«Genna è in grado di dare dipendenza». The Guardian
«Genna scrive con un’energia prodigiosa e agghiaccia il lettore». The New Yorker
Tra i pochi scrittori italiani celebrati anche all’estero, col suo Italia De Profundis Giuseppe Genna porta agli estremi l’operazione chirurgica su se stesso e il Paese in cui viviamo. Genna convoca i lettori in una sorta di Stonehenge fatta di storie. Si formano sotto i nostri occhi episodi di un’autobiografia impazzita, rivelazioni plausibilmente autentiche di quanto il personaggio «Giuseppe Genna» ha vissuto: il drammatico ritrovamento del cadavere del padre, in un’atmosfera lynchiana, una tardiva autoiniziazione all’eroina, l’esplosione dell’iracondia in una forma che guarda alla scrittura di Burroughs e l’intervento attivo e criminale nell’eutanasia di un caso simile a quello di Piergiorgio Welby. Fino all’avventura surreale in una estate solitaria presso un villaggio turistico in Sicilia, dove le tessere di questo racconto scomposto trovano una soluzione che è esilarante fino all’inabissamento finale. Fiction reale o realtà finzionale, questo libro pretende e concede un atto d’amore assoluto, formulato come appello al lettore, affinché sia cancellato l’autore e si ascolti l’inquietante risata con cui Genna stesso e l’Italia vengono seppelliti.
Giuseppe Genna, nato a Milano nel 1969, è uno dei più noti e importanti scrittori italiani delle ultime generazioni. Tra i suoi romanzi "Nel nome di Ishmael" (Mondadori 2001), "Non toccare la pelle del drago" (Mondadori 2003), "Grande Madre Rossa" (Mondadori 2004), "Dies Irae" (Rizzoli 2006) e "Hitler" (Mondadori 2007). Per minimum fax è appena uscito il suo ultimo romanzo, Italia De Profundis. I suoi libri sono tradotti in molte lingue.
Italia De Profundis Minimum Fax 352 pagine - novembre 2008 ISBN 978-88-7521-187-5 Prezzo di copertina: € 15
Provate a immaginare quale sarebbe stato l'undicesimo comandamento.
Siamo diventati tutti spreconi. Terribilmente spreconi. Per i motivi più svariati: abitudine, indifferenza, distrazione. O anche miopia e vizio. Viviamo con l'orologio sincronizzato nel tempo della società «usa e getta» e siamo ossessionati da uno stile, ormai diventato naturale, che si traduce nella cancellazione della parola sobrietà, considerata fuori moda, e nello sperpero di cose tangibili, dalle risorse naturali al cibo, e di beni immateriali. I più importanti, quelli che non hanno prezzo, non si trovano sul mercato, eppure ci appartengono come parte integrante della persona umana. La vita (e il suo dopo, cioè la morte), la salute, la bellezza, il tempo, le parole, il talento. La lotta contro lo spreco, che cova come un serpente dentro ciascuno di noi, è affidata allo sforzo di alcune minoranze. Magari anche di singole persone, forti e coraggiose. Sono loro che invocano e praticano il dittico «Non sprecare».
I nostri frigoriferi traboccano di cibo che neanche tocchiamo prima di gettarlo nella spazzatura. Nei nostri armadi non riusciamo più a infilare vestiti e scarpe perché sono troppi e non ci servono. Distruggiamo risorse naturali che la Terra non è più in grado di riprodurre. Ma innanzitutto sciupiamo corpi e anime. Di fronte allo spreco, ci arrendiamo. Alziamo le mani. Per scrivere questo libro, ho incontrato padri e figli, mamme del cuore e della pancia, monaci e scienziati, uomini di fede e non credenti, mercanti e servitori dello stato, geni dell'arte e visionari del volontariato a mille dimensioni, capi di piccole comunità ed eredi di grandi imperi economici. Ho cercato di scoprire, dentro ciascuno di loro, il seme di una resistenza a ciò che sembra ineluttabile. Sono andato a vedere che cosa accade in tanti regni geografici del benessere, in Europa, in America, in Cina. E mi sono convinto che la battaglia contro lo spreco è tutta da combattere, anche con gioia, perché è una straordinaria avventura verso un nuovo stile di vita.
Per ulteriori informazioni sul libro è possibile visitare il sito nonsprecate.it
Antonio Galdo: giornalista e scrittore, ha pubblicato per Einaudi Fabbriche, il romanzo della fabbrica italiana. Per molti anni si è occupato nei suoi libri degli sprechi, denunciando fatti e misfatti della vita pubblica, da Ospedale Italia a Guai a chi li tocca fino a Saranno potenti? In Non sprecare (Einaudi, 2008) ci racconta lo spreco peggiore: quello che ognuno di noi coltiva nell'indifferenza e nell'egoismo. E ci porta a scoprire uomini e donne straordinari: quelli che non sprecano. Il suo sito è www.antoniogaldo.it
2008 Gli struzzi EINAUDI pp. X-170 ISBN 8806194658
«Questo libro inizia con una storia di guerra. Nel deserto nevoso della steppa russa un aviatore tedesco precipita con il suo aereo. Sperduto e confuso, scopre il caldo conforto di mani generose. Lo avvolgono in un feltro, lo cospargono di grasso, lo fanno sopravvivere con cura amorevole e inaspettata. Il nostro sfortunato eroe scopre la vita là dove aveva preteso di portare la morte. Il suo nome era Joseph Beuys. Quell’antico e rabberciato vestito di feltro lo ha accompagnato per sempre. Alla maniera dell’Angelus Novus di Benjamin, lo ha ispirato e guidato. Una delle sue forme, oggi, è esposta alla Tate Modern di Londra. È disteso su un attaccapanni, spogliato del suo corpo. Pronto, all’occorrenza, per innumerevoli altri corpi: Felt Suit (1970)».
Un volume dal taglio assolutamente innovativo che racconta (tra arte, filosofia, storia e antropologia) delle storie del diritto. I protagonisti di queste storie sono: scomunicati e inquisitori, penitenti e confessori, uomini infami e persone dabbene, teologi e giuristi, gesuiti e luterani, scienziati e polemisti, domenicani e musulmani, giudicabili e condannati, minorati e guardamatti, alienisti e alienati. Muti attaccapanni, corpi viventi che vengono alla vita impigliati in una fitta ragnatela di parole e di cose. Una ragnatela tessuta con gli attrezzi del linguaggio, che si fa forte dello scudo della norma, fa vanto delle sue categorie universali, si muove all’unisono con i pensieri che le istituzioni pensano, giorno dopo giorno battezza, denomina e rinomina i comportamenti umani. Migliorino va alla ricerca di una declinazione del corpo che, da superficie della scrittura, sia visto invece esso stesso come scrittura di un testo, anzi come spazio aperto, come luogo di esistenza.
Francesco Migliorino è professore ordinario di Storia del diritto medievale e moderno nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania. Tra i suoi interessi di studio: l’alchimia e la magia medievale, la testualità della canonistica classica, i codici di comportamento nell’agire sociale pubblico, la psicoanalisi nelle riviste penali degli anni trenta. Tra i suoi saggi monografici: Fama e infamia (Giannotta, Catania 1985); In terris Ecclesiae (Il Cigno Galileo Galilei, Roma 1992); Mysteria concursus (Giuffrè, Milano 1999). È anche autore di un cortometraggio dal titolo Aria. Voci scritture immagini dal manicomio criminale di Barcellona Pozzo di Gotto.
Il corpo come testo Storie del diritto Francesco Migliorino Un tentativo di declinazione del corpo come spazio aperto, come luogo di esistenza. Editore: Bollati Boringhieri Anno 2008 Collana «Nuova Cultura - Introduzioni» Prezzo €16,00 172 Pagine
Nove testimoni d'eccezione per non dimenticare che c'è qualcuno che aiuta chi soffre.
Medici senza frontiere (Msf) è la più grande organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico al mondo nata per offrire soccorso sanitario alle popolazioni in pericolo e testimoniare delle violazioni dei diritti umani cui assiste durante le sue missioni in oltre sessanta paesi. Nel 1999 è stata insignita del premio Nobel per la Pace. Alessandro Baricco, Stefano Benni, Gianrico Carofiglio, Mauro Covacich, Sandrone Dazieri, Silvia Di Natale, Paolo Giordano, Antonio Pascale, Domenico Starnone raccontano le realtà internazionali in cui Medici senza frontiere opera.
Dalla Thailandia alla Cambogia, dalla Somalia alla Repubblica Democratica del Congo, dal Brasile alla Colombia, dal Pakistan all’Italia, i nove scrittori italiani raccontano la realtà di alcune aree per sensibilizzare i lettori sui temi della violenza urbana, della prostituzione, delle guerre, delle malattie e di tutte quelle crisi dimenticate che colpiscono le popolazioni indifese.
Listino € 14,00 Editore:Feltrinelli Collana: Serie bianca Anno:2008 Pagine: 192 Lingua: Italiano EAN9788807171598
Più di 6 mila morti sulle strade italiane ogni anno. Una piaga terribile nell’indifferenza generale. Proviamo a fermarla.
Dalla Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Un reportage dal fronte. Questo è il libro che vi apprestate a leggere. Una corrispondenza dettagliata, precisa e ragionata da una zona di guerra. Guerra di bassa intensità, ma che va avanti da decenni, circondata da un silenzio di fatto. Guerra globale, perché in atto ovunque, nessuno si senta escluso. Come altro definireste la morte, ogni giorno, tutti i giorni, di sedici persone?
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni Presidente Associazione italiana familiari e vittime della strada
I tempi sono maturi perché qualcosa cambi nella giustizia, nell’assistenza alle vittime e nella prevenzione. La situazione è troppo grave: i politici non possono fingere di non sapere, di non vedere!
Roberto Merli Associazione italiana familiari e vittime della strada, tiene corsi di educazione stradale nelle scuole.
“Mio figlio aveva quattordici anni. Perché si deve perdere la vita così facilmente sulle strade. Perché a chi ha investito mio figlio non hanno fatto nemmeno la prova del palloncino o l’analisi del sangue.”
Giordano Biserni Ex agente di polizia stradale, Presidente dell’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale
“Perché non parlano degli scontri nei salotti buoni di Vespa? Io so tutto di Cogne. Non accade lo stesso per le vittime della strada…”
Abbiamo paura di tutto, ma non degli scontri stradali. Ogni anno muoiono almeno settemila persone, ma per molti sono vittime di serie B. Svizzera, Svezia e Francia investono più di venti euro per cittadino in sicurezza stradale, in Italia nemmeno un centesimo nel triennio 2004-2006 e 90 centesimi per il 2007-2009. Una strage di Stato, per assenza, per colpevole distrazione (ci costa 35 miliardi ogni anno). Ma la società civile reagisce: per legittima difesa, per non lasciare soli coloro che sono toccati dalla tragedia e spesso neanche risarciti, mentre il colpevole facilmente sfugge alla pena. Morire sulle strade è un problema da rimuovere, come una guerra che però non sposta voti e non fa spettacolo. Troppo solidi gli interessi in gioco (auto, telefoni, consumo di alcol, locali notturni). Un tragico intreccio, sulla nostra pelle, su quella dei giovani soprattutto. Questo libro è un viaggio fra le storie delle vittime e le leggi che ancora mancano, è la testimonianza di una ventisettenne che, come molti altri ragazzi, ha visto morire degli amici sulla strada e ha voluto provare a capire le ragioni di una strage continua e inaccettabile.
Elena Valdini è nata a Piacenza nel 1981. Giornalista pubblicista, ha collaborato soprattutto con “Il Giorno”. Dal 2004 si occupa dei progetti editoriali della Fondazione Fabrizio De André Onlus, per conto della quale ha curato VOLAMMO DAVVERO (Rizzoli/BUR). Questo è il suo primo libro.
"Strage Continua" di Elena Valdini Chiarelettere Editore Collana Reverse pagine 224 prezzo 12 euro In libreria dal 13.11.
La campagna elettorale di Berlusconi sembra non avere fine. Ogni giorno un nuovo annuncio: via i rifiuti, via l’Ici, via i fannulloni, via le prostitute, via i clandestini, torna il grembiule a scuola, torna il nucleare in Italia, viva il dialogo, basta dialogo, Alitalia italiana, giù le tasse, è arrivato Robin Hood. Quando il fumo si dirada si intravede un’altra realtà. I tagli alla scuola sono drammatici, la crisi economica si aggrava, la pressione fiscale aumenterà, la giustizia è sempre ad personam, gli elettori non possono scegliere gli eletti, i debiti di Alitalia sono italiani, e i rifiuti sono soltanto diventati invisibili. Emergenza e decisionismo si inseguono nei discorsi dei ministri. Dopo i sogni arrivano le paure. E con le paure si può forse mantenere il potere, ma non si governa.
Guido Alborghetti (Brescia, 1943) è stato deputato per il Pci-Pds per quattro legislature, dal 1976 al 1992. Dal 2002 è presidente dell’osservatorio politico e legislativo Italia monitor. Per Nutrimenti ha pubblicato Il libro nero del governo Berlusconi (2005).
Guido Alborghetti Governo spot Collana: Igloo pp. 320 € 14.00 prima edizione novembre 2008 Isbn 978-88-95842-18-9
Controinterrogatorio delinea il percorso critico e teorico di Claudio Mutini, studioso di profonda ed eclettica cultura, scomparso nel 1999. Muovendo da una solida formazione letteraria, la sua curiosità intellettuale lo ha portato a conoscere e a discutere temi di varia natura: dalla funzione all’ideologia dei linguaggi estetici, dai problemi di economia a quelli di politica. La raccolta, un vero corpus organico quanto alle tematiche e alla metodologia, offre una mappa ricca e dettagliata del dibattito politico-culturale degli ultimi venti anni del ventesimo secolo. E' dunque una testimonianza preziosa per quanti oggi, soprattutto i giovani studenti, vogliano approfondire, usando una fonte diretta, un periodo cruciale della nostra recente storia culturale - e storia tout court. Si tratta del periodo seguito agli anni Sessanta e Settanta, contrassegnato da una netta inversione di tendenza e importantissimo per spiegare quanto si è andato delineando all’inizio del ventunesimo secolo. Gli articoli qui raccolti sono stati raggruppati in due sezioni: la prima,‘Economia, società, feticci’, è dedicata alle categorie del pensiero politico; la seconda, ‘Cultura’, è dedicata ai saggi sul dibattito militante intorno alla poesia della seconda metà del Novecento. Ognuna delle due sezioni è preceduta da una prefazione e ciascuno degli articoli è arricchito da una premessa e da un apparato di note atti a contestualizzarlo e a facilitarne la lettura. L’introduzione iniziale è un ulteriore contributo alla giusta collocazione storica di questi articoli e alla loro messa a fuoco, L’approccio dell’autore è fortemente critico e basato sulla riproposizione provocatoria di un pensiero “forte”. Specie i giovani non potranno non scorrere queste pagine senza, da un lato, viva curiosità per chi racconta dal di dentro anni drammaticamente determinanti e, dall’altro, intelligente divertimento per le ironie e i sarcasmi di un polemista di eccezione come Claudio Mutini.
Claudio Mutini (Roma 1935-1999) è stato redattore presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e responsabile della “Biblioteca Biographica”. È stato autore di libri su Lorenzo de’ Medici, Poliziano, Rousseau, Cervantes e di una raccolta di saggi cinquecenteschi (su Berni, Ariosto, Michelangelo, Folengo, Ruzante) raccolti nel volume L’autore e l’opera (Bulzoni 1973). Ha collaborato alla Literature of the Western World, alla Storia dell’arte di Einaudi e alla Storia Generale delle Letteratura Italiana dell’editore Motta. Alla sperimentazione artistica attengono Poesie dedicate (1979), Il perimetro interno (1985), Nostalgia e morte del teatro (1986), La superiorità del giorno (1990), Continua (1993),Continua due (1997), Costruzioni e retroscena (1998), Alterazioni (1999). È stato fondatore dei periodici politico-culturali «Assemblea» (1982- 1986) e «Invarianti» (1987- 1999).
"Controinterrogatorio" Istanze critiche per il nuovo millennio Collana: Politcamente Edizioni Ponte Sisto Pagg 400 euro 20
«A forza di cercare una pista originale da percorrere, mi sono ritrovato a vivere con una matta, a guidare una Panda e a guardare la gente fuori dal Warner Village. Questa è vita? Ma poi, chi è che stabilisce qual è la vita giusta?»
Periferia di Firenze. Enrico, Mosè, Pedro e Vanni sono quattro trentenni divertenti e imprevedibili, una piccola tribù di amici alle prese con una dilagante incertezza lavorativa ed esistenziale. Un giorno Enrico è costretto a improvvisarsi infermiere: dovrà occuparsi di Adelaide, un’anziana che dopo alcuni lustri di ospedale psichiatrico torna finalmente nella sua abitazione. Nell’appartamento della donna i quattro amici scopriranno qualcosa d’inatteso: nel passato di Adelaide c’è un segreto che cambierà per sempre le loro vite. Cosimo Calamini racconta con punte di irresistibile comicità una vicenda ricca di sorprese, dando voce alla realtà e alle speranze, agli amori e ai sogni di riscatto di quattro ragazzi come tanti – e come tanti un po’ speciali. Con una trama ben costruita e avvincente, una galleria di personaggi veri e simpatici, una serie di situazioni e battute esilaranti, Poco più di niente è un autoritratto generazionale dove la rabbia e il sentimento si intrecciano e si scontrano in maniera inaspettata.
Cosimo Calamini nasce a Firenze nel 1975. Si laurea in Lettere e Filosofia. Nel 2003 è tra i finalisti del Premio Solinas per soggetti cinematografici con l’opera Mandovò. Nel 2004 si diploma in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Lavora a Roma come sceneggiatore cinematografico e come autore di documentari per La7, History Channel, Studio Universal e RAI 3. Questo è il suo primo romanzo.
Titolo: Poco più di niente Autore: Calamini Cosimo Editore: Garzanti Libri Data di Pubblicazione: 2008 Collana: Narratori moderni ISBN: 8811686172 Pagine: 277
Oltre 2500 nuove voci di italiani notevoli. Non solo il mondo della politica, dell’economia, dello spettacolo e delle comunicazioni ma anche persone della società civile che per ragioni diverse hanno avuto visibilità. Un repertorio indispensabile e necessario per chi vuole sapere.
«È l’appendice che mancava al risorgimento. Fatta l’Italia, bisognava fare gli italiani. Il compito più difficile. C’è voluto un po’ di tempo ma ora eccoli qui» Antonio D’Orrico, CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE
Oltre 2500 nuove voci di italiani notevoli. Non solo il mondo della politica, dell’economia, dello spettacolo e delle comunicazioni ma anche persone della società civile che per ragioni diverse hanno avuto visibilità. Un repertorio indispensabile e necessario per chi vuole sapere.
Nuova edizione completamente aggiornata con l’aggiunta di un indice dei nomi di tutte le persone citate.
Il Catalogo permette di conoscere cosa hanno scritto i giornali senza averli letti, di sapere quel che c’è su internet senza accendere il computer: le dettagliate notizie biografiche sono spesso arricchite da dichiarazioni rilasciate alla stampa. Possiamo trovare le notizie che riguardano la vita pubblica ma anche quelle sulla vita privata: che mestiere faceva il padre di Monica Bellucci? per che squadra tifa Pippo Baudo? chi è stato il primo amore di Raffaella Carrà? Quante volte è stato ministro Francesco Cossiga? che musica ascolta Andrea Camilleri? e molto altro… Migliaia di informazioni che gli autori hanno raccolto in oltre dieci anni passati a selezionare il meglio di quanto pubblicato sulla stampa italiana.
Giorgio Dell’Arti, Catania 4 settembre 1945. Scrive su «Gazzetta dello Sport», «Io Donna», «Vanity Fair». Ha ideato e realizza l’edizione del lunedì del «Foglio» («Foglio dei Fogli»). Ha fondato il Venerdi di Repubblica. Ha pubblicato con Marsilio: Coro degli assassini e dei morti ammazzati (2204, due edizioni), Catalogo dei viventi 2007. 5062 italiani notevoli (2006, con Massimo Parrini, tre edizioni). Il primo libro delle profezie (2008), Il giorno prima del Sessantotto (2008). Per Marsilio dirige anche la collana «Gli album di Farabola» (in cui è uscito L’Inter. Cento anni di immagini mai viste a cura di Giorgio Giorgetti, 2008, tre edizioni).
Massimo Parrini, Livorno 13 marzo 1970. Laurea in Economia Politica alla Bocconi. Dal 1996 collabora con l’edizione del lunedì del «Foglio». Ha pubblicato con Marsilio Catalogo dei viventi 2007. 5062 italiani notevoli (2006, con Giorgio Dell’Arti, tre edizioni)
Il 16 gennaio 2008, giorno del suo compleanno, Willer Bordon dice di essersi «fatto un regalo»: come aveva annunciato da un paio di mesi, si è dimesso dal Senato in un inedito atto di protesta contro il declino e la corruzione della nostra classe dirigente, incapace di farsi portatrice delle reali esigenze dei cittadini, e contro la grave degenerazione della funzione legislativa del Parlamento. I privilegi economici di cui godono i parlamentari sono tuttavia la punta dell’iceberg, sotto la quale la crisi della politica ha assunto proporzioni disastrose. Di fatto, il Parlamento assomiglia sempre più allo sterile megafono del governo di turno, e i partiti sono macchine mangiasoldi governate da ristrettissime oligarchie: non solo per la disgraziata legge elettorale, che lascia a pochi uomini la potestà di decidere chi siederà nelle Aule, ma per una complessa storia più che ventennale. Una storia il cui sviluppo Bordon ricorda e acutamente analizza, indicando praticabili vie di fuga da una condizione che è di serio pericolo per le istituzioni democratiche.
UN BRANO "L’antipolitica non è il contrario della politica, ma il prodotto della cattiva politica. Oggi la vera antipolitica è a Palazzo, è ridotta a difesa di tornaconti personali o di una ristretta nomenclatura. Ecco perché mi sono dimesso da senatore uscendo dalla Casta. Ed ecco perché oggi consegno ai cittadini questo libro, che racconta in dettaglio lo sfacelo della politica italiana di oggi, ricostruisce alcune vicende che hanno generato l’attuale situazione e formula una ‘modesta proposta’ per un vero cambiamento. Nella convinzione che oggi bisogna uscire dalla politica per poter continuare a fare politica."
Willer Bordon è nato a Muggia (Trieste), città di cui è stato sindaco, nel 1949. Eletto per la prima volta in Parlamento nel 1987, è stato ministro dei Lavori pubblici, ministro dell’Ambiente e sottosegretario ai Beni culturali, presidente del gruppo "I democratici" alla Camera e della Margherita al Senato. Attualmente svolge attività giornalistica, pubblicistica e di formazione. Ha pubblicato Il tempo della nuova politica (Guerini, 1998) e Domani è un altro giorno (Nutrimenti, 2006). Si è dimesso dal Senato il 16 gennaio 2008.
PERCHE' SONO USCITO DALLA CASTA Willer Bordon Editore: Ponte alle Grazie Collana: Saggi Pagine: 208 Prezzo: € 14.00
L’esperienza di successo di Ghanacoop e la grande attenzione che ha ricevuto a livello nazionale e internazionale nascono in Italia da un percorso di lavoro innovativo per quanto minoritario. Questo progetto è stato promosso dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) coinvolgendo molte comunità di immigrati, accanto al mondo economico, istituzioni locali e nazionali, ONG e centri di ricerca, nell’ottica di un circuito aperto che riceve, comunica, scambia risorse e genera opportunità. Questi attori si impegnano, da alcuni anni, nella costruzione di uno spazio relazionale che includa i nuovi cittadini e nel quale il sistema delle opportunità garantisca la necessaria mobilità sociale. Oggi, Ghanacoop ha saputo coniugare economia e integrazione, grazie a un’iniziativa imprenditoriale autonoma e a un modo nuovo di intendere e caratterizzare le relazioni internazionali. Purtroppo, in Italia e in molti Paesi europei, poca attenzione è dedicata a quella risorsa straordinaria che sono i nostri migranti, potenziali facilitatori di importanti processi di internazionalizzazione per le nostre imprese e per il nostro modo di generare ricchezza. Questo volume intende raccogliere i contributi di quanti, negli ultimi anni, si sono interrogati su queste tematiche, elaborando riflessioni e prassi originali, capaci di aprire prospettive inedite nell’incompiuta e frammentata storia dell’immigrazione nel nostro Paese.
www.ghanacoop.it www.equo.it www.wwf.it
Enrico Bellavia 42 anni, giornalista, vive a Palermo. Cronista di nera e giudiziaria per «la Repubblica», autore di libri sul fenomeno mafioso, sui temi della criminalità e sugli intrecci tra potere e organizzazioni malavitose. Ha pubblicato per Baldini Castoldi Dalai editore insieme con Silvana Mazzocchi Iddu. La cattura di Bernardo Provenzano.
Thomas McCarthy 42 anni, ghanese, da diciannove anni in Italia, è presidente di Ghanacoop da quando è nata, nel 2005.
Enrico Messora 42 anni, presidente di Arcadia e amministratore delegato del gruppo cooperativo Oltrelab, dal 2001 progetta e gestisce azioni di imprenditorialità sociale in Italia, nei Balcani e in Africa.
Stephen Ogongo 34 anni, keniota, è in Italia dal 1995. Laureato in Scienza delle comunicazioni all’Università Gregoriana di Roma, ha collaborato con Radio Vaticana e infine approda ad «Africa News», del quale è direttore editoriale. Nel 2007 è tra i vincitori del «Black Community Leadership Awards» di Brescia.
Giulia Caiani 27 anni, è responsabile della progettazione per il gruppo cooperativo Oltrelab e dottoranda in Politica economica presso l’Università Cattolica di Piacenza. Ha curato il coordinamento redazionale del libro.
Stiamo vivendo – nei Paesi europei – un periodo storico in cui le politiche per l’immigrazione sono prigioniere di logiche e culture «difensive» e, parallelamente, attraversiamo un’epoca in cui la globalizzazione ha messo in discussione i modelli di cooperazione e di relazione sociale ed economica fra Nord e Sud del mondo. è il momento di costruire società più coese, valorizzando l’enorme capitale umano dei nuovi cittadini migranti per realizzare finalmente uno sviluppo diverso, partecipativo e sostenibile. Ghanacoop offre una risposta, economica e sociale, che nasce dal territorio, con e attraverso le comunità immigrate, in questo caso ghanesi, per un nuovo protagonismo degli immigrati: qui, là, ma soprattutto insieme.
Prefazione di Jean-Léonard Touadi Postfazione di Fulco Pratesi con saggi di Giulia Caiani, Alberto Caldana, Michele Candotti, Laura Ciacci, Raymon Dassi, Marco Marcocci, Chiara Minutella, Ndioro Ndiaye, Roberto Nicastro, Charles Nkuah, Red Ronnie, Oumar Syll, Pierpaolo Tempestini, Mauro Zavani. Con il coordinamento redazionale di Giulia Caiani
Le royalties del libro sostengono la campagna Metti in Luce l’Africa, promossa da Ghanacoop, Fairtrade Italia e WWF Italia per portare energia rinnovabile e facilitare uno sviluppo agricolo sostenibile nei villaggi rurali di Ghana, Togo, Camerun e Madagascar
Codice ISBN 88-6073-437 Autore Enrico Bellavia, Thomas McCarthy, Enrico Messora, Stephen Ogongo Sottotitolo L'esperienza di Ghanacoop e l'immigrazione che crea sviluppo Data di uscita 3/6/2008 Anno di produzione 2008 Pagine 224 Prezzo di listino: €16.00
SPECIALE DE IL CIRCOLO PICKWICK SULLA PRESENTAZIONE DI ROMA
"L'ULTIMA LEZIONE. LA VITA SPIEGATA DA UN UOMO CHE MUORE" E' IL LIBRO PIU' VOTATO NEL MESE DI OTTOBRE DAI VISITATORI DE "IL CIRCOLO PICKWICK".
Nell'agosto 2007, il professor Randy Pausch ha saputo che il cancro contro il quale combatteva era incurabile e che gli restavano pochi mesi di vita. Ha scelto di lasciare subito il suo lavoro all'università per stare vicino alla moglie Jai e ai loro bambini. Prima, però, il 18 settembre 2007, ha tenuto davanti a 400 studenti e colleghi la sua "ultima lezione", intitolata "Realizzare davvero i sogni dell'infanzia". Con ironia, fermezza e coraggio, ha ripercorso le tappe della sua esperienza, e il suo discorso è una testimonianza toccante e profonda di una vita resa straordinaria dall'intensità con la quale è stata vissuta. Da quel giorno, milioni di persone hanno visto su internet l'ultima lezione di Randy Pausch. Oggi quel testo, ampliato e arricchito, diventa un libro capace di parlare al cuore di ciascuno individuo. Pausch non vuole rivelare il senso della vita; più modestamente, mostra perché vale la pena vivere.
Randy Pausch, nome completo Randolph Frederick Pausch (Baltimore, 23 ottobre 1960 – Chesapeake, 25 luglio 2008), è stato un informatico statunitense. Era professore di informatica, interazione umano-computer e design presso la Carnegie Mellon University (CMU) di Pittsburgh, Pennsylvania. Nel settembre 2006, gli è stato diagnosticato un cancro del pancreas metastatizzato. Sottoposto ad intervento chirurgico palliativo e chemioterapia, è rimasto attivo e vigoroso fino al giorno della sua morte.
Jeffrey Zaslow: giornalista americano lavora per il "Wall Street Journal".
"L'ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore" Editore: RIZZOLI Pubblicazione: 04/2008 Prezzo: € 15,00 ISBN-13: 9788817023146 ISBN: 8817023140