giovedì 12 febbraio 2009

"Corrispondenti di guerra" di Mario Soldati

I reportage dal fronte di Soldati, inviato dell’“Avanti!” e dell’“Unità”, tracciano un’apologia dell’esercito italiano impegnato a fianco di quello alleato all’indomani dell’armistizio. Un parziale correttivo all’immagine dei militari tutti in fuga nel «tentativo di trovare un’anima eroica alla rinascente Italia».

A cura di Emiliano Morreale

Roma, 9 settembre 1944. Al Teatro Valle si spengono le luci di scena del varietà satirico intitolato al destriero bianco di Mussolini: Il suo cavallo, per l’appunto. Nella città da poco liberata, lo spettacolo va alla meno peggio. Sembra però che il pubblico «continui a divertirsi molto alla imitazione di Mussolini fatta da Campanini». Se ne stupisce Steno: «Strano che il Duce ancora non abbia stancato». Ed è Steno che, con la collaborazione di Castellani, Soldati e Longanesi, ha messo su lo spettacolo. L’ultima scena si è chiusa. Dietro le quinte, si accende il polverone di luce che annuncia la serata mondana. Di questo nuovo e incongruo palcoscenico approfitta Soldati, per recitare la parte dell’istrione, godendo di darsi in palinodia. Si rivolge agli amici e, quasi per sfida, «annuncia che parte come inviato speciale per il fronte»: sulle piste degli Alleati e del Corpo Italiano di Liberazione; là dove si combatte contro le truppe tedesche che, tra varie atrocità, continuano a occupare il paese, lontano da una capitale che sgangheratamente ride della sua recente pagliacciata storica e intanto crede di emanciparsi parlando un italiano lubrificato dallo slang degli Alleati: «La paffuta e dipinta dattilografa, assunta quindici giorni fa, vi risponde in cattivo italiano, esplodendo la labiale, e mangiando l’erre, come se, ormai, fosse troppo abituata a parlare questo inglese americanizzato: crede ormai di appartenere a una razza superiore e tratta quale paria il povero postulante italiano che le sta innanzi. Non appartengono a questa classe di servi… i primi italiani combattenti a fianco degli alleati». Le corrispondenze di guerra, scritte per l’«Avanti!» e per «l’Unità», edite e inedite, in parte raccolte dallo stesso Soldati ma mai date in volume, sono il necessario complemento del libretto Fuga in Italia, pubblicato nel 1947: il libro edito racconta «una disavventura picaresca ed antieroica», una prima «fuga» da Roma, nel generale sbandamento succeduto all’armistizio fra l’Italia e gli angloamericani, e alla dispersione dell’esercito italiano; questo libro inedito è una seconda «fuga» da Roma, nel «tentativo di trovare un’anima eroica alla rinascente Italia». La prosa è rapida, sobria e ritenuta. Sulla pagina, una compassionante tenerezza per gli umili e onesti fanti di un eroismo che rifugge il monumento, muove le parole verso un’affinità con la spoglia poesia di Saba; e assimila i travet dell’esercito ai tenaci muli: animali fraterni dal «naso camuso quasi semita», che con i soldati condividono, nelle comuni fatiche della guerra, il più dignitoso dei contegni. Talvolta la pagina si arruffa, e accoglie echi da Campana. «Le vele le vele le vele», del poeta, schioccano dentro «le sigle le sigle le sigle» del reporter. Salvatore Silvano Nigro

Mario Soldati è nato a Torino nel 1906 ed è morto a Tellaro, La Spezia nel 1999. Questa casa editrice ha pubblicato 24 ore in uno studio cinematografico (1985), America primo amore (2003), I racconti del Maresciallo (2004), La verità sul caso Motta (2004), Fuga in Italia (2004), La giacca verde (2005), La finestra (2005), Il padre degli orfani (2006), Cinematografo (2006), Un viaggio a Lourdes (2006), L'amico gesuita (2008) e ah! il Mundial! (2008).



Corrispondenti di guerra
di Mario Soldati
Sellerio Editore
Collana: La memoria
Anno: 2009
ISBN: 88-389-2357-4
Pagine: 136
Prezzo: 10.00 Euro

mercoledì 11 febbraio 2009

"Il trucco della bellezza" di Laura Bruzzaniti


Creme, compresse e trattamenti viaggio tra gli inganni della pubblicità

Incalzati dalla pubblicità, siamo facilmente preda di dubbi e sensi di colpa. Stiamo assumendo abbastanza vitamine? Stiamo prendendo abbastanza minerali? Siamo stanchi, stressati, nervosi e la vita sembra così difficile... non sarà una carenza di magnesio? Stiamo incrementando a sufficienza le difese naturali dei nostri figli con un probiotico ogni mattina?

I "venditori di bellezza" ce ne promettono di tutti i colori: di farci dimagrire dormendo, di toglierci le rughe, di far sparire per sempre la cellulite, di ridarci i capelli. Ci vendono pillole per far crescere il seno e pasticche per appiattire l'addome. Tutti inganni o, per dirla con il gergo della pubblicità, tutte "iperboli pubblicitarie". A colpi di poster, opuscoli, spot televisivi e messaggi sui giornali, l'industria della bellezza ci convince che non siamo abbastanza belli, e poi ci tranquillizza con la promessa di soluzioni semplici e veloci. E noi continuiamo a comprare promesse di bellezza pronta in scatola, in pasticche, in tubetto.

Perché ci vogliamo credere, perché la pubblicità si ammanta di scientificità e fa riferimento a test clinici e percentuali di efficacia, ci rassicura mostrando medici in camice bianco e persone soddisfatte dei risultati. Ci crediamo perché sempre più spesso i prodotti dei miracoli sono venduti in farmacia, e spesso li confondiamo con i farmaci. Ma soprattutto, ci crediamo perché nessuno ci avverte che sono illusioni. Ogni anno sono moltissime le pubblicità di prodotti di bellezza giudicate ingannevoli ma nessun giornale o programma televisivo ci informa; perché quello della pubblicità ingannevole è un grande segreto che nessuno ha interesse a divulgare. Così, nel silenzio generale, l'industria della bellezza continua ad attirarci con false promesse e noi continuiamo a comprare anticellulite che non combattono la cellulite, creme antirughe che in realtà sono semplici creme idratanti, pasticche per dimagrire che nel migliore dei casi non danno risultati e talvolta possono persino risultare nocive.


Laura Bruzzaniti: giornalista, si occupa di diritto dei consumatori, pubblicità, consumi e nuove tendenze di mercato. Scrive per il settimanale “Il Salvagente” e ha collaborato con “Liberazione”. Ha lavorato per i servizi di consulenza legale e informazioni ai cittadini della Commissione europea a Roma “Europe Direct” e a Londra “Euro Jus”.


IL TRUCCO DELLA BELLEZZA
di Laura Bruzzaniti
Edizioni Nuovi Mondi
Pagine 192
Formato 14 x 21
ISBN 978-88-89091-60-9
Prezzo in libreria: 10,50€

martedì 10 febbraio 2009

"La questione immorale" di Bruno Tinti

“Se oggi c'è un problema della democrazia in Italia, è più un problema di principi che di istituzioni... Dobbiamo essere democratici sempre in allarme."Norberto Bobbio, “Risorgimento”, 1958

Il problema più urgente: riformare la giustizia. Separazione delle carriere, non obbligatorietà dell’azione penale, responsabilità civile dei magistrati, blocco delle intercettazioni telefoniche. Più che l’efficienza della giustizia ai politici sembra stare a cuore il controllo dei magistrati e la garanzia dell’impunità.

Questo libro spiega il come e il perché. Basta togliere l’iniziativa al pm e metterlo alle dipendenze del potere politico. O gli si può togliere il controllo della polizia giudiziaria. O limitare le intercettazioni. Mentre polizia, servizi e quindi il governo per motivi di sicurezza possono intercettare migliaia di cittadini. Un enorme archivio segreto. E nessuno dice niente.

In realtà molto si potrebbe fare per rendere più efficiente la giustizia. Subito. Tinti lo dimostra. E tutti lo sanno. Ma una giustizia che funzioni veramente fa troppa paura.

Bruno Tinti è stato Procuratore aggiunto presso la Procura di Torino. Dal dicembre 2008 ha lasciato la Magistratura. Ora, come dice lui, fa il cantastorie: scrive e racconta quello che ha imparato riguardo a leggi, politica, giustizia. Nel 2007 ha pubblicato con successo il libro Toghe rotte (ChiareLettere, 85mila copie), che è anche il titolo del suo fortunato blog sulla giustizia.


La questione immorale
di Bruno Tinti
Chiarelettere editore
Collana: reverse
Pagine: 205
euro 13,60

Il prossimo 23 febbraio Bruno Tinti presenterà "La questione immorale" nel corso della trasmissione televisiva "Le storie, diario italiano", condotta da Corrado Augias, in onda su Rai Tre, alle ore 12.45.

lunedì 9 febbraio 2009

"Storia di me" di Roberto Zaccagnini

Le canzoni in qualunque ordine si leggano daranno sempre e comunque lo stesso significato alla storia.

Storia di me è una raccolta di poesie in metrica, quindi canzoni da musicare, oltre a due racconti di fantasia. Il tutto è autobiografico. Le canzoni in qualunque ordine si leggano daranno sempre e comunque lo stesso significato alla storia. Molto spesso si percorrono più strade. Quella reale, di questo tempo, e quelle parallele. Chiamiamole pure immaginarie.

Roberto Zaccagnini è nato a Roma nel 1964. Ha iniziato a scrivere poesie all'età di dieci anni. Fin dall'adolescenza compone testi di canzoni. Ha collaborato con i gruppi musicali Rent, Axelle per l'incisione dei rispettivi album. Storia di me è la sua prima opera letteria pubblicata.

Il libro verrà presentato giovedì 19 febbraio, alle ore 18,30 presso la FNAC, all'interno del centro commerciale "Porta di Roma", in via delle Vigne 201, a Roma. Sarà presente l'autore.

"Soria di me"
di Roberto Zaccagnini
AltroMondo Editore
Prezzo: 16,00 €
Pagine: 206
Codice ISBN: 978-88-6281- 256-6

martedì 3 febbraio 2009

"Il giornale invisibile" di Sergej Dovlatov

Negli anni Ottanta il periodico in lingua russa fondato a New York da Dovlatov inaugura una stagione di grande successo. Un lungo racconto su quella attività giornalistica, una sorta di testamento esistenziale in cui si intrecciano vita e letteratura.

A cura di Laura Salmon

In Russia, dov’era nato e vissuto in età comunista, e in America dov’erano stati pubblicati i suoi libri durante l’esilio finale, Dovlatov è considerato un classico. I suoi romanzi e i suoi racconti sono infatti ritenuti la migliore testimonianza letteraria dell’Homo sovieticus d’epoca poststaliniana, quando cioè alla cupa tragedia del totalitarismo si andava sostituendo l’assurdo comico di una società in irreversibile autoconsunzione. Una situazione che – secondo Dovlatov – produceva una umanità caratteristica, esaltando all’eccesso quel certo anarchismo estetizzante, quel ribellismo individualistico, e soprattutto l’immensa riserva di autoironia propri del popolo russo, o almeno di quello spezzone di Russia in cui Dovlatov si ambientava, fatto di intellettuali e pseudo tali, dalla vita alcolica e picaresca, sempre sospesi tra il dissenso e il desiderio di sbarcare il lunario con il minimo di fatica. Personaggi che sembrano il fortunato innesto sul tronco del grande umorismo classico russo di una poetica dell’emarginazione alla Charles Bukowski. Scene di coinvolgente comicità, fatte di quadri staccati tenuti insieme in collages estremamente naturali, volti a rappresentare il caos insito nella condizione umana; storie sempre autobiografiche, allegramente pessimistiche, quasi che la vecchia URSS fosse lo scenario più adatto a esprimere l’assurdo dell’esistenza. Con un’attenzione spasmodica verso il linguaggio reale; tanto che i suoi dialoghi sono detti «una fotografia del linguaggio»: quindi la più pura raffigurazione di un tipo umano quale distillato da circostanze storicamente irripetibili. Nel Giornale invisibile si racconta di ciò che succede tra russi intorno al tentativo di fondare un periodico a New York, per la colonia degli immigrati. Perché l’Homo sovieticus, in patria o in esilio resta tale in realtà, come se fosse, assai più che il frutto di una società storica, una delle alternative dell’essere uomini. E tra le più divertenti a osservarla.

Sergej Dovlatov (1941-1990), nato da una famiglia di gente di spettacolo, dopo una giovinezza sregolata si dedicò al giornalismo, lavorando per giornali di provincia, dai quali veniva regolarmente licenziato per indisciplina. Nel 1978 emigrò negli Stati Uniti, dove furono pubblicati i suoi racconti e romanzi, prevalentemente a sfondo autobiografico, «commedie autobiografiche» pervase di umorismo instancabile e classicamente russo. Di Dovlatov, questa casa editrice ha pubblicato Straniera (1991, 1999), La valigia (1999), Compromesso (1996, 2000), Noialtri (2000), Regime speciale (2002), Il Parco di Puškin (2004), La marcia dei solitari (2006) e Il libro invisibile (2007).


"Il giornale invisibile"
di Sergej Dovlatov
Sellerio Editore
Titolo originale: Nevidimaja gazeta
Lingua Originale: russo
Collana: La memoria
Anno: 2009
ISBN: 88-389-2251-9
Pagine: 180
Prezzo: 7.70 Euro

venerdì 30 gennaio 2009

"Cose da turchi" di Marta Ottaviani

«Non sei tu che scegli i turchi. Sono loro che scelgono te e, anche se fai di tutto per piacere, non è detto che i tuoi sforzi vengano ricompensati. Anzi.»

La mancanza di un lavoro, il sogno di cambiare vita, l’opportunità di una borsa di studio. Così inizia l’avventura di Marta Ottaviani che un giorno decide di lasciare Milano e di trasferirsi in Turchia, fuggendo da un mondo che le sta stretto per approdare a uno tutto da scoprire. Ma, arrivata a Istanbul, si rende conto che la realtà non è come l’immaginava. Tra modernità e tradizione, tra laicità e religione, tra Oriente e Occidente, la Turchia di oggi si presenta con mille volti, contraddizioni, persino eccessi che si manifestano nella sua voglia di rimanere sospesa tra due continenti, due orizzonti, due modi di vedere la vita e il mondo, in contrasto tra loro ma che convivono e si fondono rendendo questo Paese uno dei più affascinanti e ricchi di storia e di cultura, che nonostante tutto ambisce a entrare nell’Unione Europea.
Un libro tra romanzo e reportage giornalistico che descrive, con ironia e passione, la terra degli hamam, dei bazar e dei minareti, ma anche quella in cui sono ancora irrisolti il genocidio armeno, la questione curda e il rapporto tra laici e filo-islamici.

Marta Ottaviani è nata a Milano nel 1976. Laureata in Lettere Moderne, viene ammessa all’Istituto per la Formazione al Giornalismo «Carlo de Martino». Nell’ottobre del 2005 parte per la Turchia, dove, in breve tempo, comincia a lavorare per l’agenzia di stampa Apcom, per i quotidiani «Il Foglio», «Il Giornale», l’«Avvenire», per Radio 24 e per il settimanale «Io Donna». Commentatrice di Radio Tre Mondo ed editorialista del quotidiano libanese «An-Nahar», vive attualmente a Istanbul.

COSE DA TURCHI
di Marta Ottaviani
MURSIA
Pagine 264
Euro 17,00
Codice 13637U
EAN 978-88-425-3979-7

giovedì 29 gennaio 2009

"Guida al lavoro" Edizione 2009

Come faccio a scrivere un curriculum
senza cestinatura?
Perché non mi chiamano mai?
Quali domande mi faranno al colloquio?
Dove vado a cercare le offerte più adatte a me?
Quali contratti mi possono offrire?
Che cosa vogliono davvero le aziende?
E che cosa faccio se?

Trovare lavoro è più facile di quello che pensi se solamente sai come farlo. Dal sito leader per la ricerca di personale una guida pratica, completa e affidabile pe trovare lavoro.



"Guida al lavoro. Tutto quello che devi sapere per cercarlo, cambiarlo, trovarlo". Edizione 2009
Mondadori DOC
Prezzo di copertina: € 9,90.

mercoledì 28 gennaio 2009

"La trappola" di Carmelo Abbate e Sandro Mangiaterra

Chissà se c’è ancora qualcuno convinto che lo tsunami finanziario non lo riguardi. Roba per élite di ricconi. O per i cervelloni di Wall Street, ma per fortuna qui è tutta un'altra storia. Perché se ancora qualcuno lo pensa si sbaglia, e di grosso. Siamo noi che abbiamo subìto i danni del grande crac. E chissà per quanto andrà avanti. Banche, assicurazioni e finanza sono nell’occhio del ciclone. In Italia, le famiglie continuano a rimetterci un mucchio di quattrini. Ora si scava tra le macerie e si vuole correre ai ripari. Ma il rischio è che, scattata la vecchia trappola, se ne prepara un'altra. C'è tutto questo in queste pagine. Non solo la vecchietta che è andata in banca con tutti i risparmi e ne è uscita con le sue belle obbligazioni Parmalat o Lehman Brothers, carta straccia. Né la famigliola che ha chiesto il mutuo per comprare casa ed è rimasta strozzata dalle rate in continua crescita. Né il professionista che si domanda come sia possibile che i fondi vadano sempre più a fondo. O l’incredulità di chi scopre che le spese sul conto corrente superano gli interessi. Ci siamo tutti noi, proprio tutti, intrappolati in un valzer di scandali, risparmi andati in fumo e inganni. La «tempesta perfetta» di questi mesi, sommata a risparmi che si assottigliano, economia in ginocchio, costo della vita in continua crescita e stipendi fermi, ha mostrato che il re è nudo e la pazienza dei sudditi al limite. Ma il fatto è che il sistema finanziario ha invaso la nostra vita. Con questo mondo si ha a che fare tutti i giorni: la casa, l’auto, i risparmi, la pensione, le polizze, i finanziamenti. Tutti i giorni si scoprono costi invisibili e inganni. Uno slalom che genera disillusione, rabbia, sfiducia. Ci sono storie vere in questo libro, e ognuna descrive un pezzo di vita, tra verità non dette e truffe vere proprie. Esempi concreti, carnefici e vittime, persone e famiglie che illuminano la freddezza dei dati. Per smascherare le trappole e scoprirsi un po' meno vulnerabili.

Carmelo Abbate è caposervizio nella sezione attualità di Panorama. Da cronista ha condotto numerose inchieste sul campo, in particolare riguardo a problemi sociali ed economici: dal lavoro nero al costo della vita. Oggi si è specializzato sui temi della difesa del portafoglio delle famiglie e dei diritti dei consumatori.

Sandro Mangiaterra è stato inviato speciale di Panorama e capo della redazione de Il Venerdì di Repubblica. Attualmente è editorialista dei quotidiani veneti del Gruppo L'Espresso e collabora con Il Sole 24 Ore (per la community di Nòva24 cura anche il blog Northern Sky, sui rapporti tra Nordest e Nordovest). Da più di vent'anni si occupa di economia sociale e diritti dei consumatori.

La Trappola
di Carmelo Abbate e Sandro Mangiaterra
Edizioni Piemme
Collana Italiana
Serie Saggistica
Pagine 266
Data di pubblicazione dicembre 2008
ISBN 978-88-566-0445-0
Prezzo €17,50

Carmelo Abbate presenterà "LA TRAPPOLA" il prossimo 6 febbraio presso la Libreria Guida di Caserta, che si trova in Via Caduti sul lavoro, 29/33 (ore 17.00)

martedì 27 gennaio 2009

"La bicicletta di mio padre" di Fabrizio Roccheggiani

L’occupazione nazifascista vista dagli occhi di un bambino.

In occasione del giorno della memoria, un diario di ricordi sull'occupazione:
vero, autobiografico, emozionante. Pagine di memoria da custodire e tramandare.
Roma, 1943. I tedeschi occupano la “città aperta”. Il diario di un bambino tiene traccia di quei giorni terribili e degli anni che seguirono.
I bombardamenti, i rastrellamenti, il papà partigiano e la Resistenza, la Liberazione e la lenta ripresa del dopoguerra vengono raccontati con un'impronta serena, senza polemiche, come solo un bambino potrebbe fare.


Fabrizio Roccheggiani: scrittore nato a Roma, figlio del partigiano Alessandro Roccheggiani, vive da sempre nella sua città dove si è laureato in Legge. Questo è il suo primo libro per ragazzi.


"La bicicletta di mio padre"
di Fabrizio Roccheggiani
Edizioni Lapis
pagine: 96
codice: ISBN 978-88-7874-117-1
PREZZO: € 10,00

lunedì 26 gennaio 2009

"Evasori" di Roberto Ippolito

Forse non tutti sanno che i soldi non versati in Italia al Fisco corrispondono a 7 punti percentuali del Prodotto interno lordo. Se tutti gli evasori pagassero le tasse, infatti, gli italiani avrebbero in tasca 100 miliardi di euro in più all’anno, circa 8 miliardi e mezzo al mese.

Ma, soprattutto, non tutti conoscono l’inesauribile fantasia creativa di chi froda il fisco: esiste un paese, Antartictland, paradiso fiscale virtuale per chi non vuole pagare le tasse, fondato nel cuore del polo Sud, con tanto di bandiera e moneta; si è arrivati ad allegare materassi ai giornali per sfruttare il favorevole regime fiscale concesso all’editoria; il settore delle pompe funebri tocca livelli record di evasione tanto che si dovrebbe dedurre che al Nord un morto su due si sotterra con le proprie mani mentre al Sud si sale a due su tre.

Tragedia e commedia, dunque. Un campionario surreale di giochi di prestigio e trucchi diffusi in tutta Italia, regione per regione, nessuno escluso, privati, sia famosi che sconosciuti, e aziende, sia piccole che grandi.

La prima inchiesta puntuale, rigorosa, documentata, che sorprende e diverte, che racconta un malcostume talmente diffuso da non essere neppure più percepito. Anzi, che sembra perfino legittimato. Almeno prima di questo libro.

Roberto Ippolito è Direttore delle Relazioni esterne della LUISS, docente e componente del Comitato di direzione della Scuola superiore di giornalismo presso la stessa università, oltre che giornalista professionista ed esperto di comunicazione. In precedenza ha curato l’informazione economica del quotidiano “La Stampa”. È editor del Festival dell’Economia di Trento; presso Laterza ha pubblicato L’Italia dell’economia (2000), Vivere in Europa (2002) e Duemilaquattordici. Il futuro che ci aspetta (2004).

"Evasori. Chi, come, quanto"
di Roberto Ippolito
EDITORE: BOMPIANI
COLLANA: ASSAGGI E PASSAGGI
PAGINE: 204
PREZZO: 17,00 Euro
ANNO DI PRIMA EDIZIONE: 2008
ISBN: 45262036

Il libro verrà presentato il prossimo 31 gennaio a Pontedera, al Museo Piaggio "Giovanno Alberto Agnelli", in Viale Rinaldo Piaggio, 23 (ore 10).

sabato 24 gennaio 2009

"Peggio che diventare famoso" di Filippo Timi

Il cinema non è mai quello che sembra, un po’ come la vita.
Da un giorno all’altro ti chiami Rino, abiti in Friuli, hai un figlio di quattordici anni e un amico scemo a cui badare. Nello stesso tempo sei sempre Filo, con la sua fame di provare tutto, con un debito d’amore addosso da mancarti il fiato e l’ossessione di una mamma impazzita per la polka. Sul set del film di Salvatores, chiuso in una camera d’albergo, ogni mattina devi spogliarti della tua faccia e mettertene addosso un’altra.
Mentre aspetti il ciak il tempo ti trasforma, i sudori si mischiano, il puzzo di uno fermenta col puzzo degli altri, si viene a creare un microclima di umori, ormoni e pulsioni, si ride per delle cazzate incomprensibili al mondo esterno, come una specie di codice infantile, e ci si accoppia, almeno col pensiero, tutti con tutti, è una legge biologica.
Fare un film è ferire consapevolmente una storia.
Spezzettarla.
Sembra poetico ma non lo è.
Dopo il successo di Tuttalpiù muoio e di E lasciamole cadere queste stelle, Filippo Timi torna alla scrittura riproponendo in Peggio che diventare famoso il personaggio Filo e la sua voglia di vivere la vita a ogni costo, anche se brucia.

Filippo Timi è nato a Perugia nel 1974. Premio Ubu 2004 come miglior attore di teatro under 30, è stato sulla scena Orfeo, Danton, Perceval, Satana, e ha interpretato il monologo La vita bestia, tratto dal suo primo romanzo Tuttalpiù muoio (2006), scritto a quattro mani con Edoardo Albinati. Nel 2007 ha pubblicato E lasciamole cadere queste stelle. Al cinema ha interpretato tra il 2007 e il 2008 i film In memoria di me di Saverio Costanzo; Saturno contro di Ferzan Ozpetek; Signorinaeffe di Wilma Labate; I demoni di San Pietroburgo di Giuliano Montaldo. Dopo il film di Gabriele Salvatores Come Dio comanda (2008), sarà protagonista del film di Marco Bellocchio, Vincere, e del film d’esordio di Giuseppe Capotondi, La doppia ora.


"Peggio che diventare famoso"
di Filippo Timi
Prezzo € 15,60
2008,
332 p.
Editore Garzanti Libri


Il libro verrà presentato martedì 27 gennaio 2009, alle ore 18.00, nella libreria "La Feltrinelli Libri e Musica", di via Appia Nuova 427, a Roma. Sarà presente l'autore.

venerdì 23 gennaio 2009

"Sulle regole" di Gherardo Colombo

La giustizia non può funzionare se il rapporto tra i cittadini e le regole è malato, sofferto, segnato dall’incomunicabilità. La giustizia non può funzionare se i cittadini non comprendono il perché delle regole.

Il libro
Quando parliamo di giustizia non parliamo solo della sua amministrazione quotidiana, quel complesso istituzionale che coinvolge i giudici, i tribunali, le corti, gli avvocati, i pubblici ministeri, le prigioni, le persone sul cui destino tutto ciò incide il più delle volte pesantemente. Parliamo anche di un punto di riferimento ideale, dei valori di base che guidano la nostra convivenza e a cui si ispira la distribuzione di diritti e doveri, opportunità e obblighi, libertà e limiti. Se si smarrisce questo riferimento ideale, anche l’amministrazione della giustizia soffre, perché resta priva di una bussola e di una direzione.
Dopo più di trent’anni in magistratura e con all’attivo decine di inchieste giudiziarie che hanno segnato la storia italiana recente, Gherardo Colombo consegna a questo libro la sua riflessione sulla cultura della giustizia e sul senso profondo delle regole. Senza rispetto delle regole, infatti, non potremmo vivere in società. Ma senza una discussione pubblica sulle ragioni delle regole, la vita in società non potrebbe fare passi avanti, non saprebbe proiettarsi verso il futuro in modo dinamico, non riuscirebbe a immaginare nuovi diritti né a creare forme migliori di convivenza.
È per questo che la discussione sulle regole coinvolge per Colombo anche i modelli di società a cui le regole si ispirano. Modelli verticali, basati sulla gerarchia, la competizione, la centralità della pena. E modelli orizzontali, più rispettosi della persona, orientati al riconoscimento dell’altro, capaci di sperimentare soluzioni alternative alla punizione e all’esclusione. Una strada, quest’ultima, tracciata proprio sessant’anni fa dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Costituzione italiana.

Gherardo Colombo (Briosco, Milano, 1946) ha lavorato in magistratura dal 1974 al 2007. Ha condotto o collaborato a inchieste celebri come la scoperta della Loggia P2, il delitto Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir. Lodo Mondadori e Sme. Dal 1989 al 1992 è stato consulente per la Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia, nel 1993 consulente per la Commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia. Dal 1989 ha lavorato come pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Milano. Nel 2005 è stato nominato consigliere presso la Corte di cassazione. A metà febbraio del 2007, a quindici anni dall'inizio di Tangentopoli, si è dimesso dalla magistratura. Tra le sue pubblicazioni: Il riciclaggio – Gli strumenti giudiziari di controllo dei flussi monetari illeciti con le modifiche introdotte alla nuova legge antimafia (Giuffrè 1991); è coautore de La legislazione antimafia, raccolta di leggi antimafia (Giuffrè 1994).


"Sulle regole"
di Gherardo Colombo
settima edizione
Feltrinelli
Collana: Serie Bianca
Pagine: 160
Prezzo: Euro 14


Gherardo Colombo sarà ospite di Maurizio Mannoni a TG3 - Linea Notte, in onda dalle 24.00 all'una di notte, il 28/01/2009.

"Sulle regole" verrà inoltre presentato il 3 febbraio, alle ore 21.00, presso la Sala Polifunzionale della Biblioteca civica, in piazza IV Novembre, a Lissone.