venerdì 12 giugno 2009

"C'è posto per te" di Massimiliano Lenzi

Il divano e il televisore rappresentano da oltre cinquant’anni, ovvero da quando la televisione si è assicurata un posto d’onore nelle nostre case ed il suo consumo è diventato un fenomeno di massa, un binomio indissolubile, una “scatola” sempre accesa che ci cattura e condiziona le nostre esistenze e a cui è difficile non prestare ascolto.

Massimiliano Lenzi, giornalista esperto di televisione, da anni lavora nelle redazioni di programmi televisivi di successo, con il suo “C’è posto per te” in libreria per i tipi di Vallecchi (pp.144, Euro12,50) nella nuova collana I Saggi, ci accompagna dietro le quinte come in un viaggio nell’aldilà, attraverso i gironi della Commedia dantesca e ci rivela il suo percorso nell’osceno, nel nascosto della nostra contemporaneità dove il “tengo famiglia” è scomparso e ha lasciato spazio al c’è posto per te, lì dentro, la televisione, possibilmente per finirci dentro.

“ E’ giusto concepire Inferni o Paradisi, giudicare alto o basso - scrive Carlo Freccero nella prefazione- buono o cattivo un prodotto come quello televisivo che non è soggetto in sé né a canoni estetici, né morali? In televisione ha valore non ciò che è giusto o sbagliato, bello o brutto, alto o basso, ma ciò che funziona. Secondo me un prodotto di successo è , a suo modo, sempre un prodotto alto. Non esteticamente o moralmente, ma proprio perché funziona. E far funzionare un programma implica professionalità e intuizione”. Tra i personaggi evocati nel viaggio dantesco dentro il piccolo schermo, Mike Buongiorno è Virgilio, Maurizio Costanzo è Caronte, Bruno Vespa - Ciacco, Walter Veltroni è Erisittone e Silvio Berlusconi il Marco Lombardo.

Massimiliano Lenzi : giornalista, ha lavorato per sei anni nella redazione di “Otto e mezzo” di Giuliano Ferrara, su La7; collabora con Il Foglio, Tempi, Il Secolo XIX e L’Unione Sarda. Dallo scorso anno è nella redazione di Anno Zero di Michele Santoro.

"C'è posto per te"
di Massimiliano Lenzi
VALLECCHI
EUR 12,50

giovedì 11 giugno 2009

"Toghe rosso sangue" di Paride Leporace

La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia.

Tra il 1969 e il 1994 sono stati ben ventisette imagistrati italiani che la criminalità organizzata e il terrorismo hanno brutalmente assassinato, e solo perché “colpevoli” di servire lo Stato.

Ventisette vite umane sacrificate sull’altare di oscuri disegni eversivi e colpite senza pietà, vittime cancellate dalla memoria collettiva. Infatti per molti magistrati caduti nell’esercizio delle loro funzioni si è assistito a un deprecabile processo di rimozione del loro impegno – oltre che della loro vita – dalla faticosa storia della Repubblica italiana.

Toghe rosso sangue è un libro che, per la prima volta, colma questo scandaloso vuoto di sapere tratteggiando la figura dei magistrati italiani uccisi da mafiosi, criminali comuni e terroristi. Da Agostino Pianta fino a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il libro di Paride Leporace ricostruisce la carriera professionale dei giudici assassinati in Italia, spiega il contesto in cui maturò il loro omicidio, raccoglie la testimonianza dei parenti, degli amici e addirittura dei carnefici, salvando chi è stato costretto a dare la vita per l’esercizio della giustizia dalla più spietata delle condanne: quella dell'oblio.

Paride Leporace è il direttore de «il Quotidiano della Basilicata», ha fondato «il Quotidiano della Calabria» e «Calabria Ora». Dopo innumerevoli reportage dedicati ad alcuni tra i più eclatanti casi di cronaca nera italiana, Toghe rosso sangue è il suo primo libro.

IL BLOG DELL'AUTORE

"Toghe rosso sangue"
di Paride Leporace
NEWTON COMPTON
Controcorrente n. 37
ISBN 978-88-541-1240-7
Pagine 320
Euro 12,90

mercoledì 10 giugno 2009

"Per una sinistra pensante" di Salvatore Biasco

Costruire la cultura politica che non c'è.

Può il liberalismo politico ed economico diventare il principio ispiratore della sinistra? La domanda schietta di Salvatore Biasco tocca il cuore delle incertezze, della confusione, del malcontento verso l’inconsistenza dei progetti e della leadership del Partito democratico e dintorni. Partendo da qui egli svolge un’irrituale discussione politica proponendo temi che di solito la sinistra salta a piè pari, prigioniera com’è delle suggestioni del momento.

Era noto il rigore di analisi di Biasco economista, non lo era ancora la sua efficacia nella critica della politica. Con molta misura e precisione, con la durezza e il rigore di un intellettuale che non si contenta di formule, Biasco affronta l’impasse della sinistra con la determinazione di chi sa che un partito non pesa solo per i suoi voti, ma altrettanto per la considerazione, la stima e il rispetto che guadagna attraverso il suo apparato di pensiero, la propensione a costruire il futuro, la capacità di offrire una classe dirigente competente e all’altezza delle funzioni che aspira a svolgere.

Salvatore Biasco è ordinario di Economia monetaria internazionale all’Università «Sapienza» di Roma. Autore di una vasta produzione specialistica è stato deputato nella XIII Legislatura, presidente della Commissione bicamerale per la riforma fiscale (detta «dei Trenta») e ha poi presieduto la Commissione consultiva per la riforma della tassazione delle imprese (Commissione Biasco), la cui relazione è alla base di parte dell’attuale normativa fiscale. È stato premio Saint Vincent per l’economia. Ha, tuttavia, sempre coltivato passione e impegno politico.

"Per una sinistra pensante"
di Salvatore Biasco
MARSILIO
pp. 160
Euro 12.00
2009
isbn: 978-88-317-9729-0

martedì 9 giugno 2009

"Federalismo criminale" di Nello Trocchia

“È davvero prezioso il contributo offerto da Nello Trocchia in questo suo libro dal titolo lucidamente provocatorio, un viaggio senza remore, né risparmio di documentate denunce, nei territori dove sono state sciolte amministrazioni colluse o infiltrate dalle mafie, documentando responsabilità politiche, imprenditoriali, affaristiche, come complicità burocratiche che sono una maglia essenziale nella rete di interessi che in molti territori domina illegalmente il mercato degli appalti e la gestione di fondi pubblici”.
(dalla postfazione di Roberto Morrione)

Le mafie che vivono sotto casa, che depredano le risorse pubbliche, che riducono a deserto i territori. Il federalismo criminale come sistema politico che governa intere parti del nostro territorio. Le storie dei comuni sciolti per mafia raccolte in questo libro raccontano le mani della piovra nelle aule comunali tra omertà, mattanze ed eroi isolati. Tra appalti truccati, centri commerciali, alta velocità, assunzioni e contributi sociali in mano a mafie e politica criminale. Una situazione di indecenza democratica dove la legalità, la sicurezza pubblica, la civile convivenza lasciano il posto alla barbarie, al feudo, a vecchi e nuovi podestà. Le mafie divorano le istituzioni nel silenzio della politica e dell’informazione. Federalismo criminale è la denuncia, eccezionalmente documentata, di come anche nei comuni sciolti per mafia nulla cambi, di come le mafie riescano a ritornare ogni volta padrone. Con i nomi e i cognomi dei protagonisti del malaffare di ieri e di oggi, tra scandali, devastazione ambientale e latitanze dorate.

Nello Trocchia è nato a Nola, in provincia di Napoli, ventisei anni fa. Negli anni ha collaborato con Liberazione, il manifesto, La Voce della Campania, Calabria Ora, L'espresso. In radio ha curato e condotto una trasmissione sul fenomeno mafioso e la corruttela politica. Attualmente lavora a Roma nell'agenzia di informazione Econews e scrive per Narcomafie e La Voce delle Voci. Federalismo criminale ha ricevuto, come opera di ricerca universitaria, la menzione al Premio 'Giancarlo Siani' 2008.

Federalismo criminale
di Nello Trocchia
NUTRIMENTI
collana: Igloo
pp. 384
€ 15.00
prima edizione maggio 2009
978-88-95842-33-2

lunedì 8 giugno 2009

"Facebook come" di Borgato, Capelli e Ferraresi

Il fenomeno Facebook è rapido, mutevole ed in frenetica espansione, tanto che risulta difficile oggi definirlo, contenerlo o addirittura padroneggiarlo con l'aiuto di definizioni o di descrizioni.

La complessità e insieme il fascino di Facebook si possono allora meglio comprendere, e in qualche modo stringere dappresso, attraverso l'impiego della analogia e dello studio degli ambiti che Facebook attraversa, che è quanto sin dal titolo cerca di fare questo libro.

Ci sono infatti campi e domini che Facebook felicemente contamina e numerosi sono gli ambiti sociali che impiegano Facebook per i propri scopi.

È questa la strada che hanno scelto i curatori del presente volume: vale a dire indagare l'uso che si fa in politica, in economia, nel gioco delle relazioni e in quello delle identità sociali del più importante tra tutti i social network. Per comprendere come mai oggi Facebook è un fenomeno planetario occorre investigare come e perché funziona in numerosi e differenti ambiti.

Il libro è una lettura importante per tutti gli utilizzatori di Facebook e per coloro che vogliono comprendere il come mai di un tale successo.

"Facebook come"
Le nuove relazioni virtuali
di Renata Borgato, Ferruccio Capelli, Mauro Ferraresi

Contributi di :
Alberto Abruzzese, Annelisa Addolorato, Lilia Beretta, Carlo Bisio, Vittorio Canavese, Alessandro Capelli, Andrea Ceriani, Matilde Depangher, Sergio Di Giorgi, Chiara Fiocchi, Samantha Gamberini, Nicola Grande, Anna Guardavilla, Francesco Morace, William Nessuno, Francesca Pasquali, Mario Pireddu, Paola Riva, Fabrizio Salmi e Paolo Vergnani.

Editore: Franco Angeli
Data di Pubblicazione: 2009
Collana: Cultura della comunicazione
ISBN: 8846496280
ISBN-13: 9788846496287
Pagine: 208
Prezzo: € 24.00

domenica 7 giugno 2009

"Qualunque cosa succeda" di Umberto Ambrosoli

Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi

A trent’anni dall’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, il libro del figlio Umberto ripropone una storia di straordinario impegno civile, ancora attualissima.

«Erano le 8.30 del 12 luglio. Il consueto, familiare gesto di accendere la radio per ascoltare il notiziario trasformò di colpo quella che doveva essere una ordinaria giornata di lavoro in un tempo di straordinaria drammaticità: la sera precedente l’avvocato Giorgio Ambrosoli era stato assassinato mentre stava rientrando a casa.

Quel colpo sparato ad Ambrosoli era destinato al cuore dello Stato, inscrivendosi l’episodio in un clima inquietante e torbido di intrecci tra malavita e forze eversive, che puntavano alle istituzioni con un disegno destabilizzante non dissimile, nei suoi esiti, da quello perseguito dal terrorismo, dalla lotta armata».
Carlo Azeglio Ciampi

Questa è la storia di Giorgio Ambrosoli, per cinque anni commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, ucciso a Milano da un killer la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979.

La racconta a trent’anni di distanza il figlio Umberto, che ai tempi era bambino, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell’archivio RAI. Sullo sfondo, la storia d’Italia in quel drammatico periodo.

Nell’indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Aveva scritto alla moglie: «Pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese [...] Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo».

Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale.

Umberto Ambrosoli, classe 1971, è avvocato penalista a Milano. È il più giovane dei tre figli di Giorgio Ambrosoli. Da anni è impegnato a valorizzare e attualizzare la storia del padre, partecipando a incontri nelle scuole di tutta Italia, a convegni e a iniziative pubbliche ed editoriali.

"Qualunque cosa succeda"
di Umberto Ambrosoli
SIRONI EDITORE
Codice ISBN: 978-88-518-0120-5
Pagine: 320
Prezzo di copertina: € 18,00

Il libro verrà presentato giovedì 11 giugno p.v., alle ore 18.30, presso la Sala Schuster, in via Sant’Antonio 5, a Milano (MM1 Duomo - MM3 Missori). Con l'autore, Umberto Ambrosoli, saranno presenti Gherardo Colombo e Corrado Stajano. Seguirà rinfresco.


sabato 6 giugno 2009

"La casta della monnezza" di De Stefano e Iurillo

Dall’emergenza rifiuti alla crisi finanziaria, il ritratto di un Paese e di una classe politica sotto inchiesta

Prefazione di Gianni Barbacetto

Nel libro di De Stefano e Iurillo sfilano quaranta uomini politici nei guai con la legge: senz’altro troppi per una terra che chiede a gran voce il riscatto dalle condizioni in cui è precipitata.




Bruno De Stefano è nato nel 1966 a Somma Vesuviana (Napoli). Giornalista professionista, ha lavorato per diversi quotidiani tra cui «Paese sera», «Il Giornale di Napoli», «Corriere del Mezzogiorno» (dorso campano del «Corriere della Sera») e per «Metropolis», occupandosi in particolare di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente è redattore di «City», il quotidiano freepress del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera. Con la Newton Compton ha pubblicato Napoli criminale, I boss della camorra e La penisola dei mafiosi. L’indirizzo del suo blog è brunodestefano.splinder.com


Vincenzo Iurillo è nato a Castellammare di Stabia (Napoli) nel 1970. Giornalista professionista, ha lavorato come responsabile della cronaca politica per «Metropolis» ed è stato collaboratore del «Corriere del Mezzogiorno».

"La casta della monnezza"
di Bruno De Stefano e Vincenzo Iurillo
ISBN 978-88-541-1474-6
Pagine 384
Euro 12,90
NEWTON COMPTON
Controcorrente n. 50

Il libro verrà presentato da Bruno De Stefano, giovedì 11 giugno, su Radio Uno, nel corso del programma “Zapping”, alle ore 20.20.

venerdì 5 giugno 2009

"La peste di Milano" di Marco Alfieri

Milano è malata. E la sua malattia può avere conseguenze molto rilevanti sull’intero “sistema Italia”. Un’inchiesta senza sconti sui mali che affliggono la ex capitale morale.

Il libro
Ormai da troppi anni quella che è stata la città più avanzata del paese sembra aver smarrito la strada, sfiancata da dinamiche ben lontane dalla sua grande tradizione di riformismo illuminato.

Il punto di svolta è stato lo shock di Tangentopoli. Da allora, la metropoli che ha guidato la modernizzazione italiana rischia di scivolare in un pantano fatto di inerzia, miopia, ritardi.

La peste di Milano è un’inchiesta senza sconti sui mali che affliggono la ex capitale morale: la fine di un vero progetto condiviso sulla città, la mancanza di strategia delle classi dirigenti, la struttura neofeudale del potere economico-finanziario, l’incapacità di pensarsi come grande metropoli multietnica, il declino della creatività, addirittura il pericolo crescente di infiltrazioni della criminalità organizzata.

È una storia di grandi e piccoli fallimenti, dal caso Malpensa-Alitalia ai germi di razzismo e intolleranza che ancora covano nelle sue viscere. Persino il successo dell’Expo 2015 ha dato il via in pochi mesi ad una estenuante lotta per le poltrone e per il controllo dei sostanziosi appalti.
Milano è ancora ricca di talenti straordinari. Saprà metterli una volta di più al servizio del suo futuro e dell’intero paese?

Marco Alfieri è nato a Varese, vive a Pavia, lavora a Milano. Già corrispondente dal Nord per “Il Riformista”, scrive per “Il Sole 24Ore”. È autore di Nord terra ostile. Perché la sinistra non vince (Marsilio 2008).

"La peste di Milano"
di Marco Alfieri
FELTRINELLI
Collana: Serie Bianca
Pagine: 176
Prezzo: Euro 13
In libreria dal 4 giugno 2009

Il libro verrà presentato a Milano il prossimo 18 giugno, alle ore 18.30, presso la Libreria Feltrinelli che si trova in Piazza Piemonte, 2. Sarà presente l'autore.

giovedì 4 giugno 2009

"Rifugiati Football Club" di St. John Warren

Clarkston, Georgia, era una tipica cittadina del Sud fino a quando non è stata designata nel 1990 come centro di accoglienza per i rifugiati, diventando la prima dimora americana per innumerevoli famiglie in fuga dalle zone di guerra di tutto il mondo. Improvvisamente le sue strade si sono riempite di donne che indossano il velo, ovunque si è diffuso il profumo del curry e del cumino, e ragazzi di ogni colore hanno iniziato a giocare a calcio in qualunque spazio disponibile. La città è diventata anche la casa della carismatica Luma Mufleh, una donna giordana che ha studiato negli Stati Uniti e che ha fondato una squadra giovanile di calcio composta dai ragazzi di Clarkston. E quei ragazzi hanno trovato un nome per la loro impresa: i Fugees, i Rifugiati.

L’incredibile storia dei Fugees inizia il giorno in cui Luma vede qualcosa di inaspettato. C’è un gruppo di ragazzi, sopravvissuti alle guerre, alla violenza delle vendette tribali, alla morte di fratelli e genitori, forse al loro stesso passato di soldati bambini costretti alla barbarie. Stanno giocando a calcio, con una passione e una grazia che sembrano annullare gli effetti di ogni orrore, paura o solitudine che quei ragazzi possono aver provato. È un attimo rivelatore, e Luma comprende in un istante quale sarà il suo destino.

Un pomeriggio del giugno 2004 gli aspiranti calciatori accorrono entusiasti, speranzosi e increduli al primo provino dei Rifugiati. Per formare una grande squadra Luma cerca di scoprire ed esaltare ciò che hanno davvero in comune. «Ci disse che eravamo tutti stranieri, e che questa era una squadra che unisce tutti. E chi non ci riesce se ne va a casa».

In una cittadina degli Stati Uniti esiste una squadra di calcio unica al mondo, un incredibile gruppo di ragazzi senza patria e con un futuro difficile: i Fugees, i Rifugiati.

Giovani calciatori di ogni nazione, Etiopia, Burundi, Afghanistan, Congo, Iraq, Liberia, Sudan, Somalia, Bosnia. Scappati all’orrore delle guerre civili, dalla povertà, dalla devastazione e dalla violenza.
Allenati da una donna che viene dalla Giordania.

Calcio e politica, talento e sudore: una storia vera di sport e generosità, di riscatto e speranza. Un esempio e un modello per ogni paese del mondo, dal cuore di un’America che vuole rinascere nel segno della libertà e dell’orgoglio civile.

Le regole dei Rifugiati:
Mi comporterò bene in campo e fuori.
Non fumerò.
Non mi drogherò.
Non berrò alcol.
Non metterò incinta nessuna.
Non dirò parolacce.
I miei capelli saranno piú corti di quelli dell’allenatore.
Sarò sempre in orario.
Ascolterò l’allenatore.
Mi impegnerò al massimo.
Chiederò aiuto.
Voglio far parte dei Fugees!

Warren St. John è un giornalista del New York Times e l’autore del bestseller Rammer Jammer Yellow Hammer, un viaggio tra i tifosi del football universitario. I diritti cinematografici di Rifugiati Football Club sono stati acquisiti dalla Universal, che ha annunciato la produzione di un film tratto dalla vicenda. La fondazione e le attività dei Fugees si possono seguire sul sito www.fugeesfamily.org.

"Rifugiati Football Club"
di St. John Warren
Traduzione dall’inglese di Luca Fusari
NERI POZZA
BLOOM
Giugno 2009
Euro 16,050
384 pagine
EAN 9788854502574


Il libro verrà presentato giovedì 25 giugno 2009, alle ore 18,00, a Milano, presso la libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires 33. Con l'autore Warren St. John interverrà Darwin Pastorin.

mercoledì 3 giugno 2009

"Io gioco pulito" di Antonio Padellaro

Giocare pulito significa rispettare gli impegni presi, non scaricare su altri la colpa dei propri errori.

Non giochi pulito se il giorno dopo ti dimentichi dei tuoi elettori, se ti metti d’accordo sottobanco con i tuoi avversari del giorno prima. Io gioco pulito nasce un anno fa dalla sconfitta storica del centrosinistra e vuole dare una risposta a quei milioni di persone che hanno assistito al trionfo di ciò che avevano sempre combattuto e sono rimaste sole.

Come è stato possibile che il governo Prodi implodesse dopo poco più di un anno e che in quindici mesi il Partito democratico dilapidasse gran parte del patrimonio di consensi guadagnato con le famose primarie? Come è stato possibile che da un giorno all’altro Walter Veltroni gettasse la spugna senza fornire una vera spiegazione del suo abbandono? Perché si è lasciato che il Paese finisse ancora una volta nelle mani di un oligarca miliardario che considera la Costituzione un impaccio? Questa è la storia di un enorme spreco di fiducia e di speranze, raccontata da chi per otto anni ha osservato i giochi di potere della vecchia e stanca nomenklatura politica italiana dalla scrivania di direttore dell’«Unità».

Ne è uscito un libro corale che è in qualche modo la continuazione di quel giornale animato dalla passione e dall’impegno civile di Furio Colombo e Marco Travaglio, di Antonio Tabucchi e Corrado Stajano, di Nando Dalla Chiesa e Oliviero Beha, di Maurizio Chierici e Sandra Amurri. Testimoni della disfatta che, nonostante tutto, non vogliono arrendersi.

Affermare: «Io gioco pulito» non vuol dire vantarsi o sentirsi migliori degli altri. È la dimostrazione che in politica, ma soprattutto nella vita, si può vincere – e vincere meglio – se si rispettano le regole e si dà il giusto peso a parole considerate desuete dai nuovi padroni d’Italia. Onestà. Lealtà. Competenza. Generosità. Rispetto per gli altri.

«Come vecchi commilitoni che si ritrovano, ho chiesto ad alcune delle firme che mi hanno accompagnato negli anni dell’“Unità” di raccontare il vuoto che stiamo attraversando. Il vuoto della politica. Ho chiesto se anche loro galleggiano dentro una delusione che ci toglie la voglia e la rabbia. Ho chiesto di farmi compagnia nei miei dubbi. Ho chiesto se hanno una spiegazione. E una soluzione.»

Visita il Blog www.iogiocopulito.it

Antonio Padellaro(1946) ha iniziato la sua carriera di giornalista all’Ansa. In seguito è diventato responsabile della redazione romana del «Corriere della Sera» e vicedirettore dell’«Espresso». Dal 2005 al 2008 è stato direttore dell’«Unità». Per BCDe ha pubblicato Non aprite agli assassini (1995), Senza cuore (2000) e, insieme a Furio Colombo, Il libro nero della democrazia (2002).

"Io gioco pulito"
di Antonio Padellaro
BALDINI CASTOLDI
Codice ISBN 88-6073-550
Data di uscita 6/4/2009
Sito www.iogiocopulito.it
Pagine 184
Prezzo: €17.50

martedì 2 giugno 2009

"La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano

"LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI" DI PAOLO GIORDANO E' IL LIBRO PIU' VOTATO DAI VISITATORI DE "IL CIRCOLO PICKWICK" NEI MESE DI GENNAIO E GIUGNO 2009.

Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci. È una mattina di nebbia fitta, lei ha freddo e il latte della colazione le pesa sullo stomaco. In cima alla seggiovia si separa dai compagni e, nascosta nella nebbia, se la fa addosso. Per la vergogna decide di scendere a valle da sola, ma finisce fuori pista, spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canalone innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno.
Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela. La presenza costante della sorella umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei. Per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia decide di lasciare Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei.
Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e di Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze, così profondamente segnate, si incroceranno e i due protagonisti si scopriranno strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.
Questo romanzo è la storia dolorosa e commovente di Alice e di Mattia, e dei personaggi che li affiancano nel loro percorso. Paolo Giordano tocca con sguardo lucido e profondo, con una scrittura di sorprendente fermezza e maturità, una materia che brucia per le sue implicazioni emotive. E regala ai lettori un romanzo capace di scuotere per come alterna momenti di durezza e di spietata tensione a scene più rarefatte e di trattenuta emozione, piene di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

Paolo Giordano scrittore, nato a Torino nel 1982. Con il libro "La solitudine dei numeri primi" ha vinto il Premio Campiello Opera Prima, il Premio Fiesole Narrativa Under 40 e il Premio Strega; a 26 anni è il più giovane scrittore ad aver avuto quest'ultimo riconoscimento letterario."La solitudine dei numeri primi" è il libro più venduto in Italia nel 2008, con più di un milione di copie acquistate.

"La solitudine dei numeri primi"
di Paolo Giordano
Editore: Mondadori
Anno: 2008
Collana:Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 312
ISBN: 978880457702
Prezzo: 18 euro

lunedì 1 giugno 2009

"Voglio l'America" di Enrico Franceschini

“Eravamo liberi, eravamo poveri, avevamo il mondo in mano e… volevamo l’America”. Inizio anni ottanta. Lui è arrivato a New York da solo, con un borsone rosso a tracolla, una macchina per scrivere portatile, mille dollari in tasca e il sogno di conquistare gli Stati Uniti...

Il libro
Inizio anni ottanta. Lui è arrivato a New York da solo, con un borsone rosso a tracolla, una macchina per scrivere portatile, mille dollari in tasca e il sogno di conquistare gli Stati Uniti, almeno per un po’: “Vado, sistemo l’America e torno”. È un provinciale italiano appena uscito dall’Università che si è messo in testa di fare il giornalista fra i grattacieli di Manhattan, affascinato dai romanzi di Bukowski, dai film di De Niro, dalle mille luci di Broadway. Ma come spesso accade, la realtà è molto meno romantica della fantasia: nessun giornale pubblica le sue corrispondenze, per sopravvivere deve distribuire i volantini pubblicitari di un topless-bar, rubacchia nei negozi, telefona a scrocco, si nutre di zuppe in scatola e decisamente non ci sono luci attorno a Hell’s kitchen, la “cucina dell’inferno”, il quartiere portoricano dove con gli ultimi soldi che gli sono rimasti ha preso in affitto uno squallido appartamentino. Finché l’arresto di John Gambino, “padrino” di una delle famiglie di Cosa Nostra che controllano il crimine organizzato in città, segna una svolta nel suo destino.
Tra loft di artisti squattrinati e discoteche in cui si va tutti insieme alla toilette, interviste con Steven Spielberg negli studios di Hollywood e balli con Gina Lollobrigida in cima al Rockefeller Center, compagni di sbronze che guidano i turisti in sex-tour notturni e l’amore per Angie, un’italoamericana che sembra timida e indifesa ma non lo è affatto, vola via un anno pieno di sorprese. Lasciandolo, alla fine, con due questioni fondamentali da risolvere: seguire il consiglio che gli dà con una strizzata d’occhio l’attore John Cassavetes, ovvero sposare Angie prima che qualcun altro gliela porti via? E soprattutto, una volta “sistemata” l’America, rimanere lì o tornare a casa? Meglio l’Empire State Building o la Torre degli Asinelli?

Una storia di vita vissuta appassionante come un romanzo, un inedito autoritratto di Enrico Franceschini, corrispondente di “la Repubblica”: che alla fine ha scelto l’Empire State Building e, dopo New York, Washington, Mosca e Gerusalemme, scrive oggi da Londra.

Enrico Franceschini (Bologna, 1956): giornalista e scrittore, è da quasi vent'anni corrispondente dall'estero per il quotidiano "la Repubblica", per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel '94 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca.

"Voglio l'America"
di Enrico Franceschini
FELTRINELLI
Collana: I Canguri
Pagine: 192
Prezzo: Euro 13
In libreria dal 4 giugno 2009

Enrico Franceschini incontra il pubblico in occasione dell'uscita di "Voglio l'America" il 9 giungo 2009, alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli Galleria Colonna, a Roma.