carcere dove si costituisce. Si parlerà di mandanti occulti che avrebbero armato Campria per zittire un giornalista troppo interessato alle sordide manovre eversive in Sicilia, sarà evocata anche l’oscura sciagura di Montagnalonga, saranno battute piste che portano alla Grecia dei colonnelli, saranno adombrate collusioni con il traffico di opere d’arte e la delinquenza comune in combutta con il neofascismo, ma il mistero rimarrà impenetrabile su tutto l’affaire: a designare uno sciasciano teorema siciliano che diventa canone inverso dell’Italia di ieri e di oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gianni Bonina&lt;/strong&gt;, giornalista, vive a Catania. Ha fondato e diretto, dal 1999 al 2007, il magazine letterario Stilos. Ha pubblicato il romanzo Busillis di natura eversiva (Barbera, 2008; Lombardi, 1997), la raccolta di racconti L’occhio sociale del basilisco (Lombardi, 2001), il reportage L’isola che trema (Avagliano, 2006; Premio Alvaro 2007), i saggi letterari I cancelli di avorio e di corno (Sellerio, 2007), Maschere siciliane (Aragno, 2007; Premio Adelfia 2007) e Il carico da undici. Le carte di Andrea Camilleri (Barbera, 2007; aggiornato e rivisto nel 2009 con il titolo Tutto Camilleri). Per il teatro ha scritto Ragione sociale (Premio Pirandello 2000) e I buoni siciliani. Ha curato l’inedito di Serafino Amabile Guastella Due mesi in Polisella (Lombardi, 2000). Questo libro è un rifacimento totale dell’inchiesta Il triangolo della morte (Meridie, 1992).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il fiele e le furie - ragusa, il caso spampinato"&lt;br /&gt;di Gianni Bonina&lt;br /&gt;Edizioni Hacca&lt;br /&gt;Pagine: 268&lt;br /&gt;Prezzo: 17,00&lt;br /&gt;ISBN: 978-88-89920-28-2&lt;br /&gt;Anno: marzo 2009&lt;br /&gt;collana Novecento&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-769457479916252108?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/769457479916252108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=769457479916252108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/769457479916252108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/769457479916252108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/03/il-fiele-e-le-furie-di-gianni-bonina.html' title='&quot;Il fiele e le furie&quot; di Gianni Bonina'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ScyfUl3YVkI/AAAAAAAAAWs/psm7gYsyUvo/s72-c/Ilfieleelefurie.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8673930493978287389</id><published>2009-03-26T09:21:00.002+01:00</published><updated>2009-03-26T09:26:30.545+01:00</updated><title type='text'>"Il pensiero altro" di Alain Touraine</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Scs7L_XJ5JI/AAAAAAAAAWk/qo2-7pdHMe0/s1600-h/Ilpensieroaltro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 196px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Scs7L_XJ5JI/AAAAAAAAAWk/qo2-7pdHMe0/s320/Ilpensieroaltro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317408862214153362" /&gt;&lt;/a&gt; A partire da una critica di ciò che egli ha definito come “discorso interpretativo dominante”, che ha tentato di imporre, per tutta la durata del XX secolo, l’idea di una società senza attori, sottomessa ai determinismi soprattutto economici, Alain Touraine invita il lettore a riconoscere che l’unico modo che permetta di valutare i comportamenti di ognuno e le situazioni sociali è il riconoscimento dei diritti politici, sociali e culturali di tutti gli esseri umani considerati come esseri liberi e uguali. Esorta a considerare l’individuo in quanto soggetto, chiave di volta di una sociologia rifondata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alain Touraine &lt;/strong&gt;(Hermanville-sur-Mer, 3 agosto 1925) è un sociologo francese. Ha studiato all'École Normale Supérieure di Parigi, diventando docente "agrégé" di storia (1950) ed è stato Rockefeller Fellow nel 1952 e 1953 presso le Università di Harvard, Columbia e Chicago, e fino al 1958 ricercatore presso il CNRS (Conseil National de la Recherche Scientifique). Nel 1956 ha fondato il Centro di ricerca di Sociologia del Lavoro all'Università del Cile e, nel 1958, il Laboratorio di Sociologia Industriale a Parigi (dal 1970 Centre d'Etudes des Mouvements Sociaux). È stato direttore di ricerca all'École Pratique des Hautes Etudes. Attualmente fa parte di diversi istituti di ricerca e di accademie scientifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il pensiero altro" &lt;br /&gt;di Alain Touraine &lt;br /&gt;ARMANDO EDITORE&lt;br /&gt;2009 &lt;br /&gt;pp. 240&lt;br /&gt;€ 25&lt;br /&gt;Collana: Modernità e società&lt;br /&gt;88-6081-403-6&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8673930493978287389?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8673930493978287389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8673930493978287389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8673930493978287389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8673930493978287389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/03/il-pensiero-altro-di-alain-touraine.html' title='&quot;Il pensiero altro&quot; di Alain Touraine'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/Scs7L_XJ5JI/AAAAAAAAAWk/qo2-7pdHMe0/s72-c/Ilpensieroaltro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1747445908595717595.post-8593239427839094538</id><published>2009-03-25T09:39:00.004+01:00</published><updated>2009-03-25T09:45:07.020+01:00</updated><title type='text'>"La costituzione repubblicana" di Angelo Caputo e Livio Pepino</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ScnuO-ruvbI/AAAAAAAAAWc/ZhkGTlusxt8/s1600-h/LaCostituzioneRepubblicana.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 230px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ScnuO-ruvbI/AAAAAAAAAWc/ZhkGTlusxt8/s320/LaCostituzioneRepubblicana.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317042776199577010" /&gt;&lt;/a&gt; L’«accordo di validità universale» da cui è nata la Costituzione è ancora in grado di dare risposte ai gravi interrogativi dei nostri giorni. Fare appello alle ragioni del pluralismo contro la concentrazione assolutistica del potere, alle ragioni delle garanzie contro le violazioni delle libertà fondamentali, alle ragioni dell’emancipazione dei singoli e dei gruppi contro chi nega l’esistenza stessa della società è ancora la strada migliore per costruire un futuro alla democrazia costituzionale nata 60 anni fa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le costituzioni, come le democrazie, non sono un destino, ma hanno bisogno di vivere attraverso le buone ragioni dei princìpi da esse affermati e delle libertà che sono chiamate a proteggere. È questo il motivo per il quale i 60 anni della Costituzione repubblicana non possono - oggi soprattutto - risolversi in un anniversario, ma devono aiutare a riscoprire il nucleo fondamentale dell'ispirazione dei costituenti, un'ispirazione capace di interpretare il comune sentire dopo la grande catastrofe della guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Angelo Caputo&lt;/strong&gt;, magistrato, fa parte del comitato di redazione di "Questione giustizia". È autore di varie pubblicazioni su tematiche penalistiche e processual-penalistiche tra le quali, da ultimo, Diritto e procedura penale dell'immigrazione (2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Livio Pepino&lt;/strong&gt;, magistrato, consigliere della Corte di cassazione, è attualmente componente del Consiglio superiore della magistratura. È stato presidente di Magistratura democratica ed è direttore di "Questione giustizia". Ha scritto o curato numerose pubblicazioni, tra le quali Autogoverno o controllo della magistratura? Il modello italiano di Consiglio superiore (1998, con E. Bruti Liberati), Giustizia e referendum (2000, con E. Bruti Liberati), L'eresia di Magistratura democratica (2001), Attacco ai diritti. Giustizia, lavoro cittadinanza sotto il governo Berlusconi (2003), A un cittadino che non crede nella giustizia (2005, con G.C. Caselli), Dizionario di mafia e di antimafia (2008, con M. Mareso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA &lt;br /&gt;I principi, le libertà, le buone ragioni&lt;br /&gt;di Angelo Caputo e Livio Pepino &lt;br /&gt;Contributi di Betta Cesqui, Nicola Colaianni, Mario Dogliani, Marcello Flores, Franco Ippolito, Massimo Luciani, Valerio Onida, Roberto Romboli e Rita Sanlorenzo. &lt;br /&gt;Editore: FRANCO ANGELI&lt;br /&gt;Collana: QUADERNI DI QUESTIONE GIUSTIZIA&lt;br /&gt;Numero di pagine: 240&lt;br /&gt;Prezzo: € 20,00&lt;br /&gt;ISBN-13: 9788856805970&lt;br /&gt;ISBN:8856805979&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1747445908595717595-8593239427839094538?l=ilcircolop.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcircolop.blogspot.com/feeds/8593239427839094538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1747445908595717595&amp;postID=8593239427839094538' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8593239427839094538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1747445908595717595/posts/default/8593239427839094538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcircolop.blogspot.com/2009/03/la-costituzione-repubblicana-di-angelo.html' title='&quot;La costituzione repubblicana&quot; di Angelo Caputo e Livio Pepino'/><author><name>Il Circolo Pickwick</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tmjeVDFRbuE/ScnuO-ruvbI/AAAAAAAAAWc/ZhkGTlusxt8/s72-c/LaCostituzioneRepubblicana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
