martedì 22 luglio 2008

"Cosa vogliamo? Vogliamo tutto. Il '68 quarant'anni dopo" AA.VV.

Italia, Cecoslovacchia, Stati Uniti, Germania Est, Francia, Polonia, Germania Ovest: non solo la più grande ribellione giovanile, studentesca e operaia in Occidente, ma anche l’esplosione dei movimenti antiburocratici nei paesi del socialismo reale, generalmente meno discussi. Un dibattito tra protagonisti del movimento e studiosi che ripensano insieme il ’68 a quarant'anni di distanza. Un evento che ha modificato in maniera decisiva costumi, abitudini e modi di vita a livello mondiale, ma anche la risposta al revisionismo di destra, che cerca di indicare nel movimento del ’68 l’origine dei mali e delle disfunzioni attuali delle società occidentali.

Autori:Daniel Bensaïd, Silvia Casilio, Lidia Cirillo, Diego Giachetti, Augusto Illuminati, Ambre Ivol, Zbigniew Kowalewski, Antonio Moscato, Devi Sacchetto, Marco Scavino, Marica Tolomelli, Massimiliano Tomba, Emanuela Vita.

Edizioni ALegre. Pag. 232, 16,00 euro. A cura di Cinzia Arruzza.

Cinzia Arruzza è dottore di ricerca in filosofia e Direttore del Centro Studi Livio Maitan.

giovedì 10 luglio 2008

"La società del sapere" di Ferruccio Pinotti

Un professore di origine italiana, docente di psichiatria in una nota università americana, riceve una lettera da una Procura che gli chiede aiuto per le indagini su fatti inquietanti avvenuti alla Scuola di Alti Studi Europei, la prestigiosa università sorta per creare la futura elite europea: una serie di suicidi a catena, che hanno sconvolto la vita del campus, situato in uno splendido contesto storico.

Il professore accetta l'incarico, motivato dalla stranezza della vicenda, ma anche dalle analogie con quanto è successo al suo migliore amico e compagno di studi, morto suicida. Il docente si reca presso l'ateneo e, con il pretesto di tenere un breve seminario, indaga sulle morti tra i dottorandi. Lì incontra una studentessa dal passato oscuro, che gli farà da guida in questo complesso mondo.

La narrazione si sviluppa come un lungo film, al termine del quale il professore saprà la verità sui suicidi, ma anche sulla propria storia personale. Articolato come un «noir» ma ispirato a fatti realmente avvenuti, il romanzo è una metafora dell'evoluzione in corso nelle più prestigiose università europee e americane. Ed è una dura denuncia della disumanizzazione progressiva delle università, a causa della loro trasformazione in «laboratori» dove si fabbrica la classe dirigente del futuro. Si tratta un fenomeno che coinvolge, con esiti preoccupanti, i più prestigiosi atenei europei ed americani. Ambienti «formativi» spesso attraversati da gruppi di potere occulto e dominati dagli interessi di corporation sempre più aggressive. La vicenda narrata è emblematica del malessere che attraversa i giovani alle prese con ambizioni «drogate» e con un sistema formativo che fa del profitto il suo unico obiettivo finale. La «società del sapere» è il simbolo di un mondo in cui anche la conoscenza diventa strumento del potere. E nella quale l'«accesso» sarà concesso a sempre più pochi privilegiati.
(tratto da www.grandinchieste.it)

Ferruccio Pinotti, dopo la laurea in Scienze Politiche, ha conseguito il dottorato di ricerca in Relazioni Internazionali all'università di Padova; è stato visiting fellow all’università di Berkeley e professore di integrazione economica europea al Center of European Studies dell’università di Pennsylvania. Giornalista professionista, lavora a L' Arena, il giornale di Verona e collabora con il Corriere della Sera, l'Espresso e il Sole 24 Ore. Ha lavorato alla CNN-Financial News di New York e collaborato con l’International Herald Tribune.
Ha pubblicato: "Fratelli d'Italia" , (Rizzoli-Bur, 2007), "Opus Dei segreta" (Rizzoli-Bur, 2006), "Berlusconi Zampanò" (con Udo Gumpel, Random House, 2006)."Poteri Forti" (Rizzoli-Bur, 2005), "Il Gruppo dei Sette" (Franco Angeli, 1996).

lunedì 7 luglio 2008

"Gente normale" di Valentina Capecci

Scorci di vita, raccontati dagli stessi protagonisti, si dipanano nell’arco di ventiquattrore di un qualunque giorno, in una qualunque città italiana. Ma la normalità, ammesso che esista, a guardarla bene è un mistero bizzarro e atroce. E Valentina Capecci è bravissima nel cogliere gli aspetti tragicomici dell’esistenza quotidiana degli individui. Gente normale è una spassosa galleria di casi umani, governati da un destino che si diverte a scombinare le esistenze, in un girotondo che può sembrare insensato, ma non è detto. Fra i vari personaggi, infatti, c’è anche Francesco, l’unico pronto a pagare il prezzo dei valori in cui crede, a cui è affidato un messaggio di speranza.

Valentina Capecci, nata ad Ascoli Piceno, laureata in giurisprudenza, sceneggiatrice, ha scritto film per il cinema, fiction televisive, racconti e lavori teatrali (fra gli altri “Le confidenze del pene”). Vive tra Roma dove lavora, Macerata dove ha gli amici, Ravenna dove ha la famiglia e Firenze dove ha un fidanzato. In pratica vive sui treni.

MARSILIO EDITORE

martedì 1 luglio 2008

"Il ritorno del principe" di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato

La testimonianza di un magistrato in prima linea
La criminalità dei potenti in Italia

Dalle premesse degli autori

Roberto Scarpinato
Questo è un libro di storie «oscene» che nel loro intrecciarsi sui terreni della mafia, della corruzione e dello stragismo possono offrire una chiave per comprendere pagine importanti del passato e per decifrare il presente e il futuro… o forse la mancanza di futuro del Paese.

Saverio Lodato
Questo non vuole essere un libro sulla mafia. Non è un libro sulle stragi. Non è un libro sulla corruzione. Semmai è la spietata radiografia che mostra la faccia scura e nascosta, la storia inconfessabile, di un Giano bifronte: lo Stato italiano.
Si sarebbe fatto ancora una volta il gioco del Principe rinunciando finalmente a una visione panoramica, pur nei limiti di un singolo libro, di mafia, stragi e corruzione, messe finalmente tutte insieme. È proprio in questo intreccio la chiave di volta per capire ciò che altrimenti resterebbe incomprensibile, indecifrabile, inspiegabile. C’è un solo filo da scoprire, se si vuole dipanare l’intera matassa.

Saverio Lodato, giornalista e scrittore, lavora per “l’Unità”. Tra i suoi libri, per Mondadori: LA MAFIA HA VINTO (con Tommaso Buscetta); HO UCCISO GIOVANNI FALCONE (con Giovanni Brusca). Per Rizzoli: TRENT’ANNI DI MAFIA; INTOCCABILI (con Marco Travaglio); LA LINEA DELLA PALMA (con Andrea Camilleri).

Roberto Scarpinato è procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo, dove dirige il Dipartimento Mafia-economia. Ha lavorato con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e si è occupato di alcuni dei più importanti processi di mafia degli ultimi anni. È stato uno dei pm nel processo Andreotti.

Chiarelettere editore, Reverse, pp. 368, prezzo 15,60

lunedì 30 giugno 2008

"La nuova Londra" di Marco Niada

«Quando i Romani sono arrivati qua, nel 40 d. C., Londra era una palude da cui affioravano isolotti di ghiaia e sabbia. Oggi è una metropoli di circa otto milioni di abitanti, vivace, sofisticata, spettacolare. A gettare le fondamenta di tutto questo sono stati i Romani: anche per questo li ammiro profondamente, così come ammiro la capitale italiana.
Mi ha fatto molto piacere la definizione che dà Marco Niada della Londra contemporanea, “la capitale del XXI secolo”; così come mi ha molto interessato leggere delle sfide che deve affrontare. Niada racconta la mia città con precisione e con affetto. Raccomando dunque questo suo fantastico libro a tutti.»

Boris Johnson - Sindaco di Londra

Oggi Londra è la città più vivace del pianeta, l’unica autentica metropoli dell’Occidente. Negli ultimi quindici anni è cresciuta di un milione di abitanti, attirando fiumi di stranieri ricchissimi e poverissimi (un londinese su tre è nato all’estero), che si sono integrati in modo mirabile. La City è diventata il centro della finanza mondiale, in aperta sfida a New York. Ma Londra è al vertice anche in molti altri settori, a cominciare dalla cultura e dalle arti, grazie a talenti che arrivano dal mondo intero: tra loro, centomila italiani che vi hanno trovato un modello di vita basato sulla libertà individuale e sulla meritocrazia.
Città europea affacciata sull’America ma ricca di legami con l’Oriente, Londra sta tornando a essere la capitale di un impero, questa volta astratto ma non per questo meno reale. È al centro di un’autentica rivoluzione architettonica, che sta profondamente trasformando il paesaggio e il tessuto urbanistico. È una città complessa ma semplice da vivere, che impone al mondo intero il suo stile, le sue creazioni, le sue mode.
Marco Niada ci guida alla scoperta della nuova Londra, tracciando una inedita mappa – a volte indiscreta – dei personaggi, dei locali, dei luoghi oggi più curiosi e vitali. Individua gli ingredienti del rilancio della città, e non nasconde le contraddizioni di una società multietnica e i rischi della crisi finanziaria: ma Londra ha dalla sua milioni di talenti, questa volta ancora più aperti al mondo, che la rendono speciale e inaffondabile.

GARZANTI LIBRI

Marco Niada, giornalista, è corrispondente del «Sole-24 Ore» da Londra, dove risiede da anni sulle rive del Tamigi. È autore di Grande è meglio: fusioni e acquisizioni nelle testimonianze dei protagonisti dell’industria mondiale (1988) e Le privatizzazioni degli altri: come e perché si vendono le aziende di Stato (1993).

giovedì 26 giugno 2008

"Roba nostra" di Carlo Vulpio

Calabria, Lucania, Roma, Milano. La nuova Tangentopoli italiana. «Nessuno, grazie anche a questo libro, potrà più dire di non aver saputo.»

Dalla prefazione di Marco Travaglio.


«Bisogna far sistema». Questa ricetta, con cui in genere le economie decollano e i paesi si sviluppano, trova da noi un’applicazione tipicamente all’italiana. Consiste nella capacità inesauribile di stabilire reti di complicità e connivenze tra politici, esponenti professionali e istituzionali, faccendieri e malavitosi, con un unico scopo: saccheggiare i beni e le risorse pubbliche. Anche grazie alle rivelazioni emerse dalle inchieste del pm Luigi de Magistris e alle vicende del giudice Clementina Forleo, Carlo Vulpio punta l’attenzione sul sistema meridionale del malaffare, dove i partiti- famiglia – formula di grande successo in Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise – sono macchine oleatissime con cui si smistano i fondi nazionali ed europei, si assegnano gli appalti, si decide la fortuna o la sfortuna nelle carriere pubbliche, a cominciare dalla magistratura. E mette in primo piano le vere forze che «fanno girare» il paese, condannandolo all’inefficienza dei servizi, agli scempi ambientali e al declino inarrestabile della sua economia. Di queste forze, dopo le scoperte pionieristiche del pool di Milano, Roba Nostra offre la radiografia più aggiornata. Nuovi capibastone politici, tangentisti della prima e della seconda Repubblica, massoni riuniti in fantasiose logge, affaristi devoti della Compagnia delle Opere, clan familiari che sperimentano le tecniche più spietate per garantirsi il controllo di tutto ciò che è pubblico in intere regioni: dalla sanità all’istruzione, ai cosiddetti incentivi per lo sviluppo. La saga italiana delle «mani sporche» tocca con questo libro uno dei suoi culmini.

Carlo Vulpio, inviato del Corriere della Sera, si occupa di grandi fatti di cronaca e di argomenti di attualità in Italia e all’estero.

martedì 24 giugno 2008

"Conta e racconta" di Amos Luzzatto

Memorie di un ebreo di sinistra.

In libreria dal 23 giugno.

L'autobiografia di Amos Luzzatto, un ebreo di sinistra, storico presidente dell'Ucei, che a ottant'anni fa i conti con la storia di cui è stato a un tempo protagonista e testimone. Tra memoria privata e impegno civile, Luzzatto attraversa quasi un secolo di storia raccontando un percorso politico sempre caratterizzato dalla volontà di dialogo e di comprensione. Dalle contraddizioni del secolo scorso vissute in prima persona ha tratto riflessioni sui temi più controversi degli ultimi anni: le guerre di religione, il rapporto con l'Islam, la laicità dello Stato, gli ebrei e la politica.

Editore: Mursia
Collana "Storia, Biografie, Diari"
Pagg. 280
Euro 17,00

sabato 21 giugno 2008

"La follia del mare" di Alfredo Chiappori


NAUFRAGI E SVERNAMENTI: STORIE DI NAVI PERDUTE E IMPAVIDI MARINAI

1789: una piccola casa editrice francese pubblica una raccolta di "relazioni di naufragi, svernamenti e altri eventi funesti in mare dal XV al XVIII secolo", composta da un avvocato di Reims, che ha navigato nel Grande Blu solo attraverso la pagina scritta. A due secoli di distanza Alfredo Chiappori, maestro della satira e appassionato di mare, trova su una bancarella di libri usati di Milano questo vecchio volume, le cui pagine sanno ancora di salmastro, e decide di riscriverne le storie nel libro "La follia del mare. Storie di naufragi e svernamenti", in questi giorni in libreria per i tipi di Mursia.
"La follia del mare è il risultato di anni di studio e di centinaia di libri raccolti", dice Chiappori, svelando com'è nato questo romanzo. "Il ritrovamento del manoscritto è un fatto vero, non il solito artificio letterario. Nell'edizione italiana in cui mi sono imbattuto il libro era tradotto malissimo e così ho ripreso la sostanza dei racconti e li ho riscritti completamente, reinventando i nomi e correggendo gli errori geografici. "Storie vere che sembrano romanzi d'avventura: viaggi verso l'estremo nord, per la caccia alle balene o per la ricerca dei passaggi a nord est e a nord ovest; navigazioni nell'Oceano Indiano, dall'India all'Africa; e ancora, le Indie Occidentali, l'Atlantico, le Antille, il Pacifico e l'Australia, le bonacce del Mar dei Sargassi e le burrasche più terrificanti. Storie di naufragi, in cui i marinai hanno dovuto dar prova del proprio coraggio affrontando morte e desolazione.
Una fra tutte, la vicenda di Alexander Selkirk, il marinaio scozzese che visse per quattro anni in solitudine su una delle tre isolette Juan Fernández. Sulla sua storia Daniel Defoe modellò il personaggio di Robinson Crusoe.
Nel solco di una tradizione letteraria che fa del mare l'assoluto protagonista, molti altri scrittori hanno attinto dalle "Storie di Naufragi" dell'avvocato Jean-Louis Deperthes per imbastire i loro racconti di avventure sui mari. Ne "La follia del mare" Chiappori racconta con il suo stile ironico e personale storie di navi perdute e impavidi marinai. Tutti travolti dalla follia del mare.

Alfredo Chiappori è nato a Lecco nel 1943. Pittore e disegnatore, ha pubblicato numerosi libri di strisce satiriche. Ha collaborato, tra l'altro, con «Linus», «La Stampa», «l'Unità», «la Repubblica», «Storia Illustrata», «Panorama», «L'Europeo». Dal 1988 pubblica i suoi disegni satirici sul «Corriere della Sera». Nel 1997 ha esordito nella narrativa con il romanzo Il Porto della Fortuna, con il quale ha vinto il premio Giuseppe Dessì e il premio Molinello. Sono seguiti La breva (2001), Il mistero del Lucy Fair (2002), premio Gaeta, premio La Cultura del Mare, premio Albatros, premio Forte Village. Nel 2004 ha pubblicato Franco destino, romanzo autobiografico sulla sua infanzia.

(Mursia, pp. 272, 16,00 euro)

lunedì 16 giugno 2008

"Sergio Maldini. Biografia della nostalgia" di Paolo Simoncelli

Una testimonianza bruciante e malinconica sull’inossidabile panorama politico-letterario di questo dopoguerra.

Biografia di un letterato nascosto condotta su documentazione nascosta. Sergio Maldini (Firenze 1923 – Udine 1998) ha vissuto un amore insistito, costante e nostalgico per il Friuli d’anteguerra dove ebbe modo di sperimentare la sua vocazione letteraria e giornalistica, percepita nella sua robustezza già da Silvio Benco, poi da Pier Paolo Pasolini con cui avrebbe stretto un rapporto di reciproco riconoscimento letterario.

Della sua intera esperienza politico-letteraria è accuratamente ricostruito il contesto sulla base di un notevole epistolario inedito: dalle lettere di gioventù scambiate con Buzzati, alle confidenze con Michele Prisco, Giancarlo Liuti, Massimo Dursi, alle sofferte e polemiche esperienze con gli “editors” delle grandi case editrici risoluti a negare valore letterario e pubblicabilità delle sue opere. Una testimonianza bruciante e malinconica sull’inossidabile panorama politico-letterario di questo dopoguerra

In Appendice sono raccolti degli inediti di Maldini: racconti e atti unici, ma anche una clamorosa intervista del novembre 1968 a Jim Garrison, procuratore distrettuale che indagava sull’assassinio di John Kennedy, e che confidò a Maldini una “verità” ben diversa da quella ufficiale, ma che allora non si ebbe il coraggio di pubblicare in Italia.

Paolo Simoncelli è professore ordinario di Storia moderna presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma. Ha pubblicato volumi e saggi sulla diffusione della Riforma protestante in Italia, sull’Inquisizione romana, sul repubblicanesimo fiorentino del XVI secolo, sulla biografia intellettuale di Renzo De Felice e sui rapporti tra cultura italiana e fascismo.

Sergio Maldini. Biografia della nostalgia
Gli specchi, pp. 320, € 19,00
Marsilio Editore

giovedì 12 giugno 2008

"Radio Aut" di Peppino Impastato

Negli anni Settanta la radio fu il mezzo più immediato e democratico per la circolazione delle informazioni. Qui si ripercorre, con documenti e racconti, l’opera di controinformazione di Peppino Impastato e dei suoi compagni di Radio Aut, focalizzando l’attenzione sui notiziari della radio nel periodo di maggiore attività e impegno della redazione (dall’agosto ’77 al febbraio ’78). Un esempio di giornalismo vero, e già solo per questo rivoluzionario.

«L’opera di Radio Aut qui documentata, merita un libro, è questo. Aut in latino è: oppure. Non è la pronuncia della parola inglese out, fuori, ma 1'opposizione dell'oppure, di un'alternativa alla informazione falsa e reticente» [Dalla prefazione di Erri De Luca].

Oltre ai contributi di Peppino Impastato, il libro raccoglie gli interventi di Salvo Vitale, Paolo Arena e Andrea Bartolotta che – insieme a Carlo Bommarito, Pino Dicevi e Giovanni Riccobono – hanno minuziosamente ricostruito i notiziari della Radio. Alcuni hanno partecipato direttamente alla redazione dell’epoca, altri hanno lavorato nel contesto più ampio delle attività radiofoniche.

Erri De Luca, scrittore autore di molti romanzi, racconti e poesie, è stato negli anni Settanta tra i dirigenti di Lotta Continua.

Radio Aut. Materiali di un'esperienza di controinformazione. Di Peppino Impastato e i suoi compagni, con prefazione di Erri De Luca. P. 176, 12,00 euro. Dal 9 maggio in edicola con Liberazione a 6,00 euro + il prezzo del quotidiano. L'edizione per le librerie sarà disponibile dal 20 maggio a 12,00 euro.

lunedì 9 giugno 2008

"I Fondamenti del Giornalismo" di Kovach e Rosenstiel

Cresce ogni giorno il numero di quotidiani e periodici cartacei e on-line, free press, radio, televisioni, blog, e questo sembra garantirci un accesso all’informazione che non ha precedenti nella storia. Ma è davvero così? E non stiamo pagando nessun prezzo?
La risposta è sotto gli occhi di tutti. L’informazione si sta trasformando in intrattenimento; la sua qualità decade ed è raramente sottoposta a verifica; le gratifiche dei giornalisti sembrano più legate ai margini di profitto dell’azienda che alla serietà del loro lavoro; la lealtà che i professionisti dovrebbero ai lettori, è spesso sacrificata agli interessi della testata o ai giochi di potere ai vertici delle società.
La comunicazione giornalistica sta insomma attraversando un periodo di transizione che mette in gioco la sua credibilità e soprattutto la possibilità per i cittadini di disporre di un’informazione davvero indipendente, essenziale per la formazione della pubblica opinione e il buon funzionamento delle istituzioni democratiche.
Da tale consapevolezza è nato questo lavoro, frutto dello studio dei media americani (gli Stati Uniti sono il paese che ha visto la nascita del giornalismo moderno) e dei loro protagonisti. La ricerca ha coinvolto 300 giornalisti e 3000 lettori e da essa sono emersi quelli che potremmo considerare i principi fondamentali (e irrinunciabili) del buon giornalismo. Di fronte ai cambiamenti della professione e alla possibilità che l’informazione perda la propria libertà, travolta dalle regole del commercio e dell’affarismo, il solo modo che abbiamo per opporci è infatti pretendere l’assoluto rispetto di queste norme essenziali.

BILL KOVACH, vincitore dell’Elijah Parish Lovejoy Award, è stato soprintendente della Nieman Foundation for Journalism di Harvard, direttore dell’«Atlanta Journal and Constitution» e capo della redazione di Washington del «New York Times». Attualmente è presidente del Committee of Concerned Journalists.

TOM ROSENSTIEL è stato critico dei media per il «Los Angeles Times» e corrispondente capo dal Congresso per «Newsweek». Attualmente dirige il Project for Excellence in Journalism.

I fondamenti del giornalismo. Ciò che i giornalisti dovrebbero sapere e il pubblico dovrebbe esigere
PAGINE: pp. 304
PREZZO: € 19,00
ISBN: 978-88-7180-678-5


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martedì 3 giugno 2008

"La democrazia partecipativa" di AA.VV.


Il movimento dei movimenti in questi anni ha rimesso in primo piano la questione democratica, individuando nell'assenza di democrazia negli organismi internazionali il principale avversario e prendendo Porto Alegre e l'esperienza della democrazia partecipativa come proprio simbolo. Questo libro raccoglie un insieme di saggi di Raul Pont, ex sindaco di Porto Alegre, la maggior parte dei quali pubblicati in Brasile in un volume dal titolo Democracia, participacao, Cidadania. I saggi, scritti in diversi periodi e contesti politici, forniscono nel complesso una ricostruzione storica dell'esperienza di costruzione della democrazia partecipativa a Porto Alegre e forniscono importanti riflessioni teoriche, politiche e metodologiche sulle pratiche di partecipazione come esperimenti di democrazia diretta. Il libro è corredato da un'analisi dell'arcipelago delle esperienze di applicazione del Bilancio Partecipativo in Italia e da una rilfessione sui vari progetti di democrazia: dal municipalismo ribelle, alla riforma dello Stato, alla partecipazione come sviluppo del conflitto sociale, in vista della messa in discussione della democrazia rappresentativa.

Raul Pont: militante storico della sinistra brasiliana, è stato prigioniero politico durante la dittatura militare, alla fine degli anni 60. Tra i fondatori del Partito dei Lavoratori (Pt), il partito dell'attuale Presidente Lula, è stato deputato statale nel 1986 e deputato federale alle elezioni successive. Dopo aver contribuito alla creazione del Bilancio Partecipativo a Porto Alegre, è stato sindaco della città dal 1997 al 2000 ed è stato candidato per la seconda volta nel 2004. È membro di Democracia Socialista, tendenza di sinistra del Pt.


Nando Simeone: psicologo, da sempre impegnato nei movimenti sociali e pacifisti, è dirigente del Prc e attualmente Vicepresidente del Consiglio Provinciale di Roma.


Cinzia Arruzza: dottoressa di ricerca in storia della filosofia è autrice di diversi saggi, pubblicati su riviste specializzate, e traduzioni.

L’associazione Attac Italia ha fornito una consulenza scientifica e documentale.

La democrazia partecipativa. L'esperienza di Porto Alegre e i progetti di democrazia. Di Raul Pont, a cura di Nando Simeone. Pag. 176, 9,50 euro.
Edizioni Alegre