sabato 14 marzo 2009

"Breve trattato sulla decrescita serena" di Serge Latouche

«La decrescita non è la crescita negativa. Sarebbe meglio parlare di “acrescita”, così come si parla di ateismo. D’altra parte, si tratta proprio dell’abbandono di una fede o di una religione (quella dell’economia, del progresso e dello sviluppo). Se è ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito, le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono invece ben lungi dall’essere accettate. Ma se non vi sarà un’inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un’altra logica: quella di una “società di decrescita”». Serge Latouche

Serge Latouche, professore emerito di scienze economiche all’Università di Paris-Sud, è specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali.

"Breve trattato sulla decrescita serena"
di Serge Latouche
Traduzione di Fabrizio Grillenzoni
Bollati Boringhieri
Anno 2008
Collana «Temi»
Prezzo €9,00
136 pp.


Il libro veràà presentato dall'autore, Serge Latouche, nel corso della trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, condotta da Fabio Fazio e in onda su Rai Tre, domenica 15 marzo 2009, alle ore 20.10.

venerdì 13 marzo 2009

"Compromesso" di Sergej Dovlatov

Un grande scrittore racconta come nasceva in una redazione russa una non-notizia: dodici cronache irresistibili dal regno globale della non-comunicazione.
A cura di Laura Salmon

«Dovlatov semplicemente ride. Senza secondi fini, senza sottofondo». «In Dovlatov il lettore occidentale riconoscerà anche se stesso. In questa universalità dell'umorismo dovlatoviano risiede, forse, la qualità fondamentale della sua prosa». Vanno assunti pressoché testualmente, come guida alla lettura, questi giudizi di critici su uno scrittore russo contro ogni corrente, morto prematuramente nel '90, da sempre dissidente ed emigrato in America con l'ultima ondata, molto amato dalla critica, meno dai suoi colleghi dell'emigrazione. E ad essi va utilmente aggiunta l'esclamazione di Kurt Vonnegut alla presentazione newyorkese di un libro di Dovlatov: «siamo felici che lei sia tra di noi». Poiché infatti a spiegare l'amore che suscita questo che è ormai da considerarsi un caso letterario internazionale bisogna ricorrere al ritemprante senso di felicità che esala dalle sue commedie quotidiane, lo splendente umorismo che filtra dai suoi infiniti aneddoti (paragonato senza mediazioni all'umorismo di Čechov). Tanto che, se il lettore astraesse dal luogo e dal tempo del loro svolgimento (la repubblica estone dell'URSS, nell'era di Breznev), questi compromessi potrebbero benissimo raccontare come nasce universalmente una non-notizia, come è fatto veramente il mondo della non-comunicazione.

Sergej Dovlatov (1941-1990), nato da una famiglia di gente di spettacolo, dopo una giovinezza sregolata si dedicò al giornalismo, lavorando per giornali di provincia, dai quali veniva regolarmente licenziato per indisciplina. Nel 1978 emigrò negli Stati Uniti, dove furono pubblicati i suoi racconti e romanzi, prevalentemente a sfondo autobiografico, «commedie autobiografiche» pervase di umorismo instancabile e classicamente russo. Di Dovlatov, questa casa editrice ha pubblicato Straniera (1999), La valigia (1999), Noialtri (2000), Regime speciale (2002), Il Parco di Puškin (2004), La marcia dei solitari (2006), Il libro invisibile (2007) e Il giornale invisibile (2009).

"Compromesso"
di Sergej Dovlatov
Sellerio
Titolo originale: Kompromiss
Lingua Originale: russo
Collana: Il castello
Anno: 1996
ISBN: 88-389-1180-0
Pagine: 208
Prezzo: 12.91 Euro

giovedì 12 marzo 2009

"I Baroni" di Nicola Gardini

La storia vera di uno dei tanti, troppi “cervelli” costretti a fuggire dall’Università italiana. La vita quotidiana nella nostra Accademia come non era mai stata raccontata prima.

Nicola è un giovane studioso. Un bravo studioso. Ha una laurea italiana e un dottorato americano. Parla le lingue. Scrive, pubblica e traduce. Per la sua materia ha una passione autentica. Tutto ciò che desidera è concentrarsi sulle sue ricerche, condividerle con altri studiosi, trasmettere ai più giovani ciò che ha imparato dai suoi maestri. Ma in Italia non è possibile, o almeno non è così ovvio. Perché l’Università italiana è sempre meno il luogo della ricerca, dell’insegnamento, della trasmissione del sapere. Nell’Università italiana non governano il merito e la competenza. Nell’Università italiana governano i “Baroni”: uomini di potere abituati a gestire l’Accademia come un giocattolo personale, a premiare la fedeltà anziché la libertà, a preferire un mediocre candidato “locale” a un ottimo candidato “esterno”. In barba all’interesse degli studenti e anche all’interesse generale.
Questo libro è un documento eccezionale. È una denuncia e una confessione. Ma soprattutto è una storia vera: il racconto paradossale e a tratti kafkiano di dieci anni passati a barcamenarsi tra concorsi veri o fasulli, professori che tramano, promesse fatte e non mantenute, colleghi impauriti, vessazioni inutili, cose non dette o cose mandate a dire. Dove tutto conta tranne ciò che dovrebbe contare: l’originalità della ricerca, la dedizione all’insegnamento.
Il lieto fine è purtroppo amaro. Perché Nicola diventa professore a Oxford, dove vince un concorso pur senza conoscere nessuno. Ma l’Italia perde l’ennesimo “cervello”, l’ennesimo giovane studioso regalato a un paese che non ha speso nulla per formarlo ma che ne sa mettere a frutto doti e lavoro come la nostra Università non sa più fare.

Nicola Gardini insegna Letteratura italiana all’Università di Oxford. All’Università di Milano si è laureato in Lettere classiche, negli Stati Uniti ha ottenuto un Ph. D. in Letterature comparate. Ha pubblicati saggi di critica letteraria, alcune raccolte di poesia e i romanzi Così ti ricordi di me (Sironi 2003) e Lo sconosciuto (Sironi 2007). Di recente ha curato l’edizione delle Poesie di Ted Hughes nei Meridiani Mondadori.

"I Baroni.
Come e perché sono fuggito dall’università italiana".
di Nicola Gardini
Feltrinelli
Collana: Serie Bianca
Pagine: 208
Prezzo: Euro 13

mercoledì 11 marzo 2009

"Con un piede impigliato nella Storia" di Anna Negri

Gli anni settanta e le sue vittime descritti con un taglio unico e irripetibile. Anna Negri parla di un mondo che ancora è parte della nostra coscienza e lo fa partendo da sé: la fanciullezza che sfocia in una turbinosa adolescenza, il rapporto con il padre Toni, leader di Autonomia operaia, e con la madre, perno dolente della famiglia, la sua educazione alla rivoluzione contrapposta e complementare alla sua educazione personale.

È il maggio del 1977 quando in casa Negri irrompono i carabinieri a mitra spianati. La tredicenne Anna li guarda a lungo, rabbrividisce al contatto della canna fredda dell’arma con la sua pancia scoperta e poi scoppia a ridere.

Anna Negri, la figlia di Toni – come chiama il padre, Toni Negri, teorico e filosofo marxista, nonché fondatore di Potere operaio e leader di Autonomia operaia – è una testimone privilegiata di un periodo ancora caldo nella storia contemporanea italiana. Una testimone suo malgrado. Né vittima, né carnefice, semplicemente una ragazza. Da un lato c’è la figura paterna, assente, contraddittoria, complessa, capace di suscitare alternativamente sarcasmo e invidia nei compagni di scuola. Dall’altro, un percorso di crescita e maturazione che ha come tutori hippy e intellettuali, famiglie “bene” e rivoluzionari armi in pugno. Sullo sfondo il terrorismo, la politica extraparlamentare, i movimenti. E poi il padre in carcere, il suo periodo francese, l’irreperibilità, i trasferimenti forzati della famiglia. Ma tutto, ancora una volta, viene ricondotto a lei, Anna. Anna che soffre di disturbi alimentari, che si innamora, che cerca stabilità nella sfuggente figura paterna, che mal tollera la nevrotica sfida della madre nel tenere unita la famiglia, che prova a vivere una vita normale tra i banchi di scuola.

Anna Negri nasce a Venezia e si laurea in cinema al Royal College of Art di Londra. Nel 1999 dirige In principio erano le mutande, a cui fa seguito Riprendimi (2008), presentato al Sundance Festival. Per la televisione ha diretto i TV movie L'altra donna (2001), L'amore proibito (2006) e La doppia vita di Natalia Blum (2009).

Con un piede impigliato nella Storia
di Anna Negri
Feltrinelli
Collana: Varia
Pagine: 272
Prezzo: Euro 17
In libreria dal 12 marzo 2009

Anna Negri incontra il pubblico in occasione dell'uscita del suo nuovo libro "Con un piede impigliato nella storia" il 19 marzo 2009, alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli Galleria Colonna, a Roma.


martedì 10 marzo 2009

"Euflazione" di Antonio Miclavez

L'anello mancante dell'economia
La via d'uscita alla crisi finanziaria che ci libera dall'inflazione e riporta il denaro al servizio della comunità

Inflazione e deflazione sono situazioni economiche di cui tutti parlano – quasi sempre in modo negativo – che influenzano in maniera decisiva la vita di tutti, dal governo di uno Stato alla grande multinazionale, dalla famiglia al piccolo risparmiatore. Esiste però un terzo concetto di cui nessuno parla mai: l' EUFLAZIONE.
Di cosa si tratta? Di un’offerta di moneta calibrata correttamente in grado di garantire stabilità dei prezzi, far crescere gli scambi e incoraggiare gli investimenti. L’euflazione sembra proprio essere una manna dal cielo per chi – di certo la quasi totalità di noi – quotidianamente ha a che fare con i capricci e le contraddizioni del nostro sistema economico.

Ma perché allora i media non ne parlano, i governi non la incoraggiano e gli istituti finanziari non la perseguono?

È proprio questo lo scopo principale del nuovo libro di Miclavez, coautore del bestseller Euroschiavi: illustrare un concetto semplice ed efficace e denunciare la falsità e la corruzione del regime monetario e finanziario internazionale che, giorno dopo giorno, innesca turbolenze, fallimenti e crisi col solo scopo di autoalimentarsi e foraggiare chi, al suo interno e con la complicità del mondo politico e di quello dell’informazione, vive sulle spalle di piccoli imprenditori, onesti lavoratori e privati cittadini.

Antonio Miclavez, dentista, imprenditore e appassionato in tecniche di consapevolezza mentale, ha compiuto i propri studi di formazione a Vienna. Nel 2000 ha iniziato a interessarsi di macroeconomia e in particolare di creazione del denaro: la sua ricerca è culminata con la pubblicazione, insieme all'avvocato Marco Della Luna, di Euroschiavi, importante best-seller arrivato ormai alla quinta edizione (Maggio 2008 - Arianna Editrice).

Euflazione
L'anello mancante dell'economia
Antonio Miclavez
Prezzo € 9,80
Arianna Edizioni
Libro - Pagine 110
Formato: 15x21
Anno: 2009

Presentazione in prima nazionale del volume con la presenza dell'autore: sabato 14 marzo a Bologna, presso la Sala del Baraccano, in Via Santo Stefano 119, alle ore 15.30.


lunedì 9 marzo 2009

"Quanta stella c'è nel cielo" di Edith Bruck

Quanta goccia c’è nell’oceano?
Quanta stella c’è nel cielo?
Quanto capello sulla testa dell’uomo?
E quanto male nel cuore?

Sándor Petofi

«Quanta stella c’è nel cielo» non è un errore, è il primo verso di una ballata amara del giovane Petofi, il grande poeta ungherese. Quei versi sono tra le poche cose che Anita porta con sé, insieme a molti ricordi laceranti.
Anita non ha ancora sedici anni. È una sopravvissuta ai campi. È bella, è sensibile, le prove della vita le hanno tatuato l’anima. Sta fuggendo da un orfanotrofio ungherese per andare a vivere a casa di una zia, Monika. Eli, il giovane cognato di Monika, è venuto a prenderla al confine per accompagnarla nel viaggio in Cecoslovacchia, dove si ritrova clandestina in un mondo ancora in subbuglio. Ma tutto questo a Eli non interessa: lo attira solo il corpo di quella ragazza e già sul treno, affollato di una moltitudine randagia, inizia a insidiarla in un gioco cinico e crudele.

Quanta stella c’è nel cielo è un romanzo dai risvolti inattesi. Racconta come si possa tornare dalla morte alla vita. E come, a volte, il cammino per ritrovare la speranza possa seguire trame imprevedibili. Protagonista, intorno ad Anita, è un’umanità dolente, alla ricerca di una nuova esistenza: c’è chi vuole dimenticare e chi vuole ricordare, chi mette radici e chi si imbarca per la terra promessa, chi vuole rifiutare per sempre ogni violenza e chi invece pensa che l’unico dovere è, dopo tutto, imbracciare il fucile per non essere mai più vittima.

Edith Bruck offre in queste pagine la storia palpitante di un’epoca cruciale del dopoguerra, quando tutto era in fermento tra mille difficoltà. Un’altissima meditazione sulla speranza, sulla straordinaria forza e fragilità di chi va verso una rinascita. E la grande capacità della Bruck è il risvegliare violente emozioni nel lettore.

Edith Bruck, di origine ungherese, è nata in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944, poco più che bambina, il suo primo viaggio la porta nel ghetto del capoluogo e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen…
Sopravvissuta alle deportazione, dopo anni di pellegrinaggio, approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua.
Nel 1959 esce il suo primo libro Chi ti ama così, un’autobiografia che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei Lager. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in città, da cui il marito Nelo Risi trae l’omonimo film.
È autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (1969), Lettera alla madre (1988), Nuda proprietà (1993) e Lettera da Francoforte (2004). Nelle sue opere il più delle volte ha reso testimonianza dell’evento nero del xx secolo. Nella lunga carriera ha ricevuto diversi premi letterari ed è stata tradotta in più lingue.

"Quanta stella c'è nel cielo"
di Edith Bruck
Garzanti Libri
Collana: Nuova biblioteca Garzanti
Pagine: 180
ISBN: 8811683521
ISBN-13: 9788811683520
Data pubblicazione: 2009
Prezzo: € 16,60

Il libro verrà presentato martedì 10 marzo 2009, alle ore 17.30, presso la Libreria Bibli, in via dei Fienaroli 28, a Roma. Insieme all'autrice interverranno Neva Baiada ed Elio Pecora. L' incontro è organizzato dall'Unione Lettori Italiani.

venerdì 6 marzo 2009

"Un piano per salvare il pianeta" di Nicholas Stern

I cambiamenti climatici non sono solo una minaccia per l’ambiente, ma un pericolo gravissimo per l’economia mondiale. Se non si agisce subito, il prezzo da pagare sarà troppo alto. Per tutti.
"Sarebbe folle ignorare un messaggio così forte e urgente".
Amartya Sen, premio Nobel per l'Economia.


Nato su incarico del governo inglese e reso pubblico alla fine del 2006, l’ormai famoso Rapporto Stern ha fornito la prima ampia indagine sulle conseguenze economiche dei cambiamenti climatici e sull’impatto sociale dei rischi ambientali. Dal momento della sua diffusione, il Rapporto si è imposto come un insostituibile strumento di analisi e un innovativo punto di riferimento per i governi di ogni parte del mondo.
In questo nuovo libro l’autore di quel documento – l’economista inglese Nicholas Stern – ne riprende i risultati e ne trae le più importanti lezioni politiche. Siamo infatti - avverte Stern - in un momento delicatissimo: le decisioni che verranno assunte nei prossimi cinque anni e le azioni che saranno intraprese nei prossimi due-tre decenni saranno vitali per il futuro del pianeta. Il modello tradizionale di crescita si è inceppato, ed è urgente pensare un nuovo modello basato su un basso uso di combustibili tradizionali. Ignorare la questione significa non solo condannare la Terra a un futuro di inquinamento, ma imboccare una strada di non sviluppo e di decadimento economico.
È urgente avviare azioni concrete, stabilire un prezzo per l’emissione dei gas serra, definire forti obiettivi di riduzione, bloccare la deforestazione, sostenere l’innovazione e l’impiego di tecnologie a basso tenore di carbonio. Per la prima volta in modo accessibile ma economicamente circostanziato, Stern chiarisce com’è possibile raggiungere questi obiettivi, ridurre drasticamente i rischi ambientali e favorire una nuova fase di crescita e di progresso.

Nicholas Stern insegna Economia alla London School of Economics, dove dirige l’Osservatorio indiano creato all’interno dell’Asian Research Centre. Dal 2000 al 2003 è stato Chief Economist e Senior Vicepresident della Banca mondiale. Dal 2003 al 2007 è stato consulente del primo ministro inglese per i temi dello sviluppo economico e del cambiamento climatico. Su incarico del governo laburista, ha condotto la prima ampia indagine sugli effetti economici dei cambiamenti climatici, poi trasformatasi in un rapporto, l’ormai famoso Stern Review, reso pubblico alla fine del 2006.
Tra le molte onorificenze ricevute, Nicholas Stern è stato nominato alla British Academy nel 1993 ed è membro onorario dell’American Academy of Arts and Sciences. Nel 2004 è stato inoltre nominato Knight Bachelor, una delle più alte cariche onorarie del Regno Unito.


Un piano per salvare il pianeta
Nicholas Stern
Traduzione: Pietro Anelli
Editore: Feltrinelli
Collana: Serie Bianca
Pagine: 200
Prezzo: Euro 15
In libreria dal 9 aprile 2009

giovedì 5 marzo 2009

"Un sabato, con gli amici" di Andrea Camilleri

Quando il passato presenta i suoi conti. Le vite di Matteo, Gianni, Giulia, Anna, Fabio, Andrea e Renata detta Rena sono tutte vite segnate. Fin dall'infanzia, con traumi profondi che scuotono l'anima oppure vanno a interrarsi in certe zone segrete della coscienza, e dalla giovinezza che ci aggiunge il suo carico di turbamenti, di rivolte, di affermazioni di sé.
Sembrerebbe che gli anni della prima maturità possano portare un inizio di pacificazione, se non altro perché le vite sembrano incanalate nei loro binari borghesi e le coppie si sono stabilizzate, ma non è così. Non è affatto così; anzi, è proprio il contrario: l'età matura è il momento giusto perché i nodi vengano al pettine, gli elementi psichici si combinino apposta per precipitare, per esplodere come una miscela assai temibile con la quale un alchimista improvvido abbia giocato troppo a lungo e con troppa fortuna.
Decisamente, questo romanzo è anomalo nella produzione di Andrea Camilleri. Lo è da subito, dalla prima lettura che ci propone una lingua secca, affilata, che non cede all'espressività del dialetto né ad alcuna di quelle varie forme di pietas che spesso si ritrovano nella prosa del maestro di Porto Empedocle e che sotto forma di ironia, tenerezza, comprensione per le umane debolezze intervengono a lenire anche le situazioni più dure e crudeli. Qui invece non c'è possibilità di fuga o di nascondimento. Ogni personaggio è consegnato alla sua dannazione e alla deriva inesorabile delle sue azioni.
Quella che si sente, fortissima, in queste pagine, è la voce del Camilleri uomo di teatro. La si sente nelle clausole immediate, nel disegno rigoroso della trama, nella geometria delle relazioni tra i personaggi, nelle battute perfettamente calibrate per efficacia e verosimiglianza, nelle cadenze stilizzate del tipico dramma contemporaneo: morboso, implacabile, assurdo.

Andrea Camilleri, nato a Porto Empedocle (Agrigento) nel 1925, ha lavorato a lungo come sceneggiatore e regista teatrale e televisivo. L'esordio come romanziere è del 1978 con Il corso delle cose. Seguiranno Un filo di fumo (1980), La mossa del cavallo (1999), la raccolta di racconti Un mese con Montalbano (1998), Gli arancini di Montalbano (1999), La scomparsa di Patò (2000), Il re di Girgenti (2001), Racconti quotidiani (2001), La prima indagine di Montalbano, Il medaglione (2005), La pensione Eva (2006), Il colore del sole (2007) e Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano (2008). Nella collana "I Meridiani" sono usciti i due volumi delle opere di Camilleri, Storie di Montalbano e Romanzi storici e civili.

"Un sabato, con gli amici"
di Andrea Camilleri
Editore: Mondadori
Anno: 2009
Collana:Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 144
Formato: 14,0 x 21,5
Prezzo: 17.50 €
ISBN: 978880458613

mercoledì 4 marzo 2009

"L'abusivo" di Antonio Franchini

Giancarlo Siani era un giovane cronista: la sera del 23 settembre 1985, i killer della camorra lo uccisero dopo averlo aspettato sotto casa per ore. Che cosa aveva scoperto? Che cosa aveva scritto di così pericoloso da essere punito con la morte?

Giancarlo Siani aveva un contratto come corrispondente da Torre Annunziata per il quotidiano "Il Mattino" di Napoli, ma in realtà lavorava a tempo pieno come giornalista "abusivo". Sperava di essere assunto, e probabilmente lo sarebbe stato se la camorra non lo avesse ucciso. L’autore di questo libro, coetaneo e concittadino di Siani, aveva percorso con lui un pezzo di strada, prima di lasciare Napoli e di accettare l’idea che la sua via sarebbe stata quella della letteratura e non del giornalismo. E così una di queste strade ha portato un giovane alla morte, l’altra un uomo ormai quarantenne a raccontare quegli anni e quell’uccisione.

Ma il "caso Siani" non e solo una storia giudiziaria tormentata e a suo modo avvincente che da poco si è conclusa con la condanna in Cassazione di esecutori e mandanti; il caso Siani è "il contesto", come lo chiamò Sciascia, sul quale non si farà mai luce ed è il marchio su una città intera e una generazione.

È quella città e quella generazione che Franchini racconta. Le racconta con un libro sulla morte e sulla sopravvivenza, che della città descrive l’antropologia, le vigliaccherie e le risorse, la dignità e le indegnità, la rinuncia al diritto elementare e le strategie per sostituirlo. Le racconta attraverso storie personali e familiari che disegnano lo sfondo di un luogo sempre sospeso tra il dramma sceneggiato e la tragedia reale, tra la violenza inscenata per burla e la spietatezza vera, assoluta.

Antonio Franchini è nato a Napoli nel 1958. Ha esordito nel 1991 con Camerati (Leonardo). Nel 1996 ha pubblicato Quando scriviamo da giovani. Di Marsilio sono Quando vi ucciderete, maestro? (1996) e Acqua, sudore, ghiaccio (1998). Ha pubblicato racconti e saggi critici in volume e su numerose riviste e ha partecipato all’antologia di scrittori meridionali I disertori (2000, Einaudi Stile libero).

"L'abusivo"
di Antonio Franchini
Marsilio
Collana Farfalle
pp. 256
Euro 14.46
2001
isbn: 978-88-317-7574-8

martedì 3 marzo 2009

"Il ritorno dell'economia della depressione e la crisi del 2008" di Paul Krugman

Il Premio Nobel per l’Economia ci spiega il «grande crac» e come uscirne.

«Oggi come ieri la crisi ha cominciato a dare i primi segnali in un cielo azzurro e sereno, quando la maggior parte degli esperti prevedeva che il boom sarebbe comunque continuato, anche se la recessione si stava avvicinando; oggi come ieri i tradizionali interventi macroeconomici si sono rivelati inefficaci, forse anche controproducenti. Il fatto che qualcosa di simile possa accadere nel mondo moderno dovrebbe far venire i brividi a chiunque abbia un minimo di senso della storia.» (dall’Introduzione di Paul Krugman)

Nel 1999 Paul Krugman aveva raccontato le crisi che hanno devastato diverse economie in Asia e in America Latina, lanciando un terribile monito: può accadere anche da noi, e possiamo andare incontro a una nuova Grande Depressione. Così come i virus diventano resistenti agli antibiotici, anche la moderna finanza è diventata immune ai rimedi escogitati dopo la crisi del ’29. I primi anni del nuovo millennio, con il boom di Wall Street e il trionfo della finanza allegra, sembravano smentire questa previsione.
Poi è arrivato il «grande crac» del settembre 2008, e nelle stesse settimane Paul Krugman ha vinto il Premio Nobel per l’Economia.
In questa nuova edizione del Ritorno dell’economia della depressione, ampiamente rivista e aggiornata, Paul Krugman ci fa capire come la «deregulation» e le dinamiche di un sistema finanziario svincolato da ogni controllo abbia prodotto la peggiore crisi dagli anni Trenta a oggi. Ci illustra le misure che bisogna prendere perché fenomeni del genere non si ripetano.
Lo stile è quello a cui ci ha abituato l’economista americano: lucido, informato, chiaro, brillante. La sua riflessione, sempre acuta e penetrante, a volte anticonformista (e dunque vista con sospetto dall’establishment), è quella di un pensatore geniale e polemico.

Paul Krugman insegna attualmente al MIT. Nel 1991 ha vinto la John Bates Clark Medal assegnata dall’American Economic Association. È autore di diversi voluti di successo, tra cui, pubblicati da Garzanti, Il silenzio dell’economia (1991), L’incanto del benessere (1995, recentemente riproposto negli Elefanti), Geografia e commercio internazionale (1995), Il ritorno dell’economia della depressione (1999), Economisti per caso (2000). Dal 1999 è columnist del «New York Times».


Il ritorno dell'economia delle depressione e la crisi del 2008
di Paul Krugman
Garzanti
Saggi
Nuova edizione aggiornata e ampliata
Traduzione dall'inglese di Giuseppe Barile e Gianni Merlini
224 pagine
€ 16.60
ISBN 978881160093-0

lunedì 2 marzo 2009

"Sono come tu mi vuoi" di AA.VV.

Storie di un mondo in cui «il lavoro – quello vero – è diventato un bene di lusso».

«A fine lettura "Sono come tu mi vuoi" si scopre manifesto. Il manifesto di una generazione incapace di manifesti, che non sa neanche alzare la voce perché teme il ridicolo, che già si aspetta i colpi dall’inizio e si rifiuta perciò di darsi peso. Eppure vede nelle pieghe, tra la vita quotidiana e il lavoro, tra i sentimenti e la necessità che preme, dove ci siamo ritirati. Sono come tu mi vuoi si scopre manifesto perché, con la stessa lucidità con cui narra la condizione di chi lavora e vive, non può fare a meno di evocare in controluce una vita in cui si può sperare, non può fare a meno di riconoscere, quasi con imbarazzo, epica, dignità e peso.»

"Sono come tu mi vuoi"
Storie di lavori
di Carola Susani, Christian Raimo, Tommaso Pincio, Nicola Lagioia, Sara Ventroni, Cristiano de Majo, Fabio Viola, Peppe Fiore, Marco Di Porto, Emanuele Trevi, Marco Rovelli, Michela Murgia, Stefano Liberti, Elena Stancanelli, Antonio Pascale, Alessandro Leogrande, Giordano Meacci, Valerio Mattioli, Giorgio Falco, Lanfranco Caminiti.
Laterza
Edizione 2009
Collana Contromano
ISBN 9788842088431
Narrazioni contemporanee
pp. 176
€ 10,00

domenica 1 marzo 2009

"Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters

"ANTOLOGIA DI SPOON RIVER" DI EDGAR LEE MASTERS E' IL LIBRO PIU' VOTATO DAI VISITATORI DE "IL CIRCOLO PICKWICK" NEL MESE DI FEBBARIO.

Contributi di Cesare Pavese e Guido Davico Bonino.

«Lee Masters guardò spietatamente alla "piccola America" del suo tempo e la giudicò e rappresentò in una formicolante commedia umana [...]. Le spettrali, dolenti, terribili, sarcastiche voci di Spoon River ci hanno tutti commossi e toccati a fondo».
Cesare Pavese

L'Antologia di Spoon River è stata pubblicata per la prima volta da Einaudi nel 1943, tradotta da Fernanda Pivano e scoperta da Cesare Pavese. Da allora sono state fatte ottanta edizioni e vendute 500 mila copie: un vero record per un libro di poesia, tradotto per di piú da un'altra lingua. Dal libro sono stati tratti dischi, riduzioni teatrali, musicali, radiofoniche, televisive. E intere generazioni l'hanno scelto come testo da leggere e come oggetto di studio.

Edgar Lee Masters (Garnett, Kansas, 1869 - Melrose Park, Pennsylvania, 1950), visse a Chicago svolgendo l'attività di avvocato, ma desiderando dedicarsi alla poesia. Nel 1915 pubblicò L'antologia di Spoon River che ebbe subito un successo clamoroso. Nel 1924 tentò di dare un seguito alla raccolta con La Nuova Spoon River, che non fu altrettanto apprezzata. Il seguente L'uomo Lincoln(1931), molto discusso, le biografie di Lindsay, di Whitman, di Mark Twain non equipararono piú la fama ottenuta con il primo libro.

"Antologia di Spoon River"
di Edgar Lee Masters
2005
ET Poesia
EINAUDI
pp. XLVI-508
ISBN 8806174738